Microeconomia: appunti e riassunto
Università di Bologna - Libro Microeconomia Hal R Varian 2022/23
Capitoli
- Capitolo 1 – Il mercato
- Capitolo 2 – Vincolo di bilancio
- Capitolo 3 – Preferenze
- Capitolo 4 – Utilità
- Capitolo 5 – Scelta
- Capitolo 6 – Domanda
- Capitolo 7 – Preferenze rivelate
- Capitolo 8 – Equazione di Slutsky
- Capitolo 14 – Surplus del consumatore
- Capitolo 15 – Domanda di mercato
- Capitolo 16 – Equilibrio
- Capitolo 18 – Tecnologia
- Capitolo 19 – Massimizzazione del profitto
- Capitolo 20 – Minimizzazione dei costi
- Capitolo 21 – Curve di costo
- Capitolo 22 – Offerta dell’impresa
- Capitolo 23 – Offerta dell’industria
Il mercato
Mercato di base analizzato da economisti ha molte definizioni, ma qualsiasi studio studia una forma di mercato. Ci sono state alcune eccezioni: economisti dell’ex unione sovietica hanno studiato economie centralizzate che funzionavano senza mercato, ma successivamente no.
Definizione di mercato = luogo dove domanda e offerta si incontrano. Domanda è qualsiasi necessità da parte di un qualsiasi agente economico, cosa di cui ci sia bisogno da parte di agente economico (consumatore, imprese, autorità pubblica cioè governo, ma anche altri). Questi agenti interagiscono nel mercato scambiandosi oggetti che possono essere beni, servizi, valori monetari.
Si possono pensare a economie senza moneta ma pensando a quotidianità nell’economia moderna usiamo moneta per avere qualcosa. Esempio: domanda di acqua durante giornata estiva anche impresa può avere domanda: impresa richiede bottiglie di plastica per offrire la sua acqua al consumatore.
Esempio di analisi economica
L’analisi economica, per andare nel dettaglio del mercato, procede costruendo modelli di fenomeni sociali. Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà.
L'efficacia di un modello deriva dall’eliminazione dei dettagli irrilevanti, che permette all’economista di concentrarsi su elementi essenziali della realtà economica che cerca di comprendere. Occorre effettuare una scelta di alcune variabili rilevanti e altre irrilevanti; questo significa costruire modello della realtà in versione semplificata perché elimino variabili che non ci interessano.
Esempio: il colore degli occhi di una persona che acquista acqua non è rilevante, se fa sport è rilevante perché beve più acqua. Insieme di variabili dipendenti sono spiegate in funzione delle variabili indipendenti (esogene).
- y = f(x) y variabile dipendente, x indipendente
Anche le variabili indipendenti possono dipendere da altre variabili ma è un’ulteriore creazione di modelli: bisogna mettere un taglio e arrivare a qualcosa che si considera endogeno.
Variabile esogena ed endogena
Il prezzo del latte al supermercato è esogeno per noi, non possiamo scegliere il prezzo, le nostre scelte sono endogene, perché questo prezzo è stato fissato in base a una serie di variabili. Quindi il gestore del supermercato dati i suoi vincoli commerciali decide il prezzo, quindi il prezzo per il gestore è una variabile endogena.
Principi dell'analisi economica
Per spiegare il comportamento umano bisogna definire uno schema di riferimento sul quale fondare la nostra analisi. L’economista fa riferimento a due principi veri in tutta l’analisi economica:
- Principio di ottimizzazione: è l'idea per la quale ogni agente economico cerca di fare meglio che può date le informazioni che ha. Se sono un consumatore, agisco in funzione degli obiettivi che ho, ottimizzo le mie scelte per raggiungere l'obiettivo. Se considero qualcosa cattivo per me non lo perseguo; gli individui cercano di scegliere le migliori combinazioni di consumo possibili. È una tautologia: se un individuo è libero di scegliere le proprie azioni è ovvio che cercherà di scegliere ciò che vuole e non ciò che non vuole.
- Principio di equilibrio: i prezzi variano finché la quantità domandata di un bene è uguale alla quantità offerta. Questa riguarda situazioni in cui le scelte degli individui (ognuno segue i suoi obiettivi) sono tra loro compatibili. È più problematico perché è plausibile che in ogni istante la domanda e l’offerta non siano compatibili e quindi qualcosa debba cambiare. Il meccanismo di mercato fornisce strumenti che permettono di mettere in equilibrio le scelte dei vari agenti economici, rendendo compatibili le scelte ed è basato sui prezzi.
Esempio: prezzo di locazione appartamenti
Costruiamo un modello per conoscere come vengono determinati i prezzi degli appartamenti da affittare: occorre una descrizione semplificata di questo mercato.
Consideriamo l'esempio del mercato degli appartamenti di una città universitaria: vi sono due tipi di appartamenti, alcuni vicini (area interna) e alcuni più lontani (area esterna) dall’università. Studenti chiedono affitto (domanda), proprietari danno in affitto (offerta). Tutti vogliono vivere in centro, ma non tutti hanno la stessa disponibilità a pagare l’appartamento in centro.
Ipotesi e semplificazioni
Prima ipotesi (semplificazione): supponiamo che siano molti studenti e molti proprietari per semplificare il problema. Il numero di proprietari è una variabile rilevante per il prezzo; è un errore più grande considerarli pochi o tanti? Pochi, perché sarebbe più complicato.
Analizziamo solo il mercato degli appartamenti nell’area interna, consideriamo l’area esterna come quella in cui va ad abitare chi non trova appartamento nell’area interna. Ipotizziamo che nell’area esterna ci siano molti appartamenti disponibili e che il loro prezzo sia fissato a un livello noto.
Vogliamo determinare il prezzo degli appartamenti nell’area interna e chi vi andrà ad abitarvi. Differenza tra i prezzi dei due tipi di appartamenti in questo modello: prezzo degli appartamenti dell’area esterna è una variabile esogena predeterminata da fattori che non sono discussi in questo modello, mentre il prezzo degli appartamenti dell’area interna è una variabile endogena determinata da forze descritte in questo modello.
Curva di domanda e offerta
Seconda ipotesi (semplificazione): considerare gli appartamenti identici sotto ogni aspetto, hanno stesse caratteristiche omogenee (tranne che per la posizione). Non ci preoccupiamo se hanno 1/2 stanze, terrazza ecc.
Quindi ognuno ha disponibilità diversa a pagare per il servizio di locazione che non dipende da caratteristiche del bene ma dipende da quanto è importante per me vivere in quella città. Prezzo di riserva = massima disponibilità a pagare, cioè il prezzo più elevato che un individuo accetterà di pagare per acquistare un bene: valore massimo che ha quell’appartamento per una persona, tutte le attività che farebbe con i soldi di quell’affitto equivalgono al beneficio che gli dà quell’appartamento.
Tanto più alto è il prezzo, tanto più basso è il numero di persone disposte a pagare l’appartamento. Ipotizziamo che il primo studente sia disposto a pagare 500 euro, il primo appartamento sarà venduto a questo studente. Il secondo studente è disposto a pagare 490 euro e così via, fino ad arrivare a magari qualche studente che non è interessato ad avere un appartamento in affitto e quindi sarà disposto a pagare 0 euro.
Modello di equilibrio di mercato
Inseriamo nell’asse y il prezzo di riserva che sono disposti a pagare gli studenti e nell’asse x il numero di appartamenti.
Il numero degli appartamenti affittati in corrispondenza di un dato prezzo p* sarà uguale al numero delle persone che hanno un prezzo di riserva superiore o uguale a p* perché se il prezzo del mercato è p* allora tutti quelli disposti a pagare almeno p* vorranno un appartamento.
La curva di domanda mette in relazione la quantità domandata con il prezzo, rappresenta la quantità domandata in corrispondenza di ciascun possibile prezzo. Dato che abbiamo molti studenti, non ci sono salti tra un prezzo e un altro, quindi la curva di domanda è “liscia”. La curva di domanda avrà inclinazione negativa se il prezzo degli appartamenti diminuisce, quindi un maggior numero di persone sarà disposto a prenderli in affitto.
Conclusioni sull'equilibrio del mercato
Numero di unità che il mercato domanda lo ottengo tra intersezione curva di domanda e prezzo di riserva. Anche per proprietari facciamo ipotesi: mercato concorrenziale situazione in cui molti proprietari vogliono dare in affitto i loro appartamenti al prezzo più elevato consentito dal mercato, analisi di breve periodo.
Il numero di appartamenti in affitto è un numero fisso perché è difficile che nel breve periodo vari. Tutti i proprietari fissano un unico prezzo per affitti, qualsiasi sia il loro appartamento (sono omogenei), quindi non contrattano prezzo con studenti. Proprietari non hanno opzioni esterne, quindi sono obbligati ad affittarli a studenti (è una semplificazione perché nella realtà un proprietario può decidere se affittare o meno il proprio appartamento in base a delle opzioni esterne).
Curva di offerta
Nel breve periodo la curva di offerta è verticale perché a tutti i proprietari conviene affittare date tutte le ipotesi (a prezzi positivi ovviamente). Unendo i due risultati di Principio di Ottimizzazione (unendo domanda e offerta) otteniamo il risultato di Principio di Equilibrio, cioè:
Equilibrio di mercato: prezzo di equilibrio determinato da intersezione delle curve di offerta e domanda. Prezzo di equilibrio p*: scelte locatori (parte che concede il bene) – locatari (parte che riceve il bene) compatibili. Domanda e offerta sono uguali a questo prezzo ciascun consumatore disposto a pagare almeno p* è in grado di prendere in affitto e ciascun proprietario è in grado di affittarlo. Nessun individuo ha motivo di cambiare loro comportamento quindi siamo in situazione di equilibrio = non si manifesta nessun cambiamento nei comportamenti degli individui.
Analisi della statica comparata
Se aumento il prezzo ho eccesso di offerta, alcuni appartamenti non verrebbero affittati. Se diminuisco il prezzo ho eccesso di domanda, alcuni studenti non otterrebbero appartamento e alcuni proprietari si accorgono di poter alzare prezzo perché riuscirebbero comunque ad affittare.
Ora abbiamo un modello del mercato degli appartamenti e analizziamo le variazioni del prezzo di equilibrio. Questo esercizio è noto come analisi della statica comparata si basa su confronto tra due equilibri statici senza preoccuparsi del modo in cui il mercato passa da un equilibrio all’altro. Cosa succede se cambiano condizioni esterne? Esempio: università decide di costruire studentati messi sul mercato assieme a tutti altri appartamenti: diventano gestiti in modo privato quindi messi nel mercato.
Variazioni dell'offerta
L’offerta cambia perché vengono aumentati numero di appartamenti che possono essere affittati. Aumento dell’offerta: prezzo di equilibrio si abbassa.
Se il proprietario può considerare opzioni esterne può decidere di affittare a turisti quindi numero appartamenti in affitto per studenti diminuisce: diminuzione dell’offerta, prezzo di equilibrio aumenta e diventa difficile trovare appartamenti, ma non è detto.
Supponiamo che un operatore immobiliare decida di trasformare in condomini un certo numero di appartamenti: l’offerta è diminuita, ma non è detto che il prezzo aumenti perché potrebbe diminuire anche la domanda di appartamenti, perché è probabile che alcuni individui che ne avevano preso in affitto decidano ora di acquistarli.
Effetti sugli acquirenti
È logico presumere che chi acquista un appartamento in un condominio sia uno dei locatari dell’area interna, faccia cioè parte degli individui disposti a pagare un appartamento più di p*. Supponiamo che chi era disposto a pagare i dieci prezzi di riserva più elevati decide di acquistare gli appartamenti piuttosto che prenderli in affitto. La nuova curva di domanda sarà allora uguale alla precedente, con dieci locatari in meno in corrispondenza di ciascun livello di prezzo quindi nuovo prezzo di equilibrio uguale al precedente.
Altri meccanismi di allocazione delle risorse
Finora abbiamo descritto l’equilibrio del mercato degli appartamenti in condizioni di concorrenza, ma il mercato concorrenziale è solo uno dei molti modi di allocare risorse. Altri meccanismi di allocazione delle risorse:
Se non ci sono molti proprietari: ipotizziamo ci sia unica proprietà immobiliare monopolista caso in cui in un mercato non è presente un solo venditore (quindi da lato offerta) sceglie prezzo prevalente perché lo stabilisce lei.
Ipotesi: impresa ha informazioni estremamente dettagliate sui consumatori. Monopolista (perfettamente) discriminante conosce perfettamente il prezzo che un determinato consumatore è disposto a pagare: arriva primo consumatore e so quanto è disposto a pagare, gli chiedo massimo prezzo. Insieme dei consumatori che questo monopolista serve è uguale al numero di appartamenti che può affittare, è in grado di affittare ciascun appartamento ad un prezzo diverso in base alle diverse disponibilità. A tutti i consumatori rimangono 0 euro perché pagano tutti quelli che sono disposti a pagare.
Ricavo del monopolista
Gli individui a cui vengono assegnati gli appartamenti saranno gli stessi ai quali sono assegnati nell'equilibrio di un mercato concorrenziale, cioè a coloro che valutano un appartamento più di p*, l’ultimo a prendere in affitto un appartamento paga il prezzo p*, che equivale al prezzo di equilibrio in un mercato concorrenziale.
Quindi sola impresa spostamento rendita economica (beneficio dello scambio) era condivisa tra studenti (erano disposti a pagare 500, ma prezzo era più basso quindi gli sono rimasti soldi) e proprietari. Ricavo del monopolista = al prodotto tra il prezzo e la quantità e può essere interpretato come l'area del rettangolo.
Monopolista puro
Monopolista puro sa che ci sono diverse disponibilità a pagare e conosce la curva di domanda ma non sa attribuire ad ogni consumatore la sua disponibilità a pagare e tutti soldi dell’affitto li intasca lui. Si limita a servire solo studenti fino alla linea di offerta O, ovvero numero di appartamenti in affitto ed è costretto ad affittare gli appartamenti allo stesso prezzo.
Per fissare il prezzo, indichiamo con D(p) la funzione di domanda che esprime il numero di appartamenti domandati in corrispondenza di ciascun prezzo p. Se il monopolista fissa un prezzo p, affitterà D(p) appartamenti, realizzando quindi un ricavo pD(p), che può essere rappresentato dall'area di un rettangolo la cui altezza corrisponde al prezzo p e la cui base al numero di appartamenti D(p). Se il monopolista non avesse costi addizionali, fisserebbe un prezzo tale da massimizzare il ricavo, cioè un prezzo cui sia associato il rettangolo di ampiezza maggiore, che corrisponde al prezzo p^ in figura. In questo caso al monopolista converrà non affittare tutti gli appartamenti: in effetti questo si verifica usualmente in una situazione di monopolio.
Controllo degli affitti
Quindi se supera prezzo di equilibrio, aumenta guadagno ma diminuisce quantità di affitti che riesce a fare quindi deve scegliere prezzo che renda area massima del quadrato.
Ultimo meccanismo che consideriamo: supponiamo che autorità locale decida di imporre un prezzo massimo pmax, per gli appartamenti e che questo pmax sia inferiore a p*, cioè al prezzo di equilibrio nel mercato concorrenziale si avrà una situazione di eccesso di domanda: il numero delle persone disposte a prendere in affitto gli appartamenti in corrispondenza di pmax è superiore a quello degli appartamenti disponibili.
È possibile, anche se improbabile, nel caso di affitti controllati, che ottengano gli appartamenti le stesse persone che li ottengono in un mercato concorrenziale, ma è molto più probabile che alcuni dei precedenti locatari degli appartamenti dell'area esterna ottengano appartamenti nell’area interna, prendendo il posto di persone che avrebbero potuto abitarvi nel caso in cui avesse operato un mercato concorrenziale. Il numero di appartamenti affittati a prezzo controllato è uguale a quello degli appartamenti affittati al prezzo concorrenziale, ma i locatari sono diversi.
Benefici economici
Il beneficio aggregato dei consumatori è l’area del triangolo rosa, mentre il beneficio dei proprietari (o eventualmente unico) è l’area azzurra. In caso di monopolista discriminante, egli ha come profitto l’intera disponibilità a pagare di ogni consumatore.
Monopolista puro ha capacità O*, cioè numero di appartamenti, per affittarli tutti deve mettere prezzo p*, però se fissa prezzo più alto, il numero di appartamenti affittato è minore ma l’area del rettangolo è maggiore, quindi maggior profitto. È una situazione intermedia in cui alcuni consumatori hanno rendita economica (meno di quella che avrebbero con la concorrenza perfetta) ma ci sono molti insoddisfatti senza appartamento in affitto.
Esercizio
Se la curva di domanda degli appartamenti è D(p) = 100 – 2p: Quale prezzo massimizza il ricavo del monopolista se dispone di 60 appartamenti? Ricavo = p D(p) = 100p – 2p. Devo trovare p tale che ricavo sia max, calcolo la derivata e la pongo uguale a 0: 100 – 2(2)p = 0 p*
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