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BREVE STORIA DELLA PEDAGOGIA

Premessa: perché una storia della pedagogia

La storia della pedagogia non è una semplice cronologia di teorie e scuole di

pensiero, ma il racconto del modo in cui l’uomo ha pensato se stesso come

essere educabile.

Ogni epoca ha risposto a due domande fondamentali:

1.​ Che cos’è l’uomo?​

2.​ Come si diventa uomini?​

A seconda della visione antropologica e sociale prevalente, l’educazione ha

assunto forme, metodi e fini diversi.

Studiare la storia della pedagogia significa quindi comprendere l’evoluzione

dell’idea di persona, di sapere e di società.

L’educazione nell’Antichità

Grecia antica

La Grecia rappresenta la culla del pensiero pedagogico occidentale.

L’educazione, o paideia, era intesa come formazione dell’uomo completo,

armonico e virtuoso: unione di corpo, mente e spirito.

●​ Socrate (V sec. a.C.):​

L’educazione è ricerca della verità attraverso il dialogo (maieutica).

L’insegnante non trasmette, ma aiuta a “far nascere” la conoscenza che

è già dentro l’allievo.​

→ Apprendimento: la conoscenza è auto-scoperta e dialogo interiore.​

●​ Platone (IV sec. a.C.):​

Nell’opera “La Repubblica”, descrive un sistema educativo che mira a

formare il cittadino giusto e il filosofo. L’educazione è ascesa dell’anima

dal mondo sensibile al mondo delle idee.​

→ Apprendimento: l’educazione come liberazione e ricerca del vero.​

●​ Aristotele (IV sec. a.C.):​

Nell’Etica Nicomachea e nella Politica, vede l’educazione come

sviluppo della ragione e delle virtù attraverso l’abitudine.​

→ Apprendimento: educare è formare abiti morali e razionali.​

●​ Educazione spartana vs ateniese:​

Sparta: educazione militare, disciplinare e collettiva.​

Atene: educazione libera, estetica e intellettuale.​

Roma antica

A Roma l’educazione assume un carattere pratico e civile: formare il civis

romanus (il cittadino attivo e leale verso lo Stato).

●​ Cicerone e Quintiliano sono figure centrali.​

Quintiliano, nel De Institutione Oratoria, vede l’educatore come guida

morale e l’oratore come modello di uomo colto ed etico.​

→ Apprendimento: l’educazione come eloquenza, virtù e cittadinanza.​

L’educazione nel Medioevo

Il Medioevo cristiano (V–XV sec.) integra la cultura greco-romana con la

religione cristiana.

L’educazione è orientata alla salvezza dell’anima e alla formazione morale.

●​ Sant’Agostino (IV-V sec.):​

Nell’De Magistro, l’educazione è un cammino interiore verso Dio: la

verità non si insegna, si scopre dentro di sé grazie all’illuminazione

divina.​

→ Apprendimento: educare è guidare verso la Verità che abita

nell’anima.​

●​ Tommaso d’Aquino (XIII sec.):​

Sintesi tra fede e ragione. L’uomo è essere razionale e libero, e

l’educazione deve sviluppare entrambe le facoltà in vista del bene e di

Dio.​

→ Apprendimento: armonia tra fede, ragione e virtù.​

●​ Monasteri e scuole cattedrali:​

L’educazione è affidata alla Chiesa; si studiano le arti del Trivio

(grammatica, retorica, dialettica) e del Quadrivio (aritmetica, geometria,

musica, astronomia).​

→ Educazione elitaria e clericale.​

L’età umanistico-rinascimentale (XV–XVI sec.)

Con l’Umanesimo e il Rinascimento, l’uomo torna al centro: si afferma la

fiducia nelle capacità e nella dignità dell’essere umano.

L’educazione diventa formazione integrale della persona nella cultura e nella

libertà.

●​ Erasmo da Rotterdam (1466–1536):​

Sostiene un’educazione fondata sulla ragione e sulla mitezza, non sulla

punizione.​

→ Apprendimento: la dolcezza educa più della violenza.​

●​ Vittorino da Feltre (1378–1446):​

Fonda la Casa Gioiosa a Mantova, dove unisce educazione fisica,

morale e intellettuale.​

→ Apprendimento: equilibrio tra corpo, mente e spirito.​

●​ Comenio (1592–1670):​

Il padre della didattica moderna. Nell’opera Didactica Magna propone

un’educazione universale, naturale e graduale.​

→ Apprendimento: scuola per tutti e secondo natura.​

L’età moderna (XVII–XVIII sec.)

In questa fase si affermano le basi della pedagogia come scienza autonoma.

Il pensiero educativo si intreccia con la filosofia empirista, razionalista e

illuminista.

●​ John Locke (1632–1704):​

Nell’Essay Concerning Human Understanding, l’uomo nasce come

tabula rasa; l’educazione e l’esperienza formano la mente.​

→ Apprendimento: educare significa modellare attraverso l’esperienza.​

●​ Jean-Jacques Rousseau (1712–1778):​

Nell’Émile ou De l’éducation, propone un’educazione naturale, libera e

rispettosa dei ritmi del bambino.​

→ Apprendimento: educare è lasciare che la natura guidi la crescita.​

●​ Kant (1724–1804):​

Vede l’educazione come ciò che rende l’uomo realmente uomo:

attraverso la disciplina e la moralità, l’individuo passa dalla natura alla

libertà.​

→ Apprendimento: l’educazione è l’arte di formare la libertà morale.​

L’Ottocento: la pedagogia come scienza

Il XIX secolo è l’età della sistematizzazione scientifica della pedagogia e della

diffusione dell’istruzione pubblica.

●​ Pestalozzi (1746–1827):​

Propone un’educazione del cuore, della mente e della mano. Il

bambino è un essere attivo da guidare con amore.​

→ Apprendimento: educazione integrale e affettiva.​

●​ Herbart (1776–1841):​

Fondatore della pedagogia scientifica. Stabilisce un metodo basato su

fini morali e mezzi psicologici.​

→ Apprendimento: la pedagogia come scienza autonoma.​

●​ Froebel (1782–1852):​

Crea il Kindergarten (giardino d’infanzia). Il gioco è lo strumento

principale per apprendere.​

→ Apprendimento: educazione attraverso l’attività e la creatività.​

●​ Don Bosco (1815–1888):​

Educazione come amorevolezza, ragione e religione. L’educatore è

una guida affettiva.​

→ Apprendimento: l’amore educativo come motore di crescita.​

Il Novecento: la pedagogia attiva e la scuola nuova

Il XX secolo è l’epoca delle grandi rivoluzioni educative: nasce la scuola attiva,

centrata sul bambino e sull’esperienza.

●​ Maria Montessori (1870–1952):​

L’educazione deve liberare le potenzialità del bambino attraverso un

ambiente preparato e la libertà disciplinata.​

→ Apprendimento: autoeducazione e ambiente come maestro.​

●​ John Dewey (1859–1952):​

In Democracy and Education concepisce la scuola come comunità

democratica. L’apprendimento nasce dall’esperienza e dalla riflessione.​

→ Apprendimento: imparare facendo.​

●​ Célestin Freinet (1896–1966):​

Promuove un’educazione cooperativa e laboratoriale.​

→ Apprendimento: il lavoro e la collaborazione come strumenti di

libertà.​

●​ Paulo Freire (1921–1997):​

In Pedagogia degli oppressi, vede l’educazione come liberazione e

coscientizzazione politica.​

→ Apprendimento: la parola e il dialogo come strumenti di

emancipazione.​

La pedagogia contemporanea

Dalla seconda metà del Novecento in poi, la pedagogia si apre a nuovi

paradigmi: interdisciplinarità, interculturalità, educazione permanente e

digitale.

●​ Franco Cambi (XX-XXI sec.):​

L’educazione è costruzione dell’identità nel tempo, processo narrativo e

culturale.​

→ Apprendimento: educare è aiutare a dare forma alla propria storia.​

●​ Aldo Agazzi, Giovanni Maria Bertin, Luigi Volpicelli:​

In Italia sviluppano la pedagogia come scienza della razionalità e della

problematicità.​

→ Apprendimento: l’educazione come ricerca, riflessione e senso.​

●​ Edgar Morin (filosofo della complessità):​

Propone un’educazione capace di affrontare l’incertezza e

l’interconnessione del mondo globale.​

→ Apprendimento: pensiero complesso e interdisciplinare.​

●​ Pedagogia contemporanea → dialoga con psicologia, neuroscienze,

sociologia e tecnologie digitali, mantenendo al centro la dignità e la

libertà della persona.​

Linee evolutive della storia della pedagogia

Epoca Visione dell’uomo Scopo

dell’educazione

Antichità Uomo armonico e Coltivare mente e corpo

virtuoso (paideia)

Medioevo Uomo come creatura di Salvezza e moralità

Dio cristiana

Rinascimento Uomo libero e dignitoso Formazione umanistica

e integrale

Età moderna Uomo razionale e Educazione alla libertà

autonomo e alla ragione

Ottocento Uomo educabile Pedagogia come

scientificamente scienza e metodo

Novecento Uomo attivo e sociale Educazione come

esperienza e

partecipazione

Contemporaneità Uomo complesso e Formazione

relazionale permanente e globale

Sintesi

●​ La storia della pedagogia è la storia dell’idea di uomo educabile, capace

di crescere, trasformarsi e migliorare.​

●​ Ogni epoca ha posto al centro un diverso ideale: virtù, fede, ragione,

libertà, esperienza, complessità.​

●​ Il filo conduttore è la ricerca del senso dell’educazione: da atto di

istruzione a esperienza di umanizzazione.​

●​ Oggi la sfida è formare persone critiche, solidali, competenti e

consapevoli, capaci di vivere nella pluralità e nell’incertezza.​

“Ogni generazione deve educare la successiva non solo per sopravvivere,

ma per dare un senso più alto alla propria esistenza.”

— (Sintesi pedagogica contemporanea)

LE SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E LA

PEDAGO

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Liz1989 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Cammarosano Paolo.
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