Generazione delle idee su cards
Dopo aver identificato le domande legate a quel determinato problema (come modificare il sito dell’uni per renderlo più facile da usare? → chiesto sia al gruppo degli alunni che a quello dei prof: due AD con due focus questions diverse), andiamo a chiedere di generare delle idee in relazione a quella problematica - come risolverla.
→ Il facilitatore fornisce i post-it alle persone che faranno l’attività e viene dato un tempo per generare queste idee relative all’argomento in questione, trascrivendo ogni idea su questa card/post-it.
Varianti nella generazione delle idee
- E’ possibile chiedere ai partecipanti di contribuire con quante più idee possibili oppure dare un numero indicato di idee da generare a priori (solitamente da 3 a 10 idee per partecipante → dipende comunque dal numero dei partecipanti).
- Approcci possibili:
- Standard: chiedere di generare idee in modo individuale e poi discuterle in gruppo (4 step). Discutendole si ha più condivisione ma meno idee per carenza di tempo.
- Discussione di gruppo: chiedere alle persone di discutere 5/10 minuti nel gruppo e poi generare le idee in modo individuale.
In questo caso si avranno più idee ma non è garantita la generazione pura delle idee individuali perché la discussione del gruppo precedente potrebbe aver influenzato le idee. Tuttavia, le idee saranno molto più affini e sarà più facile categorizzarle.
Indicazioni su come generare e scrivere le idee
- Possibile scrivere una sola parola o una breve frase per esprimere la propria idea: essere sintetici, concisi e chiari.
- La generazione di idee dovrebbe essere rapida.
- Ogni idea è una buona idea → non avere paura che le idee siano ridicole perché “creativity is good” → no giudizio.
Disposizione random delle cards
→ Il facilitatore recupera tutti i post-it e li può anche mescolare per mantenere l’anonimato. Li posiziona sul muro/lavagna, sceglie da dove partire e inizia a leggerli. È importante avere un muro grande perché poi dovranno essere disposti in categorie.
- La prima card viene posizionata a caso, la seconda viene letta e viene chiesto ai partecipanti se deve essere messa nella stessa posizione oppure no. Quindi il gruppo si dedica a leggere una per una tutte le idee prodotte dai partecipanti, creando delle colonne (categorie).
- Se, in un momento successivo, si pensa che ci sia qualcosa da aggiungere, lo si può scrivere su una nuova card e aggiungerla a tutte le altre idee create prima.
Classificazione delle cards affini in gruppi
→ Obiettivo di questa fase è di raggruppare le cards in base all’affinità delle idee che sono riportate nei post-it.
- Di solito i gruppi/categorie sono circa 5-9. Ogni colonna contiene idee che sono ovviamente affini.
- Quando abbiamo un’idea che è identica, si possono appicciare l’una sopra l’altra. Quando c’è un’idea che non è connessa a nessun gruppo, la si può lasciare isolata → massimo delle cards isolate è di 4/5 (avrà una priorità quasi 0).
- Se per un’idea non è possibile raggiungere il consenso, si può fare la votazione oppure fare un duplicato della stessa e posizionarla in due categorie.
- Bisogna lavorare velocemente in modo da giungere in tempi rapidi a una prima struttura delle idee perché così i partecipanti sono liberi di suggerire lo spostamento/riposizionamento delle «cards» finché tutti non si sentono soddisfatti dei raggruppamenti ottenuti.
- In questa fase non si discutono i contenuti bensì solo il posto in cui posizionare l’idea: discussioni premature potrebbero focalizzarsi su temi non rilevanti.
→ Step 5 è completo quando tutte le «cards» presenti sul cartellone sono state raggruppate.
Etichettatura dei gruppi
Obiettivo di questo step è quello di creare dei titoli (o headers) che catturino e riassumano il collegamento esistente fra le idee contenute in ciascun gruppo di cards: i partecipanti, in base al contenuto, decidono l’etichetta di ogni gruppo.
- Il titolo individuato è scritto su una header card (di un colore diverso dai post-it in cui sono riportate le idee) e consiste in una parola o breve frase che veicoli chiaramente il significato delle idee sottostanti, anche a persone esterne al gruppo.
- In questo momento ci si può rendere conto che:
- Un’idea esistente può essere usata come titolo stesso di quella categoria.
- Un’idea non c'entra niente con quella categoria e quindi isolarla o spostarla in un’altra categoria.
- Rileggendo le idee prodotte, un gruppo è composto da due gruppi → possibile quindi suddividere il gruppo in due e assegnare due titoli differenti.
- Oppure se due gruppi risultano simili, è possibile accorparli in un unico gruppo.
Una categoria può anche sdoppiarsi in due. Questo step ha uno scopo nascosto → revisione finale dei contenuti: insistendo affinché ogni partecipante legga i contenuti delle varie categorie al fine di trovare un titolo, i partecipanti andranno a ragionare su ogni contenuto. Questo è critico per la fase finale, in cui si possono trovare anche delle relazioni tra le varie categorie (e quindi creare delle macro-categorie che includono quelle precedentemente trovate).
Composizione dell’AD finale
Nella fase finale, oltre a individuare delle possibili relazioni tra le categorie (e quindi creare delle macro-categorie), i partecipanti devono usare il loro personale punto di vista per stabilire quali siano i gruppi più importanti/centrali rispetto alla domanda focus (tema prescelto: come ad esempio come migliorare il sito universitario) che ha guidato il lavoro del gruppo.
- È importante che questa fase si volga liberamente, senza costrizioni o influenze da parte dei facilitatori o dalla numerosità degli item prodotti.
- Tecniche per velocizzare questa fase:
- Identificare i gruppi di idee più importanti attraverso una votazione: per alzata di mano oppure mediante l’uso di tre stelline/crocette che ognuno assegna ai 3 gruppi che ritiene più importanti.
- Si apre la discussione di gruppo, che ha lo scopo di rivedere e chiarificare le idee prodotte e i loro raggruppamenti in modo da giungere al risultato finale ovvero:
- La focus question viene scritta e posizionata in cima al diagramma.
- Vengono generati dei «super-headers» che raggruppino entro famiglie più ampie gruppi affini di idee → una macro-categoria.
- Si disegnano delle linee/frecce che indichino le relazioni esistenti fra i gruppi/famiglie di idee (ed eventualmente esse vengono descritte con brevi commenti).
Al termine di questo step, in cui vengono discussi i raggruppamenti e i contenuti, avremo ottenuto una condivisione democratica dei contenuti e delle opinioni tra i partecipanti.
→ A questo punto il facilitatore dichiara chiuso l’esercizio e rivede con il gruppo le ¾ categorie prioritarie/più rilevanti che andranno a costituire le top priorities per le domande focus.
NB: Tutto il processo legato all’AD va documentato con la realizzazione di fotografie e si conclude con la realizzazione di un report scritto accompagnandolo a letteratura scientifica per essere anche più credibili agli occhi dell’azienda.
Conclusioni
- Questa tecnica permette di raggiungere il consenso in tempi rapidi, più velocemente che con ogni altro metodo.
- Incoraggia le persone a partecipare, a fornire le proprie idee: non ci sono opinioni ridicole o senza senso.
- Permette a un team di lavoro di essere creativo e critico in modo produttivo, riuscendo a disporre anche le personalità forti al servizio del gruppo intero.
- Le conoscenze elicitate da utenti e gruppi sono in genere numerose, condivise, organizzate.
- Le priorità che emergono sono valide e solide e spesso rimangono tali nel tempo.
- Esistono soluzioni computerizzate molto interessanti ma si può usare nelle fasi finali anche Excel.
Soluzioni computerizzate
- PPT classico
- MIRO: si ha una schermata principale in cui aggiungere una lavagna cliccando sul tasto blu. La schermata principale scelta può avere una serie di template con differenti caratteristiche grafiche e per avere dei post-it virtuali bisogna selezionare Brainwriting.
- MURAL: online AD
- FREEFORM: gratuito in cui le persone possono intervenire con le loro idee online.
Videoanalisi
Focus su attività - interazione
→ In relazione col CAP 4 della teoria: uno dei metodi per misurare la performance lavorativa → uno dei metodi per compiere la task analysis ovvero l’analisi del lavoro.
Ci sono vari metodi per analizzare il lavoro: alcuni hanno un approccio oggettivo e focalizzato nell’analisi dei compiti e nella sequenza delle azioni mentre altri sono work oriented (competenze per svolgere quel lavoro).
→ La videoanalisi è un metodo abbastanza freddo (work oriented) e lo scopo è quello di andare a identificare la sequenza delle operazioni e dei compiti che sono oggettivamente osservabili → osservazione del comportamento esplicito.
È un metodo freddo ma non del tutto perché ci consente di osservare solo i comportamenti espliciti ma anche di inserire delle note qualitative all’analisi e ciò ci permette di costruire un quadro ricco dell’azione e di come si svolge.
Perché usare la videoanalisi
- La videoanalisi in ricerca è stata impiegata in molti ambiti diversi di ricerca: a scuola, a casa (come si usano gli elettrodomestici a casa), sul luogo del lavoro.
- Il focus è sempre sulle attività e sull’interazione → la videoanalisi si usa solamente per codificare il comportamento oggettivo (quello che oggettivamente chiunque può osservare da quel video).
- I video ci consentono di osservare l’azione nel contesto naturale in cui avviene: dal punto di vista della validità ecologica ho un grande vantaggio.
- Anche comunque in laboratorio posso realizzare un ambiente di vita (cucina) in cui posso allestire delle telecamere che riprendono l’azione da più punti di vista senza dover interferire nelle azioni: vado a raccogliere dati e ad osservare il comportamento in modo non invasivo.
Tuttavia, le persone sanno di essere registrate e la telecamera può indurre a una...
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