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Anita Brazzoli 05/10/2021

MINERALOGIA

ARGOMENTI:

1.Elementi generali di Mineralogia e richiami.

Elementi di termodinamica. Stabilità P-T di una fase. Stato cristallino e amorfo.

Isomorfismo. Polimorfismo.

2.Elementi di simmetria puntuale.

I gruppi puntuali. Relazione tra simmetria puntuale e proprietà fisiche. Classi di

simmetria. Esempi.

3.Elementi di sistematica.

I principali gruppi di minerali. Il loro ruolo nell'ambito naturale e processuale.

4.Cenni ad alcune tecniche per lo studio dei minerali.

Diffrazione. Raggi X e elettroni. Cristallo singolo e polveri.

5.Elementi di ottica mineralogica.

Propagazione della luce nei cristalli e fenomeni correlati. Il microscopio ottico: principi

e utilizzo.

1.

Cos’è un minerale?

- È un componente omogeneo e cristallino (della crosta terrestre), formatosi per

effetto di processi naturali e non (più) appartenente al regno biologico.

- È un solido naturale formatosi per effetto dei processi geologici, sia sulla terra

che in corpi extraterrestri. -> Nickel 1995

- È un materiale naturale con composizione chimica definita, e

un’organizzazione ordinata degli atomi al suo interno, solido e

tipicamente inorganico stabile (cioè osservabile, non formatosi) a

temperatura ambiente.

[minerale ≠ analogo sintetico di un minerale] 06/10/2021

Nella litosfera ci sono principalmente 8 elementi (O,Si,Al,Fe,Ca,Na,K,Mg). Nel sistema

solare le cose cambiano, in quanto i pianeti principalmente costituiti da gas hanno

principalmente H ed He (anche il sole).

Tutti questi 8 elementi hanno una carica, positiva (cationi) o negativa (anioni):

O 2- Mg 2+

Si 4+ Ca 2+

Al 3+ Na 1+

Fe 2+,3+ K 1+

Raggi ionici -> uno ione si può rappresentare come una sfera con un proprio raggio

ionico. I raggi possono essere oltre che ionici anche atomici, covalenti, metallici o di

van der Waals, in quanto i raggi si stabiliscono in base al legame.

Anita Brazzoli

Uno ione positivo, catione, ha un raggio inferiore al suo corrispondente neutro

(normalmente < 1.0 Å), mentre uno ione negativo, anione, ha un raggio superiore al

suo corrispondente neutro (> 1.0 Å)

[Å angstrom= un decimo di

nanometro]

Il raggio degli ioni con struttura

elettronica comparabile e la stessa carica aumenta con l’aumentare del numero

atomico. Metalli alcalini -> Li 0.76 Å, Na 1.02 Å e K 1.38 Å per c.n. 6

Terre rare hanno solitamente carica 3.

Nei casi in cui la struttura elettronica non sia la stessa, perché l’aumentare del numero

di elettroni affetta i livelli più interni (metalli di transizione per esempio) è possibile

una contrazione/riduzione.

In una serie di cationi isoelettronici (cioè elementi che perdono un certo numero di

elettroni per raggiungere lo stesso valore), il raggio ionico decresce con l’aumentare

della carica dovuto all’aumentare della carica nucleare. Nella serie con c.n. 4 e 10

elettroni: Al3+ 0.39 Å, Si4+ 0.26 Å, P5+ 0.17 Å e S6+ 0.12 Å. Pur essendo

isoelettronici NON hanno lo stesso raggio ionico.

E avviene il contrario con gli anioni isoelettronici.

Le strutture cristalline possono venir descritte tramite poliedri di coordinazione.

Quelli con coordinazione 8 hanno anche nome “esaedrica” oltre che cubica.

Ci sono delle regole che dipendono dalla dimensione relativa dell’anione e del catione

che determinano le strutture cristalline (regola di Pauling).

Numero di coordinazione è quanti atomi ci sono attorno, mentre il poliedro di

coordinazione è la forma. Il poliedro si forma attorno ad un catione/anione dove gli

apici sono n anioni/cationi. Gli anioni sono in mutuo contatto e i cationi non si toccano

mai.

La coordinazione del sodio nell’ NaCl prevede sei atomi di Cl

intorno al Na.

Anita Brazzoli

È quindi importante il rapporto fra raggio del catione e raggio dell’anione, è intuitivo

che il catione deve essere molto piccolo rispetto all’anione.

Per avere invece una coordinazione triangolare devo avere dei raggi ionici molto molto

piccoli. ≠ dalla

coordinazione

dodecaedrica.

SiO4 potrebbe

avere una

coordinazione

tetraedrica? Si, per la polimerizzazione perché in realtà SiO4 non ha la carica

bilanciata.

Composizione chimica dei granati

- formula generale X Y (Zφ )

3 2 4 3

- formula cristallochimica A B ( TO )

VIII 3VI IV

2 4 3

L’apice in numeri romani indica il numero di coordinazione, T perché è tetraedrica.

Il piropo ha il Mg che ha coordinazione 6 e non 8, quindi esiste ma sarà meno stabile,

quindi il piropo sarà più stabile in profondità rispetto alla superficie.

Anita Brazzoli 07/10/2021

ORGANIZZAZIONE ORDINATA Gli atomi che compongono un solido

non si organizzano sempre con un

motivo periodico/ordinato, possono

essere anche in disordine. -> differenza

fra cristallo (ordinato) e una sostanza

amorfa (disordinata).

L’omogeneità statistica porta alla

isotropia delle proprietà fisiche (se la

luce attraversa un materiale

disordinato si comporterà sempre allo

stesso modo).

L’omogeneità strutturale porta alla

anisotropia fisica (la luce che passa

attraverso un cristallo ci serve per

capire la loro simmetria e altre info).

I cristalli hanno struttura ordinata, cioè

gli atomi sono disposti in modo

regolare a distanze che si ripetono

periodicamente nello spazio. Per

queste ragioni questa struttura è detta

cristallina.

Anita Brazzoli

EFFETTI

Clivaggio: frattura orientata che si sviluppa parallela a piani cristallografici

(attraversa legami deboli o numero ridotto di legami). Es: diamante con sfaldatura

ottaedrica e grafite con sfaldatura basale.

Stabilità di un minerale: condizioni di T-P di crescita (geobarometria-

geotermometria) dipendono dai processi che avvengono all’interno dei minerali. Tutto

dipende dallo scambio di energia libera in un sistema (es: se noi diamo energia al

sistema non è spontaneo), e possiamo determinarla attraverso esperimenti e dati

termodinamici.

La variazione di energia libera di Gibbs permette di prevedere la spontaneità di una

reazione chimica ad una certa T e P.

La regola delle fasi ci consente di predire il numero di fasi stabili in equilibrio in un

particolare sistema.

V = C – f + v V= varianza (numero di fattori che possono variare senza modificare il

numero di fasi presenti nel sistema), C= componenti chimici (il numero dipende dalle

(fase: porzione chimicamente omogenea di un sistema

fasi), f= fasi mineralogiche

eterogeneo, e meccanicamente separabile dal resto del sistema ) , v= fattori di

equilibrio (cioè il numero di parametri fisici ambientali che influenzano l’equilibrio; P e

T quindi possiamo considerare v=2).

Sistema monocomponente C=1 AL2SiO5

Se ho una sola fase (come nella cianite): V = C – f +2 = 1 – 1 +2 = 2 il sistema è

divariante con due gradi di libertà. Potremmo modificare sia la T che la P in modo

indipendente e la cianite rimarrebbe stabile.

Due fasi in equilibrio (esempio cianite+andalusite): V = C – f +2 = 1 – 2 +2 =1 il

sistema è univariante, in modo che se si cambia la T la P deve cambiare in modo

particolare se sia cianite che andalusite sono stabili.

Tre fasi di equilibrio (cianite, andalusite, sillimanite) il sistema è invariante, cioè non

ci sono gradi di libertà, c’è solo un insieme di valori di P e T in cui tre fasi coesistono in

equilibrio. Se cambiamo P e T una delle fasi diverrà instabile.

CRISTALLOGRAFIA MORFOLOGICA

Stenone 1669 -> dallo studio di quarzo ed ematite dell’isola d’Elba intuisce che gli

angoli fra le facce di un cristallo sono sempre gli stessi. C’è una regolarità sotto la

grande varietà di forme cristalline.

I^ LEGGE: Gli angoli diedri omologhi dei cristalli di una stessa specie sono costanti, a

temperatura costante.

Conseguenze di questa osservazione:

- È importante l’angolo fra le facce, non la loro estensione (anche se determinano

la forma del cristallo)

- Ci sono valori angolari propri e specifici per i cristalli di ciascuna specie

Anita Brazzoli

- La misura di questi angoli permette il riconoscimento del cristallo -> metodo

diagnostico

- La “normale” alla faccia corrisponde alla direzione di crescita della faccia.

- Tutte le direzioni che sono parallele sono equivalenti -> importante per la

simmetria, che utilizziamo per descrivere i cristalli.

Metodi di misurazione degli angoli di un cristallo: goniometro ad applicazione di

Carangeot (per cristalli macroscopici ovviamente); goniometro a riflessione di

Wollaston (sfrutta la riflessione a luce e l’incidenza dell’angolo del cristallo con quello

di riflessione); René Haüy che i potizzò la formazione dei cristalli come blocchi unitari

che si ripetevano; XX sec. diffrazione a raggi-x.

La seconda legge della cristallografia deriva dall’ipotesi di Haüy sulla struttura delle

sostanze cristalline.

II^ LEGGE: si scelgono come assi

cristallografici (x,y,z) tre spigoli

non complanari del cristallo, che

formano tra loro gli angolo α, β, γ.

Si sceglie poi una faccia che

incontra i tre assi nei versi positivi:

la posizione delle altre facce sarà

riferita a questa faccia, detta per

questo faccia fondamentale.

rapporto parametrico sarà

Il

fisso per un determinato

cristallo.

Sia A’B’C’ una faccia qualunque, come si

rappresenta la sua posizione rispetto ad

ABC (faccia fondamentale)?

indici di Miller sono numeri interi e primi fra loro.

Gli

La legge di HAUY (1784): Il rapporto tra i parametri della faccia fondamentale e quelli

della faccia in esame, staccati sugli stessi assi, può essere trasformato negli indici di

Miller, generalmente piccoli.

Come si parla di facce si può parlare anche di piani, ma in questo caso gli indici di

Miller non devono essere per forza primi fra loro.

Anita Brazzoli

La legge di Hauy: i rapporti tra i

parametri della faccia fondamentale e i

parametri della faccia presa in esame,

staccati sugli stessi assi, può essere

trasformato in tre numeri interi h,k,l.

12/10/2021

(100) piani paralleli a una direzione ipotetica z e a y

 (010) piani paralleli a x che intersecano y

(110) piani paralleli

(2210) ha tagliato la faccia fondamentale a metà

vicino all’origine.

Più alto è il numero più si avvicina all’origine e più è parallelo

[H,k,l x,y,z]

si dicono equivalenti

III^ LEGGE (di Bravais 1849): La morfologia cristallina rispecchia le proprietà

reticolari. Le facce che delimitano un cristallo sono parallele ai piani reticolari più densi

di particelle costituenti (integrazione di Donnay and Harker 1937). Quindi tanto è più

denso di particelle il piano, tanto maggiore è l’importanza della faccia corrispondente.

La morfologia del cristallo dipende dalla faccia con maggiore densità.

Più un piano è denso e meno velocemente crescerà la faccia, in quanto la velocità di

crescita è inversamente proporzionale alla densità del piano. Le facce che crescono

più velocemente tenderanno ad essere eliminate.

SISTEMI CRISTALLINI

Come di organizzano gli atomi all’interno dei cristalli?

Abbiamo visto che gli anioni e i cationi si aggregano in poliedri di coordinazione ma

questo non basta a descrivere come questo si estende all’interno di un cristallo. Ci

serve la simmetria. Alla base ci sono i sistemi cristallini. Non solo scegliamo tre

direzioni per descrivere le facce, ma saranno importanti anche gli angoli e la

lunghezza dei vettori.

Non possiamo utilizzare il sistema cartesiano per i cristalli perché ci sono 7 scelte

possibili, quindi devo usare come sistema di riferimento i loro parametri di ripetizione

a,b,c che formano fra di essi gli angoli α,β,γ.

I sistemi sono 6(7) dei quali uno è isotropo, ovvero ha caratteristiche fisiche uguali in

tutte le direzioni.

Anita Brazzoli

Sistema isometrico o cubico: a=b=c , α=β=γ= 90°

Tutti gli altri cristalli si dicono anisotropi in quanto hanno proprietà fisiche diverse e

che cambiano con le direzioni.

Sistema tetragonale: a=b≠c , α=β=γ= 90°

Esagonale (trigonale): a=b≠c , α=β= 90° γ= 120°

Ortorombico: a≠b≠c , α=β=γ= 90°

Monoclino: a≠b≠c , α=γ= 90° β≠90° un angolo diverso dagli altri e diverso da

90°

Triclino: a≠b≠c , α≠β≠γ≠90° tre angoli diversi e diversi da 90°, potrebbe anche

essere 90° ma diverso dagli altri

TRASLAZIONI

La periodicità è qualcosa che ci induce a parlare di traslazioni. Da questo concetto si

arriva al concetto di reticolo, formato da nodi. Infine ci sono i piani reticolari, ovvero

dei piani che contengono più o meno nodi del reticolo.

Ho una sola direzione di ripetizione lungo la quale traslo un oggetto, ho quindi una

periodicità unidimensionale.

Se traslo il mio oggetto lungo due direzioni avrò un

reticolo bidimensionale. Posso avere anche dei vettori che

non sono ortogonali, in questo caso avrò un’origine (O)

con due vettori (t1 e t2) che formano un parallelogramma

chiamato “cella cristallografica”.

[Se non ci sono punti del reticolo all’interno -> cella

primitiva o cella unità]

Un qualsiasi nodo del reticolo lo posso esprimere come

una combinazione lineare dei due vettori. Ho una

disposizione ordinata, periodica e con due vettori.

Un reticolo bidimensionale può avere 5 forme diverse

equidimensionali:

Reticolo centrato = che c’è un punto all’interno che non è

raggiungibile

Reticolo primitivo = non ci sono punti all’interno

Perché gli altri non possono essere “centrati”?

[nodi del reticolo = atomi]

Anita Brazzoli

Con il reticolo tridimensionale ho vettori lungo tre direzioni che uniscono i nodi

del reticolo secondo filari.

Scelti tre parametri di riferimento per raggiungere i nodi dovrò percorrere tre direzioni,

quindi posso dare un nome numerico a questo nodo, come per esempio 231 (non sono

gli indici di Miller!!).

Quanti reticoli tridimensionali posso ricavare partendo dai 5 bidimensionali? 14.

13/10/2021

2. ELEMENTI DI

SIMMETRIA

PUNTUALE

Scelta del sistema di

coordinate: si deve scegliere una terna di assi che possa descrivere il reticolo nel

modo più conveniente possibile, questi vengono definiti come assi cristallografici.

In genere in cristallografia si usa una terna di assi destrorsa, cioè l’orientazione è

descritta dalla regola della mano destra.

I cristalli presentano simmetria, cioè regolarità degli elementi geometrici che li

costituiscono (facce, spigoli, vertici). La regolarità la possiamo evidenziare con

operazioni di simmetria: rotazione rispetto ad un asse, riflessione rispetto ad un

piano, inversione rispetto a un punto.

Rotazione (operazione del primo tipo) collega parti o oggetti congruenti, cioè

sovrapponibili nello spazio (destro con destro e sinistro con sinistro).

La riflessione e l’inversione (operazioni del secondo tipo) collegano parti

incongruenti, o speculari o enantiomorfi, cioè non sovrapponibili nello spazio (destro

con sinistro e sinistro con destro). In particolare l’inversione collega parti

diametralmente opposti ed avviene rispetto ad un punto preciso chiamato centro di

inversione o centro di simmetria.

ROTAZIONE cristalli la disposizione ordinata e periodica degli atomi fa sì che gli

nei

unici valori di n (=ordine dell’asse di rotazione) permessi sono: 1,2,3,4,6.

Quindi gli assi di rotazione si dicono di ordine 1 (gira o identità; 360°), 2 (digira;

180°), 3 (trigira; 120°), 4 (tetragira; 90°), 6 (esagira; 60°).

L’angolo è dato da:

Perché il 5 è vietato in cristallografia? Dimostrazione:

Anita Brazzoli Non si può

riempire il piano completamente con soli

pentagoni.

Quindi la pentagira non è compatibile con il reticolo! E neppure le gire con n>6.

PROIEZIONE STEREOGRAFICA

Una forma geometrica può essere rappresentata dalla proiezione dei poli delle facce

che la compongono (proiezione sferica)

Si congiunge il centro del cristallo con il centro di ogni faccia, prolungando questi

segmenti (poli) si va ad intersecare la superficie sferica, ottenendo così dei punti sulla

superficie sferica quante sono le facce del cristallo. Ciascun polo può essere trasferito

sul piano equatoriale via

una proiezione

stereografica.

È una rotazione di ordine 4

o di ordine 2, ma l’ordine

2 è compreso nella

rotazione di ordine 4.

Metto verticale la mia operazione di

simmetria

1 rotazione di ordine 6

6 rotazioni di ordine 2

6/m 2/m 2/m

Anita Brazzoli 19/10/2021

COORDINAZIONE DEGLI IONI E IMPACCHETTAMENTI

Comunemente ci sono 4 tipi di siti cationici nei due tipi di impacchettamenti hcp e

ccp:

- XII cationi grossi (il più grande degli elementi fondamentali è il K) che

occupano le posizioni degli O

- VI con coordinazione 6 il catione avrà come vicini sei anioni

- IV “…” quattro anioni

- III pochi cationi e piccoli nel piano

La coordinazione VIII non esiste in un impacchettamento compatto, ma la si trova nel

caso particolare di anioni piccoli, come nell’associazione fluoro, cioè un anione piccolo,

e calcio

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Scienze della terra GEO/06 Mineralogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anita._ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Mineralogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Camara Fernando.
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