PSICOLOGIA ETA’ EVOLUTIVA
LEZIONE 1
(sufficienti slide e appunti, no testo)
Nel lavoro del fisioterapista è importante il rapporto umano, è relazionale.
Saper capire potenzia l’intervento, sprona il paziente a mettersi maggiormente in gioco.
Modello Medicina disease centred ha 2 obiettivi:
● Diagnosi della malattia
● Impostazione del trattamento terapeutico
E’ un modello biomedico nato nel 1600, la malattia e il malato sono due cose ben distinte
(dualismo cartesiano mente-corpo). Il paziente è quindi solo un portatore della malattia, è un
recettore passivo, l’operatore sanitario è l’unico esperto della malattia e la salute è la totale
assenza di malattia.
Oggi a differenza di allora…
i pazienti sono più informati e coinvolti e vogliono essere trattati come persone, sono
avvenuti dei cambiamenti epidemiologici (aumento delle malattie croniche). Ci sono anche
dei cambiamenti epistemologici, la stessa medicina è consapevole che non c’è una linearità
tra causa e effetto, (es. non dipende solo dal fisioterapista come andrà il trattamento, ma
anche dall’impegno che il paziente mette nel seguire il trattamento e ha quindi una
componente importante di potere).
Dal 1986 si ha il modello di medicina patient-centred (proposto da Levenstein et al) che si
basa sul modello biopsicosociale di Engel 1977, che tiene conto dell’interazione fra fattori
biologici, psicologici e sociali. Da qui l’importanza dell’attenzione ad altri fattori e lo studio
della psicologia anche in scienza medica.
- Il paziente diventa esperto dell’illness (malessere per come lo sta vivendo lui
- L’operatore sanitario esperto del disease (malattia)
Gli obiettivi di questo tipo di medicina sono:
1. Diagnosi della malattia
2. Raccogliere il vissuto del paziente (è questo lo step in più)
3. Impostazione del trattamento
2. Per raccogliere il vissuto del paziente è fondamentale l’agenda del paziente ovvero:
Tutto ciò che il paziente porta con sé nel momento in
cui si rivolge all’operatore sanitario. Ciò non riguarda
strettamente la malattia ma è collegato ad essa. (es.
la paziente con la cicatrice dice “mio marito è un
brav’uomo” significa che è preoccupata per l’estetica
ed è questo il modo in cui lei sta vivendo l’illness)
Nell’agenda ci sono i sentimenti del paziente, le sue
aspettative e desideri, le sue idee, interpretazioni,
il contesto nel quale è inserito e le conseguenze che
ha.
SENTIMENTI:
sono le risposte emotive che il paziente manifesta verso la malattia, possono essere diversi
e copresenti (dagli 8 anni tolleriamo l’ambivalenza emotiva rispetto ad uno stesso
oggetto/soggetto). Tutti i pazienti hanno una risposta emotiva ma ciascuno con i propri
contenuti specifici. (es. paura per gli effetti collaterali dei farmaci; rabbia perché si è malati,
etc…)
IDEE E INTERPRETAZIONI:
Ad ogni cosa che accade il paziente prova a spiegarsi perché ciò è accaduto (anche con le
motivazioni più strane e meno razionali es. caso, karma…)
Queste interpretazioni sono presenti in ogni paziente ma specifiche per ciascun paziente ed
esse potrebbero influenzare negativamente il paziente nell’impegno e nel comportamento
nei confronti della propria terapia (il paziente non collabora).
ASPETTATIVE E DESIDERI:
Sono anticipazioni rispetto a ciò che accadrà nella visita o rispetto all’operatore sanitario, si
riferiscono ad eventi che il paziente immagina che accadranno o che vorrebbe accadessero,
anch'essi sono specifici per ciascun paziente.
Essi vanno indagati e compresi ma non necessariamente esauditi (però si può negoziare,
es. perché il paziente ha questa voglia di finire i trattamenti con me? Magari è l’orario
sfavorevole per il paziente!)
CONTESTO:
Ognuno viene da un contesto completamente diverso che dipende da molteplici variabili,
elementi sociali, familiari, lavorativi esterni al paziente che generano gli altri elementi
dell’agenda e vengono influenzati dalla malattia. E’ la cornice sociale e relazionale nella
quale si trova il paziente.
Il contesto del paziente non è necessariamente rintracciabile dalla scheda clinica/anamnesi
(possono essere fattori esterni o sentimenti+interpretazioni).
Il paziente manda dei segnali (cues) che rimandano alla sua agenda
● tono della voce
● argomenti introdotti/svincolati
● temi reiterati (magari al termine della visita)
● domande
Il paziente si affida totalmente per quell’aspetto medico, per lo specialista lui è solo uno dei
pazienti, per il paziente ciò che accade durante la seduta è tutto estremamente importante.
Punti di forza patient-centered
1) Vantaggi clinici:
● MIgliore comprensione e memorizzazione
● Migliore aderenza al progetto terapeutico
● Miglioramento dell’efficacia clinica
2) Vantaggi personali
● Maggiore soddisfazione del paziente
● Maggiore soddisfazione del medico
● Riduzione delle cause per malpractice
3) Prospettiva etica:
● è fondato moralmente (comportamento moralmente corretto e valido, il paziente va
trattato come una persona)
4) Insegnabilità:
● Le competenze comunicative possono essere apprese (non bisogna essere psicologi
ma bisogna essere sensibili e interessati)
Modello di medicina centrato sulla relazione:
Le relazioni sono il contesto entro il quale i pazienti sono aiutati a mantenere la salute, ce ne
sono di 3 tipi:
Con il paziente: il paziente e il professionista formano un’unità inseparabile di due soggetti
interdipendenti, la relazione stessa può essere terapeutica, (effetto placebo).
Con i familiari: L’operatore sanitario deve comprendere il vissuto di malattia attraverso le
persone significative del paziente, i familiari
Con colleghi: l’operatore sanitario deve saper lavorare in equipe con altri professionisti.
Lo sviluppo è il risultato dell’interazione di diversi processi: biologici, cognitivi e
socio-emotivi.
● Processi biologici: Cambiamenti nel corpo dell’individuo.
● Processi cognitivi: Cambiamenti nel pensiero, intelligenza e linguaggio dell’individuo.
● Processi socio-emotivi: Cambiamenti nelle relazioni dell’individuo con altre persone,
nella sfera emotiva e nella personalità.
La psicologia dell’età evolutiva si occupa della produzione di modelli di sviluppo
dell’individuo che tengano conto dell’interazione uomo ambiente, studiando la maturazione
biologica e osservando il comportamento umano.
Modello di Erikson, teoria dello sviluppo psicosociale, l’interazione tra aspetti oggettivi e
soggettivi (esistono aspetti oggettivi dei contesti nel quale si cresce).
Esistono secondo lui 8 stadi nei quali si presenta una sfida/crisi peculiare, la soluzione alla
crisi influisce sul modo in cui l’individuo affronta lo stadio successivo e se non superata in
modo adeguato la persona è ostacolata nella risoluzione positiva delle crisi successive.
1) 0-1 anno, NEONATO virtù potenziale: speranza.
Fiducia fondamentale vs sfiducia
Il neonato sviluppa una fiducia nei confronti dell’altro se i suoi bisogni fondamentali
sono soddisfatti o meno (nutrimento, calore, pulizia, contatto fisico)
2) 1-3 anni, SECONDA INFANZIA virtù potenziale: volontà.
Autonomia vs vergogna e dubbio
Si può sentire autosufficiente (nelle semplici azioni come deambulazione, mangiare
da solo, controllo sfinterico) oppure può provare un senso di vergogna e dubbio
rispetto alle proprie capacità se l’adulto è troppo invadente
3) 3-6 anni, ETA’ DEL GIOCO virtù potenziale: fermezza dei propositi.
Iniziativa vs senso di colpa
Può essere sviluppata una intraprendenza attraverso la tendenza di cimentarsi in ciò
che fanno gli adulti, al contempo questi tentativi potrebbero sfociare nel senso di
colpa per la paura di combinare problemi
4) 7-11 anni ETA’ SCOLARE, virtù potenziale: competenza.
Operosità vs senso di inferiorità
Il bambino sviluppa nuove capacità di apprendimento oppure un senso di inferiorità
se ritiene di non riuscire a padroneggiare i vari compiti
5) 12-20 anni adolescenza, virtù potenziale: fedeltà.
Identità vs confusione
L’adolescente cerca di capire chi è, come definire sé stesso in ogni ambito della sua
vita (famiglia, lavoro, relazioni) e possono però sorgere attorno a queste decisioni dei
sentimenti di confusione.
6) 20-30 anni INIZIO ETA’ ADULTA virtù potenziale: amore.
Identità vs isolamento
Il giovane adulto cerca la vicinanza e l’intimità con una persona affettivamente
importante oppure evita le relazioni e si isola dagli altri.
7) 30-65 anni ETA’ ADULTA, virtù potenziale: cura (di un progetto o di un figlio).
Generatività vs stagnazione
L’adulto sente il bisogno di essere produttivo creando qualcosa (es. figli, oggetti,
idee) o al contrario si può diventare stagnanti e inattivi
8) >65 anni TARDA MATURITA’, virtù potenziale: saggezza.
Integrità vs disperazione
L’anziano riconsidera tutta la propria vita e cerca di darle un senso riflettendo sulle
mete raggiunte oppure dubita e si dispera per le mete mai raggiunte e per i desideri
rimasti inappagati.
L’adolescenza è quel periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, nelle femmine inizia
tra i 10 e 12 anni e nei maschi comincia tra gli 11 e i 13 anni ed in entrambi i sessi finisce
verso i 18. In questa vi è il passaggio dallo status sociale del bambino a quello dell’adulto, si
ha una maturazione delle capacità di analisi, introspezione e definizione dell’identità, dei
valori e delle scelte.
Nella fase preadolescenziale si ha il passaggio dalla condizione fisiologica del bambino a
quella dell’adulto, si presentano problemi legati alla crescita fisica, all’identità corporea e alla
definizione sessuale.
LEZIONE 2
Lo psicologo svizzero Jean Piaget è il fondatore dell’epistemologia genetica (studio
sperimentale di come si costruisce la conoscenza nel corso dello sviluppo).
Egli fu padre, tante delle sue osservazioni hanno origine a partire dai suoi figli e un altro
strumento furono i colloqui clinici con i bambini.
ASSUNTI DI BASE
TEORIA ORGANISMICA
● Lo sviluppo è comprensibile all’interno della storia evolutiva della specie
● L’organismo è attivo e si modifica tramite gli scambi dell’ambiente
● Lo sviluppo consiste nella trasformazione di strutture che non sono innate, ma si
costruiscono grazie all’attività dell’individuo.
Confrontando l’intelligenza adulta e quella del bambino sono differenti ma hanno delle
medesime modalità di funzionamento.
Il processo di sviluppo cognitivo ha continuità (funzioni invarianti) e discontinuità (strutture
variabili).
Lo sviluppo avviene tra continuità e discontinuità che sono due poli tra i quali il bambino
deve trovare un equilibrio.
Continuità: lo sviluppo è considerato come adattamento, che può avvenire sulla base di
movimenti complementari di funzioni cognitive che sono assimilazione e accomodamento.
ASSIMILAZIONE= processo di incorporazione dei dati dell’esperienza nei propri schemi
(modelli di pensiero che servono a organizzare e combinare gli elementi). Essa tende alla
conservazione, il bambino incorpora i dati che apprende nella realtà nei suoi schemi
precedenti.
ACCOMODAMENTO= Processo di modifica degli schemi attuali per adattarli ai nuovi dati,
modifica dei suoi modelli attuali, esso avviene quando non è sufficiente il processo di
assimilazione, il bambino acquisisce nuove abilità (es.nel linguaggio).
Quando il bambino è a contatto con una situazione nuova tenta prima di assimilarla a
schemi precedenti (assimilazione), in caso di insuccesso modificherà gli schemi attuali
(accomodamento)
Discontinuità
Col crescere nel bambino avvengono dei cambiamenti strutturali rilevanti, definiti stadi di
sviluppo (esso dipende dalla fascia d’età), ogni stadio è qualitativamente diverso dal
precedente ma con un’organizzazione interna che va a comprendere anche le acquisizioni
dello stadio precedente.
Gli stadi di sviluppo per Piaget sono 4:
● SENSO-MOTORIO che caratterizza i primi 2 anni di
-
Psicologia sociale
-
Psicologia cognitiva
-
Psicologia dell'educazione
-
Psicologia dello sviluppo cognitivo