PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
ERRORI ATTRIBUZIONALI NELL’OSSERVARE LO SVILUPPO
Nel trovare le cause dei comportamenti gli individui (=trovare stabilità nell’esperienza)
inferenza
attuano tentativi di ingenui noti come processi di attribuzione causale (o
errori): gli adulti compiono degli errori classici di lettura dei comportamenti che
di fondo.
possono essere raggruppati in categorie sulla base dell’errore attribuzionale
Interpretazione per similarità
I bambini non hanno la stessa nostra interpretazione della realtà, alcune nozioni che noi
diamo per scontate non sono ancora “accessibili e disponibili” al bambino.
Interpretazione sulla base dei ricordi adulti
Sono informazioni non sempre attendibili, quelli che noi interpretiamo come ricordi
della prima infanzia sono solo delle costruzioni personali fatte a partire da immagini
frammentate, unite e ricostruite sovrapponendole a ricordi successivi, insomma i primi
ricordi non hanno tempo e spazio perché non sono organizzati in forma narrativa (poi
retroattivo),
ciò viene fatto in modo in più la selettività ci fa ricordare solo ciò che ha
valenza affettiva.
Interpretazione del solo resoconto verbale
significati diversi
A volte i bambini attribuiscono alle parole rispetto a quelli che vi
attribuisce un adulto. Dato che l’adulto ha un sapere maggiore, il bambino tenderà a
compiacere l’adulto dando delle risposte che il bambino ritine l’adulto si aspetti e a
rispondere anche a domande che per lui non hanno senso.
Esempio: Un’esemplificazione chiara di questa tendenza è stata riportata da ROSE E
BLANK che hanno riproposto ai bambini un famoso compito di Piaget, in una prima fase
il compito veniva svolto nel modo classico: ai bambini venivano presentate due file di 5
gettoni ben allineati e gli si chiedeva se le due file contenevano la stessa quantità di
oggetti. Poi i gettoni della seconda fila venivano distanziati. A questo punto
classicamente i bambini fino a 6 anni negano l’uguaglianza. È possibile che i bambini
interpretino il fatto che gli venga posta loro una seconda domanda come un segnale del
fatto che avevano sbagliato la prima risposta. Lo stesso esperimento fatto ponendo una
sola volta la domanda ha mostrato che l’uguaglianza di quantità viene compresa dai
bambini già a 4 anni senza bisogno di aspettare i 6 anni.
Interpretazione dell’osservazione spontanea
È la tendenza ad utilizzare un’osservazione spontanea e non controllata del
comportamento infantile generalizzando poi i risultati dell’osservazione senza una
consapevolezza metodologica relativamente a quanto “è stato fatto” (sottolineatura di
fatti superficiali, generalizzazione di comportamenti avvenuti solo rare volte,
progettare
individuare connessioni causali dove in realtà non ce ne sono). Bisogna
l’osservazione (dove come quando cosa per quanto).
13-15 mesi – distinzione tra un bicchiere vuoto ed uno pieno; 20-22 mesi legame tra
livello e quantità: più è alto il livello più ce n’è. Fino a 4 anni i bambini tendono a usare
indifferentemente le parole meno e più, contento e più contento sono solo
quantitativamente diversi, non qualitativamente, meno è difficile perché prevede una
relazione e poiché il bambino deve prendere in considerazione la presenza di una
qualità e al contempo negarla.
LA RICERCA SCIENTIFICA - caratteristiche fondamentali di un approccio
scientifico
La ricerca scientifica si basa su un paziente lavoro di analisi e verifica di ipotesi
interrogativi chiaramente formulati, disegni
precedentemente strutturate. Si articola di
di ricerca e strumenti di analisi rigorosi, verificabilità, replicabilità. La progettazione è il
momento in cui il ricercatore fa le scelte metodologiche (il modo di procedere nella
verifica delle ipotesi, gli strumenti da utilizzare, la raccolta e l'analisi dei dati).
STEP: ESPLORAZIONE DESCRIZIONE SPIEGAZIONE
Le ricerche possono avere obiettivi di indagine differenti sulla base dei quali assumono
profili specifici:
STUDI ESPLORATIVI: i ricercatori non conoscono il fenomeno, l’obiettivo è
raccogliere delle informazioni per individuare le caratteristiche fondamentali di
quel fenomeno (ricerche di tipo osservativo).
STUDI ESPLICATIVI: studi sperimentali in cui è presente la manipolazione della
variabile indipendente, solo con un esperimento è possibile individuare una
relazione di causalità tra le variabili (come il variare di una variabile ne influenza
un’altra).
STUDI DESCRITTIVI: lo scopo della ricerca è arrivare a individuare la presenza o
meno di associazione tra le variabili, i ricercatori spesso utilizzano i metodi
correlazionali che cercano di individuare la correlazione tra variabili.
VARIABILI
Le variabili sono le unità di base della ricerca, sono ogni caratteristica che può
assumere valori diversi e misurabili. MCBURNEY & WHITE – Metodologia della ricerca in
psicologia (esempio per studiare le variabili). Ci sono:
non dipende dal variare del valore di altre
variabili indipendenti, il loro valore
o variabili, spesso influenzano altre variabili, vengono manipolate e controllate
dallo sperimentatore variare in modo dipendente
variabili dipendenti, il loro valore dovrebbe dal valore
o delle variabili indipendenti, ci aspettiamo di trovare degli effetti alla fine della
ricerca, anche dette variabili osservate
effetti di disturbo,
variabili intervenienti, vanno controllate, agiscono riducendo le
o possibilità di verificare delle ipotesi, in grado di condizionare le variabili
dipendenti
VALIDITÀ
Scuola comportamentista – metodo sperimentale; Psicologia cognitiva – anche altre
metodologie ma mentalità sperimentale.
L’obiettivo è garantire la validità di una ricerca, ovvero garantire coerenza allo studio e
affidabilità ai dati.
Tipi di validità:
VALIDITÀ INTERNA: i dati ottenuti nella ricerca sono realmente imputabili alle
condizioni, compiti,
variabili che il ricercatore ha intenzionalmente manipolato (
materiali, ambiente, momento)
VALIDITÀ STATISTICA: declinata in termini di probabilità statistica, è l’evidenza
statistica per cui si può significativamente sostenere l’esistenza di una relazione
tra le variabili prese in esame
VALIDITÀ DI COSTRUTTO: la relazione tra i risultati e la teoria su cui si basa
l’impianto di ricerca, c’è una possibilità che possa esistere un’altra teoria che
avrebbe predetto gli stessi risultati?
VALIDITÀ ESTERNA: ha ricadute sull’applicabilità e la generalizzabilità dei risultati
ad altre situazioni. La generalizzazione dei risultati è delicata perché i risultati di
una ricerca sono validi solo per situazioni direttamente riconducibili a quelle dello
(artificiosità di luogo, stimoli e procedure, familiarità degli stimoli,
studio
familiarità dei compiti)
VALIDITÀ ECOLOGICA: Guida la parte inziale della ricerca in cui vengono reclutati
i soggetti e predisposte le modalità di svolgimento dello studio. Si riferisce alla
rappresentatività del comportamento degli individui dello studio rispetto agli
individui nella vita reale.
LA MANIPOLAZIONE DELLE VARIABILI INDIPENDENTI – PIANI DI RICERCA
Le diverse condizioni sperimentali corrispondono ai diversi valori che può assumere la
variabile indipendente che sta alla base della ricerca.
PIANO DI RICERCA I: è possibile una manipolazione delle variabili indipendenti (preciso
e rigoroso) e un controllo rigoroso delle variabili intervenienti, generalmente condotto
in laboratorio dove è possibile utilizzare procedure di controllo molto efficaci. Esempi:
studi che impiegano test psicodiagnostici standardizzati, simulazioni al computer,
parametri psicofisiologici e studi condotti in ambienti artificiali di laboratorio.
PIANO DI RICERCA II: non è possibile una manipolazione delle variabili indipendenti ma
è possibile un controllo delle variabili intervenienti. I valori della variabile indipendente
saranno quindi quelli che si trovano allo stato naturale. Una sfida per lo sperimentatore
sarà cercare di controllare il più possibile la composizione dei gruppi (per genere, età,
livello socio-economico ed ogni altra variabile che potrebbe generare differenze
rilevanti per i gruppi) al fine di ridurre al minimo il possibile impatto di variabili
Studi di psicologia dell'educazione, Studi in psicologia sociale del
intervenienti. Esempi:
lavoro, Pratica clinica e riabilitazione.
PIANO DI RICERCA III: è possibile una manipolazione delle variabili indipendenti ma solo
un controllo limitato delle variabili intervenienti, è massima la variabilità delle risposte
dei soggetti che viene puntualmente sollecitata dallo sperimentatore, la manipolazione
Ricerca demoscopiche, sollecitazione dell’opinione
viene pianificata. Esempio:
mediante interviste e questionari. Metodo osservativo stimolato (tipico della ricerca di
Piaget), osservazione delle risposte a situazioni-stimolo con intervento attivo del
ricercatore e in generazione clinica. Ricerca mediante role-playing .
PIANO DI RICERCA IV: non è possibile né una manipolazione delle variabili indipendenti
né un controllo delle variabili intervenienti, vengono progettate con attenzione e
attuate da sperimentatori preparati all’utilizzo di specifiche tecniche (tecniche
Ricerca
osservative, di codifica, etc.), non posso considerarsi sperimentali. Esempi:
tramite l’osservazione di interazioni sociali, modalità comunicative ed/od espressione
linguistiche spontanee. Analisi di videoregistrazioni del funzionamento di famiglie o
reparti lavorativi. Ricerche condotte sulla prima infanzia e sugli animali .
RICERCHE LONGITUDINALI
Lo stesso gruppo di bambini o adolescenti viene seguito e studiato in diversi momenti
del suo sviluppo, per quanto tempo e ogni quanto viene deciso in base a quando si
possono rilevare delle differenze apprezzabili in termini di significatività. Studio
longitudinale a breve termine: le ricerche longitudinali a breve termine necessitano
di almeno due punti di osservazione (t1 e t2) e spesso vengono utilizzati per indagare i
cambiamenti a cavallo di un evento significativo. Studio longitudinale a lungo
termine: necessitano di più tempo.
VANTAGGI: indagare lo sviluppo, l’andamento, la stabilità e la variabilità di una specifica
variabile, valutare il peso di specifiche esperienze sullo sviluppo successivo degli
individui.
SVANTAGGI: dispendiosità in termini di costi e risorse, a causa delle tempistiche una
fisiologica perdita di soggetti tra le valutazioni, l’effetto osservato potrebbe essere
l’esito di una tendenza storica (confusione di età e tempo), attenzione alla
generalizzabilità.
RICERCHE TRASVERSALI
Gruppi di bambini o adolescenti di età diversa vengono confrontati tra loro nello stesso
momento temporale, indagano fasce ristrette di età e fasce più ampie (non solo 2 fasce
d’età).
VANTAGGI: riduzione dei costi in termini di risorse e tempo e della naturale perdita di
soggetti, maggiore reperibilità.
SVANTAGGI: non permettono di indagare lo sviluppo, l’andamento, la stabilità e la
variabilità di una specifica variabile, difficoltà di tenere sotto controllo le variabili
intervenienti, impossibilità di controllare l’effetto coorte (effetto di distorsione dovuto al
fatto che i soggetti sono nati in periodi differenti).
RICERCHE LONGITUDINALI-SEQUENZIALI
Nascono con l’intento di superare i limiti insiti nelle ricerche trasversali e in quelle
longitudinali, dei gruppi di bambini o adolescenti di età diversa vengono seguiti
longitudinalmente. I momenti della ricerca si susseguono in entrambi i gruppi fino a
quando l’età dei bambini non si sovrappone parzialmente: ovvero fino a quando l’età
del gruppo “più giovane” non raggiunge l’età che il gruppo successivo aveva nel
momento iniziale dello studio.
RICERCHE TIME-LAG - a intervallo temporale
Si protrae molto a lungo nel tempo e porta con sé gli stessi svantaggi della ricerca
longitudinale, ma confronta tra loro soggetti della stessa età che sono vissuti in periodi
differenti. Esse non sono in grado di fornire informazioni relativamente alle cause delle
differenze tra vari periodi storici e sulla stabilità e cambiamento nel corso dello sviluppo
dell’individuo.
VANTAGGI: creare un set di dati molto ricco, finalità ben precise.
SVANTAGGI: fattore tempo, scarsa replicabilità, gestione delle variabili intervenienti.
ESPERIMENTI
Generalmente gli esperimenti sono quelle ricerche che vengono portate avanti in
contesti artificiali, quando è possibile da parte dello sperimentatore manipolare la
variabile indipendente e creare così condizioni sperimentali differenti da confrontare tra
loro. Spesso vengono messi a confronto due gruppi: un gruppo sperimentale e un
gruppo di controllo. Negli esperimenti dove sono previste più condizioni sperimentali
che differiscono tra loro per come viene manipolata la variabile indipendente i gruppi
da confrontare saranno di più. Si tratta di disegni più complessi dove eventuali
differenze tra i gruppi sperimentali forniscono informazioni più dettagliate sul legame
tra variabile indipendente e variabile dipendente. Il metodo sperimentale può essere
applicato quando non è possibile manipolare la variabile indipendente e/o tenere sotto
controllo le variabili intervenienti.
GRUPPO DI CONTROLLO: la variabile indipendente non è presente o non viene
manipolata – questo gruppo non riceve trattamenti e viene utilizzato come baseline.
GRUPPO SPERIMENTALE: la variabile indipendente viene manipolata in modo da poterne
misurare gli effetti sulla variabile dipendente.
ALTRI GRUPPI SPERIMENTALI: la variabile indipendente viene manipolata in modo
differente tra i diversi gruppi.
Esempio: aggressività nei bambini esposti a litigi verbali degli adulti, studio di
CUMMINGS e colleghi 1985.
L’appaiamento è una tecnica utilizzata per controllare l’effetto di possibili fattori di
disturbo se viene utilizzato un esperimento con un disegno tra soggetti, ovvero quando
la relazione tra variabile dipendente e variabile indipendente viene misurata
sottoponendo diversi gruppi (differiscano significativamente solo per la variabile
indipendente) a diverse condizioni sperimentali.
Un altro disegno sperimentale è il disegno entro soggetti, che consente di tenere
sotto controllo le variabili che potrebbero differenziare due gruppi utilizzando un unico
gruppo di soggetti che viene esposto sia alla condizione sperimentale che a quella di
controllo. In un esperimento condotto sulle capacità imitative condotto su neonati di
poche ore MELTZOFF E MORRE venivano esposti a una prima condizione sperimentale –
un adulto che tirava fuori la lingua – e a una seconda – un adulto che apriva la bocca,
concludono che la protrusione della lingua del neonato non fosse un gesto automatico
di eccitazione ma una reale imitazione. Vantaggio: non c’è l’appaiamento e il confronto
tra i gruppi, ma incide l’ordine di presentazione delle condizioni.
QUASI-ESPERIMENTI
Non è possibile manipolare la variabile indipendente – isolamento sociale e ordine di
genitura – o assegnare in modo casuale i soggetti al gruppo sperimentale o di controllo,
non raggiungono la stessa validità interna degli esperimenti veri e propri. Lo
sperimentatore deve lavorare su gruppi preesistenti e già costituiti non può avere la
garanzia che tali gruppi siano tra loro equivalenti. SVANTAGGIO: impossibilità di
controllare le variabili di disturbo, non arrivano ad avere una validità interna forte come
conclusioni molto più deboli.
quella degli esperimenti, possono portare a
METODO CORRELAZIONALE
Si tratta di studi che vogliono vedere se due variabili vanno nella stessa direzione o se
invece all’aumentare di una corrisponde il diminuire dell’altra, in che misura le variabili
sono associate tra loro, tale relazione viene espressa in termini di coefficiente di
correlazione. Correlazione positiva: al crescere di una variabile si accompagna il
crescere di un’altra. Correlazione negativa: al crescere di una variabile si
accompagna il decrescere di un’altra. Assenza di legame: variazioni indipendenti.
Molti studi hanno lo scopo di ritrovare l’esistenza di una relazione tra due variabili
obiettivi descrittivi).
senza che una debba per forza essere causa dell’altra (
Nel METODO OSSERVATIVO un obiettivo di ricerca è la p reliminare raccolta di
informazioni.
INTERVISTE E QUESTIONARI
Raccolta di informazioni diretta (idee, esperienze, motivazioni) e indiretta
(comportamenti, capacità, personalità), SVANTAGGIO: desiderabilità sociale, ovvero dire
quello che pensi che vogliano sentirsi dire, quindi usano dei questionari di controllo per
vedere il livello di desiderabilità che influisce.
Le tecniche sociometriche (MORENO) definiscono il livello di popolarità che un
bambino ha all’interno di un gruppo.
TIPOLOGIE DI RISPOSTE: scelta fra due sole alternative, scelta fra più alternative (non)
mutuamente escludentisi, scelta fra più alternative indicando anche una graduatoria,
risposta libera, scala di nomina (il limite è che non da motivazioni sul perché il bambino
si trova in un determinato posto nelle relazioni di gruppo, non può essere utilizzata
prima dei 7 anni di età quando le abilità di letto-scrittura del bambino sono ben
consolidate, si rifà al Test Sociometrico di Moreno, viene utilizzata per indagare diversi
aspetti dello sviluppo sociale, come i legami di amicizia, la simpatia, la competizione o
la collaborazione, le dinamiche interne al gruppo), griglia di codifica, check-list, scala
Likert.
Interviste aperte: senza un ordine fisso, senza limiti nella risposta, ricerche
esplorative.
Interviste strutturate, chiuse: domande predefinite, risposte chiuse, otteniamo dati
quantificabili.
OSSERVAZIONE SISTEMATICA
L’osservazione ingenua, casuale o spontanea non è considerabile una metodologia
d’indagine, poiché influenzata dalla salienza (ciò che cattura la nostra attenzione), dai
limiti della memoria e dall’interpretazione. Invece quella sistematica è caratterizzata da
formalizzazione e sistematizzazione (D’ODORICO E CASSIBBA), non c’è una
manipolazione delle variabili. Ha 3 fasi: focalizzazione sul comportamento da
osservare, registrazione del comportamento, codifica dei comportamenti. ASPETTI
CRITICI: le condizioni psicofisiche dell’osservatore.
“L’osservazione è una raccolta di dati mediata dal giudizio umano, che si può applicare
a diversi campi, quali quello della ricerca, della valutazione e della diagnosi”
(BONICHINI E AXIA)
Progettare l’osservazione: definire gli obiettivi (operazionalizzarli, cosa come dove
quando), le attese, gli elementi, i contesti (si distinguono due ambienti: l’ambiente
artificiale del laboratorio e l’ambiente naturale di comparsa dei comportamenti), le
tecniche e gli strumenti, controllare validità ed attendibilità.
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO - PRECURSORI
Nella società del MEDIOEVO non esisteva di fatto un'idea di infanzia come periodo di
vita distinto dall’età adulta,
Intorno al XVII/XVIII secolo si sviluppa l’idea dell’infanzia e anche a livello pittorico le
proporzioni diventano più realistiche.
LOCKE – tabula rasa, educazione = autodisciplina;
ROUSSEAU – uomo e bambino buono con senso morale, poi la società lo cambia.
Nel XIX secolo c’è la RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, è necessario un minimo di
alfabetizzazione e capacità di calcolo, quindi un’educazione di massa. I bambini
vennero impiegati come manodopera a basso costo, emergono quindi in Gran
Facitori Acms,
Bretagna i delle prime leggi per la regolamentazione del lavoro
minorile.
Solo verso la FINE DELL'800 nasce un interesse scientifico per questo periodo di
vita (inizio della psicologia scientifica, primo laboratorio di psicologia sperimentale a
Lipsia, a opera di WUNDT; inoltre un gruppo di funzionalisti nordamericani inizia
gradualmente a interessarsi ai processi di sviluppo della mente), anche influenzata
dalla nascita della psicanalisi.
Poi DARWIN – rapporto individuo e ambiente, evoluzionismo, sviluppo emotivo e
universalità delle emozioni.
GALTON - eredità dei tratti e influenze ambientali, fondatore dell’eugenetica,
secondo lui oculati matrimoni per generazioni successive porterebbero a produrre
una razza intellettivamente superiore.
JAMES – gruppo dei funzionalisti, avvia gli studi sullo sviluppo degli individui,
studiare “gli individui in quanto organismi che si adattano all'ambiente”, metodo
comparativo (confronto tra bambini, età diverse, adulti, animali…).
HALL - primo vero psicologo dello sviluppo, gruppo dei funzionalisti.
La nascente Psicologia Sperimentale che si diffonde in Europa ha come interesse
principale lo studio della coscienza, i funzionalisti ritenevano invece che ad essere
cruciale nello studio della psicologia fosse la comprensione dello scopo per cui nella
coscienza accade qualcosa piuttosto che qualcos'altro (secondo loro era
l'adattamento del soggetto al suo ambiente), nell'ottica funzionalista divenne
fondamentale occuparsi dei processi di pensiero del bambino, questo perché
processi di adattamento della specie umana
pensano di poter capire meglio i e i
fenomeni estremamente complessi nell’adulto . In generale secondo quelli che
vengono considerati i primi veri studi della psicologia dello sviluppo il pensiero del
bambino differiva significativamente da quello dell'adulto. Wertheimer scrisse un
articolo considerato "l'atto di nascita" della psicologia della gestalt.
HALL (Germania, Nord America)
Fu il primo vero psicologo dello sviluppo, GRUPPO DEI FUNZIONALISTI, a lui si deve la
scoperta dell’infanzia
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