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POLITICA ECONOMICA

PARTE PRIMA

PREMESSA

• La politica economica è la disciplina che studia l’azione economica pubblica contestualmente allo schema di

funzionamento del sistema economico, oggetto di studio specifico dell’economia politica

• Faremo pertanto riferimento, in prima approssimazione, alle due principali istituzioni economiche:

1. Mercatoàespressione di interessi privati

2. statoàespressione di interessi collettivi

• I risultati economici dell’azione di tali istituzioni vengono valutati rispetto alla soddisfazione di criteri di

scelta sociale. Tali criteri sono

CIRITERI DI EFFICIENZA

CRITERI DI EQUITÀ

CRITERI DI EFFICIENZA possano risolversi nel tempo superiori se

• Efficienza statica, o allocativaà l’efficienza valutate

statica è definita rispetto ad un determinato rispetto alle loro potenzialità di generare

periodo ed in base al criterio di Pareto. Dal criterio innovazioni nel futuro

paretiano deriva il concetto di ottimo paretiano CONCETTI DI EQUITÀ

• Efficienza dinamica: è definita rispetto ad un • Equità nelle opportunità economiche, o nei punti

intervallo di tempo e si articola nei concetti di di partenza

1. efficienza adattiva, ossia nella capacità di • Equità nei redditi, o nelle posizioni finali

apprendimento graduale degli agenti • Equità nelle capacità (capabilities di Sen), ossia

economici, nella possibilità di fatto di generare valori

2. capacità innovativa, ossia nella economici

considerazione che determinate situazioni • Equità nel godimento dei diritti e libertà

di mercato, inefficienti in senso statico, fondamentali dell’individuo

SCHEMA DEL CORSO

• 1) Le ragioni dell’intervento pubblico

• 2) Le modalità di intervento e la teoria della politica economica

• 3) Le politiche microeconomiche in un sistema aperto

• 4) Le politiche macroeconomiche in un sistema aperto

• 5) Le istituzioni pubbliche internazionali

• 6) Globalizzazione e governance

1) LE RAGIONI DELL’INTERVENTO PUBBLICO

1.1.1) LE IPOTESI PER LA CONCORRENZA PERFETTA

Un sistema economico è in CP se si verificano le seguenti condizioni:

1. Omogeneità nei beni, nel consumo e nella 4. Libertà di entrata e di uscita nel/dal mercato

produzione (assenza di costi)

2. Elevata numerosità degli operatori (atomismo 5. Perfetta informazione (simmetria delle

delle imprese informazioni nello scambio)

3. Assenza di accordi espliciti e intese tacite tra di 6. Assenza di esternalità positive e negative

essi

1.1.2) CONCETTO DI OTTIMALITÀ E SCELTA INDIVIDUALE - A

Le ipotesi

Sia data una dotazione iniziale X di due risorseà beni 1 e 2 per due individui e B con struttura psicologica

àA

“self-interested”, ossia interessati alla massimizzazione della propria utilità U(A) e U(B) e per la quale vale

l’ipotesi di utilità marginale decrescente

grafico

CONCETTO DI OTTIMALITÀ E SCELTA INDIVIDUALE massimizzazione della propria utilità richiede che

àLa

essi scelgano (autonomamente) di procedere a scambi fino a che almeno che uno dei due individui aumenta la

propria utilità:

grafico

Esempio:

• DOTAZIONE INIZIALE X: A ha possiede la coppia (2,15) e individuo B la coppia (8,5). Funzione utilità

individuale: U(A) = b1b2;

U(B) = b1+0.5b2. Nella situazione X: U(A) = 30; U(B) = 10.5

• Si supponga uno scambio in cui A cede due unità di b2 e B cede una unità di b1, passando alla dotazione

(3,13) per A e (7,7) per B (rapporto di scambio 2:1, definito dalla sua scarsità relativa: 20/10). In questa

situazione si ha: U(A) = 39 e U(B) = 10.5.

• Si supponga lo stesso scambio ma che le preferenze di B siano definite dalla funzione: U(B) = b1+b2: U(A) =

39 e U(B) = 14.

• Si supponga lo stesso scambio ma che le preferenze di B siano definite dalla funzione: U(B)= b1+0.2b2: U(A)

= 39 e U(B) = 8.4.

Nel primo caso A preferisce scambiare mentre B è indifferente;

nel secondo entrambi preferiscono scambiare,

nel terzo A preferisce scambiare mentre B non preferisce scambiare.

Lo scambio si avrà solo nel primo e nel secondo caso, con aumento del benessere totale, misurato

dalla somma delle utilità di A e di B

• L’esemplificazione mostra che, sotto condizioni di CP, lo scambio volontario effettuato sulla base di

valutazioni esclusivamente soggettive porta a soluzioni sociali preferibili dal punto di vista del benessere

• Una situazione ottimale si ha quando nessuno scambio ulteriore può aumentare l’utilità di un individuo

senza importare una riduzione dell’utilità di un altro individuo (ottimalità paretiana).

Grafico

1.1.3) IL I TEOREMA DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE

Dalle condizioni/conclusioni ora discusse viene derivato il I TEB:

“In corrispondenza di preferenze convesse, continue e monotòne, allora se Y è un equilibrio di CP con mercati

completi, esso è anche un Ottimo Paretiano (OP)”

• In altri termini: le condizioni di CP stabiliscono anche quelle di ottimalità nel senso di Pareto

Sono evidenti i legami con il concetto di “mano invisibile” di Adam Smith, del quale il I TEB ne fornisce una

precisazione rispetto alle caratteristiche richieste nella forma di mercato, al criterio di valutazione (quello di

Pareto) e alla connessione tra forme di mercato ed efficienza allocativa

LIMITI:

• Che succede in presenza di funzioni di utilità/produzione non convesse?

L’insieme delle scelte possibili è limitato dalle dotazioni iniziali. Nel caso un individuo possegga tutto e l’altro

nulla, il criterio di OP richiede (per necessità di efficienza) che non si proceda ad alcuna modificazione. Il

possessore dell’intera ricchezza è al suo massimo ed ogni modificazione ne comporterebbe una contrazione.

Viene in soccorso il II TEB

1.1.4) IL II TEOREMA DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE - A

Premessa: esiste un sistema concorrenziale, quindi vale il I TEB. Le utilità finali degli individui dipendono dalle

dotazioni iniziali, poiché esse definiscono l’insieme delle scelte (libere) possibili. Su queste basi, il II TEB

stabilisce che:

“Ogni posizione di OP può essere realizzata come equilibro concorrenziale, attraverso una appropriata

distribuzione delle dotazioni iniziali degli individui”

In altri termini, per ottenere la distribuzione finale di utilità che si desidera è necessario distribuire

opportunamente le risorse iniziali e poi lasciar fare al sistema concorrenziale (che assicura l’efficienza)

IMPLICAZIONI:

Lo stato realizza l’equità (attraverso la redistribuzione delle dotazioni iniziali),

il mercato concorrenziale realizza l’efficienza.

Da ciò deriva l’idea di divisione istituzionale tra compiti dello stato e del mercato

Alla base di tale divisione dei compiti istituzionali c’è una visione dell’efficienza di tipo paretiano: si tratta di un

criterio non neutrale (al pari di altri criteri): esso viene giustificato dal concetto di insindacabilità delle

utilità/preferenze individuali, che tuttavia ha natura etica e non tecnica (individualismo etico e welfarismo)

Lo stato possiede davvero le informazioni e gli strumenti necessari per svolegere il ruolo fondamentale che gli

assegna il II TEB?

1.2) LE CAUSE DEL FALLIMENTO DEL MERCATO. PREMESSA

L’efficienza è realizzata dalla CP (I TEB). Essa è alla base delle valutazioni sulla preferibilità di date allocazioni

rispetto ad altre

Il fallimento delle condizioni di CP determina il mancato rispetto del criterio di OP, quindi la caduta del

giudizio di preferibilità della soluzione pura di mercato

Ne segue che i casi di violazione delle condizioni di CP sono casi in cui è richiesto l’intervento pubblico in

economia.

Si parla in tal caso di fallimenti del mercato

1.2) LE CAUSE DEL FALLIMENTO DEL MERCATO

• 1.2.1: Regimi non concorrenziali e violazione ipotesi di atomismo

• 1.2.2: Violazione ipotesi di contendibilità e libertà di entrata

• 1.2.3: Esternalità e incompletezza dei mercati

• 1.2.4: Non rivalità, beni pubblici e incompletezza dei mercati

• 1.2.5: Informazione asimmetrica e incompletezza dei mercati

• 1.2.6: Beni meritori e incompletezza dei mercati

• 1.2.7: Equità e intervento pubblico

1.2.1) REGIMI NON CP E TEOREMA DEL SECOND BEST

Ogni situazione reale che non soddisfi almeno uno dei requisiti che definiscono l’esistenza di un regime di

mercato di CP comportano una violazione delle condizioni di OP e quindi un fallimento del mercato

Ne segue che l’allontanamento dalla OP sia tanto più forte quanto maggiori siano gli scostamenti dalle

condizioni di CP

teorema del secondo ottimo (second best) stabilisce il contrario: una situazione nella quale un numero

àIl

di condizioni di CP, ma non tutte, siano soddisfatte, non necessariamente è superiore ad una situazione in cui

ne siano soddisfatte un numero inferiore. Una situazione di second best può essere stabilita non

necessariamente minimizzando gli allontanamenti dalla CP (es. 1 settore non CP in mercato con n settori, per

questioni di sostituibilità nel consumo o interdipendenze verticali nei processi produttivi)

1.2.1) REGIMI NON CP: MONOPOLIO NATURALE - A

Struttura dei costi in CP

• In CP ogni impresa produce la quantità per cui il prezzo è uguale al costo dell’unità marginale prodotta: P =

CM. Ciò è garantito dall’ipotesi di rendimenti (costi) marginali decrescenti (crescenti).

Se q > q* allora CM > CM* = P (i prezzi sono dati in CP – irrilevanza della singola impresa)à si riduce q fino a

che CM = P.

Viceversa, per q < q*

L’IPOTESI DI MONOPOLIO (NATURALE)

Si ha monopolio naturale quando le caratteristiche della tecnologia – in rapporto alle dimensioni del mercato

– richiedono la presenza di una unica impresa.

Dati i rendimenti crescenti di scala, la dimensione efficiente (quella per cui RM = CM si ha solo per q(m) <

q(CP), per cui P(m) > P(CP)

In questi casi (costi decrescenti) è impossibile avere simultaneamente il rispetto della condizione P = CM e

profitti non negativi.

Se il prezzo venisse fissato ai CM si avrebbe che CU > Pà perdite assicurate

• La presenza di un monopolio comporta un livello di produzione più basso e un prezzo più alto (sfruttamento

della domanda)

1.2.1) REGIMI NON CP – D: MONOPOLIO ED EFF. DINAMICA

Quanto visto finora per la non preferibilità del monopolio si riferisce ad una valutazione in ottica di efficienza

statica

• In ottica dinamica una situazione di monopolio potrebbe essere preferibile nel caso ad essa si associ una

maggiore capacità innovativa, dovuta al reinvestimento degli extraprofitti in spese per R&S, alla loro

appropriabilità, a fattori di diffusione di conoscenze specifiche connessi alla scala di produzione e alla

concentrazione di lavoro specializzato

In presenza di capacità innovativa, ed in una ottica dinamica, una forma monopolistica potrebbe risultare

à

superiore ad una forma concorrenziale, poiché le perdite di efficienza statica sono più che compensate dai

benefici in efficienza dinamica

1.2.2) VIOLAZIONE IPOTESI DI CONTENDIBILITÀ

• Dovuta alla presenza di costi in entrata e in uscita • Si tratta dei c.d. “sunk costs” o costi irrecuperabili,

connessi alla specificità di una data iniziativa

§ imprenditoriale (know-how, formazione ...)

o di costi creati dalle imprese già attive

§ (incumbents), attraverso la pratica del prezzo di

esclusione

• Nell’esperienza reale l’ipotesi di contendibilità può non sussistere anche in assenza di barriere economiche

all’entrata/uscita

1.2.3) ESTERNALITÀ – A: INCOMPLETEZZA DEI MERCATI

Esternalità positiva (negativa): si riscontra quando una attività economica produce un beneficio (danno) che

viene parzialmente goduto da altri

. In altri termini, quando il costo privato è maggiore (minore) del costo sociale

• L’esternalità determina incompletezza del mercato poiché implica l’esistenza di un prodotto per il quale

manca un prezzo

• Per esempio, l’inquinamento di una industria può essere visto come l’uso di una risorsa per il quale non

viene pagato un costo (est. neg.). Gli effetti diffusi della ricerca e delle scoperte scientifiche come prodotti per

i quali il settore scientifico non si riceve un beneficio (est. pos)

in presenza di esternalità positive Cpriv > Csoc: q < q*;

Ø à

in presenza di esternalità negative < Csoc: q > q*

Ø àCpriv

1.2.3) ESTERNALITÀ – B: TEOREMA DI COASE

Secondo Coase il problema delle esternalità è in sostanza un problema di assegnazione di diritti di proprietà

In assenza di costi di transazione, e previa assegnazione di diritti di proprietà, gli individui raggiungono accordi

mutuamente vantaggiosi senza intervento governativo, indipendentemente dal modo in cui i diritti sono stati

assegnati (Teorema di Coase)

in presenza di costi di transazione, diventa rilevante il modo in cui i diritti di proprietà vengono assegnati

1.2.4) NON RIVALITÀ, BENI PUBBLICI E INCOMPLETEZZA

BENE PUBBLICO PURO: definito dalle caratteristiche della non rivalità e della non escludibilità.

Si ha non rivalità quando il consumo da parte di un individuo non riduce il consumo degli altri.

Ø Si ha non escludibilità quando non è possibile, o è troppo costoso, discriminarne il consumo.

Ø In presenza di entrambe le caratteristiche si hanno beni pubblici puri

• La presenza di beni pubblici determina incompletezza del mercato poiché, data la non rivalità/escludibilità, il

produttore non può chiedere un prezzo commisurato all’uso. Il costo privato è superiore al costo sociale.

Sotto questo aspetto emerge una analogia con il caso di esternalità positiva

• Caratteristica tipica dei beni pubblici: assenza di costi variabili di produzione, o netta preponderanza di costi

fissi. Ciò assimila i beni pubblici al caso del monopolio

• Esempi: fari per la navigazione, illuminazione stradale, segnali radio/TV (se la tecnologia non consente

l’escludibilità), ambiente, stabilizzazione economica

1.2.5) ASIMMETRIE INFORMATIVE E INCOMPLETEZZA - A

• Si ha informazione asimmetrica quando una delle due parti che prende parte ad una transazione economica

ha meno informazioni dell’altra.

Essendo un caso tipico dei problemi di agenzia, la parte con minore informazione prende il nome di

“principale”, quella con informazione completa di “agente”

L’informazione asimmetrica determina situazioni di

1. SELEZIONE AVVERSA: la conoscenza asimmetrica delle caratteristiche di un bene oggetto di

transazione ne determina un prezzo non in linea con le caratteristiche. Si contrae l’offerta dei beni

migliori, eventualmente fino alla scomparsa del mercato.

Esempio mercato del credito: banca disposta a concedere credito al tasso del 5% per i clienti affidabili (A) e al

10% per i clienti inaffidabili (B). I clienti di tipologia A sono disposti a pagare un interesse del’6%, quelli B del

12% (in assenza di asimmetrie informative scambi mutuamente vantaggiosi). Se la banca non ha nessuna

informazione sul cliente, assegna equiprobabilità al caso A e B, cioè chiederà un interesse pari a 0.5*5% +

0.5*10% = 7.5%. A questo tasso i clienti A non effettuano lo scambio. Il mercato aumenta di rischiosità media

(lemons), contraendosi.

2. AZZARDO MORALE: la conoscenza asimmetrica delle caratteristiche delle azioni dell’agente in una

fattispecie di delega induce alla contrazione dell’offerta di prestazioni migliori, eventualmente fino alla

scomparsa del mercato.

3.

Esempio mercato assicurativo: assicurazione disposta a concedere polizza a 200 euro per i clienti affidabili (A)

e a 600 euro per i clienti inaffidabili (B). I clienti di tipologia A sono disposti a pagare 300, quelli B 600. Se

l’assicuratore non può controllare le azioni dell’assicurato chiederà una polizza pari a 400 euro. A questo tasso

i clienti A non acquisteranno la polizza. Il mercato aumenta di rischiosità media, contraendosi.

1.2.6) BENI MERITORI E INCOMPLETEZZA DEI MERCATI

BENI MERITORI: beni che non verrebbero scambiati, data la presenza di comportamenti “miopici” che

caratterizzano le scelte intertemporali (per assenza di informazioni essenziali) o per la presenza di decisioni

irrazionali. Pur non definendo situazioni non OP, giustificano schemi di intervento pubblico di tipo

paternalistico

La ricerca economica ha mostrato che il consumo di alcuni beni presenta saggi di preferenza intertemporale di

tipo iperbolico: il presente è strettamente preferito al futuro (impazienza). Ciò appare rilevante anche nel

consumo di beni di copertura per rischi futuri certi (vecchiaia, malattia)

Esempi tipici: risparmio previdenziale e assistenziale, copertura assicurativa sanitaria e per rischio

disoccupazione, spesa per istruzione, conservazione del patrimonio artistico

1.2.7) EQUITÀ ED INTERVENTO PUBBLICO

L’iniquità economica/sociale è un risultato del mercato che può verificarsi anche in corrispondenza di

efficienza. Perfettamente ammissibile come risultato OP.

Le valutazioni (o la rilevanza stessa del concetto) di equità richiedono giudizi di valore aventi connotazioni

strettamente etiche. N.B.: anche il criterio di Pareto presuppone un giudizio etico nell’ipotesi di inviolabilità

delle preferenze individuali

Nelle comunità il giudizio di equità, pur assumendo connotazioni diverse, &eg

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emilycarapellotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica Economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Raitano Michele.
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