Estratto del documento

RELAZIONI INTERNAZIONALI

Oggetto: politica internazionale che comincia nel XVI-XVII secolo dopo un lungo

e laborioso processo di formazione

altre politiche internazionali: polis greche, civiltà ellenistiche…

Si sceglie di dare inizio alla politica internazionale con la Pace di Westfalia del

1648 (mise fine alla Guerra dei Trent’anni)

si parla di modello Westfaliano

 è riconoscibile la politica internazionale moderna

 da questo momento si è cristallizzata ed è rimasta pressoché invariata

 fino ai giorni nostri

La politica internazionale moderna si distingue per due caratteristiche

fondamentali:

politica interstatale: fondata sulla centralità dello stato sovrano,

 processo di affermazione dello stato che elimina tutti gli altri tipi di

soggettività politiche

sovranità esterna: lo stato non riconosce delle autorità politiche al di

sopra di sé (superiorem non recognoscem), è centro di decisione

originaria, trae da sé la legittimità

sovranità interna: monopolio dell’uso della forza legittima all’interno

dei suoi confini, smilitarizzazione dei soggetti politici che avevano il

diritto di ricorrere alla forza militare

lealtà esclusiva: da parte della popolazione su cui esercita la sovranità

 territorialità: confini precisi e delineati

globalità: periodo di grandi scoperte geografiche e proiezione mondiale

 degli stati europei (commerci internazionali e colonizzazione)

Statalizzazione e globalizzazione sono legate alla vicenda del colonialismo

europeo e poi della decolonizzazione

hanno messo in contatto tutto il mondo per la prima volta nella storia

 dell’umanità

smantellamento delle forme politiche locali (sistemi signorili es. sistema

 sinocentrico)

esportazione dei modelli di organizzazione politica e in primis lo stato

Lo studio delle relazioni internazionali nasce nel Novecento

nel 1919 è stata istituita la prima cattedra di relazioni internazionali

 all’università del Galles

IDEALISMO

Atto di nascita dello studio delle relazioni internazionali che affonda le radici

nell’esperienza della Prima Guerra Mondiale 1

obbiettivo: trovare le cause delle guerre tra gli stati

 scuola kantiana delle relazioni internazionali, stampo liberale e idealista

L’idealismo tratta la guerra come una patologia, una malattia sociale e politica

che può essere curata, non è fisiologica e inevitabile

è un fenomeno storico che può essere superata con lo sviluppo e il

 progresso

Negli anni ’20 pensavano che la guerra fosse già in via di estinzione,

anacronistica

la guerra smette di essere uno strumento della politica

Concezione progressista della storia primato della cooperazione sul conflitto

superamento della violenza e adesione a pratiche cooperative in ambito

 economico e giuridico

Cause fondamentali della guerra

politica interna: alcuni tipi particolari di stato hanno una marcata

 predisposizione a ricorrere alla violenza (es. regimi autoritari, illiberali,

non fondati sul consenso popolare)

organizzazione dell’economia: una bassa integrazione economica tra gli

 stati tende a favorire la competizione politica e il conflitto (il mercato e il

commercio internazionali sono in grado di contrastare la deriva divisiva

degli stati sovrani, incoraggia la cooperazione e inibisce la guerra)

primato dell’economia sulla politica

mancanza a livello internazionale di un apparato repressivo: tribunali,

 polizia internazionale per accertare le violazioni del diritto internazionale

(per quanto rudimentale e lacunoso che per altro non metteva al bando

la guerra)

Soluzioni

necessità di riforme politiche interne agli stati in senso democratico

 apertura economica delle nazioni agli scambi e alle interazioni

 economiche in senso liberale e scambista (abolizione dei dazi doganali,

protezionismo…)

ampliamento del diritto internazionale per eliminare il vuoto normativo,

 incentivo alla soluzione giuridica alle controversie, istituzione di tribunali

internazionali, divieto tassativo di fare la guerra (la guerra diventa un

crimine), istituzione di una polizia internazionale che punisca i

trasgressori

REALISMO

È l’antitesi rispetto all’idealismo, costituisce il primo grande dibattito interno

allo studio delle relazioni internazionali. 2

Nasce nell’Europa continentale e si diffonde nel paese dell’ottimismo: gli Stati

Uniti anni ‘30/’40

nasce dal fallimento della Società delle Nazioni, dallo scoppio della

 Seconda Guerra Mondiale e dall’innesco della Guerra Fredda

dal realismo nascono la geopolitica (fattori geografici e spaziali, la

 politica di potenza) e gli studi strategici come branca delle relazioni

internazionali.

La guerra comincia ad apparire come un dato ineliminabile della realtà politica

internazionale, più fisiologico che patologico

non c’è modo di prevenire o evitare la guerra tra le nazioni, è un’utopia

 primato del conflitto sulla cooperazione

Affonda le radici nel realismo politico Machiavelli, Hobbes, Weber…

L’uomo è una creatura costitutivamente carente, costruita male, debole e

precaria

per paura è una creatura egoista, aggressiva…

 non c’è nulla che può cambiare la natura umana

 homo homini lupus (T. Hobbes)

La storia non è un percorso di avanzamento, è l’eterno ritorno dell’uguale

ricorrenti ricadute nelle barbarie, nelle guerre…

L’arena politica internazionale è altamente complessa e variegata

le parti vogliono cose diverse, hanno stili di vita e usi diversi che spesso

 sono inconciliabili

Gli stati e gli attori della politica internazionale sono visti come dei grandi

uomini di cui riproducono i vizi e le imperfezioni.

La condizione anarchica in cui operano gli stati acuisce la paura e l’incertezza

degli stati e li spinge ad aggredire per evitare di essere aggrediti per primi

nulla può cambiare questa struttura intrinseca dell’uomo e dell’arena

 internazionale

Principio del primato della politica sull’economia

il mercato internazionale si regge sul potere politico

 l’ordine liberale aperto può mantenersi solo se c’è un grande che lo

 garantisce e ne trae vantaggio (dominio sugli altri stati)

GB dell’800, promuoveva i mercati aperti e gli scambi perché così ne

traeva vantaggi non solo economici ma anche politici

oggi gli USA che chiudono nei confronti della Cina e promuovono il

nazionalismo economico a fronte dell’ascesa della Cina

La politica internazionale risponde a logiche proprie rispetto alla politica interna

3

è inutile riformare internamente gli stati

 la condizione anarchica continua ad alimentare competizione e conflitto

Il diritto internazionale e i tribunali internazionali non sono nulla se non sono

espressione di un vero e proprio governo mondiale che per i realisti è

un’utopia.

Il realismo non è solo sguardo pessimistico sul mondo ma vuole dare dei

consigli

è necessario essere forti sul piano militare per dissuadere le guerre o

 vincere quelle guerre che non possono essere dissuase

strumenti classici della Realpolitik: diplomazia e guerra

Il realismo è l’approccio dominante nello studio delle relazioni internazionali

realismo difensivo: gli stati si accontentano di un pochino di potere per

 mantenere l’equilibrio e la sicurezza

realismo offensivo:

TEORIE RADICALI

Filone che nasce e si sviluppa nel corso degli anni ’60 sulla scia della

decolonizzazione e il problema del persistente sottosviluppo del Terzo Mondo.

Il marxismo è il punto di riferimento di questi approcci

il capitalismo è un fenomeno internazionale destinato a coinvolgere tutti i

 popoli

tendenza politica competitiva alimentata dall’economia (Lenin)

Teorie della dipendenza (studiosi latinoamericani, Cardoso).

Teorie del sistema mondo (Wallerstein, Arrighi).

Il sottosviluppo nel Terzo Mondo non è il risultato del fallimento degli stati e non

può essere imputato a fattori e decisioni locali ma è l’esito della divisione

internazionale del lavoro (ineguale e predatoria).

Alla base del sottosviluppo c’è la struttura internazionale che è fortemente

sbilanciata, c’è una dipendenza asimmetrica e strutturale che lega il Sud del

Mondo al Nord del mondo.

La politica estera degli stati sviluppati lavora per portare avanti queste

disuguaglianze e per preservare la struttura e i vantaggi che ne derivano.

Lo stato è il riflesso della struttura economica

avvicina questa teoria all’idealismo liberale (con esiti diametralmente

 opposti)

Anche le teorie radicali hanno cercato di promuovere una loro agenda politica 4

se i paesi del Terzo Mondo voglio conquistare la piena indipendenza

 politica, devono darsi dei governi progressisti eliminando quelle

borghesie che beneficiano dal saccheggio estero

costruire un’industria nazionale diversificata, collaborare sulla scena

 internazionale per contrastare le grandi potenze

durante la guerra fredda fenomeno del non allineamento sulla base dei

 

suoi interessi

Nella realtà i loro consigli sono stati applicati da Corea del Sud, Hong Kong,

Singapore… per uscire dalla periferia economica del mondo.

ISTITUZIONALISMO

Nasce e cresce in Occidente alla fine anni ’70 e impronta il dibattito politico

negli anni ’80 e ’90.

Si intravede il declino del potere politico ed economico degli USA (sconfitta del

Vietnam), la crisi del sistema di Bretton Woods e ci si chiede cosa succederà in

occidente dopo il venir meno della leadership americana

Robert Kioeing “After Egemony”

Per i realisti si sarebbe innescata una crisi dell’ordine politico: l’egemonia

americana aveva imposto un andare d’accordo in Occidente, sparendo questa,

sarebbero ricomparse le classiche conflittualità regionali.

Le istituzioni possono essere variabili indipendenti (dalle grandi potenze che le

hanno messe in piedi)? Possono dare una mano per l’ordine e la cooperazione

internazionale?

le istituzioni possono recitare un ruolo nella politica internazionale e

 possono incoraggiare la cooperazione internazionale eliminando

l’ostacolo principale: la paura che gli stati hanno di essere ingannati dalle

controparti nell’arena politica internazionale in quanto anarchica

Le istituzioni sono la proiezione degli stati più potenti e questi le usano come

strumento di influenza internazionale, esportazione di modelli economici e

politici…

nell’arena internazionale le istituzioni possono essere un surrogato

 efficacie al “governo internazionale” che eliminano i costi di transazione

(per la fiducia)

aiutano a stabilizzare le aspettative, le istituzioni creano dei precedenti

 (cambio del calcolo dei rischi per il futuro), gli stati imparano a fidarsi

COSTRUTTIVISMO

Il costruttivismo prende piede negli anni’90. 5

Ha un approccio vivace e aggressivo, porta una ventata d’aria fresca e

arricchisce il panorama della politica internazionale.

Legato a uno shock storico positivo: la fine della Guerra Fredda

trasformazione profonda della realtà politica (nascita UE, smembramento

 dell’URSS, divisione pacifica di stati…)

La realtà politica è mutevole e mutabile, come le persone e le società mutano,

così cambiano anche gli scenari di politica internazionale.

Non è possibile stabilire in modo assoluto cosa vogliano gli attori di politica

internazionale

le relazioni internazionali devono essere una scienza di interpretazione

 delle culture, delle civiltà, delle ideologie e la realtà sociale politica

non devono voler assomigliare alle scienze dure, non ricerca delle verità

 assolute applicabili sempre e valutabili solo quantitativamente

Autori di questo filone sono Wendt, Ruggie…

L’ARENA INTERNAZIONALE

Stati: attori che si collocano sia a livello dell’arena internazionale sia a livello

della comunità politica interna

duplice ordine di vincoli interno e internazionale

 

Fattori sistemici dell’arena internazionale

Anarchia – Potere – Spazio – Ideologia – Istituzioni

Caratteristiche della politica internazionale

balance of power ≠ saltare sul carro del vincitore

 (quasi) indipendente dalla politica interna

 influenza sulla politica interna

 si svolge in un contesto diverso da quello della politica interna: ambiente

 strutturato dall’anarchia 6

Riduzionismo: teorie che tendono a ridurre la politica internazionale alla politica

interna e che si illudono di trovare le radici della politica internazionale nella

politica interna.

Riduzionismo: teorie che tendono a ridurre alle caratteristiche dei singoli attori

dell’arena internazionale e concentrarsi su ciò che succede all’interno e non al

contesto.

Waltz contrappone l’approccio strutturalista/sistemico dell’analisi della politica

internazionale

teoria dell’imperialismo di Hobson: l’imperialismo in voga all’inizio del

 Novecento è il prodotto di una crisi di maturità delle strutture

economiche e sociali delle potenze imperialiste

ricchezza nelle mani di pochi, sottoconsumo ed eccesso di capitali

 bisogno urgente di procacciarsi opportunità di investimento

 necessità di riforme interne per sistemare la situazione

Waltz critica questa visione

esistenza di stati imperialisti che non hanno surplus di capitali (es.

 Germania guglielmina) o che non lo indirizzano nelle colonie (es. Gran

Bretagna)

è necessario un salto di livello dallo studio degli attributi dei singoli attori

 allo studio del contesto in cui gli attori operano, convivono e

interagiscono

C’è differenza tra la struttura politica interna e quella internazionale.

In contesti di anarchia ognuno tende a vedere negli altri prima di ogni altra

cosa una minaccia potenziale (T. Hobbes, Leviatano)

violenza potenziale: si vedono gruppi imbracciare le armi e si innesca il

 circolo vizioso dell’insicurezza (J. Hertz “dilemma della sicurezza”)

la sicurezza diventa il primo obiettivo degli stati, prima di tutti gli altri

 “primum vivere, deinde philosophari”

 deriva dall’assenza di un governo internazionale

Waltz cerca

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Relazioni internazionali - Modulo I e II Pag. 1 Relazioni internazionali - Modulo I e II Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazioni internazionali - Modulo I e II Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazioni internazionali - Modulo I e II Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazioni internazionali - Modulo I e II Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazioni internazionali - Modulo I e II Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Relazioni internazionali - Modulo I e II Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale.marche00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Stefanachi Corrado.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community