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Metodologia della ricerca sociale e analisi dei consumi

La logica dell’indagine scienti ca

La metodologia è una teoria delle procedure: un percorso, un insieme di procedimenti tecnici di

accertamento o di controllo che sono in possesso di una disciplina o un gruppo di discipline. Ha

come scopo quello di garantire alle discipline in questione l’uso sempre più ef cace delle tecniche

di procedura di cui si dispongono. Per cui noi avremo una metodologia delle scienze naturali e una

metodologia delle scienze sociali. Ma rientrano in questa de nizione anche le tecniche, considera-

te nelle loro strutture speci che e nelle condizioni che ne rendono possibile l’uso. Tali tecniche

comprendono ogni procedura linguistica od operativa, ogni concetto come ogni strumento.

La logica dell’indagine scienti ca è un processo di riduzione della complessità attraverso teorie

controllabili; attraverso, cioè, quel processo articolato e non lineare che da una situazione indeter-

minata (qualcosa che ‘non torna’ – per così dire) conduce alla posizione di un problema. Il proble-

ma del ricercatore non è quello di riprodurre una realtà oggettiva ma è quello di interrogarsi sull’a-

deguatezza del materiale tecnico. Dove risiede l’oggettività della conoscenza? – Il problema per il

ricercatore non è se un modello, una teoria, è vero o oggettivo, piuttosto in ogni fase dell’indagine

dovrà interrogarsi sull’adeguatezza del materiale concettuale e tecnico.

Ricerca scienti ca fasi

Per ricerca scienti ca si intende un processo creativo di scoperta che si sviluppa secondo un itine-

rario pre ssato e secondo procedure stabilite che si sono consolidate all’interno della comunità

scienti ca.

Al momento di scoperta deve seguire un momento di consolidazione. Il metodo è importante per-

ché ci dà strumenti e binari all’interno dei quali muoverci, e un sistema di garanzia che permette la

cumulabilità del sistema scienti co.

Fasi della ricerca scienti ca

1. Istituzione del problema, dove viene enunciato l’enigma e si fanno delle scelte (FASI A, B,

C, D)

Formulazione del problema; Concettualizzazione; Individuazione dei casi; de nizione ope-

rativa; Scelta tecniche indagine; Previsione tecniche di analisi

2. Rilevazione empirica, dove si raccolgono le prove (FASE E)

3. Analisi e diffusione dei dati, dove si risponde all’enigma e si racconta una storia (FASI F, G,

H)

Sgomberiamo il campo da equivoci: la ricerca NON corrisponde al metodo. La ricerca è un pro-

cesso CREATIVO di scoperta, quella creatività determina la ricerca stessa. Allo stesso modo non

vi è ricerca se non vi è metodo. Lo scienziato sociale è impegnato in un ‘dialogo ricco’ tra dati e

idee.

Prima fase: istituzione del problema, fase in cui si determina una situazione «indeterminata»,

«problematica», che deve essere «trasformata», in una situazione «determinata» attraverso l’in-

dagine, ovvero con il ricorso ad una teoria che la rende affrontabile e risolvibile.

Seconda fase: isolare il problema, precisarlo, de nire nel dettaglio l’oggetto di ricerca, e questo

permette di focalizzare l’attenzione su ciò che è di nostro interesse. Lo spazio di rappresentazione

è lo spazio in cui mettiamo insieme concetti, li mettiamo insieme nelle ipotesi e formuliamo l’og-

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getto di ricerca, e di fronte alla stessa situazione ogni ricercatore ogni ricercatore costruisce un suo

personale progetto di ricerca. Il processo di operalizzazione è il cuore della ricerca perché collega

il piano teorico con quello empirico.

Il progetto: l’interazione tra: – l’intuizione del ricercatore con il suo patrimonio di esperienze, valori,

motivazioni, conoscenze e le conoscenze consolidate di una comunità scienti ca da cui il ricerca-

tore deve attingere darà vita a: diversi tipi di problemi scienti ci; diversi modi di de nire un proble-

ma.

Costrutti teorici: la rilevanza di un problema sociale non è una ragione suf ciente per dire che

abbiamo un problema scienti co, ma il parametro per de nirlo è l’accuratezza del metodo usato

per analizzarlo.

Esempio: un’indagine con approcci diversi hanno dato vita a due risultati diversi: i dati amministra-

tivi sulle elezioni vs i dati che rilevano un aspetto più personale tramite es sondaggi. Nel primo

caso era risultato un totale disinteresse dei giovani alla vita politica, mentre nel secondo l’opposto.

La rilevazione: se si sbaglia il costrutto teorico la rilevazione è irrilevante. Si possono optare una

miriade di rilevazioni diverse. La rilevazione sarà «buona» se vi sarà una congruenza tra la de ni-

zione delle unità di rilevazione e i casi di indagine speci ci. La scelta rimane al ricercatore, c’è arbi-

trarietà.

L’elaborazione: Questa fase segna il passaggio dalle informazioni ai dati e costituisce la base che

rende possibile l’analisi dei dati. I dati non parlano da sé, né quelli quantitativi né quelli qualitativi.

La raccolta delle informazioni richiede che vi sia già un’anticipazione del modo in cui le informazio-

ni verranno selezionate, trattate e organizzate

L’analisi: insieme di operazioni per il raggiungimento di un obiettivo. La possibilità di raggiungerlo

è data dal livello di conoscenze teoriche, dal tipo di ipotesi di ricerca che si è in grado di formulare,

dall’esperienza empirica consolidata in merito all’oggetto di indagine.

La generalizzazione e il ritorno al problema: La ricerca scienti ca ha come compito primario

quello di individuare il senso, e cioè il suo aspetto generale. Non ciò che rende quel caso irripetibi-

le, e quindi non la singolarità, ma ciò che in ipotesi lo potrebbe rendere in qualche misura rappre-

sentativo di un tipo di casi.

La sequenza delle fasi sembra lineare ma non lo è, le fasi costituiscono un ciclo poiché si aprono

continuamente nuove situazioni problematiche. Il processo di ricerca e indagine entra in gioco nel-

lo stesso momento, ma tutto ruota attorno a dei vincoli teorici e concettuali della ricerca.

Due esempi di ricerca sociale:

1. Crime in the making: problema di studiare il comportamento criminale e spiegare il crimini

poggiandosi su un’analisi dei dati con un’imposizione longitudinale. Hanno usato un model-

lo di regressione multipla per spiegare il reato. Il reato quindi è stato preso come variabile

dipendente e con un modello statistico sono state inserite delle variabili processuali e strut-

turali per capire quale in uenzasse il reato e quale no.

2. Islands in the streets: comprendere le gang era il problema, capire chi e perché vi entra.

Tecnica in cui l’osservatore partecipante ha studiato e osservato il fenomeno sul campo,

quindi i dati sono stati raccolti nel corso dell’indagine. C’era una griglia di analisi ovvero

l’entrata in una gang, il rapporto della persona con la gang e quello della gang con la co-

munità esterna. La conclusione è che alla base l’entrata è solo per scelta razionale del

soggetto.

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Ricerca empirica

«La ricerca scienti ca è un processo creativo di scoperta che si sviluppa secondo un itinerario pre-

ssato e secondo procedure stabilite che si sono consolidate all’interno della comunità scienti ca».

Abbiamo così due momenti dell’indagine scienti ca: una è la scoperta, la seconda è la giusti -

cazione, in cui quell’idea viene sottoposta alla prova empirica. La sequenza delle fasi sembra li-

neare ma dobbiamo immaginarlo come un ciclo elicoidale che apre nuove situazioni problemati-

che. La ricerca ha una serie di vincoli che la rende possibile, si tratta di vincoli scienti ci ai quali

attenersi.

• È il sistema di vincoli (teorici, concettuali, telici) che ci fa percepire una situazione come

problematica e che ci consente di formulare correttamente un problema

• Le ipotesi sono plausibili se supportate teoricamente e se i vincoli rendono eseguibili il test

• Un progetto è realizzabile se il sistema delle risorse è congruente con il tipo di ricerca

• La rilevazione è ben condotta se congruente non solo con i criteri logico-sequenziali del

progetto, ma se adeguata alle nalità dell’indagine

• L’elaborazione, attraverso per esempio la costruzione della matrice «casi x caratteri», è

governata anzitutto dalle nalità teoriche e pratiche dell’indagine

• L’analisi dei dati consegue strettamente al tipo di progetto e alle sue speci che nalità

• Per ogni risposta emersa nella ricerca si apre un nuovo problema

Da una situazione riconosciuta come problematica dalla quale si potranno avere un numero po-

tenziale di possibile soluzioni si potranno avere: diversi tipi di problemi scienti ci e diversi modi di

de nire un problema.

Nel caso delle indagini descrittive l’obiettivo è di esplorare un fenomeno nelle sue caratteristiche

principali, nel caso delle indagini esplicative l’obiettivo è quello di spiegare come e perché si assi-

ste a un determinato comportamento.

Mettiamo a confronto due visioni diverse: teoria liberale e teoria critica riguardo al modello consu-

mistico

• Liberale: ha portato benessere, uguaglianza, emancipazione, sviluppo economico

• Critica: controllo culturale, appiattimento intellettuale

Vediamo come lo stesso fenomeno da spiegare è descritto in maniera totalmente opposta.

Vincoli teorici: disciplina, paradigma, teoria, generalizzazione

Una disciplina è una chiave di lettura della realtà, un punto di vista, un sistema di vincoli su quali

siano i fenomeni di interesse e su come debbano essere studiati.( Nelle scienze sociali sono state

individuate 3 matrici disciplinari, la sociologia (analisi dei fenomeni sociali), l’antropologia (analisi

fenomeni culturali) la psicologia sociale (analisi fenomeni di personalità). Non c’è ad oggi una ri-

cerca sociale che sia realmente divisa dalle altre, è tutto molto collegato. )

Il paradigma si con gura come un insieme coordinato di postulati, leggi universali, teorie generali

che costituiscono il corpo di conoscenze e strumenti accettati dalla comunità scienti ca nei periodi

di «scienza normale», ma anche la possibile alternativa globale al paradigma già acquisito nei pe-

riodi «rivoluzionari». Thomas kun distingue tra questi due momenti: il momento di sicenza normale

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in cui c’è un paradigma consolidato e accettato, e momenti rivoluzionari in cui quel paradigma rivo-

luzionario viene messo in dubbio da una buona parte della comunità sicenti ca.

ESEMPIO sulla teoria dell’anomia: Durkheim de nisce l’anomia come la «mancanza di norme»,

ovvero una situazione che si caratterizza per mancanza di regole e leggi e distingue due tipi di

anomia:

– Acuta: risultato di un brusco cambiamento (crisi nanziaria, divorzio)

– Cronica: determinata da uno stato di costante cambiamento (moderna società industriale).

L’anomia è uno stato patologico della società ed enfatizza il bisogno della gente di avere norme

sociali comuni e stabili. In questa sua teoria nota come un aspetto di questo stato patologico è il

suicidio. Evidenza empirica è il più alto tasso di suicidi tra gli anziani vedovi rispetto a quelli sposati

o un più alto di tasso di suicidi nei periodi di crisi economica perché quelle situazioni sono determi-

nate da mancanza di regole.

Merton de nisce l’anomia come una discontinuità tra ni culturali e mezzi legittimi utilizzabili per

raggiungere tali ni. In base a come noi strutturiamo la nostra reazione di fronte a agli scopi cultu-

rali e i mezzi avremo la modalità di adattamento, e solo due di queste modalità rientrano nell’ano-

mia per merton: quelle di discontinuità tra mezzi e ni. Lui prende come esempio la società ameri-

cana: il successo è il ne e l’impegno è il mezzo secondo la retorica americana. Chi accetta en-

trambi è nella modalità di conformità. Nel caso in cui si vuole raggiungere il successo ma non ci si

vuole impegnare e si cercano scorciatoie vi è innovazione, al contrario si ha invece ritualismo; e

in ne quando si rinuncia a entrambi si ha rinuncia (es senzatetto). Evidenza empirica: presenza di

un alto grado di devianza tra le classi sociali più basse che sperimentano più aspramente i blocchi

strutturali.

Queste anomie portano tensione nel sistema e devianza. Noi possiamo trovare più devianza nelle

classi basse

Nella letteratura scienti ca ci sono diversi modi per de nire la teoria, in linea di massima quello

che viene esaltato è la capacità di connettere in modo ipotetico il piano della con il piano della ri-

cerca empirica.

Un’IPOTESI è una proposizione espressa in forma controllabile che – in una ricerca descrittiva –

orienta il ricercatore nella selezione degli aspetti da considerare o che – in una ricerca esplicativa

– pre gura un particolare rapporto tra due o più fenomeni.

Un’ipotesi, o meglio un sistema di ipotesi, può essere espressa in un MODELLO, cioè in una mi-

crostruttura sempli cata di relazioni complesse fra oggetti, concetti e variabili, in cui elementi

scienti ci e di senso comune si integrano secondo criteri di convenzionalità e utilità strumentale.

Anche la generalizzazione è fondamentale, per capire il concetto dobbiamo rifarci al concetto di

legge. Nelle scienze sociali un’inferenza deduttiva deterministica non è possibile. L’inferenza è il

processo di riconoscimento di un elemento come caso speci co di un insieme prede nito.

– DEDUTTIVA: il processo di imputazione è fondato su passi operativi attendibili e controllati;

– INDUTTIVA: l’asserzione si fonda su un «salto mentale», cioè l’attribuzione ha carattere di

congettura;

– ABDUTTIVA: si fonda su ipotesi ricavate da regolarità empiriche.

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Questo perché noi lavoriamo su pezzi di realtà sociale: queste condizioni non sono totalmente

controllabili, attraverso strumenti operativi che abbiamo costruito, e dunque l’inferenza che si può

fare non è quella deduttiva.

Vincoli concettuali, paradigma di lazarsfeld

Senza concetti non si sa dove guardare, cosa cercare, come riconoscere ciò che si stava cercan-

do quando lo si trova. Concettualizzare vuol dire:

– RIDURRE, identi care, precisare gli aspetti del problema cui si assegna rilevanza speci ca

in un dato contesto di indagine, in base a una prospettiva, a un interesse cognitivo, ad un

progetto.

– CATEGORIZZARE à raggruppare, comprendere in una rappresentazione sintetica diversi

aspetti di una medesima proprietà, rappresentare in categorie ciò che altrimenti si perde-

rebbe nella caotica molteplicità dell'esperienza.

– ETICHETTARE à dare un nome a questa immagine mentale.

Paradigma di Lazarsfeld: Processo in quattro fasi in cui vengono costruite le variabili af nché

venga data un’idea chiara del concetto. In questo modo abbiamo scomposto il nostro concetto in

tante dimensione, poi a sa volta in tanti indicatori, e poi saranno sintetizzati in un indice che ci re-

stituirà la rappresentazione mentale da cui siamo partiti. Es: partecipazione politica: Partecipazio-

ne politica = propensione soggettiva a seguire gli avvenimenti politici, ad essere coinvolti razional-

mente ed emotivamente, almeno nell’interazione quotidiana.

Dimensioni della partecipazione politica: 1. Interesse per la vita pubblica 2. Informazione sulla vita

pubblica 3. Diretto coinvolgimento nelle attività politiche

Indicatori/Varabili della dimensione interesse per la vita pubblica:

– Appassionarsi alle questioni politiche: Quanto spesso ti capita di indignarti o appassionarti

ai fatti della politica…?

– Discutere di politica con amici, familiari o colleghi

I vincoli telici sono fondamentali perché il sistema di risorse a nostra disposizione determina il tipo

di ricerca che possiamo concretamente mettere in atto.

Il sistema delle risorse condiziona signi cativamente tutto il ciclo della ricerca sociale, dalla perce-

zione della situazione problematica sino alla ride nizione del problema, attraverso tutte le fasi tec-

niche dell’indagine. – Umane – Cognitive – Strumentali – Temporali – Finanziarie – Gestionali

Operazionalizzazione

L’operazionalizzazione si posiziona nella prima fase della ricerca scienti ca, dopo che si trova il

problema, dove viene enunciato l’enigma e si fanno delle scelte. Dopo la formulazione del proble-

ma (fase in cui i concetti prendono un signi cato teorico) si passa all’operazionalizzazione che

comprende:

• Concettualizzazione

• Individuazione dei casi

• De nizione operativa

→alla ne di ciò si conclude l’operalizzazione e i concetti assumono un signi cato empirico,

così si può passare a:

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2. Rilevazione empirica, dove si raccolgono le prove

3. Analisi e diffusione dei dati, dove si risponde all’enigma e si racconta una storia

La formulazione del problema è il punto di partenza dell'indagine, ma assolve una funzione per

così dire provvisoria… orienta la fase di operazionalizzazione ma attraverso di essa lo stesso

problema viene poi meglio a precisarsi. Formulare un problema vuol dire ridurre la complessità.

per farlo si procede per stadi successivi:

– individuando le dimensioni del problema

– de nendo via via gli aspetti in maniera sempre pi&u

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaggg12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia di ricerca sociale e analisi dei consumi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Toscano Emanuele.
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