Lezione 7 Febbraio
Esposizione slide di presentazione del corso
Allport: si è occupato del tema del pregiudizio → storico della psicologia sociale. Tajfel: studia outgroup/ingroup → identità positiva che nasce dal confronto sociale.
La psicologia sociale rappresenta un tentativo di comprendere e spiegare come il pensare, il sentire e il comportamento degli individui siano influenzati dalla presenza attuale, immaginata, o implicita, degli altri esseri umani. Il termine “presenza implicita” si riferisce alle varie attività che l’individuo svolge a casa della sua posizione e del suo ruolo, in una struttura sociale complessa e del suo essere membro di un gruppo culturale. (Allport, 1954)
L’uomo è un essere sociale, in relazione continua con gli altri. Ognuno di noi compie le sue diverse attività a secondo del ruolo e della funzione che riveste all’interno della società.
Billing: uno dei padri della psicologia critica. La psicologia critica richiede una consapevolezza storica - non come un’opzione extra, ma come una componente cruciale. (Billing, 2008) → autoriflessione e consapevolezza.
Lezione 8 Febbraio
Esposizione articolazione del testo Palmonari, Cavazza, Rubini
Bisogna scegliere un argomento tra questi da esporre (le indicazioni sono tutte presenti nelle sue slide).
Parte Prima: Conoscenza e rappresentazione del mondo sociale
- La cognizione sociale
- Il giudizio sociale
- Le rappresentazioni sociali
- Il Sé e l’identità
Comportamentismo: ignora volutamente tutto quello che succede all’interno (“scatola nera”, emozioni, pensieri, non conoscibile e non osservabile). È possibile influenzare la dimensione sociale di animali/persone [esperimento del cane con cibo e campanello]. Il suo massimo esponente è Watson: sosteneva che bastava scegliere lo stimolo giusto per avere una risposta certa → bastava avere un bambino per insegnargli dei comportamenti appropriati allo stimolo indicato. Ad oggi questo è ritenuto un comportamento eticamente inaccettabile perché addirittura condizionò un bambino instillando in lui una fobia nei confronti di topi e altri piccoli animali [cercare esperimento] → ad oggi non si possono compiere esperimenti di questo genere.
L’ambiente plasma completamente le persone, implicando anche una sovrautilizzazione della sperimentazione, che è il metodo principe delle scienze naturali. All’inizio degli anni ‘50 = periodo d‘oro della psicologia sociale, grandi ricerche empiriche. All’inizio degli anni ‘70 segue una crisi della psicologia sociale, si incomincia a riflettere e mettere in discussione il principio stesso del comportamentismo: si scopre la scarsa rilevanza sociale di queste sperimentazioni perché non hanno prese sui problemi sociali + c’è un distacco tra il fare scienza e la realtà, si scopre una difficoltà nel generalizzare i risultati ottenuti in laboratorio: ha le sue regole, è una realtà sociale a sé stante, e raramente quello che si scopre in laboratorio può essere portato nella realtà perché è condizionato dall’esistenza del rapporto 1:1 tra sperimentatore e l’oggetto dello sperimentatore.
Cognitivismo: grazie a Neis, che promuove la rivoluzione cognitivista: affermazione dell’importanza dei processi cognitivi, processi che stanno nella scatola nera, sviluppando tutta una serie di metodologie che permettono di soddisfare i problemi di scientificità. Il primo modo è ragionare in termini analogici: si ipotizza che la mente umana sia come quella di un computer, studiandola con alla base questa metafora computazionale si ipotizza di soddisfare l’impotenza della scientificità → la mente umana è un computer imperfetto. Da questo punto di vista, essendo un computer imperfetto, è portata a compiere degli errori, solo dovuti ai limiti fisiologici della mente umana. Questo viene attaccato dal filosofo che dice “ci siamo persi il sociale, abbiamo dimenticato che certi errori sistematici (BIAS) non sono dovuti tanto e soltanto a delle limitazioni della capacità cognitiva umana, ma obbediscono anche a regole sociali, situazioni sociali che portano a sottostimare o sovrastimare alcuni elementi.
Cognizione sociale: così c’è un salto ulteriore, e nasce la (“social cognition”), che dimostra che questi bias sono dovuti spesso alla dimensione sociale: posso tendere a degli errori di valutazione perché aiuto il mio gruppo a discapito dell'altro. Si sviluppa negli Stati Uniti, ma ha anche un'importante articolazione in Europa. Nasce come reazione al comportamentismo ed è strettamente legata al giudizio sociale, che è debitore di tutta una serie di dinamiche psicologiche che in realtà vengono studiate dalla psicologia sociale. Giudizio sociale = capacità di valutazione legata alla dimensione sociale.
Le rappresentazioni sociali: in Europa si sviluppa un secondo approccio. Nascono sulla base di un assunto fondamentale secondo il quale noi ci troviamo immersi in una realtà sociale molto intensa, che genera uno squilibrio tra ciò che conosciamo e ciò che dovremmo conoscere per orientarci bene nel mondo circostante. Sulla base di questo squilibrio siamo costretti alla creazione di schemi per consentire l’adattamento a questo squilibrio. Abbiamo la necessità di compiere delle scelte costantemente e in fretta, essendo così pressati dalla dimensione temporale.
Ci permettono di orientarci nel caos della realtà, oggetti e mini teorie → la psicoanalisi. Nella psicologia sociale lo studio dei mezzi di comunicazione era legato allo studio di comportamenti persuasivi. Ora i mezzi di comunicazione sono legati ai comportamenti, pregiudizi, stereotipi e li studia attraverso la stampa francese: tre componenti [da cercare] (diffusione, [...], propaganda). Attraverso il meccanismo di ancoraggio si accetta la psicoanalisi: è un meccanismo di impoverimento e consente poi di scoprire cosa è effettivamente la psicoanalisi. Accetto la pratica psicoanalitica e poi finisco per avvicinarmi alle sue pratiche e accettare gli elementi più rivoluzionari perché attraverso la pratica terapeutica scoprirò l’importanza della libido e della sessualità. L’identità sociale consente lo sviluppo di un Sé positivo.
Parte Sociale: Interazioni Sociali
- Le relazioni sociali
- L’aggressività e l’altruismo
Studiate attraverso una ricognizione dei classici sulle relazioni sociali e sull'aggressività e l'altruismo. L’idea è che le interazioni sociali determinano in qualche misura il nostro essere psicologico e l'aggressività e l'altruismo vengono collegati più direttamente alla dimensione biologica. Gli studi sull'aggressività nascono da studi rispetto all'evoluzione. Servono alla conservazione della specie, e sembra un paradosso perché è una forza distruttiva, ma ha anche una funzione direttamente legata alla dimensione evolutiva e biologica. Gli studi sono di particolare interesse perché sull'altruismo, ad esempio, viene sottolineato come esso arrivi ad estremi talmente forti che si è disponibili tanto per gli altri contrapponendosi alle regole evoluzionistiche. Meccanismi biologici che vengono studiati con molta attenzione. L’aggressività inter-specie è giustificata da processi di ricategorizzazione dell’altro: secondo la psicologia sociale nella violenza intra-etnica l’aggressività che sfocia nell’uccisione dell'altro viene giustificata attraverso questo processo, portando a dire che il nemico non appartiene al genere umano, visto che ha determinate caratteristiche. Sulla base di questo assunto viene giustificata l'aggressione che comporta l’uccisione dell’altro. Ci sono poi stati tutta una serie di studi che hanno cercato di capire come depotenziare la carica negativa dell'aggressività: attraverso il contatto con il nemico si scopre in realtà che il nemico è parte dell’umanità e questo depotenzia la carica aggressiva.
Parte Terza: Processi Collettivi
- L’interazione nei gruppi
- Le relazioni fra i gruppi sociali
- L’influenza sociale
Si fa riferimento a Curt Lewin, psicologo sociale, tedesco, che fugge dalla Germania nazista, e si rifugia negli Stati Uniti, aprendo una nuova stagione nella ricerca psicologico-sociale, particolarmente attenta all’esigenze della realtà sociale → mette a punto una metodologia chiamata ricettazione: ipotizza che nell’intervenire su una realtà per conoscerla questo produce un cambiamento nella realtà stessa e uno scambio reciproco tra ricercatore e la persona oggetto della ricerca, quindi il ricercatore ha il dovere morale di restituire gli spunti offerti dalla persona per la ricerca → modifica gli attori che sono presenti nella situazione sotto indagine. Modifica il quadro di riferimento teorico. Curt ha un legame molto stretto con la Gestalt Theory, in cui si ipotizza che in realtà le situazioni che vengono studiate dalla psicologia sono delle situazioni in cui le componenti di una realtà non sono separate atomisticamente tra loro, ma rappresentano una realtà → ha un impatto importante anche sulla psicologia sociale perché con il comportamentismo si pensa che basta studiare una persona facente parte di un gruppo per capire tutto il gruppo: Lewin dice di no perché il gruppo è un’entità sovraordinata in cui gli individui sono interdipendenti, creano delle dinamiche specifiche dei gruppi sociali.
Nasce con un’attenzione per le dinamiche di folla. La folla è l’oggetto principe delle prime forme di psicologia sociale. Due testi la sanciscono come disciplina: [...]. Con la psicologia di folla si studia l’influenza sociale, che si esercita anche attraverso i mezzi di comunicazione. Gli studi sull’influenza sociale si svilupperanno dopo la Seconda Guerra Mondiale. La psicologia mette a punto uno studio tra minoranza e maggioranza: si studiano le dinamiche per le quali solo in alcuni casi la minoranza riesce ad influenzare la maggioranza: quando esse hanno delle regole abbastanza precise possono influenzare la maggioranza.
Lezione 14 Febbraio
Esposizione presentazione dispensa
Discutere la storia.
Capitolo 1: Presentazione approccio ricerche (5 indagini empiriche)
L’inizio coincide con la pubblicazione di una delle riviste con approccio dinamico, utilizzata come base per le sue indagini: 1875. Tre avvenimenti determinano la nascita della psicologia sociale, come disciplina autonoma, in Italia nel 1954:
- Primo congresso nazionale di psicologia sociale, a Torino, presieduto da Angela [...], docente che insegna psicologia sociale, punto di riferimento della disciplina a partire dal 1954.
- Fondazione della prima rivista di psicologia sociale, sempre a opera di Angela, che aggiunge ad una rivista già esistente il riferimento nel titolo alla psicologia sociale.
- Congresso della SIP (società italiana di psicologia) a Chianciano, con una sezione dedicata interamente alla psicologia sociale, sempre presieduta da Angela.
Nel 1954 nasce una rivista che determina la psicologia sociale.