MEDICINA LEGALE
1° LEZIONE
MEDICINA LEGALE = RES MEDICA SUBSPECIE IURIS = TUTTO CIO’ CHE E’ DI COMPETENZA MEDICA CHE VA
SOTTO L’ALA DELLA GIURISPRUDENZA.
Ovviamente il giudice non è un medico. Quindi non conosce atti medici. Quindi lo chiama in causa.
Il fondatore della medicina legale fu PAOLO ZACCHIA (1584/1659) che pubblicò il primo volume di
“QUESTIONI MEDICO LEGALI” nel quale già erano delineate le prime correlazioni tra medicina e
diritto, inteso sia come IUS CONDITUM che come IUS CONDENDUM.
La medicina legale stabilisce un rapporto tra la medicina e quello che descrive la legge, è l’applicazione della
medicina al diritto (aspetto centrale della medicina legale). Si dice che la medicina legale è la res medica
sub specie iuris e quindi è l’applicazione delle conoscenze mediche al diritto (alla giurisprudenza), è una
specie di commistione tra diritto e tutte quelle che sono le scienze mediche, questo perché ci sono degli
ambiti come quello giuridico (avvocati, magistrati) che hanno bisogno di completare le proprie conoscenze
e di occuparsi di questioni anche mediche, prime fra tutti oggi è la responsabilità medica. Nel far questo la
figura giuridica ha bisogno di avvalersi, in sostanza, dell’ausilio di medici che hanno anche competenze in
ambito giurisprudenziale per capirne in ambito sanitario e di questioni mediche e questo è anche un
aspetto della medicina legale, quello della Medicina Legale Forense. Questo è un aspetto puramente
speculativo della medicina legale, che fa riferimento a tutto il settore della dottrina, al contribuire alla
determinazione delle leggi e quindi parliamo di MEDICINA LEGALE FORENSE (settore prettamente
dottrinario), nell’ambito della medicina legale forense abbiamo anche un settore estremamente abdicativo,
quale quello della PATOLOGIA FORENSE.
La Patologia Forense è quella della quale noi abbiamo la maggiore percezione (nell’ambito
dell’accertamento della morte), quindi essa comprende la conoscenza di tutta quella serie di lesioni e di
manifestazioni che ci consentono poi di fare una diagnosi medico legale, per esempio di una ferita di arma
da fuoco o una diagnosi che va differenziata rispetto ad un’altra lesione, quale può essere ad esempio
quella di un fendente o di un corpo estraneo che penetra nella cute o di lesioni da taglio, oppure andare a
riconoscere quelle che possono essere lesioni autoprodotte rispetto alle lesioni prodotte da altri individui e
di questo ne parleremo nella TRAUMATOLOGIA FORENSE, dove è necessario distinguere il tipo di lesione.
Affronteremo le responsabilità professionali dell’infermiere e i loro risvolti penali e civili eventuali, la
TANATOLOGIA perché è importante che si conoscano anche aspetti relativi alla morte, qualche cenno sui
reati, sulle lesioni sessuali eventualmente, dove fortunatamente c’è tutto un sistema rivolto alla
prevenzione di questi eventi. L’IDENTIFICAZIONE
Il primo atto medico legale in ogni circostanza (che sia vivente o morto) è quello dell’INDENTIFICAZIONE
PERSONALE. Che cos’è l’identificazione?
L’IDENTIFICAZIONE consiste nell’accertare l’identità di una persona o di qualsiasi oggetto genericamente,
deriva da idem che significa sostanzialmente “la stessa cosa”, quindi l’identificazione concerne non solo il
cadavere ma anche e soprattutto le persone viventi, oppure l’identificazione di un oggetto quale può essere
un’arma, identificare un’arma significa poter risalire poi al soggetto che è stato l’autore del reato compiuto.
Per quanto riguarda l’identificazione di una persona, questa può essere un’identificazione generica o
specifica in generale, quindi ci sono queste 2 grosse categorie per quanto riguarda l’identificazione.
L’IDENTIFICAZIONE GENERICA riguarda innanzitutto la determinazione di aspetti generali che sono
caratterizzati dalla razza, dal sesso, dall’età, dalla determinazione della statura, della costituzione somatica,
dello sviluppo corporeo, la professione, quindi elementi di carattere genetico che tuttavia sono
fondamentali. In un vivente questo può avere importanza per conoscere l’autore di un reato o individuare
un soggetto latitante o andare ad individuare vittime di situazioni o periodi storici in cui ci sono stati
rapimenti, scambi di persona e c’è quindi la necessità di individuare l’età, il sesso e il gruppo sanguigno di
una persona.
Nell’ambito del procedimento di identificazione, per quanto riguarda le persone decedute, questo ci può
consentire anche di identificare le vittime di incidenti aerei, marittimi, ferroviari, di catastrofi naturali,
oppure anche soggetti carbonizzati (poiché una tra le modalità principali per nascondere un omicidio e non
consentire l’identificazione di una persona è quella di bruciarla, laddove vengono eseguite altre procedure,
quali quella del depezzamento).
Identificazione di SPECIE:
- da questi resti cadaverici i medici legali devono essere in grado poi di andare
a capire di che cosa stiamo parlando, poichè non possiamo dare per scontato che se troviamo dei resti
ossei, questi appartengano automaticamente ad una persona, tante volte è capitato in campagna di trovare
residui, pezzi di ossa lunghe o altro, quindi i medici legali devono fare innanzitutto una diagnosi di specie,
cioè andare ad individuare la specie, se è una specie animale o se è di un uomo. Ci sono dei metodi che
consentono di riconoscere e di capire di che cosa si tratta e sono metodiche di carattere immunologico,
sono reazioni antigene-anticorpo specie-specifici che utilizzano anticorpi precipitanti per individuare
sostanzialmente le proteine.
Identificazione di ETA’
- : una volta che abbiamo determinato la specie, l’altro interesse è quello di andare
poi a vedere l’età di questi resti, dopo aver saputo a chi appartengono (persona, animale). La cronologia di
questi resti ci consente di capire se si tratta di resti che abbiano un valore (per quanto riguarda il valore
giuridico) o se appartengono al passato (quindi se abbiano semplicemente un interesse di tipo archeologico
o antropologico). In questo caso per datare i resti scheletrici si usa il Carbonio 14, che ha un’emivita molto
elevata.
EMIVITA = tempo di dimezzamento di un radioisotopo, quindi un isotopo radioattivo che emette radiazioni,
queste radiazioni decadono nel tempo e si dimezzano in un certo tempo.
Il C14 ha un’emivita che è intorno addirittura ai 5700 anni per dimezzarsi, questo ci consente di datare
addirittura resti scheletrici che risalgono fino a 4000 anni fa, immaginiamo l’importanza di poter dire che
questi resti appartengono al periodo della civiltà egizia, degli assiro-babilonesi oppure al periodo
medioevale. Chiaramente il tutto non riveste più un importanza immediata per l’autorità giudiziaria alla
quale i medici legali devono dare conto, poiché essi sono ausiliari dell’autorità giudiziaria quando sono
chiamati ad esprimere il loro parere, come anche gli infermieri (infatti abbiamo il dovere di informare
l’autorità giudiziaria riguardo casi che possano interessarla e rappresentare il carattere della perseguibilità
d’ufficio, quindi se si trova per strada un cadavere che sembra assassinato, si informa subito l’autorità
giudiziaria). Se si trovano dei resti che sono calcificati nella roccia e sono di interesse storico, si può
informare la sovraintendenza delle belle arti se è in una zona archeologica, però non hanno più una valenza
giuridica in senso stretto.
Come potremmo determinare l’età dei resti scheletrici? Se trovo un osso posso determinare l’altezza del
soggetto, se era un adolescente o no? Si, analizzando le ossa stesse, la parte trabecolare mi dà già
un’indicazione. Il sistema delle trabecole subisce trasformazioni nel corso dell’età e c’è una diversa
distribuzione dei sistemi trabecolari, perché tendono ad orientarsi verso le forze di maggiore carico e per
fare già una diagnosi di specie, teniamo conto del fatto che nell’uomo i canali di Havers sono più stretti
rispetto agli animali, già questo ci consente di fare una distinzione di specie.
Consideriamo un vivente che ci arriva in PS da un’altra nazione, ad es. un giovane rumeno colto in flagranza
di reato nel furto di un appartamento e questo viene portato in PS, per capire se il soggetto è di età adulta
o è un minore (questo può riguardare anche i nomadi), perché è importante capire più o meno l’età del
soggetto e collocarlo in una certa fascia d’età. Consideriamo i caratteri sessuali secondari, dobbiamo
valutare lo sviluppo sessuale del soggetto considerando le caratteristiche delle mammelle, dei genitali
esterni, interni, nei maschi dei testicoli, dello scroto e soprattutto le formazioni pilifere del pube che nel
maschio orientativamente compaiono intorno agli 11-15 anni, un po’ prima (verso i 10 anni) nella femmina
e i peli delle ascelle invece ritardano di 12-18 mesi rispetto a quelli pubici. Inoltre anche le caratteristiche
della voce ci fanno capire se il soggetto è in età prepubere o è un adolescente, ma soprattutto nel vivente è
importante l’esame radiologico dello scheletro (soprattutto del polso), perché ci consente una stima
dell’età nei primi 20-25 anni, il polso è quello che per assioma viene utilizzato maggiormente poiché c’è il
METODO DI FELS
, che comporta l’evidenziare durante la radiografia i nuclei di ossificazione delle ossa del
polso, applichiamo dei punteggi a tutte le ossa del carpo che sono diverse e numerose e andiamo a vedere il
grado di ossificazione. Con un esperto radiologo i tempi d’identificazione sono brevissimi e non ha bisogno
di fare tutto questo lavoro con il metodo di Fels, ci sa dire se sono già ossificati e se il soggetto ha più di 20
anni. Da tenere presente che la comparsa dei centri di ossificazione avviene nella prima decade, l’epoca di
saldatura della diafisi delle ossa lunghe avviene intorno ai 23-25 anni. Uno dei primi nuclei di
ossificazione è rappresentato dalla clavicola e ovviamente anche dalle suture craniche, che piano piano si
vanno a consolidare.
Se invece noi ritroviamo un osso lungo (femore, tibia, perone, omero, radio, ulna) dobbiamo considerare
le cosiddette TABELLE OSTEOMETRICHE che ci danno dei coefficienti fissi nell’uomo e nella donna.
Nell’uomo moltiplichiamo ad es. il femore trovato per quel coefficiente e ci darà l’età media del soggetto in
maniera diretta, per il femore nell’uomo è intorno ai 3,66, nella donna è intorno ai 3,70, questi ci danno
automaticamente l’età del soggetto.
RINVENIMENTO RESTI OSSEI
Le ossa ci danno tante altre informazioni, perché radiologicamente se si rinvengono segmenti scheletrici
possiamo stabilire non solo l’età del soggetto tramite i nuclei di ossificazione. Se il soggetto è anziano
avremo dei fenomeni di osseo-rarefazione determinati dall’osteoporosi, se vedrò la cute chiaramente il
grado di elasticità diminuisce col tempo, avremo la comparsa di rughe, le pigmentazioni cutanee, peli che si
diradano, comparsa di calvizie, sono tutti elementi utili perché messi insieme ci consentono di valutare
l’età.
Quando si rinvengono dei resti ossei la prima cosa da fare è chiedere alla famiglia di procurarci le
radiografie del soggetto (in caso di sparizione di quest’ultimo), a volte è bastato semplicemente andare a
vedere determinate caratteristiche delle ossa per capire che quelle appartenessero a quel soggetto. Ad es.
una volta a Sammichele non si trovava un anziano, dopo mesi ritrovato, egli era finito in una buca dove
piantavano gli alberi d’ulivo, dopo un po’ riuscirono a trovare la sua bicicletta, in inverno era stato
sbrandellato dai cani, inoltre la macrofauna contribuì alla degradazione del soggetto (volpi, topi), perciò era
rimasto solo un pezzo di colonna sino al sacro anchilosata del soggetto, non c’erano più neanche i dischi
intervertebrali. Era un tutt’uno ossificato e confrontando questo con le radiografie effettuate in vita del
soggetto, si è potuto risalire a quest’ultimo.
Molto spesso se il soggetto ha riportato fratture o ha dei mezzi di sintesi, oppure malformazioni ossee,
questi diventano connotati che ci fanno attribuire immediatamente a quel soggetto l’identità radiologica in
maniera inequivocabile (mediante esami radiologici). Inoltre nell’anziano la fragilità delle calcificazioni, dei
legamenti, dei dischi intervertebrali e delle suture craniche che si fondono sono rilevanti.
A parte le ossa noi abbiamo anche i DENTI da considerare, anch’essi ci consentono di identificare un
soggetto, normalmente 32 in un soggetto adulto, ogni dente ha 4-5 superfici e almeno una volta nella vita
ognuno di noi ha effettuato un esame OPT per fare lavori di qualsiasi genere dal dentista.
Infatti l’OPT è stato in grado di identificare parecchi soggetti ad es. nei grandi disastri aerei, ferroviari e
naturali, in cui restavano solo frammenti ossei e individuando dente per dente che ha le sue
caratteristiche.
Queste sono da considerare, poiché i denti permanenti col tempo presentano: il segno dell’usura,
l’erosione delle corone, l’attrito soprattutto nel bruxismo determina delle sfaccettature, lo smalto può
essere abraso, possono essere ingialliti con l’età o in soggetti fumatori, la dentina può presentare della
alterazioni, possono esserci delle formazioni di cemento, le paradontosi negli anziani, le carie o anche le
carie intrattate (le cosiddette otturazioni), la caduta di un dente, le apofisi alveolari quando si atrofizzano,
sono TUTTI ELEMENTI CHE RENDONO IL SOGGETTO ASSOLUTAMENTE UNICO.
Identificazione della STATURA
- : E’ anche possibile determinare anche la statura (l’altezza di un
individuo) sia sul cadavere che sul vivente tramite la misurazione della distanza che intercorre tra una linea
tangente al vertice del capo e l’altra linea che è tangente all’estremità del primo metatarso.
Nel caso di un morto sul tavolo autoptico si prende un pezzo di legno o qualcosa e si misura appoggiandolo
sul vertice e l’altro in corrispondenza del primo metatarso e misuriamo la lunghezza del soggetto.
Nei viventi dobbiamo considerare che ci sono delle strutture corporee e organi che sono esattamente in
proporzione con il resto del corpo e questo lo capirono bene in passato i più grandi pittori, artisti e scultori,
per esempio la testa è la decima parte della statura e la lunghezza della man, se misurata dall’apice del
dito medio alla linea articolare del carpo (polso) corrisponde anch’essa alla decima parte della statura e
quindi se ho soltanto una testa sono comunque in grado di stabilire l’altezza e l’età del soggetto.
Identificazione della RAZZA
- : dopo l’età, ci serve sapere anche la razza di un soggetto, poiché ci sono
varie tipologie razziali, l’uomo presente sulla Terra appartiene a diverse razze. La nostra è la razza caucasica
(quella europea) e in quest’ambito ci sono anche diverse sub specie che si possono andare ad individuare
ma l’interesse è relativo, soprattutto la nostra si distingue da quella mongoloide (ovvero quella asiatica) e
da quella indiana, poi abbiamo anche la razza dei paesi australiani molto particolare, quindi queste sono
quelle principali. Se troviamo dei resti in mare, infatti è importante sapere se questi soggetti possano
appartenere al Nord-Africa (e quindi se hanno fatto tentativi di ingresso in Europa) oppure se sono soggetti
come i marinai, che lavorando in mare hanno una connotazione diversa per il tipo di responsabilità e delle
azioni da intraprendere.
Identificazione del SESSO
- : La diagnosi di sesso è possibile effettuarla in varie modalità, potremmo
trovarci davanti ad un cadavere che presenta uno stato di decomposizione avanzata e quindi i medici legali
potrebbero essere in grado di riconoscere i caratteri sessuali dai genitali esterni, che consentono di
individuare il sesso del soggetto. Ma ci possono essere dei casi in cui il soggetto è carbonizzato o depezzato
e in questo caso mediante un esame visivo degli organi interni, si può andare a vedere il sesso in modo da
individuare l’utero e la prostata. Su parti di cadaveri è invece possibile fare una prima indagine, quella della
RICERCA DELLA CROMATINA DI BARR, che è un rilievo nei nuclei cellulari di alcune formazioni, sono delle
appendici nucleari che corrispondono alla coesistenza dei 2 cromosomi X, quindi se un individuo ha la
cromatina di Barr posso dire sicuramente che il soggetto è femminile. Questa ricerca può essere effettuata
per le indagini su macchia intorno alla prima settimana, entro 2-3 settimane per la cute e per i tessuti più
duri come quello cartilagineo. Quando ci imbattiamo in materiali più vecchi si preferisce la ricerca del
cromosoma Y che è invece riscontrabile più facilmente per esempio nei linfociti.
Ma quando ci troviamo di fronte ad una situazione in cui abbiamo soltanto dei resti ossei, è possibile
individuare il sesso e quali ossa sono più utili in questo senso? Si può, ma sono più utili le ossa della pelvi
(bacino), il cranio, le ossa lunghe.
Ossa del CRANIO: Questo perché la capacità endocranica nell’uomo è maggiore, infatti generalmente le
dimensioni sono maggiori nell’uomo, ci sono anche elementi che ci condizionano verso una diagnostica del
sesso verso l’uomo, poiché nell’uomo le arcate sovra orbitarie da un lato e i processi mastoidei dall’altro
sono più pronunciati, come sono più pronunciati nell’uomo rispetto alla donna gli zigomi, la fronte è più
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