La Psicologia della Gestalt: Percezione,
Problem Solving e Teoria di Campo:
Wertheimer, Dunker, Kofka, Koehler....
L’analogia della melodia è usata molto dai gestaltisti. La melodia
contiene qualcosa che nelle isngole note non c’è. Le singole note, di
cui parla lo strutturalismo, quando si aggregano danno origine ad
una melodia diverso da ciò che la singola nota può esprimere.
Quindi quello della Gestalt è una prospettiva globale, è l’opposto
dello strutturalismo ed è un fondameto fenomenologico e globalista.
“Io sto alla finestra e vedo una casa, un albero, una strada. Vedo
delle totalià organizzate, non vedo singoli elementi”. Welltheimer.
Lo strutturalista va alla ricerca dei singoli componenti, la gestalt
guarda alla totalità.
1912, studio di Wertheimer → Parallelamente nel 1912 si sviluppa la
Gestalt, l’anno dopo negli USA nasce il comportamentismo (“ La
psicologia come la ved eil comportamentista”) che dominerà la
scena psicologica per molto tempo. Saràm molto pervasivo e al di
fuori dell’accademia nasce la psicoanalisi.
GESTALT, COMPORTAMENTISMO e PSICOANALISI (L’interpretazione
dei sogni) si sviluppano quasi contemporaneamene.
Wertheimer fa uno studio → Fenomeno Phi, noi abbiamo esperienza
quotidiana di questo fenomeno. Lo pubblica in “Movimento
apparente o straboscopico”. si tratta di una percezione di
movimento in assenza di movimento. Lui alla dx e alla sx di un
soggetto venivano accese e spente quasi simultaneamente due
stimoli luminosi. Il soggetto non vedeva due stimoli che si
alternavano, vedeva un movimento: cioè uno stimolo che da dx si
spostava alla sua sx. Ma il movimento non c’era, seppur lo
percepiva.
Questo esperimento dimostra l’infondatezza dello strutturalismo,
secondo cui due stimoli stazionari non possono creare movimento,
la Gestalt invece che il tutto è più delle singole parti. Questo getta le
basi e una netta frattura con lo strutturalismo, lo stesso vale per i
frame cinematografici. Nelle singoli parti il movimento non è
contenuto.
Tra realtà percepita e realtà fenomenica non c’è identità, ma il
soggetto ne crea una. La percezione implic auna costruzine, una
riorganizzazione che ci porta a vivere un’esperienza unica.
Noi non possiamo cogliere TUTTA LA TOTALITà. Come se fossimo
ciechi. Un grupppo di ciechi si scontra con un elefenta e ognuno lo
definisce in maniera diversa a seconda della parte dell’animale
contro cui si scontrano. “L’elefante è come un muro”,” È come un
serpente&rd