Estratto del documento

27/10/25

(D. Goleman “Intelligenza emotiva” bur = libro)

Infermieristica: aspetto tecnico.

● Compiti: tecnici, relazionali ed emotivi.

● Persone formate per dare al resto della società delle prestazioni che la società si

aspetta. Non è sufficiente fermarsi al livello tecnico, né relazionale o emotivo.

● Pedagogia: è composta da paidos: bambino, e ago: guidare, condurre,

accompagnare.

● Capire dove si trova la persona da un punto di vista olistico (dimensione

relazionale…)

● Fiducia che noi sanitari davamo per scontata dei pazienti, non esiste più.

● Società attribuisce ai professionisti l’autorevolezza (riconoscere a una persona una

certa capacità in virtù di quello che ha dimostrato).

La società ha bisogno di verificare la competenza del professionista.

Cause: Scolarizzazione e informazione, disinformazione, consapevolezza, paura

della malattia, esperienze personali…

04/11/25

Fiducia tra il cittadino utente e il curante, sistema socio sanitario che compie azioni che la

società riconosce come proprie in ambito professionale. La società si aspetta da noi un certo

tipo di assistenza. Operatori sanitari: professioni molto diverse.

La figura dell’infermiere è definita dal decreto legge, che dice che la società si può aspettare

una assistenza globale che contiene un assistenza tecnica (33%), tutto il resto è relazionale

e educativa.

Soft skills: attività trasversali che dicono che per essere in grado di erogare un'assistenza

infermieristica di qualità, la persona (22-55 anni) dovrà essere in grado di contestualizzare

all’interno di un saper essere (capacità relazionale).

Essere capaci di spostare la propria attenzione da se stessi all’altro= abilità soft skills,

diverse dalle hard skills= abilità tecniche. Quello che dobbiamo diventare è molto

dipendente da quello che intraprenderemo.

Ogni paziente richiede un cambiamento di prospettiva. Esperienza negli esseri umani ha il

suo significato. Ma può anche indirizzare la nostra relazione in un modo che non è

produttivo per la relazione.

Meccanismo involontario automatico di difesa che necessita classificare le persone che

incontra come potenzialmente pericolose o non pericolose (risale dall’homo sapiens).

Preoccupazione nei riguardi dell’assistito, che devo tenere a me ma non deve influenzare il

modo con cui lo tratto, se si comporta così ci sarà evidentemente un motivo. Bisogna

prendere il meglio della persona.

Carattere= ciò che vediamo in una persona, parzialmente vero. Più viene giudicata, per

quello che è, più si chiude. Con una persona spigolosa bisogna andarle incontro.

Spetta a noi capire la situazione della persona perché noi dobbiamo essere in grado di

gestire le nostre emozioni per affrontare meglio quelle delle altre.

Io devo sapere che nel momento in cui mi trovo davanti a una persona culturalmente

diversa, non posso aspettarmi che mi dica quello che voglio io. In questo caso faccio un

osservazione generale, polso arterioso, pressione, respirazione e traggo conclusioni.

Il pericolo che oggi, conoscendo una nuova persona, viviamo è quello di una morte o danno

dell’immagine sociale. Mediazione sociale che influenza quello che io sono, perché ciò che

sono dipende anche da quello che gli altri pensano di me. Aspetto del giudizio sociale è

molto importante, non solo per noi ma anche per i nostri pazienti.

Ci mettiamo vicini a queste persone, per farlo bisogna capire chi sono queste persone, le

risorse che possono mettere in atto, i loro desideri, persone vicine a loro.

Andare verso: accogliere una persona—- situazione in cui vogliamo portare una persona.

Più sono vicino a una persona più è facile accompagnarla.

Più le emozioni vengono seppellite, meno vengono gestite, più fatica facciamo per

proseguire la nostra vita.

Pedagogia

Definisce il percorso di due persone nel vasto territorio dell’educazione necessario a

condurre l’educando verso il raggiungimento di una meta condivisa per legittimare e

connotare di senso il viaggio educativo. Educando: persona che riceve l’educazione.

Educatore: persona che educa.

Io e la mia equipe che guardiamo la persona da diversi punti di vista, decidiamo per quella

persona, coinvolgendo i care giver nell’elaborazione di un percorso e realizzazione di

obiettivi per quella persona.

Es. bambino che va in scuola materna: bambini bravissimi felici di andare la, perchè sanno

che incontreranno amici, faranno attività… c’è qualcuno che mette il bambino in una

condizione che è buona per lui. Altri bambini non vogliono andare all’asilo. Noi sanitari

facciamo molta meno fatica se siamo riusciti a creare un contesto benevolo per far sentire a

proprio agio l’assistito. Bisogna far capire alla persona che ciò che ci interessa è il suo bene.

Schopenhauer: teoria dei porcospini. I porcospini quando nascono (nei tronchi cavi degli

alberi) stanno insieme perché si fanno caldo l'un l’altro, con il passare del tempo cominciano

a spuntare le spine, si allontanano per non essere feriti e per non sentire dolore provocato

dalle spine degli alberi. Quando escono, sentono freddo, quindi rientrano al caldo. Se si

avvicinano troppo sentono dolore, se escono sentono freddo quindi continuano ad entrare

ed a uscire. Fino a quando non trovano la giusta distanza.

Pedagogia: disciplina orientata allo studio sistematico dell’educazione e dell’istruzione, nei

diversi contesti e nelle diverse fasi di vita della persona.

Ex-ducere: tirare fuori, allevare, far crescere.

Il processo di formazione della persona è volto a far emergere ciò che in essa è già presente

in potenza e comprende la trasmissione di valori, saperi, principi e regole che permettono lo

sviluppo dell’individuo nella sua complessità e unicità, favorendone il pieno inserimento nel

mondo sociale.

Questo processo si sviluppa parallelamente al processo di istruzione, che consiste nella

trasmissione di conoscenze e informazioni disciplinari specifiche e sistematiche. Formazione

e istruzione, pur avendo funzioni differenti, procedono in modo complementare,

contribuendo entrambe alla crescita integrale della persona.

Ogni persona è sensibile all’azione educativa anche se con le proprie modalità, la possibilità

di apprendere e di modificare atteggiamenti e comportamenti si ritrova in tutte le fasi della

vita anche se i bisogni educativi sono diversi in relazione al livello dello sviluppo personale

raggiunto. In ogni fase della loro vita l’educazione permette di ricostruire le motivazioni che

rendono permanente la possibilità di crescere.

Pedagogia e infermieristica

L'utente è un discente, persona che deve imparare. Anche noi impariamo di noi stessi dalla

persona, impariamo nei termini di conoscere l’umanità.

Kintsugi

L'obiettivo, riempire di valore le esperienze di vita delle persone che sono delle crepe.

Tecnica giapponese in cui riparano l’oggetto rotto valorizzando la crepa riempiendola con

oro.

La relazione tra l’infermiere e il suo utente è una relazione di aiuto teorizzato da Carl

Rogers: nel suo libro individua la persona che cerca aiuto come sua cliente.

Il professionista preparato si prende cura della sua persona nella sua globalità in senso

olistico. Obbiettivo: portare persona a ritrovare senso di equilibrio dei passaggi di vita

personali molto difficili che richiedono molta energia che sono la ridefinizione dei paradigmi

valoriali = valori che guidano la mia vita dopo un tumore al seno non possono essere solo

quelli della cura del corpo perché subisce una trasformazione non posso mettere push up

ma curo la pelle per curarla, bisogna stravolgere o rifare i miei valori precedenti, il valore di

cura del corpo non è indossare abiti ma è prendersi cura di se stessi con l'obiettivo di

guarire. Non è consapevole la persona di questo passaggio, bisogna pensare che è una

persona con caratteristiche diverse che se vuole vivere bene deve ritrovare l’equilibrio e

integrare la ferita dentro di sé.

Bisogna pensare a noi: come mi vedo io? quali sono i miei valori? nostri punti di fora e

debolezza. Bisogna conoscere noi stessi in modo tale da conoscere meglio gli altri.

Dentro alle competenze educative (cose che l'infermiere deve saper fare di competenze

educative), ci sono 3 termini (CHIEDE ALL’ESAME)

- educare: proporre obiettivo a persona che comprende le sue risorse e lo porti da

situazione X a quella Y. Sitazione Y deve essere spiegata al paziente e lui deve

essere d'accordo di percorrere quella strada.

- informare: cognitivo: dare informazioni e notizie (informazioni su malattia)

- istruire: applicare informazioni dando delle istruzioni tecniche applicative su come

eseguire qualcosa (iniezione di insulina)

Istruire e informare è il compito di un infermiere

Istruzione

Si sviluppa in parallelo con il processo di educazione e si sostanzia nella trasmissione di

informazioni disciplinari specifiche. Comprende teorie metodi e tecniche per favorire il

processo di apprendimento (metodologie per la didattica) sempre in considerazione

dell’individualità ed unicità della persona.

l’addestramento

Nell’istruzione c’è ossia la comunicazione unidirezionale per suggerire

un comportamento da adottare in una determinata situazione.

Informazione: trasmissione di notizie utili a permettere la comprensione a livello cognitivo di

fatti o accadimenti. E’ un aspetto fondamentale del processo educativo ma non esaustivo.

Istruzione e formazione: Il discente ha un ruolo piuttosto passivo. Quindi il processo è tanto

più efficace quando più la persona è coinvolta.

Apprendimento

E’ un cambiamento che implica il cambiamento. Tendenzialmente le persone più giovani

sono più facilmente portate al cambiamento, riescono a cambiare più facilmente rispetto alle

persone adulte. Questo dipende dalla consapevolezza della persona ma soprattutto dalla

versatilità e dalla disponibilità delle persone. La versatilità dipende dal senso di autoefficacia:

quanto penso di farcela in contesti diversi, quanta stima ho delle mie diverse possibilità.

Ciascuno di noi ha valori e conoscenze nel momento in cui noi impariamo qualcosa, sugli

alberi della conoscenza si appiccica una foglia nuova. E’ un cambiamento interno.

Educare

E’ un processo intenzionale e consapevole che si realizza attraverso specifici programmi, è

sostenuto da una metodologia pedagogica rigorosa che si propone di attivare nelle persone

percorsi virtuosi che attraverso l’uso di risorse proprie conducono alla elaborazione di

atteggiamenti e comportamenti nuovi e adattivi.

Questo processo ha delle tappe propedeutiche = devo realizzare la tappa A prima di

procedere alla tapp B:

- elaborazione di una diagnosi educativa: fotografia della situazione della persona da

un punto di vista educativo (che tipo di caratteristiche ha da un punto di vista

educativo), devo ridefinire i paradigmi valoriali– portare la persona prendere farmaci

cambiando la sua vita normale.

- formazione di obiettivi educativi: porto la persona da non saper fare a grazie il mio

aiuto lo sa fare.

- scelta ed applicazione di metodi e tecniche di insegnamento: Aiuto la persona in

base alle sue caratteristiche e valuto se il processo educativo ha funzionato o no,

che capisco parlandole.

- la valutazione del processo: capisco se ha funzionato o meno

La persona capisce che io infermiere sono un suo alleat

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaaalolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia applicata all'infermieristica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Moschetta Stefania.
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