Politica agraria
L’ Economia Politica: studia i fatti economici (il bilancio) di un’azienda agricola e di altri attori del sistema
agroindustriale;
Studia gli strumenti necessari affinché un settore o una comunità riesca a raggiungere obbiettivi.
(es. far rimanere gli agricoltori in campagna –> migliorarne il reddito, contenimento dell’inflazione, aumento
dell’occupazione)
L’azienda agricola, come ogni individuo, vive in un sistema. Un sistema ottimizza i risultati di tutti i componenti al fine
di ottenere un risultato.
I sistemi economici sono un complesso di elementi economici, istituzionali e sociali che, organizzati in diversi modi
(svolgendo le attività di produzione, consumo,
scambio, lavoro, risparmio e investimento), mirano a
garantire il raggiungimento di determinati obiettivi
economici quali equilibrio, crescita e distribuzione
della ricchezza.
(es. il sistema famiglie e industrie si relazionano: le famiglie
mettono a disposizione delle industrie il proprio lavoro, e
l’industria mette a disposizione degli individui i beni che
vengono prodotti con un circuito di flusso di beni)
Questo circolo continuo può subire dei collassi nel
momento in cui un anello si rompa.
(es. la crisi energetica provoca un aumento dei costi
influenzando la produzione)
Per evitarlo nel sistema interviene lo stato come
regolatore, utilizzando il proprio capitale per
sopperire agli aumenti (bonus, cassa integrazione - gli
ammortizzatori sociali)
Il Sistema Agroalimentare (Saa): è un sistema di giurisdizione dell’Unione Europea (fondata nel 1957)
[L’agricoltura è un settore strategico: più è in grado di fornire prodotti alimentari nella sua nazione, più aumenta il suo
peso su PIL e più l’inflazione diminuisce]
È vastissimo e complesso:
• comprende molteplici attività produttive (es. settore chimico che produce concimi e antiparassitari)
• dal produttore al consumatore le attività devono essere opportunamente coordinate e in una precisa sequenza
• il suo funzionamento è condizionato da variabili “ambientali” e “biologiche”
(clima, trasporti, comunicazione, regolamentazione, sistemi monetari, politiche).
Gli attori (produttori, consumatori, intermediari commerciali, istituzioni (regione Puglia) dal input al consumatore
finale, riescono ad accaparrarsi la maggior parte del valore aggiunto (differenza fra prezzo di vendita e i costi
sostenuti) rispetto agli agricoltori, e ciò pone i settori fortemente in conflitto fra di loro.
L’intermediario: acquista il prodotto trasformato e lo rivende applicando un aumento di prezzo, proporzionale al
lavoro che ha svolto.
Più figure intermedie si eliminano, maggiore sarà la possibilità di quella successiva di accaparrassi il valore
aggiunto.
L’Agribusiness è l’insieme di attività, dalla catena di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo dei prodotti
agricoli, che soddisfano i bisogni alimentari di una popolazione 1
La filiera agroalimentare può organizzarsi in:
circuito lungo: con fasi di produzione agricola, circuito breve: non sono previste fasi intermedie,
lavorazione e commercializzazione arrivando direttamente al consumatore.
(GDO, esportazioni, vendita ai grossisti) (masserie con prodotti locali, vendita per
corrispondenza o a ristoranti locali)
Sembrerebbe che il circuito breve spunti con sacrificio minore, un prezzo uguale a quello del consumo normale…
svantaggi: svantaggi:
- presenza di intermediari e perdita di valore - di natura fiscale per il pagamento di imposte e
aggiunto alla fase agricola tasse
(ci sono tante aziende che vendono il proprio - dovrebbe essere prevista la presenza di un
prodotto sul mercato e dall’altra parte ci sono addetto che curi gli ambienti di vendita
pochi acquirenti/grossisti che comprano (HACCP).
(soluzione --> una cooperativa)
[es. frantoio cooperativo in cui tutte le olive vengono
stoccate. Per non affogare il mercato, si può dare un [es. Campagna Amica (associazione) o i Farmer Market
acconto sulla vendita di olive e la restante parte al (coldiretti – sindacato), organizzano occasioni con permessi
fine della campagna olearia. speciali, ponendosi da intermediari per gli aspetti
L’Intermediario invece, compra tutto e subito amministrativi e fiscali)]
pagando a un prezzo più basso; per questo molte
cooperative sono fallite, perché si preferisce un
profitto immediato)
I servizi all’agroecosistema:
• Il credito è la possibilità di acquisire capitali da parte di questi settori.
Prima si chiamava Credito Agrario in cui la Banca dell’Agricoltura (adesso assorbita da UniCredit) trasferiva
capitali dallo stato agli agricoltori con delle agevolazioni (saggio d’interesse), per adempiere a
miglioramenti.
Adesso questo ruolo è assunto dall’Unione Europea, attraverso la creazione di progetti.
• I trasporti: fondamentai per la shelf-life dei prodotti agricoli
(es. le insalate della coop, in Puglia vengono raccolte a Cerignola sul tavoliere e trasferite a Taranto dove
c’è la il centro di raccolta e distribuzione per tutta Italia)
• L’energia: la possibilità di accedere a fornitura elettrica
(es. impianti agri voltaici, non più a terra ma a colonne alte 4 metri e che ruotano a seconda della
direzione del sole)
• Gli imballaggi rappresentano un impatto ambientale notevole che dovrebbero essere ridotti
• La pubblicità permette di trasferire le caratteristiche del prodotto.
• La formazione: compete la possibilità di recepire e sapere. 2
Le commodities (di cui fanno parte i prodotti agricoli) sono prodotti di massa:
- scarsamente differenziati: molta competizione
(es. la mela è uguale dappertutto)
- il prezzo è dato dal mercato: il produttore non governa i prezzi
- la competizione si basa sull’ abbassamento di prezzo
- bassa elasticità della domanda (capacità di reazione di un individuo) rispetto al prezzo e al reddito: è rigida,
pur variando prezzo e reddito
- bassa elasticità incrociata della domanda:
misura il cambiamento della quantità X acquistata per effetto di un cambiamento del prezzo di Y:
o beni complementari - all’aumentare del prezzo di uno prodotto, aumenta o diminuisce la quantità dell’altro
(es: aumenta il costo della benzina, diminuisce il volume di macchine scambiato)
o beni sostitutivi - all’aumentare del prezzo di uno, aumenta l’acquisto dell’altro
(es. prodotti agricoli)
Questo rende ancora una volta la domanda RIGIDA.
Questo problema si è cercato di risolverlo con le specialities:
- altamente differenziabili
- i produttori governano i prezzi
- la competitività si basa su fattori diversi dal prezzo (qualità, tecnologie alimentari utilizzate, certificazioni)
- alta elasticità della domanda rispetto al prezzo e al reddito
(es. prodotti tipici, marchio Melinda, Royalties (pagamento per utilizzare un brevetto))
Caratteristiche di 4 diverse filiere produttive:
fornitura di input, produzione agricola, trasformazione alimentare e distribuzione
- influenza sulla quantità di mercato:
capacità di diminuire/aumentare la quantità di prodotto (stockando) presente sul mercato , traducendosi in
possibilità di vendere quando il prezzo è più alto
- le forme di mercato:
1. concorrenza perfetta (agricoltura)
2. monopolio: è uno a vendere quel prodotto (lo stato, per i monopoli legali )
3. oligopolio: in pochi vendono quel prodotto (compagnie di telefonia mobile)
4. concorrenza monopolistica: si basa sulla capacità di un prodotto di essere differenziato rispetto ad altri,
(packaging, 0 grassi, senza zucchero)
[economie di scala: consentono di distribuire meglio i costi fissi sul livello di produzione] 3
Distribuzione del valore aggiunto
Questo grafico rappresenta la distribuzione del valore aggiunto.
Gran parte è recepito dal commercio e trasporti, complice la capacità del settore di innovarsi.
(es. i Discount, sono organizzazioni di produzione che si basano su meccanismi diversi: vendono prodotti non a
marchio, forniscono pochissimi servizi alla clientela)
La curva dell’offerta
Avremo una curva dei costi marginali dell’impresa che parte da poco
più di 0 perché ci sono i costi iniziali.
Se la curva del costo marginale supera la curva del costo totale medio
(costi fissi + costi variabili), ci sarà offerta, che rappresentata dunque
dall’andamento del costo marginale.
Il suo andamento dipende da :
- fattori climatici (per l’agricoltura)
- costo delle materie prime e tecnologia utilizzata (per tutti i
settori)
Il settore alimentare è facilmente
influenzabile dagli effetti esterni
(durante il covid si è registrato un
aumento smisurato delle vendite e
maggior consumo dei prodotti
agroalimentari).
Ciò che interessa, è capire come il
sistema alimentare risponde a
nuovi accadimenti ed esigenze del
consumatore. 4
Settori
dei Fattori Produttivi per L’Agricoltura
1. : imprese che producono input e mezzi tecnici per l’agricoltura
(fitofarmaci, fertilizzanti, concimi, selezione delle varietà meccanizzazione...)
oggi la loro domanda è stagnante, per via:
- dell’attenzione al biologico
- dopo il dopoguerra, in cui si promossa l’agricoltura con incentivi e arrivando ad una situazione di eccedenze
strutturali (si produceva di più di quanto ne venisse domandato in Europa stesso). La soluzione più ovvia era
esportarlo, ma si sarebbe dovuto trovare un posto dove costi di meno di quello del posto dove esporto. Ma
questo era difficile, quindi la politica europea ha preferito contenere la crescita agricola (quote di
produzione, riforestazione, set-aside…)
- oggi si usano solo gli ibridi e le royalties (diritti che una società sull’utilizzo di un prodotto di questa) hanno
un costo che sostengono maggiormente solo le grandi imprese.
Bisognerebbe invece sovvenzionare la ricerca pubblica, i quali brevetti non avrebbero costi.
Questi fattori hanno favorito una ristrutturazione e aggregazione delle imprese in multinazionali, grani ditte che
acquistano piccole imprese che si trovano anche in altre nazioni.
Questo ha determinato la predominanza di un mercato oligopolistico, a volte anche monopolistico.
Questo ha portato anche alla grande novità degli OGM, sottoposti a brevetto, ma di cui la nostra nazione ne ha
vietato la sperimentazione; anche se avrebbe potuto significare costituire delle royalties e quindi guadagnare. 5
2. Agricolo
Considerando le imprese, con focus in Italia, sono caratterizzate da:
- Divario da Nord a Sud per:
o gestione dell’acqua (dovuta a geografia e condizioni climatiche)
o risorse
o dimensioni ridotte a Sud (un’azienda media si estende per 1-1,5 Ha), quindi con l’impossibilità di
innescare economie di scala.
[le cause affondano nel:
▪ feudalesimo per il frazionamento di terre,
▪ successione in famiglie numerose
▪ Riforma Agraria (50’) con la quale si decise di distribuire terrieri ad agricoltori che ne avevano
diritto secondo una graduatoria (4 ha a seminativo con una casa)
- Conduttori con età avanzata e basso livello di istruzione
(l’84% delle aziende italiane ha un conduttore che supera i 50 anni, il che ostacola anche l’innovazione
tecnologica;
complice il clima familiare in cui i figli sono visti come dipendenti che cercano riscatto, abbandonando
l’azienda di famiglia e ancor una volta a scapito dell’innovazione)
- Diffusione del Part-time
o passivo: come lavoro di supplemento a chi non si occupa principalmente di agricoltura
o attivo: prende risorse da un altro settore (terziario) e lo porta all’agricoltura
(es. agriturismo)
[Quindi, alla fine degli anni 90’, trovare altre fonti di reddito è stato fondamentale per l’agricoltura e nella politica agraria. Questo
va sotto il nome di multifunzionalità dell’agricoltura, ovvero la capacità di svolgere funzioni diverse da quella della produzione di
beni alimentari (stoccaggio di anidride carbonica, difesa e mantenimento della cultura del territorio, masserie didattiche)]
- in forte concorrenza
sia orizzontale (con aziende che producono stesso prodotto o fase di trasformazione)
che verticale (in rapporto uno seguito dall’altro come produttori di olive e di olio).
(es. raccoglitore di olive che sfrutta la capacità da parte produttore di olive di avere dei soldi subito, piuttosto
che la possibilità di aspettare il frantoio cooperativo, per poter realizzare una campagna olivicola razionale e
non molto olio all’inizio con prezzo basso)
- dipendenza dall’intervento pubblico:
dai sussidi dello stato, per via del suo valore strategico (alimentare)
(es. compensi per danni da gelata)
L’imprenditore agricolo è definito dal Codice civile, come colui che esercita l’attività di coltivazione del fondo,
allevamento di animali e attività connesse (manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione
valorizzazione dei prodotti ottenuti dall’attività agricola)
Invece, l’imprenditore agricolo professionale (IAP) è un imprenditore agricolo che deve anche:
- destinare il 50% del proprio tempo alle attività agricole e raggiungere il 50% del proprio reddito da lavoro dalle
suddette attività
- dal punto di vista fiscale:
▪ essere iscritto alla camera di commercio (dove aprirà una partita INPS)
▪ avere una partita IVA agricola (Imposta Valore Aggiunto, un’imposta indiretta che viene applicata quando
compra o vende prodotti)
Serve a far sì che anche il consumatore paghi al consumo e l’imprenditore si pone come intermediario.
Alla fine di ogni anno, viene fatto un confronto tra l’IVA riscossa e l’IVA pagata dall’Agenzia Delle Entrate,
affinché la somma sia 0.
La politica agraria è quella parte della politica economica che riguarda l’individuazione di strumenti che servono a
raggiungere degli obbiettivi per il miglior sviluppo dell’impresa.
Ricordiamo misure come la:
- la rinforma fondiaria, ma le case e le aziende in quel periodo furono abbandonate perché era più appetibile
lavorare e vivere in città
- costituzione della cassa per la piccola proprietà contadina, ovvero la possibilità di fondi o di prestiti per
l’acquisto di terreni con interessi competitivi rispetto a quelli delle banche 6
Titoli di possesso del capitale fondiario:
1. proprietà: il terreno è di proprietà e quindi ci si assume tutte le responsabilità.
2. affitto: si prende in conduzione un bene altrui, riconoscendo un compenso pattuito al proprietario (min. 15 anni,
max. 30)
Alla fine del contratto si restituisce nelle stesse condizioni in è stato ceduto.
L’affitto è un bene di mercato come se fosse un prodotto: in funzione del rapporto tra domanda e offerta.
Per tutelare il cittadino, lo stato stabilisce un “ ecocanone” poiché il mercato tende ad aumenti di prezzo che
avvantaggia il proprietario.
Ci sono modalità di affitto:
▪ stagionale: della durata di un ciclo di coltivazione
▪ annuale: in cui il proprietario tende da ridurre il tempo di affitto e l’affittuario tende ad allungarlo, per
favorire il reddito dal suo arboreto impiantato.
Per di più, se l’affittuario ha apportato migliorie al fondo, deve lasciarlo in ottime condizioni al termine del
contratto, ma deve essergli riconosciuta una ricompensa.
3. Forme di conduzione:
Colonia parziale: un imprenditore agricolo gestisce l’azienda di qualcun altro e condivide con il proprietario il
risultato della gestione dell’azienda (sia spese che vendite)
(es. Mezzadria (fino al 1980), particolare colonia parziale in cui il mezzadro era appoderato, ovvero era vincolata la residenza
sua e della sua famiglia in quella azienda)
La filiera lunga è caratterizzata da contrattazioni fra le varie fasi e mentre i compratori sono pochi e che riescono ad
organizzarsi bene tra di loro, i produttori sono tanti e non hanno la capacità di organizzarsi.
La risoluzione sarebbe istituire un consorzio, che offre assistenza agli agricoltori in qualsiasi scelta, anche di
coltivazione e agronomica. 7
Capitale fondiario: valore della terra nuda per le sue caratteristiche intrinseche ed estrinseche (fertilità,
composizione, tessitura, pendenza) e dei miglioramenti su di esso investiti (sistemazioni idraulico- agrarie, fabbricati,
arboreti)
Beneficio fondiario: il prezzo d’uso del capitale fondiario (voce di costo, ovvero spesso coincide col canone d’affitto).
È composto dalle voci:
▪ Rendita fondiaria della terra (terra nuda)
▪ Interesse sui capitali investiti (miglioramenti)
Capitali
Per introdurli dobbiamo distinguere 2 periodi, che determinano come impiegarli:
- nel breve periodo: dove tutte le scelte sono vincolate,
dove i fattori della produzione sono fissi e non possono essere mutati nel ciclo considerato.
- nel lungo periodo: possono essere valutate tutte le scelte,
dove i fattori della produzione possono essere considerati variabili.
[gli investimenti fruttano nel tempo e quindi ho la possibilità di avere un orizzonte temporale tale da prevedere
cosa succederà nei prossimi n anni]
Gli investimenti in agricoltura possono essere considerati come:
- trasformazione fondiaria: una comunità decide di modificare un’area vasta
(es. bonifica e regimazione delle acque)
- miglioramento fondiario: l’imprenditore decide di apportare miglioramenti alla sua azienda
Classificazione :
In base alla loro natura fisica si possono definire:
- immobili (impianto di irrigazione a goccia)
- mobile (ala piovente)
In base al criterio economico:
- capitali fissi (a logorio parziale): vengono utilizzate più volte
(trattrice)
- capitali circolanti (a logorio totale): utilizzat
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