PSICOLOGIA DINAMICA
FREUD - AL DI LA DEL PRINCIPIO DEL PIACERE
CAPITOLO I
4 fondamenti della teoria freudiana:
PRINCIPIO DI COSTANZA
1. alla base dell’apparato psichico e della mente in
LIBERARSI
generale, una delle funzioni basilari della mente è quella di e
SOMMA DI
liberare l’organismo da una eccessiva stimolazione o
ECCITAMENTO. Liberarsi di tale somma significa mantenere la quantità di
eccitamento costante. Il fallimento di tale operazione comporta l’insorgere di
una patologia.
Ogni esperienza di vita è associata ad un ammontare affettivo nella mente che
la coscienza scarica quando l’individuo nomina tale esperienza questo
ammontare affettivo viene annullato tramite la scarica e tramite l’associazione
di questo ammontare affettivo ad altre idee e contenuti mentali. Processo
CONNESSIONE ASSOCIATIVA.
chiamato
MA quando il vissuto si lega ad un ammontare affettivo troppo grande e\o
quando di viene inibita l’espressione di tale affetto, le operazioni di scarica e
connessione associativa falliscono o hanno difficoltà a svolgersi. Dunque
INCAPSULAMENTO
l’affetto rimane in uno stato di (come avviene nei
pazienti affetti da isteria). Dunque il ricordo non entra nel complesso di
associazione e quindi si isola dal resto della personalità.
EFFETTI PATOGENI DELL’ISOLAMENTO NEI CONTENUTI PSICHICI
2. i
contenuti psichici isolati e dunque non integrati nella personalità, nell’io
costituiscono elementi patogeni nell’individuo, causa poi di sintomi relativi a
patologie, nello specifico sintomi isterici. Quindi Freud è in accordo con i suoi
predecessori che sostenevano che l’isolamento associativo sia causa
patologica, ancora prima di introdurre il concetto di rimozione. Ipotizza
dunque che i sintomi isterici possano essere risolti attraverso una psicoterapia
mirata all’ABREAZIONE processo che permette la scarica di affetto e la
riconnessione associativa del ricordo del trauma con altre idee.
RIMOZIONE, CONFLITTO INTERNO E INCONSCIO DINAMICO
3. nel
1914 Freud introduce il concetto di rimozione, Freud sostiene che la scissione
della personalità sia un ATTO VOLONTARIO dell’individuo, che consciamente e
per motivazioni diverse attua una rimozione della coscienza, e si difende. Nello
dell’ISTERIA DA DIFESA:
specifico parliamo nel caso di incompatibilità tra
due rappresentazioni mentali, per risolvere l’effetto negativo causato da tale
incompatibilità, l’individuo elimina la rappresentazione incompatibile con l’io,
quella che crea conflitto. All’inizio la rappresentazione incompatibile sembra
creare un secondo gruppo psichico non integrato. La natura della
rappresentazione per Freud è molto diversa dall’idea di rappresentazione di
Janet. Freud sostiene che la rappresentazione sia legata ad una fantasia o
desiderio interno, quasi sempre di origine sessuale. Quindi i desideri e i
conflitti interni creerebbero eccitamento il quale se non correttamente
scaricato, in accordo con il principio di costanza trova il modo di scaricarsi
RIMOZIONE HA DUNQUE UN
attraverso una modalità patologica. La
POTENZIALE PATOGENO poiché non solo non permette la corretta scarica di
eccitamento, ma impedisce ad alcuni contenuti psichici di entrare nel
complesso associativo e di venire elaborati.
Normalmente i contenuti psichici entrano nel complesso e si legano ad altre idee o
informazioni, in questo modo avviene una sorta di processo usura e di correzione
associativa si uniscono ad altri contenuti che li correggono e permettono così la
MA NEL CASO DELLA RIMOZIONE QUESTO NON AVVIENE
loro elaborazione.
ABREAZIONE ASPETTO QUANTITATIVO O DI RIDUZIONE DELLA SOMMA
RIMOZIONE ASPETTO COGNITIVI E SEMANTICI DELLE
RAPPRESENTAZIONI MENTALI
La rimozione dunque contribuisce all’insorgere di una patologia anche in parte
“indebolendo la personalità” che si trova scissa, perché questo meccanismo
genere spesso scopi e motivazioni contrari a quelli consci di base.
La motivazione rimossa, associata alla pulsione resta attiva nella psiche MA
non viene integrata nella personalità e non entra in contatto con la coscienza, e
CONFLITTO INTERNO
con la percezione conscia = l’individuo arriva a
perseguire contemporaneamente scopi contradditori e nella sua coscienza non
sono correttamente rappresentati alcuni scopi
Per Freud questo processo prende definitivamente il posto del trauma esterno
nel generare i processi patologici.
Quando viene rimossa la rappresentazione pulsionale continua a manifestarsi al di
fuori della coscienza la pulsione nella fantasia rimossa, assume un ruolo di grande
POTENZA ILLUSORIA che la rende pericolosa.
Alla fine, continuando i desideri e le fantasie rimosse a premere per la scarica e per
la loro espressione nella coscienza, l’io ne esce esausto, perché la rimozione richiede
un impiego di costante energia, che non può essere impiegata per altre attività.
QUINDI se in un primo momento è la rimozione ad avere potenziale patologico, in un
secondo momento Freud ne sottolinea anche gli aspetti adattivi:
- La rimozione impedisce ad alcuni desideri o fantasie di diventare azioni che
potrebbero nuocere all’individuo o alla società stessa
- Esclude dalla coscienza alcune idee che se rese consce creerebbero
nell’individuo una forte angoscia che aumenterebbe il carico di eccitamento
totale (dunque una difesa che minimizza l’angoscia – angoscia segnale –
impedisce l’accumularsi eccessivo di eccitamento)
RITORNO DEL RIMOSSO
È il dunque la vera causa del sintomo.
4. TEORIA PULSIONALE
PULSIONE (concetto al limite tra il somatico e il psichico) è il
rappresentante psichico degli stimoli che originano all’interno del corpo e che
giungono alla psiche”, è una pressione indeterminata che spinge per essere
soddisfatta attraverso azioni anche molto diverse tra loro.
TEORIA PULSIONALE le pulsioni costituiscono la principale causa di
aumento della somma di eccitamento. Se dunque per il principio di costanza
l’operazione primaria della mente è quella di scaricare l’eccitamento, allora
l’operazione primaria, tradotta in altri modi, è quella di ottenere
GRATIFICAZIONE PULSIONALE, che genera piacere o meglio EVITA
DISPIACERE.
È importante la natura psicobiologica delle pulsioni: il fatto che costituiscono
una necessità intramontabile dell’organismo biologico rende evidente come
desiderio e fantasia pulsionale restino attivi anche quando rimossi.
SE le pulsioni non fossero radicate psico-biologicamente, allora la rimozione e
l’isolamento non causerebbero una scissione della personalità.
Inoltre questa natura spiega anche la differenza tra i ricordi di traumi esterni ed i
desideri legati alla biologia stessa dell’individuo: se i primi quando rimossi sono
patologici perché non abreagiti, i secondi lo sono perché generati all’interno e
difficilmente sostituibili
si può pensare di escludere dalla coscienza i pensieri legati al cibo o all’acqua in
(ES:
caso di una forte fame o sete, ma la pulsione res