Lezione 30 ottobre
PROPRIETA DI UN AGENTE CHEMIOTERAPICO
L’infezione da parte di microrganismi è un aspetto che colpisce enormemente la popolazione, ed è
uno degli aspetti che ha spinto allo studio dei microrganismi stessi, è importante trovare qualcosa
che contrasti la loro azione. Uno studio metodico è stato operato solo dopo la prima guerra
mondiale, mentre prima si studiava solo attraverso un
metodo empirico.
Una malattia fastidiosa a livello sociale è la sifilide, per
secoli non c’era alcuna terapia, l’unica adottata era quella
a base di Sali di mercurio, terapia letale e tossica per il
paziente.
Intorno al 1910 venne introdotta la prima molecola con
una certa azione contro l’agente responsabile della sifilide,
il salvarsan, il quale era molto più efficace ma aveva effetti
collaterali causati dalla presenza di arsenico, una terapia
valida arrivò solo dopo la Seconda guerra mondiale.
ANTIBIOTICI
L’ Antibiotico è una sostanza chimica di origine naturale,
prodotta da un microrganismo che ha la capacità di inibire la crescita di un altro microrganismo.
L’ efficacia di un antibiotico non è legata alla sua capacità di uccidere ma alla sua capacità di bloccare
lo sviluppo di un microrganismo.
L’obbiettivo di un antibiotico come di una sostanza chemioterapica è di permettere al sistema
immunitario di svolgere la propria funzione.
Un antibiotico ideale oltre ad avere le caratteristiche principali di una sostanza chemioterapica, deve
avere alta efficienza sul patogeno che vogliamo eliminare:
-Perciò dovrà avere la capacità di colpire il maggior numero possibile di microrganismi patogeni
(antibiotico ad ampio spettro d’azione). Questo è importante perché prima che venga scoperto quale
sia effettivamente l’agente patogeno, il microrganismo si riproduce e bisogna avere una molecola che
possa essere utilizzata per contenere e inibire la crescita dell’agente patogeno e che agisca in modo
non specifico.
-Quando usiamo un antibiotico operiamo una pressione selettiva, perciò l’antibiotico dovrà essere
capace di impedire il rapido sviluppo forme resistenti del patogeno.
-Sono molto efficaci ma possono avere effetti collaterali nell’ospite infatti possono esserci
sull’apparato digerente, causare eruzioni cutanee, agire sul sistema nervoso oppure creare reazioni
allergiche che possono sfociare in shock anafilattico. Ad esempio le penicilline hanno reazioni
allergiche anche violente su alcuni individui.
-Se usiamo un antibiotico qualsiasi organismo sensibile a questo verrà colpito, non solo i
microrganismi patogeni. Ad esempio la flora microbica è in parte sensibile agli antibiotici, quindi per
essere perfetto un antibiotico non dovrebbe eliminare la flora, infatti se questa venisse eliminata,
potrebbe causare delle infezioni opportunistiche, come avviene nel caso della candida albicans, un
organismo eucariote che si trova naturalmente nel ns. corpo, la sua crescita è impedita dal fatto che
intorno ad esso c’è una flora microbica che ne impedisce la riproduzione, se questa flora viene
eliminata esso ne sfrutta l’assenza riproducendosi.
ANTIBIOGRAMMA
L’antibiogramma è un test importante per curare una malattia causata da
un microrganismo poiché ci dice a quale antibiotico è sensibile e a quale
è resistente.
Possiamo fare questo saggio solo su una coltura pura, perché colture miste
darebbero risposte non comprensibili e quindi inutili.
Il test consiste nel prendere un terreno di coltura solido e seminarlo con
una quantità ben precisa di cellule del microrganismo che vogliamo
controllare e le cellule devono essere distribuite uniformemente su tutta la
superficie della piastra, è importante che ci sia una quantità di cellule
elevata in modo tale che si formi una patina confluente.
Prima di effettuare l’incubazione della piastra, sulla superficie della
piastra mettiamo dei dischi di carta imbevuti di antibiotici differenti ad
una concentrazione ben precisa.
Durante l’incubazione l’antibiotico si diffonde dal disco al terreno
sottostante, se la cellula è sensibile all’antibiotico, intorno al disco non ci
sarà crescita del microrganismo ma si formerà un alone. La dimensione
dell’alone dipenderà dalla sensibilità dell’organismo alla molecola e dalla
quantità di antibiotico necessaria a bloccare la crescita.
L’asse y indica la percentuale di
inibizione ovvero la percentuale di
cellule bloccate (a cui viene impedita
la crescita) ad una specifica quantità
di antibiotico. Sull’asse y viene
rappresentata anche la percentuale di sopravvivenza ovvero la
percentuale di cellule che moriranno con l’aumento della
quantità di antibiotico.
La M.I.C. è la concentrazione minima inibente ovvero la
quantità di antibiotico necessaria a bloccare l’intera crescita
della popolazione batterica ed arrivare al 100% di inibizione.
La M.I.C. dipende dal microrganismo e dell’antibiotico serve a
determinarne l’efficacia. A concentrazioni superiori alla M.I.C.
le cellule muoiono a livello esponenziale, secondo la scala
logaritmica non si uccideranno mai tutte le cellule.
Per misurare la M.I.C. dobbiamo avere una coltura pura,
prepariamo colture in terreno liquido che contengono quantità
crescenti dello stesso antibiotico. Tutte le provette vengono inoculate con la stessa quantità di
cellule del microrganismo che vogliamo controllare, incubiamo e dopo un periodo di tempo
controlliamo le provette. Nelle provette con quantità di antibiotico bassa ci sarà stata crescita,
mentre nelle altre non ci sarà stata crescita. La provetta con la quantità più bassa di antibiotico che
blocca la crescita ci darà il valore della M.I.C. (che corrisponde in questo caso a 20 mg/l).
DIFFERENZA TRA ANTIBIOTICO BATTERICIDA
E ANTIBIOTICO BATTERIOSTATICO
Gli antibiotici batteriostatici bloccano la crescita del microrganismo mentre gli antibiotici battericidi
uccidono le cellule ma a basse concentrazioni (sotto la M.I.C.), gli antibiotici battericida hanno
comunque un effetto battereostatico e quindi di inibizione
SELETTIVITA’ D’AZIONE DI UN ANTIBIOTICO
Gli antibiotici sono sostanze chemioterapiche importanti grazie alla loro selettività, essa infatti si
basa:
-Sul bersaglio, ovvero l’antibiotico colpisce le cellule batteriche non quelle presente naturalmente
nell’ospite (es. parete cellulare batterica)
-Ci sono antibiotici che colpiscono funzioni simili presenti in tutte le cellule ma che si appoggiano su
meccanismi diversi (es. agiscono a livello dei ribosomi 70s, 80s)
-Selettività legata alla membrana citoplasmatica, ovvero legata alla permeabilità, infatti se il bersaglio
si trova all’interno della cellula l’antibiotico attraversa solo la membrana delle cellule batteriche e
non di quelle eucariotiche.
-Diversi antibiotici colpiscono vie metaboliche, in questo caso la selettività, si basa sull’esistenza di
vie alternative di quella bloccata, quindi nella cellula eucariote il blocco viene aggirato mentre nella
cellula batterica il blocco è dannoso a causa della mancanza di vie alternative.
-Selettività in base alle dimensioni dell’ospite, gli antibiotici tossici vengono usati quando la
popolazione microbica è molto più piccola dell’ospite, spesso questo genere di antibiotici è utilizzato
come sostanza ad azione antitumorale; infatti un tumore è originato da una cellula che si riproduce in
modo smodato, incontrollato. SULFAMIDICI
La Prima guerra mondiale ha fatto capire
quanto i microrganismi siano pericolosi e
responsabili di numerose morti in alcune
situazioni