MERCATI MOBILIARI
Il mercato è il luogo (non più necessariamente fisico, in quando per la finanza, tutto
avviene a livello telematico) nel quale la domanda e l’offerta si incontrano.
Il mercato ha bisogno di regole organizzative (regolamento del mercato) e prassi
organizzative (comportamenti interni del mercato) finalizzate ad assicurare lo scambio
di attività finanziarie.
Gli strumenti che vengono negoziati classificano i mercati finanziari in:
1. Monetario: che non è il mercato della moneta, ma il mercato degli strumenti
finanziari liquidabili entro i 12 mesi;
2. Obbligazionario: che scambia obbligazioni;
3. Azionario: che scambia azioni;
4. Degli strumenti derivati: che scambia strumenti derivati;
5. Valutario: dove si trova la valuta, diversa a seconda dei diversi Paesi.
Perché si sono sviluppati i mercati finanziari?
La nostra vita economica sarebbe stata molto complicata, per esempio nel caso
dovessimo chiedere un mutuo per una nuova casa.
Il mercato, quindi, è necessario e fondamentale per agevolare i soggetti che sono in
surplus finanziario e i soggetti che sono in deficit finanziario.
Nel processo di intermediazione diretta si ha perfetta coincidenza tra offerente e
richiedente di fondi con riferimento a:
- Natura del finanziamento: merca da negoziare;
- Durata del finanziamento;
- Remunerazione del finanziamento: quindi il tasso di interesse;
- Rimborso del finanziamento: modalità di rimborso a seconda del contesto;
L’INTERMEDIARIO FINANZIARIO svolge un ruolo molto importante nel processo di
intermediazione diretta tra le controparti.
Il MERCATO MOBILIARE si suddivide in:
1. Mercato primario: dove vengono emessi/sottoscritti per la prima volta
strumenti finanziari nuovi, è un mercato di transito;
2. Mercato secondario: dove si scambiato strumenti finanziari già esistenti;
gli intermediari finanziari agevolano l’emissione di strumenti finanziari (nel mercato
primario) e la loro negoziazione (nel mercato secondario).
Nel mercato primario:
- L’emittente emette titoli: attraverso il meccanismo d’asta, la sottoscrizione
mediante consorzi (più soggetti che si associano per sottoscrivere l’azione) e gli
aumenti di capitale sociale;
- Il risparmiatore sottoscrive i titoli.
Il mercato secondario, invece, è il luogo in cui avviene la negoziazione degli
strumenti finanziari emessi dal mercato primario, e che quindi sono già in circolazione.
I prezzi sono il risultato dell’incontro tra la domanda e l’offerta presenti sul mercato.
il mercato perfetto gode di totale trasparenza, equilibrio perfetto tra domanda e
offerta e di informazioni disponibili a tutti e nello stesso momento, non ci sono costi e
imposte e nemmeno barriere all’entrata e all’uscita.
Gli investitori sono quindi in grado di conoscere con certezza le intenzioni operative di
ciascuno degli altri investitori e non devono essere capaci di influenzare l’intero
andamento del mercato.
Nella realtà però è impossibile che si verifichino le condizioni di perfezione del
mercato, in quanto non tutti gli investitori sono nella condizione di avere accesso alla
totalità delle informazioni.
Questo conduce alla “asimmetria delle informazioni”, in quanto alcuni investitori
godono di vantaggio competitivi rispetto ad altri investitori disponendo di altre
informazioni.
Al fine di valutare il funzionamento di un mercato si è soliti misurare il grado di
perfezione e di efficienza.
I diversi tipi di efficienza sono:
1. Efficienza valutativa;
2. Efficienza informativa;
3. Efficiente funzionamento del mercato.
EFFICIENZA VALUTATIVA: è tale nel momento in cui i prezzi che si sono generati nei
mercati corrispondono al valore intrinseco effettivo dello strumento.
EFFICIENZA INFORMATIVA: quando i prezzi degli strumenti finanziari si formano
sulla base di informazioni disponibili in quel momento e quindi può essere:
- Debole: quando si prendono in considerazione sono le informazioni storiche del
singolo strumento finanziario e che quindi non consentono all’investitore di
migliorare la sua capacità previsiva sull’evoluzione futura dei prezzi queste
informazioni storiche creano un prezzo debole
- Semi-forte: quando il prezzo dello strumento finanziario sul mercato viene
creato tenendo conto di tutte le informazioni storiche e di dominio pubbliche
riguardanti il quadro macroeconomico generale e della situazione finanziaria di
ciascun emittente
- Forte: quando il prezzo è determinato dalle informazioni storiche, dalle
informazioni di dominio pubblico, ma anche dalle informazioni privilegiate; è il
livello massimo di efficienza
Informazione privilegiata: informazione che se resa pubblica, riuscirebbe ad
alterare sensibilmente il prezzo degli strumenti finanziari ai quali si riferisce.
Non è mai pubblica, ma è nelle mani di poche persone chiamate Insiders
(posseggono queste informazioni per il ruolo che ricoprono e conoscono l’effettiva
situazione economico-finanziaria).
Il TUF punisce con una sanzione l’abuso di informazioni privilegiate, ovvero quando
un soggetto, che possiede l’informazione per il ruolo che ricopre, trae un beneficio
personale dall’informazione privilegiata stessa.
Non esiste un mercato che possiede un’efficienza forte, in quanto le informazioni
privilegiate non possono essere utilizzate per generare il prezzo.
Per valutare se un mercato è efficiente nel suo funzionamento si devono prendere in
considerazione tre aspetti:
- Lo spessore;
- L’ampiezza;
- L’elasticità.
Lo spessore è riscontrabile nei mercati in cui si hanno ordini di acquisto o vendita
a prezzi PROSSIMI a quelli inseriti nell’istante immediatamente successivo.
Ogni mercato nel proprio regolamento deve stabilire quando si intende che un prezzo
si intende prossimo ad un altro (inserisce il range di valutazione)
Il manifestarsi di uno sbilancio temporaneo tra tali ordini non provoca una variazione
eccessiva del prezzo in quando non genera mai “vuoti” tra la domanda e l’offerta.
Se vi è spessore agli investitori è consentito di conoscere con immediatezza le
condizioni di domanda e di offerta degli altri investitori e di operare altrettanto
prontamente.
L’ampiezza è attribuibile ad un mercato quando in esso gli ordini di acquisto e
vendita di strumenti finanziari, oltre che ad essere prossimi a quelli correnti, devono
essere anche di importi consistenti.
Perché se gli ordini fossero tutti di un basso importo il rischio sarebbe quello di NON
avere mercato e quindi non ci sarebbe equilibrio tra domanda e offerta.
Tale attributo, congiunto allo spessore, aumenta la capacità del mercato di agire quale
stabilizzatore dei prezzi.
L’elasticità prerogativa in base alla quale al mercato è data la capacità di generare
tempestivamente nuovi ordini al manifestarsi di fluttuazioni di prezzo.
Un mercato elastico è in grado di attirare un consistente numero di nuovi ordini a
seguito di temporanei squilibri tra domanda e offerta.
Il perseguimento delle condizioni di efficienza del mercato richiede un’attenta
valutazione del suo assetto organizzativo.
Possono essere individuate diverse forme di organizzazione di mercato, ciascuna delle
quali presenta specificitàà̀ con riferimento a:
- alla qualitàà̀ dei prezzi praticati
- alle modalitàà̀ della loro diffusione
- al livello di trasparenza delle negoziazioni
- ai costi di informazione e di transazione
- alla tipologia di intermediari in esso operanti: il mercato assumerà una
determinata struttura organizzativa a seconda degli operatori che agiscono nel
mercato
Le forme organizzative che può adottare un mercato sono:
1. Il mercato a ricerca autonoma;
2. Il mercato di brokers;
3. Il mercato di dealers;
4. Il mercato ad asta.
IL MERCATO A RICERCA AUTONOMA:
È la forma organizzativa piùà̀ elementare, infatti non è previsto l’intervento di
intermediari per la negoziazione dei titoli, qui ogni operatore deve raccogliere in modo
autonomo informazioni, elaborarle, trovare una controparte, stabilire le condizioni
contrattuali, e poi alla fine può stipulare il contratto.
Gli scambi del mercato a ricerca autonoma sono poco frequenti, in quanto il tempo
impiegato per svolgere la negoziazione è elevato, ed anche se non ci sono
commissioni di negoziazione, il prezzo che scaturisce è molto imperfetto (è
sensibilmente segnato dalla forza contrattuale delle banche, perché in questo
mercato, la controparte più debole è quella “sottomessa”).
.
IL MERCATO DI BROKERS:
In questo mercato è previsto l’intervento degli intermediari (i brokers) che svolgono
un lavoro di analisi e di approfondimento per far in modo che ci sia la più perfetta
coincidenza tra domanda e offerta.
Pertanto, chi vuole negoziare è tenuto a corrispondere delle commissioni agli
intermediari MA solo se il contratto viene concluso.
Per cui i brokers si impegnano molto per raccogliere, elaborare e presentare i dati, in
quanto se non conclude il contratto non verrà pagata la commissione
In questo tipo di mercato, infatti, non sappiamo ex-ante se il contratto verrà concluso,
e nemmeno a che prezzo verrà concluso.
La qualitàà̀ dei prezzi che si vengono a formare è superiore rispetto a quella del
mercato a ricerca autonoma.
IL MERCATO DEI DEALERS:
In questo mercato gli intermediari che vi operano sono i dealers, i quali sono diretta
controparte di coloro che vogliono comprare e vendere degli strumenti finanziari.
Il Dealer ha un portafoglio proprio e quindi compra e vende, nei confronti di un terzo,
per sé stesso.
Pertanto, si ha la certezza dell’esecuzione della transazione e anche del prezzo di
acquisto/vendita
Il prezzo che si viene a formare non è, tuttavia, perfetto in quanto dipende dalle
proposte degli intermediari (comunque in concorrenza tra di loro) e il dealer opera
indicando al cliente due prezzi:
1. Il prezzo denaro = prezzo al quale il dealer è disposto ad acquistare strumenti
finanziari;
2. Il prezzo lettera = prezzo al quale il dealer è disposto a vendere strumenti
finanziari.
Non avendo commissioni, in quanto negozia per conto proprio, il suo guadagno è dato
dallo spread denaro-lettera rappresenta il guadagno per il dealer.
In passato è capitato che il dealer non facesse più prezzo; quindi, all’interno del
mercato non si potevano più fare affari; è stata quindi istituita la figura del “market
maker” , ovvero un intermediario che ha l’obbligo di «fare mercato» cioèà̀ di esporre
con continuitàà̀ prezzi denaro e lettera.
MERCATO AD ASTA:
Puòà̀ essere considerata una evoluzione del mercato dei brokers, infatti è considerata il
“luogo” di tutti gli ordini di compravendita.
Il mercato ad asta viene valutato sulla base di due caratteristiche:
- La qualità delle informazioni del prezzo;
- La tempestività di esecuzione degli ordini.
Fisica: luogo fisico nel quale l’asta
prende forma
Telematica: l’asta avviene su
piattaforme telematiche
Continua: prevede che gli strumenti
finanziari siano presentati tutti insieme, e il
prezzo cambia di munito in minuto
Chiamata: prevede la figura di un banditore che chiama il singolo strumento
finanziaria, lo descrive, indica il prezzo minimo di aggiudicazione, fino a quando non
viene aggiudicata la merce.
Solo quando si è conclusa l’asta precedente può prendere avvio la successiva e
impiega molto tempo
Solitamente di distinguono due tipologie di mercato:
- Order driven: mercato guidato dagli ordini, quindi il presso scaturisce
dall’incontro tra domanda e offerta (brokers, asta);
- Quote driven: in questo mercato il prezzo è guidato dagli intermediari che
operano nel mercato (dealer).
CENNI DI EVOLUZIONE NORMATIVA
Il mercato, anche finanziario, è un mercato storico, esistente già nel ’29 con il crollo
della borsa di Wall Street.
I mercati dell’epoca erano la proprietà pubblica (o con la forte partecipazione
pubblica), ma a partire dagli anni 90 si è portato avanti un processo di
privatizzazione della Borsa Valori (mercato della Borsa).
In particolare, in Italia, il Decreto legislativo del 1998, ha introdotto anche in Italia la
privatizzazione del mercato di Borsa, quini ogni mercato è gestito di una Società di
Gestione del Mercato (SGM), con fini di lucro.
Nel 1998 viene istituita una società privata (Borsa Italiana S.P.A), ovvero la società di
gestione del mercato di Borsa valori in Italia.
Il legislatore europeo ha voluto porre attenzione alla concorrenza, pensando di
aumentarla anche sui mercati finanziari.
fino al 2004 (prima dell’istituzione della MIFID, esisteva l’obbligo di
concentrazione degli scambi, ovvero un titolo comprato su Borsa Italiana, poi
doveva essere rivenduto sempre su Borsa Italiana
Ma in questo modo la concorrenza non poteva esistere, in quando un titolo poteva
essere negoziato solo su un mercato, senza che vi sia la possibilità di negoziarlo in un
mercato diverso; quindi, il prezzo che si viene a creare non è un prezzo concorrenziale
(era una sorta di Monopolio).
Il legislatore vuole, quindi tutelare l’investitore finale, attraverso un incremento della
concorrenza, istituendo altri mercati su cui poter negoziare i titoli, in modo tale che il
piccolo risparmiatore possa negoziare su mercati diversi
Nel 2004 viene quindi istituita la MIFID, eliminando l’obbligo di concentrazione degli
scambi e creando delle piattaforme alternative al mercato (trading venues)
Le Trading Venues istituite sono:
1. Il mercato regolamentato: mercato di Borsa;
2. Il Multilateral Trader Facilities (MTF): sistema multilaterale di negoziazione;
3. L’internalizzatore sistematico.
Dal 2004, quindi il legislatore ha introdotto la concorrenza sui mercati finanziari, ma
questa situazione ha avuto bisogno di alcuni anni per potersi verificare e ha avuto
bisogno anche di un intervento normativo, perché se da un lato la concorrenza aiuta il
consumatore finale permettendogli di scegliere il prezzo più conveniente, dall’altro la
valutazione dell’alternativa miglio è diventata più complicata.
Anche per queste nuove piattaforme, il legislatore deve istituire delle regole di
trasparenza; inoltre, il legislatore ha introdotto la best execution.
BEST EXECUTION: obbligo importo a tutti gli intermediari di eseguire ordini di
compra-vendita dei clienti, alle migliori condizioni possibili.
Questo concetto non è per niente facile, in quando gli intermediari, che prima
negoziavano solo in Borsa Valori, adesso devono mettere a confronto tre diverse
piattaforme per far ottenere il miglio risultato possibile al cliente.
L’intermediario deve:
4. Individuare Trading Venues per ogni categoria di strumenti finanziari e i fattori
che ne influenzano la scelta;
5. Applicare la Best Execution a ciascun ordine di cliente;
6. Assicurare in maniera duratura il miglior risultato possibile;
7. Rivedere annualmente la politica.
Per poter ottenere il miglior risultato possibile deve tenere in considerazione:
1. Il prezzo dello strumento finanziario: confrontando le diverse piattaforme;
2. I costi di esecuzione: la commissione che viene applicata nel momento in cui
si esegue l’operazione;
3. Rapidità e probabilità di esecuzione: quanto tempo impiega la piattaforma
per eseguire l’ordine (più è rapida, meglio è per il cliente);
4. Rapidità e probabilità di regolamento: quando tempo impiega il contratto
ad essere regolato (più è rapida, meglio è per l’intermediario);
5. Natura del cliente: che può essere retail o investitore professionale; la legge
richiede dei trattamenti diversi in quando il retail deve essere più tutelato;
6. Tipologia dell’ordina e la sua dimensione: ogni tipologia e dimensione ha
una rischiosità diversa.
IL MERCATO REGOLAMENTATO:
sistema gestito da una Societàà̀ di Gestione del Mercato che consente, la facilità
dell’incontro di interessi di acquisto e di vendita di strumenti finanziari, sulla base di
regole non discrezionali al fine di dar vita a contratti.
Non è confondere con i mercati non regolamentati (Over the counter OTC):
- Nei mercati regolamentati i contratti sono standardizzati e non dipendono
dalla forza contrattuale delle parti;
- Nei mercati non regolamentati (OTC) i contratti sono personalizzati e
dipendono dalla forza contrattuale delle parti.
MTF, sistema multilaterale di negoziazione:
Sistema multilaterale gestito da un’impresa di investimento o da un gestore del
mercato che consente l’incontro al suo interno e in base a regole non discrezionali, di
interessi multipli di acquisto e vendita di terzi relativi a strumenti finanziari in modo da
dar luogo a contratti. Quando uno strumento finanziario
entra sul mercato regolamentato,
automaticamente assume la
denominazione di titolo quotato.
Quindi sull’MTF ci sono tutti i titoli
che ci sono sul mercato regolamentato,
ma anche titoli di società che non sono
entrate nel mercato regolamentato
INTERNALIZZATORE SISTEMATICO:
Piattaforme gestite da intermediari abilitati che in modo organizzato, frequente e
continuato, negoziano per conto proprio eseguendo gli ordini dei clienti al di fuori di
un mercato regolamentato o di un MTF.
L’intermediario diventa la diretta controparte della negoziazione (dealer).
In Italia le più grandi banche hanno chiesto a CONSOB di operare anche come
internalizzatori sistematici.
Avendo abolito l’obbligo di concentrazio
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