LEZIONE 1 studia le basi e i meccanismi molecolari e cellulari che alterano le funzioni di
La patologia è la branca della medicina che
organi e apparati causando malattie.
È chiaro che prima bisogna sapere l’anatomia e la fisiologia. La patologia generale è a metà tra le materie di base (che è
giusto conoscere) e le materie cliniche.
I concetti generali sono:
OMEOSTASI: insieme di meccanismi che l’organismo mette in funzione per mantenere le funzioni di cellule, tessuti,
organi e apparati. Di fronte a determinate situazioni vengono messi in moto meccanismi che cercano di mantenere
sempre un equilibrio.
MALATTIA: alterazione delle funzioni di uno o più organi (raramente assistiamo a patologie che interessano un solo
organo)—> [ ad esempio il diabete di tipo 1 vede il coinvolgimento del pancreas, in particolare delle cellule beta; ma in
realtà da questa alterazione che riguarda solo le cellule del pancreas, ci sono una serie di complicazioni come la
nefropatia diabetica, (quindi vengono coinvolti altri organi e apparati) dovuta a fattori intrinseci o estrinseci, che turbano
i normali meccanismi di equilibrio omeostatici ].
La malattia si evolve:
- spontanea dovuta a terapia mirata.
GUARIGIONE: può essere sia o sia Ad esempio le patologie virali più diffuse,
tendono a guarire spontaneamente, o ad esempio le epatite A, le malattie infettive batteriche. Altre volte ricorriamo a
terapie mirate con antibiotici. Chiaramente la guarigione è l’ipotesi migliore.
Se, invece, non c’è guarigione le possibilità sono due :
- CRONICIZZAZIONE: nel mezzo. Per alcune malattie ci può essere il prolungamento nel tempo di segni e sintomi,
spesso senza guarigione nonostante le terapie. Se l’epatite non guarisce entro sei mesi, si dice che si è cronicizzata
(Tendono a cronicizzare le epatiti B e C. Oppure ci sono malattie come il lupus, che non guariscono mai). La
cronicizzazione si può avere spontaneamente o grazie alcune malattie—> ad esempio per l’AIDS ci sono sono
Una malattia quindi, può cronicizzarsi e guarire,
determinati che portano la malattia a una fase di cronicizzazione.
oppure cronicizzarsi e non guarire mai. Quindi la cronicizzazione è molto variabile.
- MORTE: la conseguenza più grave.
MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE
Fenomeno morboso—> semplice alterazione, spesso senza sintomi. Ad esempio una semplice abrasione, il pallore.
• Processo morboso—> qui c’è una certa dinamicità. È un’associazione di più fenomeni morbosi con una maggiore
• gravità. Per esempio l’infiammazione, che produce vasodilatazione, che produce iperemia. Infatti si parla di processo
infiammatorio.
Stato morboso—> manifestazione patologica stazionaria (mancanza di un arto sin dalla nascita, miopia, presbiopia)
• Malattia—> condizione patologica evolutiva con alterazione anatomica e/o funzionale di uno o più organi che alla fine
• può coinvolgere più organi/apparati o l’intero organismo.
EZIOLOGIA cause
Identifica quelle che sono le della malattia (es. eziologia virale o eziologia batterica). Le cause possono essere:
- intrinseche : le malattie dovute ad alterazioni genetiche. Non c’è intervento di fattori esterni.
- estrinseche : intervengono fattori esterni come virus, batteri, funghi, fattori alimentari, agenti fisici, agenti chimici.
PATOGENESI
Studia i meccanismi molecolari o cellulari con cui i fattori eziologici determinano lo sviluppo della malattia. Ad esempio
il fumo della sigaretta è un grosso fattore di rischio per le neoplasia polmonari.
Come ci si rapporta alla malattia ?
• SINTOMI: disturbi accusati dal paziente
• SEGNI: alterazioni oggettive rilevabili all’esame obbiettivo
• DIAGNOSI: riconoscimento e identificazione del tipo di malattia—> è il momento più importante.
• PROGNOSI: predizione della durata e dell’esito della malattia
Dopodiché si passa alla TERAPIA, ma la terapia non fa parte della patologia generale.
ADATTAMENTO CELLULARE
Di fronte allo stress, che può essere un fenomeno estrinseco ed intrinseco, le nostre cellule hanno modo diversi per
rispondere. —> La cellula è in condizione normale. Di fronte allo stress, essa può andare incontro a una forma di
adattamento. Se però questo adattamento va oltre una certa soglia, si esaurisce la capacità della cellula di adattarsi a
una determinata situazione e quindi si crea un danno. All’inizio il danno può essere reversibile. Man mano che il tempo
passa, il danno diventa irreversibile.
Il danno può essere determinato anche da uno stimolo patologico esterno, che direttamente può dare un danno alla
cellula. Nella peggiore delle ipotesi questo stimolo patologico diventa prolungato o eccessivo (ustione). Se è breve la
cellula può ritornare in condizioni normali.
La morte in genere sopravviene per uno stimolo patologico, o troppo prolungato nel tempo o troppo eccessivo.
Per sopravvivere la cellula deve essere in grado di adattarsi a condizioni ostili, come deficit di ossigeno, alterazioni della
temperatura, sostanze tossiche. L’adattamento può essere:
- metabolico : regolazioni a livello biochimico, per esempio il digiuno
- strutturale : alterazione della morfologia del tessuto in modo diverso in base al tipo di cellule interessate, entità e tipo
di stimolo. —> Atrofia, ipertrofia, iperplasia, metaplasia.
ATROFIA
È la riduzione del volume cellulare. Per sopravvivere in condizioni avverse, la cellula riduce i bisogni metabolici e
due tipi
strutturali e si rimpicciolisce. Esistono di atrofia:
- fisiologica: involuzione del timo durante l’adolescenza (nel timo maturano i linfociti T; nel tempo questo organo va
incontro a una forma di atrofia), riduzione della massa muscolare con l’invecchiamento, involuzione dell’utero dopo la
menopausa.
- patologica: ci sono vari esempi:
Da disuso: un arto immobilizzato per una frattura, dopo trenta giorni ha la massa muscolare ridotta alla metà. Oppure
• per le lunghe degenze a letto.
Da deficit nutrizionale: interessa tessuti non essenziali, come il tessuto adiposo, a favore di tessuti come il cervello.
• Da carenza di innervazione: dopo una paralisi a un arto.
• Cronica riduzione dell’irrorazione sanguigna: vengono portate meno sostanze nutrienti attraverso il sangue, quindi le
• cellule riducono il loro volume.
Deficitaria stimolazione ormonale: alcuni ormoni stimolano determinate cellule, e una mancanza di stimolazione
• ormonale, porta ad atrofia, come succede nella menopausa.
Sono spesso processi reversibili.
IPERTROFIA
È l’aumento del volume cellulare. La cellula mantiene forma e struttura, però aumenta il volume cellulare
per aumentare le capacità funzionali, per aumentata richiesta. È un processo tipico per le cellule in grado
di proliferare (cellule muscolari, cardiache, scheletriche).
È un processo potenzialmente reversibile e si divide in ipertrofia :
- fisiologica
Ipertrofia dei muscoli scheletrici in risposta al carico di lavoro (aumentata sintesi di proteine contrattili)
• Ipertrofia dei cardiomiociti negli atleti
• Ipertrofia uterina e mammaria durante la gravidanza sotto stimolazione ormonale
•
- patologica
Aumentata richiesta funzionale (ad esempio la cardiomiopatia ipertensiva o cardiomiopatia da valvulopatie)
• A monte di un restringimento patologico di un organo cavo (ad esempio nelle occlusioni o sub-occlusioni intestinali, la
• muscolatura si ipertrofizza per provare a superare l’occlusione.
IPERPLASIA
È l’aumento del numero cellule di un tessuto. È possibile solo per le cellule che
mantengono la capacità di proliferare (come le cellule epiteliali, cellule del midollo
osseo, epatociti). Le cellule mantengono il loro volume, ma aumenta il loro numero.
Essa può essere:
- fisiologica
Stimolazione ormonale: durante il ciclo mestruale le ghiandole endometriali,
• vanno incontro a iperplasia
Risposta compensatoria : in risposta a resezione parziale del fegato, gli epatociti
• rimasti vanno incontro a iperplasia per ricostruire la parte asportata
chirurgicamente
- patologica
Abnorme stimolo ormonale: se c’è eccessiva prolungata stimolazione estrogenica, si ha una proliferazione abnorme
• dell’endometrio—> che potrebbe essere una predisposizione a neoplasia
Risposta compensatoria: ad esempio, in seguito alla perdita della funzione del rene, l’altro rene contro-laterale rimasta
• va incontro a iperplasia patologica
METAPLASIA
È una modificazione reversibile. Non abbiamo un aumento di volume o di
Esse vengono modificate
numero. Abbiamo delle cellule che si modificano.
e sostituite da cellule di diverso tipo, ma con la stessa origine
embriologica. cellule staminali,
Questo è possibile grazie alle residenti nel
determinato tessuto, che vengono appositamente riprogrammate. Abbiamo
quindi un cambio di tipo di cellula.
Esempio:
—> nei fumatori, nelle cellule dell’epitelio bronchiale avviene la
trasformazione delle cellule dell’epitelio cilindrico ciliato. Esse si trasformano
in epitelio pluri-stratificato di cellule squamose, con la stessa origine
embrionale. Questo perché le cellule squamose hanno una maggiore
resistenza. Quindi la metaplasia è all’inizio una sorta di meccanismo difensivo
di fronte a un meccanismo nocivo prolungato.
La metaplasia, chiaramente, è un processo di adattamento reversibile, ma per
TRASFORMAZIONE NEOPLASTICA DEFINITIVA.
stimoli irritativi e nocivi prolungati, può dare origine a Quindi
quell’epitelio squamoso può tornare ad essere epitelio cilindrico se l’individuo smette di fumare. Se lo stimolo nocivo
continua, però si può arrivare al CARCINOMA A CELLULE SQUAMOSE.
Fino ad ora queste sono tutte forme di adattamento cellulare e sono processi potenzialmente reversibili.
Però ci possono essere dei danni cellulari irreversibili. Per esempio in caso di una ISCHEMIA, ci può essere un danno
irreversibile, che porta a necrosi, ovvero alla morte della cellula.
MORTE CELLULARE
La cellula va incontro a morte cellulare:
- per stimoli dannosi prolungati o lesivi dei processi cellulari fondamentali
- come risultato di risposta immunologica (esempio: citossicità). Quando il nostro sistema immune si accorge che una
determinata cellula è infettata da virus, la distrugge.
1. necrosi accidentale e non programmata,
La è la morte cellulare dovuta a stimoli patologici intensi e/o prolungati.
Le cause di necrosi sono:
Traumi
• Veleni e tossine
• Alte temperature
• Ipossia-ischemia (mancanza di ossigeno - mancanza di apporto di sangue)
• IPOSSIA
—> : riduzione della quantità di ossigeno per una cellula. Questo porta a una riduzione della quantità di ATP,
quindi riduzione dei processi metabolici essenziali. All’inizio se il danno non è eccessivo o prolungato, può essere
reversibile. Dopo un periodo di reversibilità, la cellula va incontro a necrosi. Ci sono vari livelli di resistenza alla ipossia
da parte delle nostre cellule. A volte bastano pochi secondi di mancanza di ossigeno per causare una sincope e dopo
pochi minuti ci possono essere danni irreversibili. Ecco perché si fa il massaggio cardiaco per far affluire comunque un
po’ di sangue al cervello, per far sì che ci sa un po’ di tempo in più.
La resistenza all’ipossia, però, dipende chiaramente dal tipo di cellula.
NECROSI DA IPOSSIA
—> —> che cosa succede quando c’è mancanza di ossigeno nelle cellule ?
- ridotta produzione di atp, del trasporto degli ioni attraverso le membrane
che porta all’alterazione —> il che
di sodio intra-cellulare rigonfiamento
favorisce l’accumulo —> quindi c’è
ENTRO CERTI IL LIMITI IL DANNO E’ REVERSIBILE, MA PER STIMOLI LESIVI VIOLENTI E PROLUNGATI :
- aumento del calcio intra-cellulare attiva determinati enzimi danneggiano la
C’è che (proteasi e fosfolipasi) che
membrana cellulare
- i lisosomi riversano nel citoplasma enzimi che digeriscono tutte le strutture cellulari.
ISCHEMIA
—> : riduzione di apporto ematico. Gli effetti dipendono da :
- rapidità di insorgenza
- calibro del vaso interessato
- sensibilità del tessuto all’ipossia (i neuroni sono molto sensibili, le cellule muscolari scheletriche meno sensibili)
2. programmata.
L’apoptosi (dal greco caduta dei petali dei fiori) è la morte cellulare Ad esempio le cellule dei
linfociti vanno continuamente incontro ad apoptosi. c’è un equilibrio omeostatico tra le
Nell’adulto il numero delle cellule deve essere costantee in equilibrio. Quindi
cellule che proliferano cellule che vanno incontro a morte cellulare programmata.
Una delle cause delle neoplasie é il fatto che alcune cellule tendono a non morire e a proliferare in continuazione.
Le vie di attivazione dell’apoptosi sono:
- estrinseca: quando gli stimoli vengono dall’esterno. Intervengono delle molecole solubili (come il il legando del FAS
e TNFa), che attivano dei recettori cellulari specifici e questi portano la trasduzione del segnale di morte alla cellula.
- intrinseca: quando gli stimoli originano dall’interno:
A. Alterazioni del DNA causate da radicali liberi (in corso di radioterapia) o da somministrazioni di farmaci anti tumorali
che attivano il gene onco-soppressore p 53, che in un primo momento attiva i meccanismi di riparazione del DNA.
Se non avviene la riparazione del dna, p53 modula la trascrizione di fattori che favoriscono l’apoptosi.
CELLULA APOPTOTICA
La cromatina di addensa sotto la membrana cellulare e viene degradata in frammenti di lunghezza definita.
—> Si formano invaginazioni che si fondono suddividendo il citoplasma in vescicole chiamate CORPI APOPTOTICI
senza rilascio di materiale cellulare nell’ambiente extra-cellulare.
—> I corpi apoptotici vengono riconosciuti dai macrofagi ed eliminati attraverso la fagocitosi.
Non induce infiammazione.
RUOLO DEI MITOCONDRI NELL’APOPTOSI
- permeabilità della membrana mitocondriale
Lo stimolo apoptotico porta all’aumento della e al rilascio nel
citocromo C CAPSASI/Effettrici.
citoplasma di che attiva le
- Sulla membrana mitocondriale sono presenti proteine pro (BAX e BAD) e anti (BCL 2) apoptotiche.
- Le capsasi sono gli effettori finali dell’apoptosi e sono attivate da granzima B.
ATTIVITÀ CITOSSOTICA
EFFETTO PERFORINE
LEZIONE 2 INFIAMMAZIONE o FLOGOSI
processo morboso sistema
È un (quindi che ha una sua dinamicità) che si manifesta negli organismi forniti di
circolatorio meccanismo di difesa
(che gioca un ruolo fondamentale) come nei confronti di qualsiasi agente dannoso.
Le cause della risposta infiammatoria :
- Microrganismi e loro tossine
- Traumi meccanici come ferite e contusioni
- Agenti fisici come radiazioni e corrente elettrica
- Agenti chimici come acidi e alcali
- Necrosi tessutale di qualsiasi origine (airobica, causata da ustione, causata
da congelamento)
- Reazioni autoimmuni o complessi immuni
segni sintomi
Esistono dei e dei dell’infiammazione (LOCALI)
- Rubor (arrossamento)
- Calor (aumento della temperatura locale)
- Tumor (gonfiore)
- Dolor (dolore)
Questi sono diversi dai segni generali SISTEMICI : ad esempio il fatto che
durante il processo infiammatorio ci può essere febbre, aumento di globuli
bianchi (leucocitosi), aumento di proteine.
TIPI DI INFIAMMAZIONE
- ACUTA o ANGIOFLOGOSI: insorgenza rapida e decorso breve. C’è una prevalenza dei fenomeni vascolari ed ematici
- CRONICA o ISTOFLOGOSI: ha una lunga durata (settimane o mesi, o tutta la vita). C’è una netta prevalenza di
fenomeni tessutali su quelli vascolari ed ematici.
La cronicizzazione dipende dal fatto che l’infiammazione se non guarisce, tende a cronicizzarsi.
FASI DELL’INFIAMMAZIONE ACUTA
- innesco: è il riconoscimento di segnali che indicano la presenza di un danno o di molecole estranee all’organismo e
potenzialmente pericolose (ad esempio componenti di microorganismi, proteine mannosio della parete batterica, LPS
dei batteri gram- negativi).
- Fase vascolare: Il danno provocherà la liberazione di mediatori chimici, che agiranno e diffonderanno verso i vasi
sanguigni circostanti della zona, provocando una reazione sia vasale che cellulare. Quindi la fase vascolare è il
rilascio dei mediatori chimici che causano rapide alterazioni a carico del micro-circolo, quindi piccole arterie e piccole
vene. L’inizio di questa fase porta a una vaso-dilatazione e una vaso-permeabilizzazione (quindi diventano più
permeabili e dilatati al passaggio di sostanze).
MEDIATORI PREFORMATI
—> l’istamina gioca un ruolo centrale. Essa è secreta dai mastociti e basofili. La istamina a differenza di altri mediatori,
pre-formato,
è un mediatore quindi già presente nei mastociti e nei basofili, quindi non ha bisogno di essere
rapidità di azione,
sintetizzata dalla cellula. Questo le conferisce una dopo che c’è la noxa patogena, perché è già
pronta per l’uso. Per questo le reazioni allergiche avvengono nel giro di pochi minuti.
Poi essa interagisce con alcuni recettori presenti sulla membrana delle cellule muscolari lisce delle piccole arterie e
determina una vaso- dilatazione.
Ha una emivita breve, ma la vaso-dilatazione può persistere per la neosintesi (che però richiede più tempo della
istamina) di altri mediatori come le prostaglandine e l’ossido nitrico, che devono continuare a mantenere la
vasodilatazione.
Dopo che l’istamina agisce, ci sono enzimi lisosomiali, che vanno a degradare le macromolecole e portano
all
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