Psicologia dell'apprendimento
Apprendimento
Metafora dell’allestimento teatrale: la formazione, così come la rappresentazione teatrale, è un'azione visibile in un contesto strutturato, con specifici ruoli, diretta ad un fine. Ha quattro dimensioni:
- Il luogo, fisico (risorse adeguate) e mentale (significato culturale che questi rivestono) entro cui far sviluppare il processo di apprendimento.
- Lo sfondo, l'atmosfera adeguata che permette di cogliere il significato delle esperienze che si vivranno.
- Le impalcature, metodologie, tempi di lavoro, forme di organizzazione, criteri di valutazione.
- Gli attori, il formatore/educatore dovrà prestare attenzione alle caratteristiche dei formandi, individuandone attitudini personali, attese, stili di pensiero e leve motivazionali.
Nel mondo dell’apprendimento, così come nel teatro:
- Il formatore progetta, pianifica, coordina, gestisce, monitora e verifica tale azione;
- La personalità e la storia del formatore/regista influenzano il progetto;
- Formatore e regista partono da un’idea propria per arrivare a uno scopo;
- Formatore e regista devono saper gestire i possibili conflitti;
- Formatore e regista seguono un metodo e mettono a disposizione la propria esperienza/competenza;
- Formatore e regista progettano e decidono tempi e modalità del lavoro.
L’apprendimento
L'APPRENDIMENTO è un processo che porta a un cambiamento relativamente permanente del comportamento attraverso l'esperienza, che permette di arricchire/cambiare il contenuto delle conoscenze ed è in relazione alle performance dell’individuo. Avviene quando si è in grado di ripetere nel tempo in modo autonomo un comportamento o di utilizzare una conoscenza, un processo primariamente cognitivo che si integra con processi di percezione, attenzione, memoria, linguaggio e pensiero. Insomma, è un processo multidimensionale che coinvolge fattori legati alle caratteristiche del discente (cognitive, strategiche, motivazionali, affettive, sociali), al contesto specifico e all’interazione tra discente e ambiente.
I compiti di apprendimento consistono nell’apprendimento di conoscenze/abilità nuovi, nel riapprendimento di conoscenze/abilità già posseduti, ma non attivati da tempo, nell’adattamento (ristrutturazione) di conoscenze/abilità o strutture già possedute. NON è apprendimento: Crescita – Maturazione, Evoluzione, Conversione – Rigenerazione, Socializzazione – Acculturazione, Sviluppo.
L’«apprendimento significativo» è quando le nuove nozioni non appaiono totalmente estranee ma hanno un senso dato dalle nozioni pregresse alle quali vanno ad integrarsi (Ausubel). L’apprendimento in cui il discente è coinvolto in un processo di costruzione di conoscenza, all’interno di un contesto rilevante, attraverso la collaborazione con altri soggetti all’interno di una comunità (Cacciamani e Giannandrea).
Cenni storici – Principali contributi
Wundt e il laboratorio di Lipsia
Nel 1879 nasce la psicologia scientifica. Si conducevano esperimenti di Psicofisica nei quali i metodi tipici della ricerca fisiologica (ad esempio, tempi di reazione) venivano applicati allo studio della sensazione, della percezione e dei processi legati ad attenzione, emozioni, pensiero e linguaggio. Egli pensava che l’oggetto di studio della psicologia dovesse essere l’esperienza diretta (immediata) determinata dall’auto-osservazione (o percezione interna) e rilevata attraverso l’introspezione (+ metodo sperimentale). Wundt definì le regole di applicazione del metodo:
- L’osservatore doveva stabilire quando introdurre il processo;
- L’osservatore doveva essere in condizione di sforzo attentivo;
- La stessa osservazione doveva poter essere ripetuta;
- Dovevano essere studiate anche le situazioni di variazione dell’intensità, della qualità e della sequenza degli stimoli presentati.
Strutturalismo (Titchener)
La coscienza sarebbe costituita da percezioni, idee ed emozioni, cui corrispondono le rispettive componenti primarie che sono sensazioni (definite dalle caratteristiche di qualità, intensità, durata e chiarezza), immagini e stati affettivi. L’introspezione è rigorosa, l’esperienza veniva interrotta frequentemente per poter raccogliere i resoconti del soggetto.
Critiche: troppo interessato alla struttura della mente. Riduzionismo: riduce la complessità dell’esperienza umana alle sensazioni. Mentalismo: analizza solo resoconti verbali consapevoli, tralasciando soggetti impossibilitati a produrli per motivi di ordine evolutivo o patologico. Elementarismo: cerca di combinare le componenti base, non studia il comportamento nella sua complessità.
Funzionalismo (James; Dewey)
James
Oggetto di studio è il valore adattivo (funzionale) dei comportamenti al fine di adattarsi all’ambiente: la coscienza è la guida, indispensabile per la sopravvivenza. Le sensazioni sono l’esito di un processo di inferenza ed astrazione, non sono singoli elementi, poiché la vita mentale è un’esperienza di flusso unitario continuo. James utilizza l’introspezione (capacità di cogliere impressioni e stati mutevoli della coscienza), con il metodo comparativo.
Dewey
Il funzionalismo nasce con lui, l’attenzione si sposta al comportamento, studiato in funzione del significato che ha per l’individuo che lo mette in atto e in relazione al contesto nel quale si manifesta.
Gestalt (Wertheimer; Koffka e Koehler)
L’esperienza consapevole è diretta e "organizzata" (Gestalt=forma organizzata). Ha tre dimensioni fondamentali:
- Atteggiamento fenomenologico: l’oggetto di analisi dello psicologo sono i fatti come vengono colti (esperienza diretta) dagli organi di senso.
- Teoria di campo: i fenomeni sono dinamici e come tali devono essere descritti. Vengono ripresi i concetti fisici di "campo" e "forza", il mondo fenomenico è il risultato dell’equilibrio delle tensioni esistenti tra tutte le forze (parti dinamiche) presenti nel campo percettivo o psichico (unificazione formale).
- Postulato dell’isomorfismo: il piano fenomenico ha un’identità strutturale con quello dei processi fisiologici sottesi: alle manifestazioni sul piano fenomenico corrispondono sempre forme o strutture del sistema nervoso con le stesse caratteristiche funzionali.
Comportamentismo (Watson)
La psicologia (scienza sperimentale e oggettiva) deve studiare il comportamento osservabile con il metodo sperimentale, indagando le condizioni ambientali antecedenti, le risposte comportamentali e le conseguenze osservabili. Tutto può essere appreso attraverso l’esperienza, l’individuo è una tabula rasa (Condizionamento classico).
Neocomportamentismo (anni ’30–'50; Skinner, Guthrie, Hull, Tolman)
Guthrie: l'apprendimento è risposte muscolari minime e non in azioni. Skinner: condizionamento operante, la psicologia deve stabilire relazioni funzionali tra stimolo e risposta. Hull: concetto di pulsione. Tolman: concetti di apprendimento latente e mappa cognitiva.
Cognitivismo (Neisser)
Concetti cardine: interesse per gli eventi mentali interni al soggetto; organismo dotato sin dalla nascita di competenze specifiche; individuo quale elaboratore della propria rappresentazione del mondo, pone l’attenzione al pensiero e ai processi di conoscenza (ad esempio capacità umana di adottare modi di pensare nuovi). Apprendimento: ottimizzare l’applicazione dei processi di elaborazione dell’informazione (in termini di velocità e automatizzazione), grazie ad attivazioni ripetute.
Costruttivismo
Il discente è il costruttore della propria conoscenza, l’apprendimento è un processo di progressivo adeguamento da parte delle strutture cognitive o degli schemi mentali alle nuove situazioni che si presentano.
La ricerca in psicologia
La ricerca in psicologia si basa su dati:
- Dati comportamentali: rilevazione del comportamento in quanto tale attraverso l’osservazione e i tempi di reazione.
- Dati verbali: descrizioni più o meno libere che le persone fanno di quanto accade nella propria mente (self-report, tecnica del Thinking aloud/Talking aloud, dei resoconti introspettivi o con questionari, interviste e colloqui).
- Dati psicometrici: si registrano determinati comportamenti per ricavare previsioni sui comportamenti futuri. Ci sono tipologie differenti di strumenti:
- Test standardizzato (si rifà a norme statistiche per il confronto dei dati)
- Test attendibile (mantiene costanti le misurazioni in tempi diversi e con somministratori diversi)
- Test valido (capacità effettiva di misurare la variabile indagata)
La ricerca in laboratorio ha spiegazioni causali e ha veri e propri esperimenti, quasi esperimenti e studi sul caso singolo. Nella ricerca sul campo ci sono spiegazioni correlazionali, rilevare le relazioni (co-occorrenza) tra le variabili.
Questionari
Requisiti di base:
- Attrattività: deve suscitare interesse e collaborazione.
- Chiarezza e comprensibilità: per contenere le fonti di errore.
- Coerenza e precisione: domande pertinenti rispetto all’oggetto di indagine.
- Ordine: gli item vanno raggruppati per sezioni.
Due modalità di somministrazione: questionari etero-somministrati (l'intervistatore legge le domande e segna le risposte); questionari auto-somministrati (il soggetto stesso legge e risponde autonomamente). Le somministrazioni devono essere uniformi, cioè condotte con gli stessi criteri e nelle stesse condizioni, per ridurre al minimo le implicazioni soggettive e/o contingenti.
Domande aperte (un’analisi a doppio cieco) o chiuse (dicotomiche, a scelta multipla, a scala graduata, con scale verbali, scale numeriche, scale visive).
Metodo osservativo
Indaga le relazioni funzionali realmente esistenti nell’evento o gruppo osservato, senza operare un controllo delle variabili indipendenti, permette la massima aderenza al dato, considera l’interazione individuo–ambiente, permette di studiare situazioni non riproducibili in laboratorio. Fai attenzione ad errori come la validità, stabilità, accuratezza dell’osservazione stessa, variabili legate all'osservatore, all’osservato e al contesto.
L’osservazione può essere occasionale o sistematica. Tipi di osservazione:
- Osservazione naturalistica: il grado di controllo è minimo e l’osservatore evita di influenzare il comportamento osservato in un ambiente familiare.
- Osservazione controllata: il grado di controllo (della VI) è medio/massimo.
- Osservazione etologica: il comportamento si svolge spontaneamente e viene descritto minuziosamente in modo obiettivo e completo, non partecipante e dissimulata.
- Osservazione etnografica: l’osservatore è partecipante e conquista l’accesso nel gruppo osservato con la massima disponibilità sociale e il minimo di autorità.
Tre momenti essenziali:
- Selezione del fenomeno, a priori o dopo un’osservazione preliminare.
- Registrazione del flusso comportamentale, continua o intermittente, di eventi, presenza/assenza del fenomeno.
- Analisi (molare - trascurano i particolari, privilegiando il significato e lo scopo di un’azione; o molecolare) e codifica (univoca, omogenea, esaustiva ed esclusiva, con categorie giustificate).
Indici di accordo (se c’è più di un osservatore): intervalli non registrati (Unscored Intervals) – non c’è il fenomeno almeno per uno, intervallo per intervallo (Interval by Interval) - tutti, intervalli registrati (scored intervals) – il fenomeno c’è almeno per uno. Indicatori: molari o molecolari, discreti ed esclusivi, omogenei, devono moltiplicare le categorie anziché raggrupparle, evitare di utilizzare classificazioni di tipo astratto o un numero eccessivo di categorie.
Validità della ricerca
Strumento di rivelazione valido: capacità effettiva di uno strumento di misurare la variabile che esso esamina.
Validità interna: i dati raccolti NON sono condizionati dall’intervento di variabili estranee, cioè eventi storici, maturazione dei soggetti, effetti delle prove, effetto della regressione (sottoposti più volte, risultati nella media), selezione (gruppi non equivalenti), mortalità, fluttuazione degli strumenti, aspettative del ricercatore e del soggetto.
Validità esterna: i suoi risultati possono essere generalizzati ad una più ampia gamma di situazioni o individui rispetto a quelli indagati (applicabilità e alla generalizzabilità dei risultati), la validità ecologica c’è nelle ricerche condotte in situazioni ambientali naturali.
Validità di costrutto: conformità tra teoria e risultati.
Validità etica: deve essere imparziale e rispettare i codici deontologici; verifica che il grado di partecipazione e attivazione dei soggetti non dipenda dalle caratteristiche del ricercatore.
Validità statistica: relazione tra variabile indipendente e variabile dipendente.
Le funzioni mentali
Le funzioni esecutive sono funzioni neuro-cognitive che controllano e gestiscono il funzionamento della mente, evolvono con la crescita e hanno un ruolo centrale nei processi di attenzione, ragionamento e memoria. Sono costituite da tre sottocomponenti indipendenti regolate dall’attenzione, quale componente sovraordinata: l’inibizione (capacità di non esprimere reazioni spontanee immediate), la flessibilità cognitiva e la memoria di lavoro. Bailey e Jones hanno proposto di aggiungere il ‘controllo dell’attenzione’, (competenza connessa al funzionamento sociale e alla capacità di adattarsi al contesto).
Coscienza
È lo stato di consapevolezza di stimoli esterni e interni (sensazioni, pensieri, sentimenti) provati in un dato momento. Elabora le conoscenze dichiarative in modo controllato (un compito alla volta, lento) oppure automatico (più veloce). Distinguiamo core consciousness (momentanea) e extended consciousness (autobiografica).
L’esperienza di Flow (Czikszentmihalyi) è un’esperienza particolare di consapevolezza definita «esperienza ottimale o di flusso». È la completa immersione in una determinata attività o compito, procura gioia per il suo stesso svolgimento, più che per l’esito; avviene alla presenza di 9 indicatori empirici:
- Equilibrio dinamico tra sfida (challenge) e capacità, ti sprona e quindi porta ad uno sviluppo.
- Obiettivi chiari, cosa fare e come.
- Perdita della coscienza del tempo.
- Perdita della coscienza del sé, non pensi a come appari.
- Paradosso del controllo (o paradosso del sé), massimo controllo dell’azione.
- Concentrazione totale sul compito, soggetto attivo.
- Integrazione tra azione e consapevolezza, attività spontanea.
- Feedback inequivocabili.
- Esperienza autotelica, gioco per giocare.
È importante distinguerlo rispetto alla Peak Experience (Maslow), che ha forti connotazioni di gioia, profondo appagamento e smarrimento del sé in una dimensione mistica, il soggetto è passivo, è un momento estatico raro.
Networked flow, flow di gruppo: molteplici persone si trovano in un’esperienza di flow e sono in grado di comunicare e capirsi in maniera efficace; passaggi: Incontro (persistenza, interazioni, ruoli e scopo definito), Riduzione delle distanze (sottogruppo), Liminalità (azione parallela, il sottogruppo ridefinisce gli obiettivi), Networked Flow, Creazione dell’artefatto, Applicazione.
Resoconti verbali
L’introspezione viene usata per il verbal report concomitante (chiedere al soggetto di giustificare ogni sua mossa e pensiero a voce alta, durante il compito), ne sono esempio il Thinking Aloud e Talking Aloud– non è spontaneo, non si fa se non richiesto – lo fai comunque nella testa, ad esempio operazioni resoconto introspettivo (ad attività conclusa), ci può essere consapevolezza diretta e completa dell’evento mentale, consapevolezza solo parziale, non vi è consapevolezza, non vi è effettiva consapevolezza, ma il soggetto presume di averla. GAGNÉ E SMITH utilizzarono la Torre di Hanoi per vedere gli effetti della tecnica della verbalizzazione sui processi di pensiero, notano che la verbalizzazione ha benefici perché costringe i soggetti a pensare.
Consigli per l’attendibilità dei report: far passare poco tempo dal compito, chiedere le fasi specifiche e non il processo lungo, frazionamento, anticipare le richieste al soggetto così ci pone attenzione, non deve richiedere concentrazione e sforzo. Analisi e registrazione della verbalizzazione: come prima, verbalizzazione concomitante o verbalizzazione retrospettiva.
L’elaborazione degli stimoli
La PSICOFISICA è lo studio della relazione tra gli aspetti fisici degli stimoli e l’esperienza psicologica soggettiva. La sensazione è un’impressione soggettiva e immediata provocata dagli stimoli sui recettori sensoriali. Gli stimoli non sono costantemente rilevabili ad una data intensità, si definisce quindi Soglia Assoluta la quantità minima di energia fisica necessaria per produrre un’esperienza sensoriale rilevata nel 50% dei casi dei soggetti sottoposti allo stesso stimolo. La Soglia Differenziale, detta anche differenza minima rilevabile (Just Notable Difference), è la differenza colta tra 2 stimoli di diversa intensità, rappresenta la quantità minima di cambiamento nell’intensità di uno stimolo necessaria affinché questo sia percepito come differente rispetto ad uno stimolo di confronto, nel 50% dei casi. La sensazione ha 3 passaggi:
- Recezione di energia e attivazione da parte dei sistemi fisiologici specie-specifici.
- Trasduzione o conversione dell’energia fisica in un segnale nervoso.
- Trasmissione del segnale alle aree corticali.
La percezione è il processo per il quale le informazioni ricevute attraverso la sensazione vengono organizzate ed elaborate in unità di significato, è un’elaborazione cognitiva, attiva e costruttiva dell’informazione sensoriale. La percezione ha 2 processi:
- Bottom up (data-based): è un’elaborazione guidata dalle informazioni sensoriali che si basa sul riconoscimento dei pattern e delle caratteristiche delle singole componenti degli stimoli, lo coglie nella forma più semplice e stabile; si realizzano anche nel caso di stimoli nuovi. Riguarda l’organizzazione percettiva.
- Top down (knowledge-based): è un’elaborazione attiva, guidata da processi cognitivi (memoria, aspettative, motivazione, stati emotivi). Lo stimolo viene interpretato sulla base delle proprie conoscenze, si colgono quindi riconoscimenti automatizzati o indizi salienti delle esperienze già fatte. RISCHIO: non cogliere informazioni in realtà rilevanti con conseguenti distorsioni percettive.
Organizzazione percettiva
L’organizzazione percettiva è l’integrazione realizzata a livello non consapevole tra i segnali degli organi recettori che produce una rappresentazione interna di uno stimolo esterno. Principi di raggruppamento percettivo della Gestalt: vicinanza, somiglianza, buona continuazione, chiusura, contiguità e contrasto cromatico. Processi percettivi:
- Articolazione figura-sfondo è costante ed esprime la tendenza a vedere gli oggetti stagliarsi come figure su uno sfondo indistinto, ha delle regole: inclusione, orientamento, convessità, area relativa.
- Fenomeno dei contorni anomali (o Effetto Kanizsa) che riguarda la percezione di stimoli amodali, cioè assenti in termini di contorni fisici.
- Moto apparente o fenomeno di PHI, nella totalità risulta un’impressione di movimento (assente).
- Costanza percettiva, di grandezza, di forma, di luminosità.
Processi attentivi
Ci sono 3 fasi:
- L'attivazione del sistema di elaborazione così da poter intercettare gli stimoli nell’ambiente.
- Focalizzazione (l'orientamento) verso gli stimoli rilevanti.
- Gestione: utilizzo delle risorse attentive in funzione del contesto e del tipo di attività svolta.
Tipi di attenzione:
- Selettiva, seleziona stimoli importanti e ignora informazioni irrilevanti sulla base della salienza; focalizziamo su una voce, inibiamo le altre, i rischi sono “cecità da disattenzione” e “cecità al cambiamento”.
- Teoria del filtro precoce, (Metafora) Broadbent, sistema di filtraggio che opererebbe in relazione a finalità, compiti e aspettative dei soggetti, scartando definitivamente l'informazione non rilevante.
- Teoria del filtro attenuato, Treisman, riduce l’impatto delle informazioni meno rilevanti a vantaggio di quelle più significative, ma rimane la funzione adattiva, quindi una minima porzione la percepiamo comunque.
- Teoria del filtro tardivo, Deutch & Deutch, l'informazione viene elaborata nella sua totalità e, al momento della risposta, il filtro valuta la salienza dei suoi elementi e seleziona la risposta, ricordiamo l’effetto Stroop, Navon, e Simon.
- Focale, focalizzazione, concentrarsi su uno stimolo specifico.
- Sostenuta, mantenersi vigili per un periodo prolungato di tempo su uno stesso stimolo (+ abituazione).
- Divisa, seguire contemporaneamente due attività, attenzione all’interferenza strutturale (se hanno struttura uguale).
- Competitiva, in caso di conflitto tra due processi, l’attenzione automaticamente seleziona fra i due.
- Shift attentivo, modificare rapidamente il proprio set cognitivo per il compito successivo.
Multitasking: Svolgimento contemporaneo di due compiti e al passaggio (switch attentivo) da un compito all’altro, secondo alcuni porta a conoscenze ed esplorazioni superficiali. Sviluppo dell’attenzione: 3-4 anni, fare attenzione è regola educativa.
Memoria
Ha 3 funzioni:
- Codifica: è la scelta di come rappresentare in memoria l’informazione.
- Immagazzinamento: l’informazione viene mantenuta nel tempo.
- Recupero: accesso e utilizzo dell’informazione immagazzinata.
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