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Antonio Damasio

:

NEUROFISIOLOGIA DELLA MENTE: I DISVELATORI DELL’ESISTENZA

: Antonio R. Damasio è professore di

Neuroscienze, Psicologia e Neurologia presso la University of Southern California di Los Angeles, dove dirige anche il Brain and

Creativity Institute. Di lui Adelphi ha pubblicato Emozione e coscienza (2000), Alla ricerca di Spinoza (2003) e Il sé viene alla mente

(2012). Pensiamo ad una situazione significativa della nostra esistenza, positiva o negativa, ora riflettiamo sulle sensazioni connesse

marcatori somatici,

ad essa e catturiamole. Questo serve per dire che, questa sensazione che abbiamo avuto, ha un nome:

quando percepiamo una sensazione positiva o negativa facendo venire alla mente un ricordo.

Questa definizione viene definita da Damasio Viene a galla anche il

, .

uno dei maggiori neuroscienziati viventi

concetto di interogezione che non è altro se non la percezione di processi interiori, possono avere

natura emotiva, affettiva L’esterogezione,

( ).

feelings in inglese, che noi, in maniera fuorviante traduciamo come “sentimenti”

invece, è un processo immediatamente successivo, il contatto con le mappe esterne. Questo preludio è

per dire che con Damasio si incontrano molte terminologie complesse e, trattando di neuroscienze, è necessario parlare di concetti

Damasio da una spiegazione di come ci

leggermente astratti seppur rintracciabili in determinate aree cerebrali.

comportiamo e di come esistiamo. Oggi trattiamo dell’opera “Il sé viene alla mente”, costruzione del

cervello cosciente: c’è un parallelismo, quasi una sovrapposizione fra una struttura fisiologica

( ) e struttura mentale ( ), sovrapposte ed interdipendenti.

cervello-brain mente-mind

PROTO-SÉ è un principio sia fisiologico sia cognitivo, che annuncia l’esistenza di se stessi. E’ un

processo cognitivo o biochimico il quale si

(sparo neuronale, impulso elettrico che permette la creazione di immagini),

trova o sotto la corteccia cerebrale / tronco encefalico superiore, che produce delle MAPPE, le quali

vengono a seguito di impulsi elettrici, i quali creano delle immagini che vengono processate,

ricostruite in due zone del cervello La sezione delle

( ).

sezione delle immagini e sezione delle disposizioni

immagini è interessata nella “ ”, quindi io interagisco con l’esterno, faccio

produzione delle immagini

esperienza, creo una traccia amnestica e produco un’immagine. Nella zona delle disposizioni,

invece, realizzo di avere una serie di immagini, cerco di metterle insieme e costruisco una mappa

.

L’ambiente esterno è costruito da oggetti ( ), nel momento in cui faccio esperienza

persone, situazioni

con questi, ricevo, a livello neuronale, degli impulsi elettrici, i quali si imprimono nella mente

( ) e generano delle immagini. Queste appunto si trovano in una sezione specifica, in cui

impronte

vengono riorganizzate nel pensiero, poi si spostano nella seconda zona del cervello, in cui esse si

uniformano, si connettono e diventano delle mappe. Io utilizzo una mappa per orientarmi, quindi

esse sono dei principi adattivi, attraverso le quali io riesco ad adattarmi ad un ambiente esterno e

poi interiore. Dunque, è quel principio capace di inviare degli impulsi elettrici e creare una situazione, cioè

quella di “coscienza”.

Per ora abbiamo parlato solo di questioni chimiche, quindi potremmo pensare di dover scindere i sentimenti da esse ma, Damasio ci

risponde che non è così. Questo perché esistono dei SENTIMENTI PRIMORDIALI (Primordial feelings), non è proprio un’emozione

(felicità, tristezza etc), ma sono delle situazioni interiori che lasciano percepire una determinata situazione, nel senso che “io

percepisco una situazione di tristezza, di rabbia...”. A partire da essi, si cominciano a costruire dei sentimenti complessi o secondari

(amore, frustrazione: diamo dei nomi per capire, non perché damasio lo fa). Damasio intende dimostrare una locazione fisiologica di

questi processi primari. Noi chi siamo? Noi ci creiamo a partire dal proto-sé. Il passo immediatamente successivo è il SÉ’

dall’interogezione

NUCLEARE, che è la relazione fra sé stessi e gli oggetti esterni, che cosa fa l’uomo nella spazialità. Quindi

( ), c’è l’esterogezione ( ), poi

capisco cosa c’è dentro capisco cosa c’è fuori, creo delle mappe cognitive

dalla relazione oggetto/persona diviene il “sé nucleare”. Dopo viene il SÉ AUTOBIOGRAFICO,

ovvero la capacità di rappresentarsi di narrarsi.

capacità passate e future, quella La possibilità di trovare una

dimensione semantica su un aspetto semiotico di base, cioè di trovare un significato al significante. Non è proprio divertente, però

dicendola creo la connessione che permette all’altro di capire che cosa sto trovando.

Tornando a come è iniziata la spiegazione, possiamo dire che qualsiasi definizione non è esaustiva di quello che abbiamo provato, è

Dalla fusione del sé nucleare e autobiografico, si staccano altri sé

una dimensione sfocata. (e queste sono

concezioni già utilizzate, semplicemente Damasio cambia loro il nome--> “me”):

- il sé materiale (percezione materiale di me stesso, sia di corporeità, sia nello spazio),

il sé sociale ( ),

- percezione di sé stessi all’interno di una relazione

il sé spirituale ( )

- concezioni ideologiche, non prettamente religiose

Il processo è che si evoca il contenuto alla memoria, sotto forma di unico oggetto. Dal groviglio creo un’unica immagine, una mappa

che evoco alla coscienza, quando sono cosciente della mappa, faccio una serie di elaborazioni e riesco a raccontarla. Si tratta di un

sistema DISSIPATIVO, date alcune tracce (es: settimana enigmistica: ci sono dei puntini da connettere, cominciamo a farlo e iniziamo

a creare una gestald... sostanzialmente più punti abbiamo, meglio riusciamo a definire un oggetto).

Avverto un leggero languorino: si è attivato il potenziale d’azione prodotto dallo stomaco (calo di zuccheri per esempio), a quel punto

bisogna tradurlo in una relazione, in una forma (la frase stessa). Quella sensazione somatica ha detto attraverso una dimensione

relazionale, aggiungiamo un altro pezzetto. Questi sistemi non sono in sequenza, ma in PARALLELO (non è che dato questo,

Si attiva una sensazione fisiologica che attraverso una

avviene...), accadono contemporaneamente.

dimensione di relazione vuole trovare un modo per far diventare significato il significato, quindi si

aggiunge una dimensione narrativa (la capacità di dirlo).

Richiesta: “cosa hai fatto ieri sera?” “palestra, pesi”. Dopo, a nuova richiesta, lo racconterà in modo

differente perché deve costruire, essendo una situazione diversa, una rappresentazione differente,

proprio perché la sensazione somatica si attiva in modo differente, in base alle sensazioni in cui

siamo immersi. Quindi costruiremo delle rappresentazioni su base affettiva, a partire da dimensioni

sociali entro cui siamo immersi e in questa dimensione qui, le molteplicità del sé, si costruiranno.

I sentimenti si possono rappresentare su uno spazio N DIMENSIONALE, non hanno dimensione.

Sono infinite combinazioni di una stessa sensazione (quella narrazione degli eventi accaduti, possono essere rappresentati da infinite

sfumature). Quindi, tutte le classificazioni fatte precedentemente da altri autori (primarie,secondarie) esistono ma ne esistono tante

secondo Damasio, quindi non esiste una concettualizzazione fissa di emozione...

altre molto simili

esiste qualcosa di primitivo e di complesso ma non è definibile in modo univoco... ogni giorno, ogni

minuto ed ogni secondo ne vengono fuori delle nuove.

STORIA DI PHINEAS GAGE : era un operaio ferroviario, lavorava negli stati uniti, mentre stava cercando di abbattere una

parete rocciosa, in una esplosione un’asta di ferro gli si pianta nel cranio. Perde l’occhio sinistro ma, nella convalescenza, non

vengono rilevate funzionalità cerebrali compromesse. Viene dimesso, torna a lavoro e dopo un po’ manifesta degli attacchi di rabbia,

diventa irascibile, tanto da venire sollevato dall’incarico. Il caso passa ad una diversa università e viene compreso che, tramite una

ricostruzione cerebrale computerizzata delle tracce dell’uomo, erano state lesionate,, pur non fisicamente, delle tracce del cervello.

Questo è accaduto perché il cervello comunica chimicamente e biologicamente, in modo inevitabile. Svolge le sue attività sempre in

armonia con gli altri, Damasio la definisce “SINFONIA”: è come se ci si trovasse sulla ribalta di un palcoscenico e delle marionette

venissero mosse da dei maestri (puppet masters). Seppur non svolgono delle funzioni significative, tutto è connesso. Dato ciò,

nell’impatto, alcune funzioni si sono spente oppure, per controbilanciarne altre, sono diminuite. Gage poi venne rimpiegato, lavorando

Questa storia dimostra che tutti questi principi citati finora, sono ADATTIVI, quindi

in un altro settore.

l’uomo è capace di adattarsi fisiologicamente, socialmente e in questo caso anche mentalmente alle

situazioni (traumatiche o meno che siano).

Gli affetti in qualche modo determinano i comportamenti e il pensiero freudiano ci dice molto su questo.

Le due topiche ( )

capitolo 2 manuale psicologia dinamica

prima topica: nell’interpretazione dei sogni → conosciuta anche come teoria topografica, si basa su 3 sistemi psichici:

➔ 1. conscio: tutto ciò che è consapevole, fa esperienza del mondo

2. preconscio: tutti gli elementi che possono diventare facilmente consapevoli

3. inconscio: parte inconsapevole, elementi su cui ha agito il meccanismo di difesa della rimozione, non

esiste la negazione e è atemporale (non c’è nulla, non c’è spazio e non c’è tempo, il significato degli oggetti

essendo puramente affetto, l’inconscio non ha spazio né tempo; la pulsione che

sta nella relazione);

cerca soluzione è un’attivazione che cerca di essere soddisfatta, e non ha tempo; l’inconscio è la

misura del divenire, e il divenire non ha spazio e tempo; è solo principio di piacere; la realtà è

indissolubilmente legata al tempo, quindi non può agire sull’inconscio e l'inconscio agisce sulla

coscienza, ma sempre sotto forma di compromessi.

Gli affetti sono categorie che noi raggiungiamo tramite il processo secondario.

➔ dalla prima alla seconda topica: Freud non riuscì a trovare una netta distinzione fra conscio e inconscio: l’io non è solo

L’inconscio non è esclusivamente la sede del “rimosso”, ma

conscio, ha anche una componente inconscia.

anche di pulsioni che non hanno mai avuto modo di manifestarsi.

seconda topica: chiamata anche teoria strutturale. Introduce tre istanze psichiche;

1. Es: totalmente inconscio, governato dal principio di piacere, sede delle pulsioni, atemporale, non

esiste la negazione. è l’istanza più arcaica che dà origine all’Io

2. Io: in parte conscio, in parte preconscio e in parte inconscio, governato dal principio di realtà, è in

contatto con la realtà, media tra Es, realtà e Super-Io

3. Super-Io: in parte conscio e in parte inconscio, ha la funzione di controllo, di giudizio e di censura

dell’Io, composto da regole morali ed etiche, di norme sociali e di comportamenti codificati, argina

l’Es tramite l’Io

Queste tre istanze psichiche sono in conflitto tra loro. L’Io subisce le pressioni di tre tiranni:

- quelle dell’Es che vuole soddisfare le sue pulsioni

- quelle del Super-Io che lo affligge con il senso di colpa

- quelle della realtà esterna che lo limita

Qual è il motivo per cui passa dalla prima alla seconda topica? Freud ha questo tripartizione: tutto funziona: osservando i pazienti,

Il meccanismo di difesa

vede che la sintomatologia ha a che fare con la parte inconscia (polso bloccato → fantasie sessuali).

blocca un desiderio che risiede nel principio di piacere e permette un suo adattamento nel principio

di realtà avrei così tanta voglia di sporcare tutto, che sto attento a non

(bloccando il braccio) [altro esempio:

sporcare]

- capovolgo la mia pulsione, che è una dimensione di eccitamento che cerca la scarica.

Attraverso il lapsus Freud nota qualcosa: attraverso l’ipnosi nota che ci sono altre fantasie: il

meccanismo di difesa permette al mondo inconscio di trovare una sua dimensione attraverso il

principio di realtà. Inoltre nota che le persone nel momento in cui vanno da lui, stanno male

fisicamente: quello stare male è l’angoscia: il meccanismo di difesa serve a bloccare l’angoscia, in

termini di attivazione interna.

angoscia: è quello stato di attivazione fisiologica energetica che porta ad una sensazione somatica

che poi viene rappresentata, Essa poi attiva il

ci diamo una forma, e porta ad una stato di angoscia.

meccanismo di difesa per preservare io dalla dimensione inconscia (es: dimensione interna).

L’attivazione funzionale crea una dimensione di angoscia che il meccanismo di difesa blocca,

rendendo soddisfacente quell’azione. È

L’interiorizzazione della norma sociale ci dice come comportarci, trovando poi un adattamento al principio di realtà. come se

intervenisse un meccanismo di difesa che mi permette di mettere in atto un’azione e soddisfare la mia pulsione.

il meccanismo di difesa permette il soddisfacimento

Noi costantemente abbiamo il mondo pulsionale che trova soddisfazione tramite il meccanismo di difesa.

Noi siamo in relazione con il qui ed ora → lì ed allora mettiamo in atto il nostro soddisfacimento.

- il mondo è un luogo di relazioni e negoziazioni

Lì dove c’è pulsione ci sono i pensieri.

questione di agentività: può essere definito come la capacità di agire attivamente e

trasformativamente nel contesto in cui si è inseriti.

Se concepisco l’altro come oggetto io ho potere, se la concepisco come relazione io non ho potere.

→ dobbiamo lavorare sulle rappresentazione che abbiamo del genere affettivo (esempio: dimensione sessuale, identità di genere);

non dobbiamo lavorare sul sintomo, ma sulle premesse che hanno fatto sì che quel sintomo potesse

soddisfare le mie “idee”

● disturbo post traumatico da stress: è l'insieme delle forti sofferenze psicologiche che

conseguono a un evento traumatico, catastrofico o violento subito. Di fronte al trauma, cosa

succede alla mente? Noi abbiamo delle rappresentazioni affettive di come deve andare la cosa, che

vengono disattese completamente.

- trauma cumulativo: tanti piccoli traumi ( )

in sommatoria

la seconda topica è governata dall’es e io; riprende alcuni aspetti della prima topica, infatti non la sostituisce completamente

Freud capisce che esiste una parte inconscia studiando i casi clinici. Esistono forze interiori, che cercano soddisfazione nella realtà.

I principi secondo cui funziona la mente sono principio di piacere e principio di realtà. Il mancato

raggiungimento del principio di piacere crea angoscia.

Esistono tre istanze psichiche: inconscio, preconscio, conscio → sono tre luoghi della mente, che funzionano attraverso i due principi,

La mente è la forma rappresentativa di ciò che avviene all’interno del cervello.

in modo differente.

→ abreazione: scarica pulsionale che in qualche modo permette di stare meglio

→ se si tende alla ricerca del piacere non si può creare dispiacere (?): le pulsioni dell’es creano una dimensione di angoscia la quale

attiva un meccanismo di difesa che permette il soddisfacimento della pulsione sebbene in forma leggermente diversa. Esiste una

ricerca del principio di piacere che crea un’attivazione, e non potendo provare soddisfazione mette in azione il meccanismo di difesa

che provoca soddisfazione in maniera differente.

libere associazioni

● rapporto corpo-neonato →

principio di adattamento: guardiamo sempre l’esperienza facendo riferimento all’esperienza passato,

e questa è una forma di adattamento.

Abbiamo difficoltà di adattamento quotidianamente: quando dobbiamo cambiare lavoro, macchina..

→ angoscia senza nome: quando non si ha un’esperienza passata con cui confrontarsi; quando si ha

una mancanza di riferimento che da senso all’oggetto

Noi siamo perennemente in una condizione di investimento nell’oggetto, costruiamo rappresentazioni

dell’oggetto, considerando situazioni precedenti, che ne crea la presenza: è la mancanza

dell’oggetto/persona/sentimento che ne crea la presenza.

● consiglio libro: che cosa ci fa stare insieme, di Verotti

In base all’esperienza precedente, costruiamo una nuova rappresentazione.

Quantomeno noteremo differenze tra le due esperienze, tanto più le tratteremo allo stesso modo: il

che può essere un disadattamento (il bambino passa tanto tempo con l

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MaraCentraa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Gennaro Alessandro.
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