Minimalismo
Sculture e geometria solida
Sculture, di fatto elementi puri di geometria solida; scelta del non titolo; si sposta attenzione verso materiali per ciò che sono (per il mondo per come è fisicamente).
Carl Andre: Piano di Magnesio e Zinco
Quadrati adagiati sul pavimento, a scacchiera. Opera materialista: mette in mostra materiali crudi e messi a contrasto.
Donald Judd: Untitled
- Materiali posti a distanza regolare – ordine compositivo ed equilibrato, tale da rappresentare una sorta di grado zero della comprensione dell’opera, che dev’essere una sequenza di mensole.
- Materiali prelevati da industria (acciaio e plexiglas).
- Non è niente, non significa nulla, dev’essere solo sequenza di mensole.
Dan Flavin: Monumento 1
- Composizioni con lampade al neon;
- Smarializzazione dei corpi con la luce;
- 5 tubi di neon che creano simmetria a spirale.
Dan Flavin: Santa Maria in Chiesa Rossa, 1996, Milano, arch. Giovanni Muzio
Luce al neon colorata attraverso cui definisce spazi della liturgia: azzurro – violetto navate, rosso transetto, giallo oro per l’abside.
Franz Stella: De la nada vida a la nada muerte
1965, Metallic powder in polymer emulsion on canvas. Chicago Art Institute. Simile alle coeve ricerche in ambito optical, ma che si caratterizza per scelta di telai sagomati. Rigorosa esecuzione (linee rette parallele che corrono lungo perimetro del telaio devono essere stese con precisione, abilità e rigore per restituire questo effetto così plasticamente impeccabile). Scelta del telaio sagomato rimanda a strutture prese in prestito dalla geometria (piana o solida).
Matrice suprematista di ricerche di Stella
Tra Dreinart (maestro attivo all’interno della Bauhaus – dunque ricerche d’avanguardia maturate in ambito astratto suprematista) e poi transitato in America (nuova generazione di artisti). Al di là di espressionismo astratto americano della prima ora a favore di carattere analitico, minimalista… tutte variazioni sul tema del rigore che caratterizza operazioni di questo tipo (rispetto a carattere emotivo dell’astrattismo americano dei primi anni Cinquanta, anche rispetto ad autori come Rotcko e Newman). Al rigore compositivo di quella stagione vista, si aggiunge anche giustapposizione di colori diversi, che concorrono a dare specifica qualità plastica alle proposte di Stella.
Anni '60 / '70: Robert Morris
- Morris contesta movimenti e artisti che vogliono attribuire significati altri a ciò che rimane semplicemente oggetto e nient’altro.
- Pura visualizzazione dell’oggetto – no allusioni / significati nascosti – La forma per la forma.
- Recupero dalla Minimal art e Arte povera di materiali industriali (vetro, compensato, gomma…) ma ora solo pura visualizzazione di oggetto;
- Artisti che si limitano a semplici azioni sull’opera (tagli, cera che cola…) – oggetto deve essere visto come puro e semplice, nella sua forma e dimensioni; stop!
- Oggetti che devono emergere da soli – non serve lavoro, progettazione a priori da parte dell’artista – sarà l’oggetto stesso a definire il proprio significato.
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