La meccanica dei fluidi studia il comportamento dei fluidi in quiete o movimento.
La fluidodinamica è la parte della meccanica dei fluidi che studia i fluidi in movimento, la
statica dei fluidi invece studi i fluidi in condizioni di quiete, studiare la meccanica dei
fluidi è molto importante perché sia nella terra che nelle principali attività della vita c’è
sempre la presenza di un fluido.
quando dobbiamo analizzare dei fenomeni che riguardano dei fluidi in moto, quindi
parliamo di fluidodinamica, possiamo risolvere tali problemi attraverso due approcci
• risoluzione dei problemi mediante indagini sperimentali su modello fisico in scala o su
un prototipo scala reale che ci permette di ottenere dei risultati tramite interpolazione in
diagrammi e tabelle
• Risoluzione dei problemi mediante modellazione matematica che ci permetto di
ottenere delle soluzioni o analitiche, quindi formule e diagrammi oppure delle soluzioni
numeriche che ci permette di ottenere delle formule ottenute da interpolazione
diagrammi e tabelle
Per usare le indagini sperimentali come metodo per la soluzione di problemi di fluido
dinamica, si richiede l’impiego di strumenti per la usura delle varie grandezze
Pressione: manometri trasduttori
Velocità: tubo di pitot, anemometri
La materia può presentarsi in tre stadi di aggregazione solidi ,fluidi, plasma.
Il tipo di stato di aggregazione che può assumere la materia dipende dalle risposte alle
forze meccaniche.
I solidi hanno una propria forma e quando sono sottoposti a una forza essi si deformano
di una quantità definita e poi ritorno alla forma originale, se non è stato superato il limite
di elasticità, le molecole occupano posizioni ben definite e la struttura molecolare è
ordinata
I fluidi invece non hanno una propria forma e l quando sono sottoposti all’azione di forze,
anche minime, essi subiscono cambiamenti che variano nel tempo e non riacquistano la
forma iniziale
Lo stato di plasma ha un comportamento simile a quello dei fluidi, ma ma si differenzia
dal fatto che è costituito da particelle ionizzate anziché neutre
liquidi e aeriformi,
I fluidi si distinguono in
i liquidi sono poco comprimibili e hanno un volume ben definito. La struttura molecolare è
parzialmente ordinata e le molecole si muovono l’una intorno all’altro
.
Gli aereiformi sono poco comprimibili e non hanno un volume definito ma occupano tutto
lo spazio in cui è contenuto. La struttura molecolare è disordinata.
Gli areoformi si distinguono in gas e vapori la distinzione dipende dal comportamento
del fluido a una certa pressione rispetto alla temperatura critica corrispondente a quel
fluido
Un aereoforme si comporta da gas quando se la sua temperatura è superiore alla
temperatura critica e a qualsiasi pressione non condensa
vapore se quando la sua temperatura è inferiore alla
Un aereoforme si comporta da
temperatura critica è raggiunta una certa pressione, si condensa
I fluidi e i solidi si differenziano in base alla loro risposta a delle forze, se parliamo di
sforzi di pura compressione tale sforzo provoca il cambiamento del volume e non della
forma quindi in questo caso soli dei liquidi si comportano nello stesso modo, per valutare
sforzi
la differenza del comportamento meccanico tra solido e fluidi, parliamo allora di
che modificano la forma di un fluido in modo permanente, invece il solito è in
tangenziali
grado di resistere a tale applicazione di questo sforzo manifestando una deformazione
definita quindi non mutabile nel tempo.
In questo caso, abbiamo un solido tra due piastre, Se adesso il nostro elemento è un fluido è applichiamo alla
quando alla piastra superiore viene applicato una piastra superiore una forza mentre la piastra inferiore rimane
forza e essa si muove mentre l’altra piastra rimane ferma , si nota che la piastra comincerà a muoversi,
raggiungendo una velocità costante il nostro fluido si deformerà
ferma, il solido si deformerà di un certo angolo di un certo angolo e si muoverà alla stessa velocità della piastra
Proporzionale allo sforzo tangenziale applicato, questo risultato si ha per la condizione di aderenza, ovvero il
quando la forza viene rimossa il solido assume la fluido aderisce alla piastra e si muove con la sua stessa
configurazione originaria e quindi l’angolo di velocità. Per questo avremo che man mano che ci allontaniamo
deformazione risulterà zero dalla piastra in movimento la velocità diminuisce quindi gli strati
del fluido avranno una velocità diversa.
Ci sono alcune sostanze classificate come fluidi, ma hanno un comportamento
differente da altri come acqua che è un fluido newtonani, essi non si deformano
se non viene applicata un certo valore di sforzo tangenziale, detto valore di
soglia ,in questi tipi di fluido l’angolo di deformazione è in relazione lineare con la
velocità di deformazione, il coefficiente di proporzionalità è detta viscosità
La materia è costituita da particelle che sono molto distanti e si trovano in due punti
definiti, le particelle di cui è costituito una materia sono di un numero elevato
specialmente in un fluido questo porta a una complessità nello studio. Allora si usa
l’ipotesi del continuo in cui si ipotizza che in qualsiasi punto nello spazio sia presente la
materia, questo ci permette di usare l’equazioni differenziali.
Ma tale ipotesi, non si può usare sempre la condizione necessaria è se il libero cammino
medio delle molecole, ovvero lo spazio percorso prima che colpisco un’altra molecola è
sufficientemente piccolo rispetto alle dimensioni del volume di fluido in considerazione.
Un caso in cui l’ipotesi del continuo è decade sono peri i gas rarefatti
Definiamo dimensione di una grandezza, qualcosa che caratterizza la grandezza i
meccanica dei fluidi queste grandezze sono: lunghezza, massa, tempo, temperatura
che sono le dimensioni fondamentali che ci permettono di creare tutte le altre
dimensioni
Ad ogni dimensione bisogna associare un’unità di misura che è un sistema che ci
quantifica la grandezza
Si ha dato un fluido di volume W in questo volume agiscono due tipi di forze:
Sono delle forze esercitano a distanza come la forza di gravità
proporzionale alla massa
Sono delle forze che si hanno attraverso il contatto con altri corpi
Se prendiamo l’infinitesimo
volumetto del mio fluido, essa viene
applicata una forza di massa
Mentre per individuare una forza di
superficie applicata a una superficie
infinitesima del fluido per studiarla
bisogna sapere posizione della
superficie impostando un sistema di
assi cartesiani è orientarla usando
un versione normale alla superficie
La normale si usa perché posso considerare anche la superficie w’ contenuta nel
fluido di cui trovo un’altra normale, in base alla normale e alla sua direzione posso
considerare più superfici
Chiamiamo lo sforzo unitario, il rapporto tra la forza di superficie e la superficie stessa per
definirlo su tutto il fluido faccio il limite
Lo sforzo dipende dalla posizione della superficie che è data dal versore, e dal tempo
Le dimensioni dello sforzo e forza su una superficie, se conosco lo sforzo posso ottenere
quindi la forza Per capire come lo sforzo varia in funzione del
tempo, dal versore e dalle tre coordinate uso un
tetraedro e sulle facce avremo dei versori
normali e ogni faccia agisce uno sforzo.
Imponiamo l’equilibrio dinamico alla traslazione
ovvero la somma degli sforzi totali è uguale
all’accelerazione
Relazione mostra come lo sforzo sulla superficie di normale n può essere espressa
come combinazione lineare degli sforzi agenti su tre piani tra loro ortogonali
Tale equazione è un’equazione vettoriale per essere espressi in termini scalari dobbiamo
proiettare lungo le direzioni degli assi X,y,z
Gli elementi a doppio pedice costituiscono un tensore doppio detto come tensore degli
sforzi. gli elementi con componenti uguali fra di loro sono sforzi normali quelli appendici
distinti sono sforzi tangenziali
Essendo il tensore simmetrico, è possibile individuare tre piani coordinati i quali godono
delle proprietà che gli sforzi ed essi relativi non ammettono componenti tangenziali tali
piani vengono detti principali
Quando studiamo i fluidi, dobbiamo definire alcune sue proprietà:
È la massa contenuta nell’unità di volume di fluido
È il peso dell’unità di volume di fluido
Relazione che c’è fra la densità e il peso specifico è data da
Si definisce l’equazione di stato del fluido, una relazione che lega la densità al variare
della pressione della temperatura, ovvero le chiamo la densità alle grandezze
termodinamiche
Possiamo valutare le variazioni della densità rispetto alla pressione è la temperatura e
possiamo vedere che per i liquidi queste variazioni di densità sono modeste
Se consideriamo l’acqua, vediamo che all’aumentare della temperatura fissa la
pressione, la densità diminuisce in maniera modesta senza avere una variazione
monotona, la massima densità si ha alla temperatura di 4° che vale 1000 kg/m^3
Invece fissato una temperatura vediamo come varia la densità in funzione della
pressione, la densità varia in maniera trascurabile con la pressione per l’acqua,
quindi in funzione della pressione e la densità si considera costante
La comprimibilità rappresenta la proprietà di un fluido di modificare il proprio volume al
variare degli sforzi applicati, ovvero la pressione. In base al tipo di liquido e in certe
condizioni, la comprimibilità del fluido cambia. Esiste una relazione tra la variazione di
volume e la pressione.
Abbiamo trovato dalla relazione tra la variazione di volume e la pressione una relazione
fra la variazione della densità con la variazione di pressione, però prima di integrare,
dobbiamo vedere se il modulo di elasticità è costante
Vediamo che in condizioni normali il modulo dell’siccità dell’acqua vale
Possiamo capire che all’aumentare della pressione il modulo di elasticità aumenta, ovvero
liquido diventa meno comprimibile invece all’aumentare della temperatura diminuisce
leggermente, quindi il liquido diventa più comprimibile
Per i liquidi, il modulo di elasticità è molto elevato e lo consideriamo costante e spesso
sempre per i liquidi la densità si assume costante, ovvero li consideriamo incomprimibili
Se invece consideriamo i liquidi comprimibili, mettendoci a temperatura costante,
possiamo integrare l’equazione
Se parliamo invece di fluidi come gas, il modulo di elasticità non è costante ma varia in
maniera proporzionale alla pressione della legge del gas perfetti
Capiamo adesso come ricavare dall’equazione dei gas perfetti, il modulo di elasticità per
i gas
Quindi il modulo di elasticità non è costante, se siamo in una trasformazione isoterma
quindi la temperatura è costante vediamo che il modulo di elasticità sarà uguale alla
pressione
Se si ha una perturbazione nella materia, la velocità di tale perturbazione sarà data dalla
formula di Newton
Se faccio il rapporto fra la velocità del mio fluido è la velocità di propagazione delle
perturbazioni ottengo un numero noto come numero di Mac, possiamo vedere che la
comprimibilità può essere trascurata per valori di numero di Mac minori di 0,3 quindi il
numero di Mac può essere un criterio per capire se un fluido è comprimibile o
incomprimibile
Se ho due cilindri, uno messo dentro l’altro e nell’intercapedine inseriamo dell’acqua e
fisso il cilindro interno e faccio ruotare quello esterno col passare del tempo, il liquido
assume la velocità del cilindro, per far girare quest’ultimo devo applicare una forza che
deve essere proporzionale alla superficie è proporzionale alla variazione di velocità, dalle
prove sperimentali risulta che la forza da applicare sarà data
È detta viscosità dinamica o attrito
interno e si misura in
Il rapporto fra la viscosità dinamica e la densità
ci dà la viscosità cinematica che si misura in
Quando vogliamo studiare la statica di un fluido in quiete ovvero le particelle non subiscono
spostamenti, bisogna fissare prima un sistema di riferimento che può essere fisso o si può
muovere di moto retti uniforme. Siccome non abbiamo spostamenti delle particelle, avremo
assenza di deformazioni di velocità di deformazione e di sforzi tangenziali ( paralleli alla
superficie)
ma avremmo soltanto gli sforzi normali per qualunque orientamento della superficie.
Ricordando che lo sforzo generico esercitato su una superficie di normale n è
È proiettando lungo le tre direzioni
Visto che il fluido in quiete gli sforzi tangenziali sono nulli e abbiamo soltanto gli
sforzi normali
Gli sforzi normali sanno tutti uguali è l’intensità di tali sforzi è la pressione
Considero un parallelepipedo infinitesimo di un fluido in quiete questo significa che il
sistema di forza applicato ad esso deve essere equilibrato, quindi dobbiamo imporre la
sommatoria delle forze di massa delle forze di pressione che agiscono sulle sei facce
uguale a zero
Calcoliamo adesso le forze di pressione agenti sulle
facce, per esempio avremo lungo la direzione X la
pressione p agente sulla faccia ABCO e una pressione d
p1 nella faccia DEFG, quest’ultima pressione sarà dato
dalla somma della pressione p in cui la direzione X è zero
è la variazione di pressione all’aumentare della direzione
X
Quindi avremo che lungo la direzione X
Moltiplico per l’aria su cui agiscono le forze
Per l’equilibrio statico, dobbiamo imporre la sommatoria di tutti gli sforzi agenti sulle tre direzioni e le
forze di massa uguale a zero Questa equazione si può scrivere in
maniera sintetica utilizzando il
gradiente
Questa è l’equazione in forma differenziale della statica dei fluidi valida in ogni punto, quindi questa
equazione vale per un volumetto infinitesimo di fluido se consideriamo un fluido finito, dobbiamo
integrare su tutto il volume
L’equazione globale della statica si scrive
Se consideriamo un sistema di riferimento con la direzione Z diretta verso l’alto, un fluido pesante è
soggetto a una forza di massa dal campo gravitazionale, quindi la nostra F
Se poi il nostro fluido è anche incomprimibile, quindi la densità è costante. L’equazione quindi
indefinita della statica si iscrive. La legge di Stevino afferma che in un fluido
statico in quiete incomprimibile è soggetta al
campo di gravità la pressione in un punto
dipende solo dalla profondità rispetto al pelo
libero e cresce proporzionalmente ad essa
Considerando un recipiente contenente un fluido, vogliamo capire la pressione di due punti del fluido
a una altezza geodetica differente z1 z2 possiamo utilizzare la legge di Stevino, visto che la quota
piezometrica è costante per i fluidi pesanti incomprimibili
possiamo capire che la pressione aumenta linearmente al diminuire della quota genetica con fattori
di proporzionalità pari al peso specifico del fluido, possiamo vedere che le superfici orizzontali al
fluido sono isobare quindi tutti alla stessa pressione
Il valore 0 della pressione corrisponde a quella del vuoto, ma non è sempre così, nelle applicazione
come valore 0, si considera la pressione atmosferica perché nella terra siamo immersi
nell’atmosfera, possiamo identificare due pressioni
Pressione relativa p
È la differenza fra la pressione assoluta e la pressione atmosferica, la pressione relativa è quella che
misuriamo sempre nelle applicazioni, quindi stiamo assumendo come zero quindi come riferimento
la pressione atmosferica
Pressione assoluta p*
Pressione che si ha quando fissiamo come zero, la pressione del vuoto
Identifichiamo dei piani detti piani di carica idro Stae che sono i piani in cui la pressione si annulla
Piano dei carichi idrostatico relativi ho semplicemente piano dei carichi idrostatici
Piano in corrispondenza, nella quale la pressione relativa si annulla
Piano dei carichi idrostatici assoluti
Piano in corrispondenza, nella quale la pressione assoluta si annulla
La quota di questi piani rappresenta il termine costante nella legge di Stevino
Prendendo la legge di Stevino in termini di pressione assoluta otteniamo sostituendo alla p assoluta
la somma della pressione relativa e atmosferica
Da qui possiamo capire che la quota dei piani dei carichi idrostatici assoluti sarà sempre più elevata
rispetto a quella dei carichi idrostatici Dal sistema, in cui abbiamo recipiente con
una superficie libera, ovvero a contatto con
l’atmosfera possiamo individuare i piani
idrostatici, il piano idrostatico relativo sarà in
corrispondenza del pelo libero in cui abbiamo
soltanto pressione atmosferica e quella
relativa si annulla p=0 , invece il piano dei
carichi idrostatico assoluti sarà più alto di
quello relativo di una certa quantità data da
La pressione relativa e la pressione assoluta crescono linearmente al di sotto dei piani idrostatici
come in figura con due leggi
Se voglio sapere l’altezza di un punto rispetto al al pelo libero, basta calcolarmi
Se consideriamo un serbatoio chiuso al quale è
presente un liquido e al di sopra di esso
abbiamo il vuoto e il recipiente è in contatto con
l’atmosfera tramite un tubo piezometrica,
abbiamo due piani il piano dei carichi idrostatico
assoluto che sarà corrispondenza del pelo libero
prima del vuoto, è il piano dei carichi idrostatico
nel pelo libero a contatto con la pressione
atmo
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