quali si mette a rischio la salute della donna e si crea un danno anche al neonato. Con questo abbiamo
terminato la parte riguardante l' infiammazione cronica e il riparo.
Adesso che abbiamo completato la parte riguardante il reparto delle ferite possiamo riprendere un
argomento che abbiamo lasciato in sospeso volutamente per evitare che vi creasse problemi o confusione
nel momento dello studio. Come ricorderete noi abbiamo affrontato il tema dell’ emostasi e abbiamo
parlato di emostasi primaria di emostasi secondaria e abbiamo affrontato nello specifico l’emostasi
secondaria e in particolare i problemi legati ad un deficit di tipo emostatico che portava al rischio di
sanguinamento, abbiamo parlato delle forme ereditarie o acquisite si chiamano emofilia e in particolare
abbiamo parlato dell' emofilia di tipo A legata deficit di attività o di sintesi del fattore ottavo o emofilia B
riguardante deficit di attività o di funzione del fattore nono, poi abbiamo parlato anche dell'opposto quindi
emofilia da una parte rischio di sanguinamento, trombofilia dall'altra rischio di trombosi anche spontanea e
parlando del rischio di trombosi spontanea abbiamo citato la triade di Virchow, quindi questo patologo del
secolo scorso che descrisse i tre fattori principali che possono concorrere a determinare una trombosi in
particolare a livello venoso e abbiamo
parlato di flusso sanguigno quindi un
rallentamento del flusso sanguigno
favorirà la trombosi, un'alterazione del
vaso quindi dell'endotelio e delle sue
funzioni anticoagulanti favorirà lo stesso
la trombosi e infine abbiamo parlato di
alterazione dei fattori della
coagulazione. Questa triade è sempre da
tenere ben presente perché è la perdita
o l'alterazione di ciascuno o di solo uno
di questi fattori mette a rischio il
paziente per trombosi badate non è una
certezza è un rischio ed è un rischio che
però non bisogna correre. Quindi per cui
per evitare questo tipo di questo rischio
per esempio il paziente che ha una
risposta una reazione infiammatoria
sistemica importante e che deve restare a letto immobile farà una profilassi della trombosi venosa
profonda utilizzando eparine o anticoagulanti orali perché questo?
Abbiamo visto che il processo infiammatorio determina una iperattivazione della cascata coagulativa quindi
già un fattore della triade di Virchow risulta alterato il secondo fattore alterato quale sarà? Jlenia dice:
disfunzioni endoteliali. Queste potrebbero esserci conseguenti al processo infiammatorio ma la cosa più
importante è che il soggetto è allettato quindi è immobile e si riduce il flusso venoso di ritorno dagli arti
inferiori quindi all'accelerazione del processo emostatico si associa la stasi quindi se un fattore di rischio
era già importante aggiungerne un secondo vi impone l'introduzione di una profilassi della trombosi venosa
profonda quindi queste cose le abbiamo già viste. oggi che cosa aggiungiamo? oggi parliamo dell' emostasi
primaria è chiaramente più semplice rispetto all’emostasi secondaria ma per esperienza ho visto che gli
studenti spesso confondono i due processi e quindi ho deciso di tenerli ben separati anche a lezione.
Voglio farvi vedere un paio di diapositive giusto per ricordarvi la triade di Virchow che è diciamo la
descrizione di quei tre fattori che maggiormente contribuiscono alla genesi della trombosi venosa
spontanea e ciò che disse appunto questo patologo già nel 1845 come leggete qui che la trombosi venosa
attribuibile presenza di tre eventi:
1) riduzione del flusso di sangue e noi lo traduciamo in stasi
2) alterazione della parete del vaso sanguigno e noi lo traduciamo con disfunzione endoteliale
3) e ipercoagulabilità e quindi noi lo traduciamo con l'accelerazione della velocità di trasformazione del
fibrinogeno in fibrina a prescindere dal fatto che questa ipercoagulabilità sia congenita per alterazione
dei geni che codificano per i fattori della coagulazione oppure acquisita in seguito per esempio a
mediatori dell'infiammazione acuta. Questa
triade descrive appunto i fattori che più
frequentemente sono implicati nella trombosi
venosa profonda.
La trombosi venosa profonda che è quel processo che porta alla formazione di un trombo sia per
aggregazione piastrinica sia per formazione di una maglia, una rete di fibrina che interessa le vene profonde
degli arti inferiori e questo trombo si localizza a valle delle valvole che evitano il reflusso del sangue verso il
basso. Come avevamo già detto parlando dell’embolia, porzioni di questo trombo si possono staccare e
causare embolizzazione.
Quindi abbiamo visto l' emostasi in particolare i disturbi dell’emostasi secondaria e oggi vediamo quelli
dell' emostasi primaria e come per l’emostasi secondaria partiamo dalle manifestazioni cliniche per poi
andare a vedere come mai si determinano queste manifestazioni, quali sono i meccanismi patogenetici.
L’emostasi primaria è sicuramente più semplice da capire rispetto all’ emostasi secondaria ma è altrettanto
importante, non solo ci sono dei diversi punti di contatto che potrebbero portarvi a confondere i due
processi quindi quando li studierete separateli bene, mi raccomando, ve lo dico perché per esperienza
perché spesso gli studenti si confondono. Come dicevamo noi iniziamo dalle manifestazioni cliniche anche
perché maggiormente cattura solitamente l'attenzione e ovviamente i difetti dell'emostasi primaria
saranno sanguinamenti cutanei mucosi così come nell’emostasi secondaria. Però qui il sanguinamento
tipico ha delle caratteristiche diverse, infatti tipico dell’alterazione dell’ emostasi primaria è l’epistassi
quindi il sanguinamento nasale così come anche il sanguinamento gengivale. Per queste due manifestazioni
però emorragiche bisogna subito chiarire che devono avvenire in assenza di un traumatismo efficace. Se
voi soffrite di una a rinite cronica, una rinite allergica o avete in corso una rinite virale, non potete tirare in
ballo l’epistassi, se avete il muco leggermente striato di sangue, non è questo l’epistassi è un
sanguinamento profuso che può richiedere intervento medico e deve avvenire senza una causa apparente
di tipo traumatico, infettivo e senza alterazioni della vascolarizzazione della mucosa, infatti soprattutto nel
soggetto allergico nelle riniti croniche si possono creare delle dilatazioni dei piccoli vasi della mucosa
nasale, sono delle varicosità come se fossero le varici degli arti inferiori però nella mucosa, nello spessore
della mucosa nasale. Queste varicosità possono infiammarsi, possono rompersi e dare un sanguinamento
copioso, profuso ma lì non è colpa delle piastrine tutt'al più se uno ha un problema emostatico quel
sanguinamento sarà difficilmente controllabile durerà di più ma l'alterazione dell' emostasi non è la causa
primitiva, stessa cosa per il sanguinamento gengivale. Il sanguinamento gengivale traumatico quindi
durante lo spazzolamento dei denti e delle gengive non è un problema causato da un deficit dell' emostasi
primaria. La causa più importante del sanguinamento gengivale è la paradontite, un’infiammazione
gengivale che solitamente parte dalle tasche gengivali, che sono quei recessi, quegli spazi normalmente
virtuali ma che possono essere scollati dalla presenza di placca e tartaro, quegli spazi che si trovano tra il
dente e la superficie dentale della gengiva. Se queste tasche si infiammano per presenza di residui
alimentari o di placca e tartaro, si attiva
un processo infiammatorio acuto che
porterà a vasodilatazione aumento di
permeabilità quindi quella gengiva e iper
vascolarizzata e più facilmente potrà
quindi sanguinare per un trauma di
piccola entità come quello causato dallo
spazzolamento. Quindi attenzione il
sanguinamento gengivale deve essere
spontaneo o per traumi inefficaci.
Tipicamente il soggetto può riferire
spaventato: ah guardi stavo mangiando una fetta biscottata a un certo punto mi son trovato la bocca piena
di sangue, quello è un sanguinamento per trauma inefficace e ovviamente è frequente nei difetti
dell'emostasi primaria. Poi abbiamo molto diciamo indicative, come difetto dell’emostasi primaria le
petecchie quindi piccole emorragie capillari, qui le vedete nella figura A questa è una caviglia, un piede
vedete è tempestata la cute di queste piccole macchioline rosse. Perchè le petecchie sono così diciamo
caratteristiche del difetto dell' emostasi primaria? perché sono piccolissime emorragie tipiche del normale
micro traumatismo capillare che solitamente viene subito bloccato dall’ attivazione di piastrine e in questo
caso invece non si ha questo effetto, però non si ha lo spandimento emorragico tipico dell’emostasi
secondaria perché l’emostasi secondaria può comunque intervenire a limitare il sanguinamento e infatti
anche l'altra manifestazione l' ecchimosi in presenza di una alterazione dell'emostasi primaria è un
sanguinamento sempre di entità più limitato, di dimensioni più limitate, rispetto a quello che si osserva nei
difetti dell’emostasi secondaria.
Vediamo adesso dal punto di vista laboratoristico che cosa possiamo fare, come possiamo esplorare la
funzione emostatica primaria. Ve lo faccio proponendo di questa diapositiva che solitamente propongo
anche quando si fa la parte dell'infiammazione acuta. Per quanto riguarda lo studio laboratoristico
dell’emostasi primaria la fase vasale, quella della vasocostrizione transitoria, la scartiamo perché non esiste
nessuna possibilità di analisi laboratoristica invece la fase piastrinica la possiamo studiare, possiamo
studiare l'alterazione della funzione perché un problema di tipo emorragico può essere dato o da una
ridotta funzione delle piastrine o da un ridotto numero di piastrine e la prima cosa che dobbiamo esplorare
l'alterata funzione e questo lo possiamo fare o mediante un test di aggregazione piastrinica o mediante il
tempo di sanguinamento. Il test del tempo di sanguinamento qui lo cito ma ve lo potete anche dimenticare
perché non è più in uso e soprattutto sicuramente non è un test che si può fare nelle farmacie. Il test di
aggregazione piastrinica invece è molto più semplice, prevede un piccolo prelievo di sangue con
separazione dei piastrine che vengono fatte aggregare aggiungendo diverse sostanze che attivano
l'aggregazione piastrinica attraverso le diverse vie di aggregazione che potranno essere ad esempio la via
mediata dall’ADP, dalla trombina per esempio dal trombossano etc. Perchè è importante che voi sappiate
che il difetto dell’emostasi può essere da alterazione della funzione? perché è la causa, l'alterazione della
funzione più importante, più frequente di scarsa efficienza dell' emostasi primaria. E qual'è la causa
principale di difetto dell' emostasi primaria per alterata funzione piastrinica ? Allora stiamo parlando delle
alterazione della funzione tra cui le piastrinopatie rientrano diciamo in questa categoria e le piastrinopatie
possono essere congenite o acquisite. Di quali stiamo parlando? Stiamo parlando delle piastrinopatie da
uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, vi ricordate in che modo alterano la funzione delle piastrine
gli antinfiammatori non steroidei e anche ovviamente quelli steroidei ma soprattutto i non steroidei?
Mediante inibizione della via biosintetica delle prostaglandine trombossani e il trombossano A2 è un
mediatore dell'aggregazione piastrinica quindi quando un soggetto viene da voi e vi dice: dottore o
dottoressa guardi e da qualche giorno che mi stanno comparendo queste macchie nelle mani e voi vedete
che dall'aspetto sono delle piccole ecchimosi, la prima domanda che dovete fare prima ancora di dare
consiglio è quella, che farmaci sta assumendo.
Dopo che vi avrà detto quali farmaci sta
assumendo fate voi delle domande specifiche
perché alcuni farmaci non vengono considerati
tali dal paziente, ci sono anziani che fanno uso
e abuso per esempio di aspirina e se voi
chiedete quali farmaci sta prendendo vi diranno
una sfilza di farmaci antipertensivi, per il
Parkinson insomma altre mille cose e magari
non vi citano l'aspirina e la prendono tutti i
giorni perché hanno sentito alla televisione che
fa bene oppure perché una volta me l'aveva
prescritta il medico non mi aveva detto se
dovevo interromperla eccetera eccetera.
Quindi mi raccomando esplorate bene la
situazione perché se volete fare una cosa
veloce potete semplicemente se riconoscete
che è una manifestazione ecchimotica potreste
dire, vada dal suo medico e ve ne liberate, ma
da soddisfazione fare così la vostra
professione? cercate di raccogliere tutte le informazioni possibile che possano aiutarvi a indirizzare meglio
il paziente e a dargli un suggerimento, a ridurre la sua ansia oppure a dirgli di fare un consulto rapido.
Quindi ricordate il quadro al paziente un paziente un comunque una persona si rivolge a voi chiedendovi un
consiglio per una manifestazione emorragica le domande importanti sono sempre quelle, che farmaci
prende, interrogarlo sui singoli farmaci soprattutto antinfiammatori e chiedere se è la prima volta che si
presenta il problema o se già in passato aveva manifestato alterazioni di questo tipo.
Detto questo una volta esplorata la funzione delle piastrine non resta che esplorare l'altro aspetto, il
numero delle piastrine perché anche una riduzione del numero delle piastrine si associa ovviamente con un
disturbo di tipo emorragico e il numero delle piastrine normalmente variano dai 120.000 alle 400.000 su
microlitro e questo lo dovete conoscere e lo faremo bene facendo la fisiopatologia del sangue. Lo dovete
conoscere bene perché molte farmacie tra i servizi sanitari, offrono anche la lettura dell' emocromo e e la
lettura dell’emocromo o esame emocromocitometrico è un esame automatico che determina il numero
delle piastrine, il numero dei globuli Rossi, il numero dei globuli bianchi e il contenuto di emoglobina quindi
dovete conoscere gli intervalli di riferimento. Se la conta piastrinica dovesse risultare alterata, la conta
automatica prima la si dovrà ripetere e confermare, se confermata bisogna inviare il paziente dal medico
che prescriverà una visita ematologica nel corso della quale le piastrine verranno contate al microscopio
per escludere possibili errori della conta automatica.
DOMANDA di Ilenia: per quale motivo quando si dona il sangue dopo 12-14 min dicono che non verranno
più contate le piastrine. Allora le piastrine durante una donazione del sangue possono avere un diverso
destino possono venire eliminate perché ciò che viene recuperato sono soltanto i globuli Rossi che
vengono lavati e concentrati sino ad ottenere una pappa di globuli Rossi che può essere infusa nel ricevente
oppure le piastrine possono venire separate e conservate in modo specifico se il soggetto è un donatore di
piastrine. Per quanto riguarda il dosaggio delle piastrine a cui fa a riferimento Ilenia, le piastrine non
vengono dosate sulla donazione, ma vengono dosate sul prelievo iniziale che si fa prima della donazione nel
quale si determina numero dei globuli Rossi, concentrazione di emoglobina, di globuli bianchi e di piastrine
perché se i parametri non rientrano nel range di normalità il donatore viene scartato. Dopo 12-14 min
dall'inizio della donazione la conta delle piastrine diventa inattendibile, inattendibile perché si può andare
incontro a fenomeni di pseudo aggregazioni in vitro che modificano la conta piastrinica. Questa alterazione
può avvenire anche quando le piastrine vengono valutate nell' esame mocromocitometrico ed è una
frequente causa di pseudo piastrinopenia come vedete indicato al punto uno qui della diapositiva. Una
riduzione significativa delle piastrine, quindi sotto le 100.000 in assenza di una manifestazione emorragica
può essere causato una pseudo piastrinopenia quindi è una pseudo aggregazione delle piastrine che
avviene solo in vitro ed è favorita dall' anticoagulante che c'è nelle provette che è lo stesso che c'è nelle
sacche che vengono riempite col sangue del donatore quindi pseudo piastrinopenia da EDTA. Però il
risultato della conta piastrinica in presenza invece di una emorragia può essere apparentemente
confondente perché potete trovare anche una conta piastrinica normale o aumentata. Se la conta
piastrinica è aumentata allora bisogna, tornare al punto precedenti non è una piastrinopenia la causa del
sanguinamento ma una piastrinopatia. Vorrei soffermarmi un attimo sulla
piastrinopenia da EDTA perché in realtà
non è una piastrinopenia vera è una
pseudopiastrinopenia ed è indotta dall’
EDTA quindi può avvenire soltanto dentro
la provetta. Perchè lo trattiamo? perché è
frequente e interessa l'1% della
popolazione generale quindi vi capiterà
prima o poi qualcuno che verrà da voi a
chiedervi consiglio perché ha fatto
l'emocromo in farmacia ed è risultato
diverso rispetto a quello che ha fatto in un
laboratorio d'analisi e vi chiederà per quale
motivo è differente e la causa può essere il
differente anticoagulante se utilizzate
come anticoagulante il citrato di sodio e
non l’EDTA questo fenomeno non avviene
neanche in vitro.
Ma se invece si dovesse trattare di una piastrinopenia quindi non una pseudopiastrinopenia quand'è che
dobbiamo allarmarci perché il range di riferimento normale per le piastrine è abbastanza ampio da 120.000
a 420.000 su microlitro di sangue e se uno ha 100.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.