ONCOLOGIA
DEFINIZIONI pag. 2-3
(tumore, cancro neoplasia)
(oncogeni, oncosoppressori)
Perché si formano le mutazioni? Pag. 3-4
Incidenza di neoplasia pag. 5
Familiarità – ereditarietà pag. 6
Sospettare natura ereditaria di neoplasia pag. 6
EPIDEMIOLOGIA pag. 7
Formazione del tumore pag. 6-7
Stadio e grado pag. 8
Terapia pag. 8-11
Concetto di radicalità pag. 11
4 big killers
POLMONE pag. 12-13
o MAMMELLA pag. 14-16
o PROSTATA pag. 17-18
o COLON pag. 19-20
o
L’infermiere in oncologia pag. 21-22
INTRODUZIONE
La parola oncologia deriva dal greco “oncos” che significa pietra e “logos” che
significa studio. È una scienza che studia le pietre cioè qualcosa di duro e
quindi la tipica consistenza dei tumori. Infatti, quando avremo a che fare con 1
pz oncologici basterà mettere la mano sul tumore per renderci conto di
quanto questo sia duro.
L’oncologia è una scienza recente che nasce come disciplina a sé stante solo
negli anni 70-80; fino a questi anni erano gli internisti ad occuparsi dei pz
oncologici.
Distinguiamo:
TUMORE dal latino tumor che vuol dire rigonfiamento perché il tumore è
qualcosa che si gonfia. Possono essere:
Benigni se non hanno la capacità di metastatizzare (es. i nei)
o Maligni se creano metastasi e possono essere:
o ossia tumore maligno di natura epiteliale (tiroide,
carcinomi
mammella, colon)
ossia tumore maligno che deriva da fibroblasti (tessuti
sarcomi
molli come osso, cartilagine … )
NEOPLASIA dal greco neo + plasis ovvero nuova formazione
CANCRO un po' come un granchio che con le chele tende ad aggrapparsi
e ramificarsi nel tessuto.
Definiamo BIG KILLERS i tumori più frequenti:
Nella donna: 1. Tumore alla mammella
2. tumore al polmone
3. tumore del colon retto
Nell’uomo: 1. Tumore al polmone
2. Tumore alla prostata
3. Tumore colon-retto
Il cancro può essere banalmente definito come malattia del genoma (insieme
di informazioni racchiuse nel DNA); il processo cancero genetico si instaura
quando avvengono delle mutazioni a discapito del DNA, trasmesso dalla
cellula madre alla progenie. Quello che accade nel processo di iniziazione, è
che un agente cancero genico induce l’insorgenza di una mutazione a carico
di geni particolari di cui distinguiamo:
- gli oncogeni sono geni coinvolti nella codifica delle proteine coinvolte
nella proliferazione cellulare
- gli onco-soppressori ossia geni che codificano per proteine coinvolte
nel meccanismo opposto cioè nell’apoptosi o morte cellulare
programmata
Le mutazioni risultano essere attivatrici a carico di oncogeni o disattivartici di
oncosoppressori (o geni soppressori della tumori-genesi). In condizioni
fisiologiche si evidenzia una condizione di bilancio ed equilibrio tra la
proliferazione cellulare e la morte cellulare programmata. Quindi all’interno di
un dato tessuto, in condizioni fisiologiche, se un numero x di cellule prolifera
(si moltiplica, si replica, si duplica) lo stesso numero di cellule deve andare in
contro a morte cellulare programmata per garantire il bilancio in pareggio. In
caso di neoplasie la bilancia tra proliferazione e morte cellulare tende a
sbilanciarsi a favore della proliferazione. 2
Esempio oncogeni : EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor, recettore di fattore di
crescita epiteliale) un recettore di membrana che in condizioni fisiologiche invia
segnali PROMITOGENI (pro-proliferativi) quando lega il suo ligando ovvero l’EGF
(fattore di crescita epiteliale).
In caso di mutazioni di EGFR l’attività promitogena si indipendizza, ovvero l’EGFR
comincia a scaricare un segnale promitogeno in maniera costitutiva, sganciata da
EGF, e di conseguenza questo risulta uno stimolo cronico alla proliferazione cellulare
e quindi risulta per la genesi del cancro.
(In parole povere se vi è una mutazione di EGFR l’attività promitogena, e quindi pro-
proliferativa, diviene indipendente dal ligando, presente o non presente si manifesta
l’attività promitogena, fino a divenire cronica e a determinare la genesi e lo sviluppo
Nel caso dei geni coinvolti nel meccanismo di riparo della doppia elica di DNA,
del cancro) P53 BRCA1 o BRAC2
esistono una serie di geni come o che hanno la
funzione, semplice ma importante, di passare continuamente in rassegna la
doppia elica di DNA alla ricerca di danni/mutazioni. La funzione di queste
proteine è quella di scovare eventuali errori all’interno della doppia elica di
DNA, provare a ripararli e se non sarà possibile ripararli, dovranno veicolare
un messaggio di morte cellulare programmata obbligando la cellula al
suicidio. Tale obbligo evita la trasmissione e la fissazione della mutazione
nella progenie, in caso tale processo venga meno si avvierà un processo a
cascata da cui da una cellula tumorale ne avremo 2, da 2 ne avremo 4, da 4
ne avremo 8, da 8 ne avremo 16 etc. fattori di rischio:
Perché si formano le mutazioni? In oncologia si parla di
Fattori di rischio FISICI
Radiazioni ultraviolette ossia i raggi UV-A (raggi solari, lettini
o abbronzanti) che esplicano maggior danno genotossico cioè vanno a
indurre mutazioni a carico della doppia elica di DNA. Tra le neoplasie
troviamo quelle cutanee e in particolare i melanomi, che hanno
origine dai melanociti. Non c’è una dose sicura di radiazioni
ultraviolette che diminuisce il rischio.
Radiazioni ionizzanti cioè emesse durante le TAC; inducono
o numerose neoplasie in particolare neoplasie ematologiche. Esempi
sono anche Chernobyl, Hiroshima-Nagasaki, Taranto con l’Ilva
Fattori di rischio CHIMICI
Metalli pesanti come cadmio, berillio, uranio; gas radon che tende ad
o andare verso il basso e colpisce prevalentemente i polmoni
Amianto e asbesto, utilizzati nell’edilizia per le sue proprietà
o termiche e le proprietà insonorizzanti. Le fibre, se integre non creano
problemi ma se vanno incontro a usura liberano delle polveri che
vengono inalate (fibre di crocidolite), giungono a livello alveolare e
inducono mutazioni che porteranno il cancro (mesotelioma).
Alimentazione il legame riguarda da un lato la quantità di calorie,
o dall’altro la qualità. L’abuso di carne rossa aumenta la probabilità di
avere neoplasia nel tratto digerente; anche la cottura è importante
(alla brace provoca formazione di benzopirene cioè la bruciatura). 3
Altri esempi sono abuso di alcol (fegato, pancreas, vie biliari), peso,
droghe.
Fattori di rischio BIOLOGICI
Fattori virali numerosi virus possono indurre neoplasie. Per esempio
o HPV induce neoplasie alla cervice uterina, nel distretto testa-collo,
neoplasie dell’ano. La trasmissione avviene per via sessuale; è para
fisiologicamente presente nelle smegma cioè la patina biancastra
che tende a formarsi intorno al glande (nell’uomo l’infezione è
asintomatica e non ha potenziale cancerogeno).
Altri virus sono virus dell’epatite B e C, che hanno come cellula ospite
l’epatocita, lo distruggono e determinano la necrosi del tessuto
portando a quella che è la cirrosi epatica.
Altri virus agiscono con il meccanismo diretto ossia favoriscono la
tumerogenesi cioè il materiale genetico del virus va ad integrarsi in
maniera randomica nel DNA della cellula ospite favorendo l’insorgenza
della mutazione e del cancro.
Altri agiscono in maniera indiretta come l’HIV che determina l’AIDS.
Fattori batterici come l’HP (Helicobacter Phylori) ossia batterio che
o colonizza la mucosa gastrica e producendo ammoniaca va a
neutralizzare il Ph acido gastrico e induce un danno alla mucosa
gastrica
Fattori protozoari
o
Fattori di rischio ORMONALI
Testosterone nell’uomo, responsabili delle neoplasie alla prostata
o Estrogeni cominciano ad essere prodotti durante la pubertà fino
o alla menopausa. Hanno azioni benefiche e inducono la
proliferazione delle cellule a livello della ghiandola mammaria: la
proliferazione cronica determina nel tempo una possibilità di
sviluppo di tumori. Durante la gravidanza, i livelli di progesterone
si alzano, a discapito dei livelli di estrogeni che invece si
abbassano drasticamente. Tante più gravidanze ha una donna,
tanto meno tempo sarà stata esposta ad estrogeni e tanto minore
sarà il rischio di sviluppare il carcinoma alla mammella.
Anche i soggetti con menarca precoce e menopausa tardiva hanno
un’esposizione
agli estrogeni maggiore.
Si utilizzano inibitori ormonali per curare alcuni tumori (farmaci che
inibiscono
l’attività del testosterone o degli estrogeni).
Il tessuto adiposo ha anche un ruolo endocrino ed in particolare gli
adipociti sono in grado di secernere estrogeni: i soggetti obesi hanno
un maggior strato adiposo, hanno più estrogeni circolanti ed hanno
un rischio maggiore di sviluppare tumori della mammella.
Anche con l’alimentazione possiamo avere un introito di estrogeni; la
legislazione statunitensi consente l’aggiunta di estrogeni nei mangimi
4
della mucca. Gli estrogeni fanno sì che la carne sia più succoso, più
invitante. Se mangiamo questa carne, andiamo a mangiare anche
estrogeni, quindi oltre agli estrogeni prodotti dal nostro organismo
mettiamo nel circolo anche estrogeni esogeni (derivanti dall’esterno),
che andranno ad influire sul rischio di tumore alla mammella.
L’incidenza di neoplasia è differente in varie aree geografiche: è possibile
registrare un’incidenza maggiore di cancro nelle aree ad elevato tenore di
sviluppo (Usa, Europa, Australia). Le ragioni sono: l'età media più alta, la dieta
e gli aspetti socio culturali.
L’età media più alta : il cancro è una patologia dell’anziano, legata al
(esempio.
progressivo accumulo di mutazioni. in Africa non ci si ammala di
cancro perché gli abitanti muoiono prima a causa di altre patologie, tipo
patologie infettive). Perché a volte si ammalano pure i bambini? Due fattori
importanti sono la genetica e l’ambiente (mai uno dei due da soli ma c’è
inter relazione)
La dieta: nei paesi industrializzati la dieta è spesso iper-calorica ed iper-
(esempio.
proteica ed è associata allo sviluppo di tumori fra due topolini
sim genici, il topo che mangia meno vivrà di più e svilupperà tumori con
minor frequenza). Quando assumiamo calorie, i nutrienti tramite il fegato
vengono immessi nella circolazione sistemica e ciò permette che arrivino
calorie a tutte le cellule dell’organismo. All’interno delle cellule ci sono i
mitocondri, che sono delle fabbriche all’interno delle quali le calorie sono
bruciate e convertite in altre sostanze, sostanze che è possibile
accumulare; attraverso questo continuo processo, all’interno dei mitocondri
si verranno a formare i ROS (radicali liberi dell’ossigeno), che vanno a
danneggiare le membrane cellulari determinando fenomeni di
perossidazione (l’acqua diventa acqua ossigenata). Quindi, i radicali liberi
possono indurre mutazioni a livello della doppia elica del DNA: più calorie
vengono assunte, più radicali liberi si andranno a formare, aumento il
rischio di mutazioni e di formazione del cancro. Un articolo di una rivista
medica inglese afferma che la dieta mediterranea (povera di carboidrati,
estremamente povera di carne rossa e ricca di proteine derivanti dai
legumi) protegge dal cancro e da patologie cardiovascolari. Ad oggi
sappiamo con certezza che la dieta mediterranea fa vivere meglio e più a
lungo.
Gli aspetti socio-culturali: in Brasile ci sono tassi di incidenza di
carcinoma della cervice uterina molto più alti che in altre regioni del
mondo, questo a causa della promiscuità (una donna può avere molteplici
partner, ciò aumenta il rischio di HPV), in quanto tanto più alto è il numero
di partner sessuali, tanto più alto è per la donna il rischio di sviluppare 5
tumore della cervice. In Australia ci sono i tassi più elevati al mondo per il
melanoma, perché storicamente l’Australia è stata colonizzata dagli
europei ed è in una latitudine prossima al Tropico del Capricorno e la cute
degli europei non è adeguata a resistere alle radiazioni solari di quelle
latitudini. In Giappone i tumori gastrici hanno un’incidenza molto più
elevata, in particolare nell’uomo per questioni sociali: in passato per delle
tradizioni giapponesi, la donna preparava il pasto, ma poteva accomodarsi
a mangiare solo quando l’uomo aveva terminato. Quindi, l’uomo mangiava
il pasto bollente. L’ingestione di sostanze bollenti può provocare
un’infiammazione a livello del terzo distale dell’esofago e ciò, a lungo
andare, può provocare danni tali da giustificare il perché l’uomo si
ammalava maggiormente di cancro allo stomaco.
Come sospettare la natura ereditaria di una neoplasia?
TEORIA DEL DOPPIO COLPO KNUDSON
Stabilisce una predisposizione al cancro ereditario associato solitamente alla
"loss of function" di un gene oncosoppressore: secondo questa ipotesi, la
maggior parte dei geni oncosoppressori richiede che entrambi gli alleli debbano
essere inattivati, tramite mutazioni o tramite silenziamento epigenetico, per
poter causare un cambiamento fenotipico
EREDITARIETA: coinvolge la trasmissione di madre in figlio, IN UN SINGOLO
GENE MUTATO
FAMILIARITA’: se c’è una TRASMISSIONE POLIGENICA che determina un
incremento generico e non specifico, del rischio di neoplasia (es. nonno con
tumore prostatico, padre con tumore ai polmoni, figlio con tumore al colon)
Nel corso della formazione del tumore vi è un accumularsi di mutazioni
nella cellula tumorale che determina un cambiamento fenotipico della cellula
tumorale, che impara a muoversi, produrre enzimi litici per distruggere
collagene ed è capace di essere richiamato da enzimi chemiotattici verso
particolari organi. Gli organi che più frequentemente sono sede di metastasi
sono: fegato, i polmoni e lo scheletro. Le ragioni non sono del tutto chiare ma ci
sono una serie di ipotesi:
1. Conformazione dei capillari (nel fegato sono fenestrati e agevolano il
passaggio di cellule dal sangue al tessuto, a livello polmonare abbiamo la
barriera alveolo-capillare in cui ci sono i pori che agevolano il passaggio,
nello scheletro e in particolare nel midollo lo stesso troviamo delle
fenestre) 6
2. Set di citochine prodotte in un certo organo richiama le cellule tumorali
(teoria di Paget “del seme e del terreno” secondo cui affinché il seme
possa attecchire è necessario che finisca nel terreno giusto e che questo
venga arato)
Una volta sviluppato il tumore, la cellula tumorale darà luogo a diverse divisioni
mitotiche e
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