Sangue
Definizione
Il sangue è un tessuto connettivo (cellule + matrice cellulare) con funzione di:
- Trasporto gas respiratori (O2 legato per 80% a Hb; CO2 legato per 20% a Hb)
- Trasporto/distribuzione nutrienti → plasma, sostanze di rifiuto e GR
- Difesa/immunità → GB
- Termoregolazione, tamponamento pH (tra → omeostasi 7,35-7,45), equilibrio idrico
- Emostasi (mantiene sangue fluido nei vasi, e coagularlo in caso di rottura e fuoriuscita) → piastrine/fattori della coagulazione
Composizione del sangue
- Plasma 55%: contiene:
- Proteine tra cui globuline (immunoglobuline + proteine di trasporto) e albumina (trasporto sostanze, tamponamento pH ematico, regolazione pressione oncotica-di richiamo generata da proteine)
- Elettroliti (Na+, Cl-, K+, Mg) e acqua (90%)
Può essere suddiviso anche in siero (liquido chiaro corrispondente a plasma senza fibrinogeno → fibrina: elemento fondamentale dell’emostasi in grado di formare tappo emostatico).
- Provetta viola-celeste: hanno anticoagulante in modo da formare in alto il plasma → per emocromo e coagulazione
- Provetta rossa: sono asciutte, sotto si attiva la fibrina (formando coaguli) mentre sopra avremo il siero
- Elementi corpuscolati 45% costituiti da:
- Piastrine: in media 150-400 mila/mm3, sono frammenti di megacariociti e intervengono nella emostasi (2 fase), hanno vita media di 1 settimana in quanto anucleate e quando inattive hanno forma discoidale mentre attivate presentano estroflessioni/rigonfiamenti
- Globuli rossi: in media 5 milioni/mm3, cellule anucleate ultraspecializzate con forma biconcava flessibile e sopravvivenza di 4 mesi. Trasportano O2 e CO2 attraverso l’emoglobina, proteina quaternaria composta da parte prostetica (gruppo eme) e parte proteica (globina) presente in quantità di 13 g/dl e che svolge anche funzione di tamponamento pH (acquisita/rilascia ioni H+)
- Globuli bianchi: in media 5000/mm3, cellule nucleate con funzione difensiva (la quantità aumenta nelle infezioni) quindi di diverse tipologie a seconda della specializzazione:
- Granulociti polimorfo nucleati: neutrofili (più rappresentativi, intervengono nelle infezioni batteriche), eosinofili (intervengono in allergie e parassitosi), basofili (intervengono nelle reazioni idiosincrasiche/ipereattività)
- Leucociti non granulari: macrofagi (monociti attivati che fuoriescono dal sangue per adoperare fagocitosi nella sede di lesione), linfociti diversi a seconda dei recettori di membrana in linfociti T (maturano nel timo e sono responsabili della risposta immunitaria citotossica nelle infezioni: si legano al patogeno e richiamano altre cellule) e linfociti B (producono anticorpi dopo essersi differenziati in plasmacellule)
Emopoiesi
Processo di genesi e maturazione delle componenti corpuscolate del sangue. Coinvolge diverse strutture a seconda di situazioni ed età dell’individuo:
- Nella vita intrauterina l’organo emopoietico è il sacco vitellino poi sostituito da fegato e milza, i quali dopo il 7o mese perderanno mano a mano la funzione emopoietica e verranno sostituiti definitivamente dopo la nascita per lo sviluppo/maturazione del midollo osseo
- Midollo osseo: midollo rosso (parte attiva del midollo soprattutto nell’infanzia avente alta componente emopoietica, con la crescita si riduce concentrandosi nella diafisi delle ossa lunghe), midollo giallo (componente cellulare sostituita da tessuto adiposo, può riacquisire la sua funzione emopoietica in seguito a grosse emorragie, anemie, stati di shock…)
- Emopoiesi extramidollare: in condizioni patologiche anche fegato e milza riacquisiscono funzione emopoietica
Avviene grazie a specializzazione della cellula staminale emopoietica (cellula progenitrice totipotente) che segue due linee:
- Linea linfoide: maturazione in linfociti B e T nel timo e midollo
- Linea mieloide: maturazione in cellule componente non linfatica, come eritrociti, megacariociti, monociti, granulociti…
Cenni di genetica
- DNA: molecola a doppia elica contenente geni (frammenti codificanti per una proteina a seguito di trascrizione e traduzione dal mRNA)
- Carattere: elemento dell’organismo determinato da una proteina specifica
- Cromosoma: conformazione particolare assunta dal DNA prima della divisione cellulare costituito da due cromatidi uniti da un centromero
- Cariotipo: numero di cromosomi nella specie umana (23 coppie, un cromosoma di origine materna, l’altro paterna)
- Cromosomi omologhi: cromosomi identici nella funzione ma diversi nella struttura genetica capaci di compensare l’un l’altro se uno di loro è anomalo. Vengono distinte le prime 22 coppie (autosomi) dall’ultima 23ª coppia (sessuali XX/XY)
- Anomalie genetiche → delezioni, traslocazioni, alterazioni del numero
- Genotipo: sequenza genetica dei nucleotidi che identificano un gene
- Fenotipo: insieme delle caratteristiche morfologico-funzionali dell’organismo determinate geneticamente
- Locus: sito dove è posizionato il gene nel cromosoma e nel quale sono collocati gli alleli (forma alternativa dello stesso gene, presenti nello stesso locus su ciascun cromosoma omologo e che determinano il carattere)
I due caratteri presenti sugli alleli competono tra loro per esprimersi, determinando diverse situazioni di dominanza: eterozigosi (fenotipo del carattere dominante), omozigosi (i due caratteri sono entrambi recessivi), codominanza (in quanto dominanti i due caratteri si esprimono entrambi).
Gruppi sanguigni
Classificazione del sangue in diverse tipologie secondo gli antigeni presenti sulla superficie del globulo rosso.
- Antigene: qualsiasi sostanza di origine proteica capace di indurre risposta immunitaria con conseguente sintesi degli anticorpi
- Anticorpi: proteine prodotte dal sistema immunitario contro un determinato antigene, suddivise in:
- IgG: immunoglobuline prodotte dalle plasmacellule e dirette contro l’antigene, costituite da due braccia dette frazione variabile (presentano conformazione variabile in base al tipo di antigene) e un braccio unico detto frazione costante (uguale in tutti in quanto riconosciuto dallo stesso organismo). Se presenti da soli nel siero sono indice di infezione passata non databile.
- IgE: prodotte dagli eosinofili in caso di allergie da antigene esterno
- IgA: dimeri presenti nel tubo digerente
- IgM: immunoglobuline sentinella libere nel plasma/adese alle membrane cellulari dei linfociti in grado di captare antigeni. Se presenti da sole nel siero indicano un’infezione acuta in atto (sono gli anticorpi sviluppati più precocemente), altrimenti se presenti in associazione con le IgG indicano infezione non in atto ma presente da qualche tempo.
I sistemi sanguigni sono in totale 30 tra cui:
- Sistema AB0: si basa su antigeni definiti dal cromosoma 9 e legati alla sostanza H, presenti su GR e piastrine. È l’unico ad essere impiegato anche al di fuori del torrente ematico (es: trapianti..)
- Antigene A → Gruppo A (genera anticorpi anti-B)
- Antigene B → Gruppo B (genera anticorpi anti-A)
- Codominanza antigene A e B → Gruppo AB (non genera anticorpi)
- No presenza di antigeni → Gruppo 0 (genera anticorpi sia anti-A che anti-B)
- Fattore Rhesus: si basa su combinazione di antigeni cde determinando positività se è presente o meno l’antigene D autosomico dominante (i soggetti che non lo presentano saranno quindi negativi e determineranno una risposta immunitaria)
Compatibilità tra gruppi sanguigni
Per determinare una compatibilità vengono impiegati entrambi i sistemi:
- Sistema AB0: A riceve da A e 0, dona ad A e AB; B riceve da B e 0, dona a B e AB; AB riceve da tutti, dona solo ad AB; 0 riceve solo da 0, dona a tutti
- Fattore Rhesus: RH+ dona solo a RH+ ma può ricevere anche da RH-; RH- dona anche a RH+ ma riceve solo da RH-
Trasmissione
La trasmissione del gruppo sanguigno ai figli è definita dalla combinazione di tre alleli: 0 → i-i (due alleli recessivi) A → i-Ia; Ia-Ia (presenza allele Ia dominante) B → i-Ib; Ib-Ib (presenza allele Ib dominante) AB → Ia-Ib (codominanza).
Eritroblastosi fetale o malattia emolitica neonatale (MEN)
Malattia emolitica fetale causata da reazione anticorpale della madre verso il figlio a causa di una incompatibilità tra RH+ fetale e RH- materno.
Eziopatogenesi: Alla prima gravidanza la madre RH- che concepisce un figlio RH+ del quale non riconosce gli antigeni, durante il contatto diretto del sangue tra i due al momento del parto, si immunizzerà e produrrà da quel momento anticorpi anti-RH (IgG in grado di oltrepassare la barriera placentare).
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