POLITICA ECONOMICA E MONETARIA
La politica economica ha l’obiettivo di trovare la via migliore per risolvere i problemi
dello Stato. Ad esempio, per ridurre il deficit pubblico si sceglie fra diverse alternative:
aumento dell’IVA, imposta sui patrimoni immobiliari, diminuzione delle pensioni, ecc.
Ciascuna di queste misure possono avere effetti di tipo sociale, legittimo,
ambientale….
In un sistema puramente
concorrenziale è
sicuramente efficiente al
massimo, ma crea degli
squilibri per ciò che riguarda
la distribuzione della
ricchezza. Gli interventi che
mirano a minimizzare questi
squilibri portano sempre a
ridurre l’efficienza (es. costo
dell’attività ridistributiva,
riduzione degli incentivi ad
essere efficienti). Ma fino a
che punto è accettabile
ridurre l’efficienza per
aumentare l’equità e
viceversa? Ci si basa sulle
funzioni di utilità individuale.
Nella realtà, non si dispone di un metodo di giudizio oggettivo, bensì di una serie di
informazioni e aiuti che guidano la presa di posizione.
ECONOMIA DEL BENESSERE
Si tratta di una disciplina astratta che va alla ricerca dei criteri generali di ordine
logico-formale dai quali dedurre l’ordinamento delle preferenze collettive e si basa
sulla microeconomia.
IPOTESI DI PARTENZA
- Rifiuto di qualsiasi postulato a priori (giudizi di valore)
- Sovranità dell’individuo (società = aggregato di individui)
- Preferenze individuali esogene e ingiudicabili
- Massimizzazione dell’utilità personale
RSC (Regola di Scelta Collettiva): relazione funzionale che associa ad ogni possibile
combinazione di ordinamenti delle preferenze degli individui una e una sola relazione
di preferenza sociale. 1
FBS (Funzione del Benessere Sociale): è una RSC che è in grado di esprimere una
preferenza sociale per qualunque coppia di alternative, ossia un ordinamento
completo.
FDS (Funzione di Decisione Sociale): consente alla collettività di esprimere comunque
una scelta, garantendo che l’alternativa sia non peggiore di altre che non vengono
scelte.
ORDINAMENTI SOCIALI
- Ordinamenti diretti: presuppongono l’esistenza di norme sociali dalle quali
possa essere dedotta direttamente una preferenza fra diverse alternative. Il
problema è che manca la garanzia delle norme universali: “chi può parlare a
nome del popolo sovrano?”.
- Ordinamenti indiretti (o welfaristi): presuppongono che la società non esista
come entità autonoma, ma solo come aggregato degli individui che la
compongono.
Esiste una teoria economica che segue un approccio welfarista, ossia
l’individualismo metodologico (società=somma di individui). Questa ideologia però
tradisce le basi ideologiche liberali di scienza economica.
L’approccio individualistico si basa sull’assunto secondo cui “ciascuno è il miglior
giudice di sé stesso”, solo ciò che è rilevante per un individuo è rilevante per la
società. Si possono ottenere esiti che variano in funzione di come la ricchezza è
distribuita, o del fatto che a esprimere una preferenza siano i più ricchi o i più poveri.
Le conseguenze dell’approccio individualistico sono:
volontà generale
- Non esiste la intesa come qualcosa di diverso e superiore alla
volontà degli individui
- Non esiste alcun tipo di vincolo derivante da credenze religiose o etiche ---> ciascun
individuo è arbitro assoluto del proprio interesse
- Il processo politico viene ignorato
L’approccio classico presuppone la misurazione cardinale dell’utilità individuale, si
suppone, cioè, che il benessere dei vari individui possa essere confrontato e misurato;
variabile quantitativa
si suppone praticamente che esista una alla quale è correlato il
benessere di ciascun individuo.
PRINCIPIO DELL’EFFICIENZA PARETIANA 2
Una situazione è ottima in senso paretiano se non è possibile aumentare l’utilità di
qualcuno senza sacrificare l’utilità di almeno un altro; quindi, una situazione che può
essere migliorata in senso paretiano non è ottimale in senso paretiano.
Secondo il criterio paretiano, ogni individuo viene considerato come “sovrano” --->
dimensione collettiva paretiana = somma di individui ---> ognuno è giudice del proprio
benessere.
! Non è detto che un miglioramento dell’efficienza rappresenti anche un
miglioramento paretiano.
LIMITI DELL’APPROCCIO PARETIANO:
- Consente di individuare i punti efficienti, ma non fornisce un criterio per scegliere fra
i diversi punti efficienti ---> non si può stabilire un ordine di preferenza.
- Risente dello stato di partenza: se la distribuzione iniziale fosse diversa,
cambierebbero anche le situazioni ottime
- Non è compatibile con, ad esempio, principio di libertà, democrazia, giustizia
distributiva.
- Non garantisce un liberalismo minimale se nelle preferenze di alcuni soggetti sono
incluse azioni che possono essere vietate ad altri soggetti
Alcuni dei problemi evidenziati possono essere superati introducendo delle ulteriori
ipotesi che riducono la rigidità di questo approccio:
- Principio dell’aggregazione delle misure:
esempio: un gruppo di persone potrebbe osteggiare un’opera pubblica
che invade il loro territorio, ma potrebbe accettarla se alla realizzazione
opera venissero abbinate misure compensative (es. la costruzione di un
ospedale).
- Principio della compensazione effettiva:
una politica è
migliore di 3
un’altra se gli avvantaggiati compensano effettivamente gli
svantaggiati.
- Principio di compensazione potenziale:
una situazione è migliore della precedente se è possibile compensare,
anche astrattamente, chi riceve un danno con una parte dei benefici
goduti da chi si avvantaggia
- Principio della reciprocità:
le persone ragionano diversamente se si tratta di esprimere una DAP per
avere qualcosa o una DAA per rinunciarvi.
TEOREMA DI ARROW
Arrow si è chiesto: “è possibile estendere il ragionamento Paretiano introducendo altri
criteri generali che ci permettono di restringere il campo delle alternative?”. Ha
dunque individuato alcuni assiomi, ossia delle caratteristiche che una FBS dovrebbe
avere per rappresentare in modo ottimale l’interesse generale:
- Principio di “dominanza di Pareto”: se tutti preferiscono A B, anche la società
preferisce A B.
- Principio di transitività e completezza.
- Principio del “dominio non ristretto”: qualunque preferenza deve essere ammessa al
confronto.
- Principio di “non dittatorialità”: non deve esserci nessun individuo le cui preferenze
siano necessariamente coincidenti con quelle della collettività.
- Principio dell’“indipendenza delle alternative irrilevanti”: non è rilevante l’intensità
con cui un individuo preferisce A a B.
Arrow si chiede se esiste un sistema di aggregazione delle preferenze individuali che
soddisfa tutti questi assiomi, ma non esiste (tranne il voto all’unanimità).
Si va oltre il teorema di Arrow attraverso controesempi agli assiomi.
Ci sono stati tentativi di riformulazione del teorema, ma giungendo sempre al solito
risultato (Teorema di Gibbard-Satterthwaite o Sen).
I teoremi di impossibilità dimostrano che non esiste una RSC che possieda
contemporaneamente tutte le caratteristiche desiderate ------> non esiste una
democrazia perfetta. In altre parole, l’illusione di disporre di un criterio oggettivo e
scientifico per stabilire cosa dovrebbe fare la società è condannata al fallimento.
UTILITARISMO 4
L’approccio utilitaristico presuppone che il benessere sociale sia una funzione
aggregata il cui argomento è rappresentato dalle preferenze individuali. L’obiettivo
l’utilità.
della società è la massimizzazione della felicità, che coincide con
A differenza dell’approccio welfarista della Nuova Economia del benessere, si
ammette che l’utilità individuale possa essere misurata utilizzando ad esempio
il metro monetario (DAP come proxy dell’utilità). L’aggregazione avviene
attraverso un processo matematico che presuppone che le preferenze
individuali possano essere espresse in termini quantitativi e siano in relazione
diretta con l’utilità che gli individui attribuiscono ai beni. Se la Nuova Economia
del benessere rifiuta il confronto interpersonale, l’utilitarismo ripropone il
criterio dell’utilità cardinale.
Il vantaggio dell’utilitarismo è che la FBS utilitaristica si presta ad essere
utilizzata in applicazioni pratiche, come l’analisi costi benefici.
OLTRE L’UTILITARISMO
libertarista
Si fa strada il pensiero che evita il paternalismo, le leggi fondate
su principi etici e ogni forma di ridistribuzione.
Secondo Von Hayek, l’obiettivo della società dovrebbe essere raggiungere quello
“stato di cose” che comparativamente è in grado di soddisfare meglio il maggior
numero di fini individuali. Proprio Von Hayek è considerato uno dei padri del “neo-
liberismo”, secondo cui
- La proprietà privata è la radice della civiltà
- Fiducia assoluta nel “mercato autoregolato” come principio supremo di allocazione
delle risorse
- Analogia tra sistema dei prezzi e linguaggio
- La trasformazione delle cose in “merci” è funzionale alla crescita e al progresso
Il liberalismo conduce a un esito che può o meno piacere, ma è il frutto di azioni
umane non deliberate; ne consegue che la distribuzione della ricchezza che si origina
dal mercato è per definizione corretta in quanto rispetta un criterio meritocratico che
assegna a ciascuno il valore del contributo dato al prodotto sociale.
Secondo Nozick i singoli hanno diritto a stabilire i propri fini e non possono essere
obbligati a adoperarsi per la realizzazione di fini determinati da decisioni altrui. Tra i
diritti naturali fondamentali un posto di rilievo spetta al diritto di proprietà.
La giustizia procedurale cui si riferisce Nozick si rifà al concetto di legittimità.
Rothbard, che è molto più radicale del precedente, afferma la natura sopraffattoria
dello Stato, che in quanto tale non è mai legittimo (stato = antitesi della libertà
individuale ---> tassazione è un furto…). Se secondo Nozick lo stato è un bene
necessario, Rothbard lo vede come un male per nulla necessario (relazione tra
individui è in grado di generare soluzioni migliori). 5
Ayn Rand formula la teoria dell’”egoismo razionale”.
Un approccio alternativo viene teorizzato da Rawls con il “velo di ignoranza”. Afferma
che occorre scindere le motivazioni opportunistiche ed egoistiche dal concetto di
giustizia. Infatti, un individuo, prima di decidere, deve formarsi un’opinione su cosa è
giusto, prescindendo dal proprio interesse egoistico. Per raggiungere questo obiettivo,
gli individui dovrebbero votare senza sapere a quale categoria appartengono (velo). Se
si potesse votare sotto un velo, ciascuno voterebbe come se si trovasse nella
posizione più svantaggiata ---> viene sviluppato un concetto di giustizia.
La giustizia nega che la perdita della libertà per qualcuno possa essere giustificata da
maggiori benefici goduti da altri. Non permette che i sacrifici imposti a pochi vengano
controbilanciati da una maggiore quantità di vantaggi goduti da molti.
I principi di giustizia secondo Rawls:
- Principio di libertà: il cittadino è tanto più libero, quanto più ampia è la sfera dei
comportamenti leciti o non impediti di cui gode.
- Principio di differenza e di pari opportunità: le ineguaglianze economiche e
sociali sono accettabili a patto di risultare benefiche per i meno avvantaggiati e
devono essere collegate a cariche e posizioni aperte a tutti in condizioni di equa
uguaglianza delle opportunità.
- Principio del giusto risparmio: ogni generazione deve anche accantonare, in
ciascun periodo di tempo, un ammontare opportuno di capitale reale ---> solidarietà
tra generazioni.
Il contributo di Rawls rappresenta uno dei più convincenti sforzi per sposare un
approccio individualistico con l’esigenza di definire dei principi di giustizia universali.
Rawls rifiuta l’idea che gli individui agiscano massimizzando l’utilità e rifiuta l’idea che
questo principio possa essere trasferito alla sfera sociale.
Importanti per Rawls sono i concetti delle verifiche empiriche.
Tante critiche al pensiero di Rawls, dagli utilitaristi ai non welfaristi come Amartya
Sen, che afferma l’inutilità del velo di ignoranza. Il pensiero di Sen costituisce uno dei
principali riferimenti delle politiche internazionali di aiuto allo sviluppo, a partire dalla
costruzione degli indicatori per misurare il benessere collettivo.
PENSIERO DI SMITH
Smith postula un “utility maximising behaviour”, cioè il comportamento umano che
porta gli individui a interessarsi alla sorte degli altri individui. Secondo Smith, l’uomo
non agisce per essere apprezzato dagli altri, ma in primo luogo per essere apprezzato
da sé stesso. 6
ECONOMIA DELLA FELICITA’
Siamo sicuri che ogni individuo massimizza la propria utilità e non la propria felicità?
La felicità è un concetto difficile da misurare, ci si basa infatti su dichiarazioni
personali rilasciate come risposte a domande, dopo di che i dati raccolti vengono
messi in relazione con diversi aspetti oggettivamente misurabili della vita.
Nella realtà, si verifica una forte divaricazione tra PIL pro-capite e felicità percepita
---> soldi non fanno la felicità (paradosso di Easterlin.
Ciò nonostante, ci sono dei fattori che sembrano in relazione con la felicità:
- Occupazione > disoccupazione
- Stabilità lavorativa
- Sicurezza
- Coniugati > separati
LA SCELTA DEGLI INDICATORI
Esempio del medico: come fa a prescrivere una cura?
- Individuazione degli obiettivi
- Valutare lo stato di salute
- Comprendere cosa influisce sullo stato di salute 7
- Individuare i possibili rimedi
Allo stesso modo l’economista è medico del sistema economico e segue gli stessi passi
sopra elencati. IL PIL
UN INDICATORE DI BENESSERE:
L’obiettivo dell’attività economica è la capacità di soddisfare i bisogni della
popolazione sia nel presente che nel futuro. Da qui l’idea di misurare la ricchezza
creata i un certo periodo come la somma dei consumi e degli investimenti fatti ovvero
attraverso il PIL (= C+I+G+X-M). Si può guardare il PIL da tre diverse prospettive:
- Valore aggiunto complessivamente prodotto dall’economia
- Destinazione della spesa
- Reddito delle persone
!! Il PIL registra solo le transazioni che avvengono sul mercato!!, inoltre è una misura
di flusso (reddito, consumo), dunque non considera la ricchezza (stock).
IL GPI
UN ALTRO INDICATORE DI BENESSERE:
Il Genuine Progress Indicator è un indicatore che ha l’obiettivo di misurare l’aumento
della qualità di vita di una nazione. È calcolato distinguendo tra spese positive e
negative, a differenza del PIL. Negli ultimi decenni il GPI ha iniziato a ristagnare e
decrescere, a differenza del PIL che è cresciuto.
IL HDI
UN ALTRO INDICATORE DI BENESSERE:
L’ Human Development Indicator è un indicatore di sviluppo macroeconomico. Lo
sviluppo umano coinvolge alcuni ambiti fondamentali dello sviluppo economico e
sociale.
C’è una correlazione diretta tra PIL pro capite e HDI.
Il PIL presenta relazioni positive, per esempio:
- PIL – clima
- Pil – inquinamento
- PIL – biodiversità
LA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE: ANALISI COSTI-BENEFICI
Serve per rispondere alla domanda: quando un progetto è conveniente? Tutte le
risposte sono corrette a seconda delle circostanze, che possono essere private o
pubbliche. 8
L’ACB è una tecnica di analisi finalizzata a confrontare l’efficienza di differenti
alternative utilizzabili in un dato contesto per raggiungere un obiettivo ben definito. Un
progetto è considerato desiderabile se benefici > costi.
Principi generali:
- Approccio microeconomico
- Costo – opportunità sociale
- Prospettiva di lungo periodo
- Metro monetario
- Logica incrementale
L’esigenza fondamentale è monetizzare i benefici, per rendere confrontabili le
alternative.
Un beneficio va misurato in termini di WTP (disponibilità a pagare).
CRITERI DI SCELTA:
- VAN (>0)
- Rapporto benefici / costi (>1)
- SRI (saggi di rendimento interno) (>r)
Per un privato, la profittabilità dell’investimento è il criterio-guida dominante, mentre
per il pubblico non è l’unico. Infatti, l’impresa si confronta con il mercato, lo Stato
invece non sempre lo fa (alcuni mercati potrebbero non esistere).
Importante è il concetto di valore dei beni intangibili, come può essere la realizzazione
di un’area protetta. Grazie a ACB si può ricorrere a stratagemmi che permettono di
associare ai beni intangibili un valore economico, al fine di rendere omogenei i termini
di confronto tra le diverse alternative. Per dare un valore ai beni intangibili si può
ricorrere a metodi diretti (TCM, HPM, …) o metodi indiretti (Contingent Valuation ed
Experimental choice).
Attraverso l’ACB si dà un valore economico anche al tempo (realizzazione di un ponte
per abbattere le tempistiche di attraversamento
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