Medio periodo: come si formano i prezzi
Mercato del lavoro
Popolazione tra i 14 e 65 anni - coloro che possono lavorare (non tutti lavorano). Si distingue:
Popolazione attiva
- Forza lavoro: persone che lavorano (persone attive nel mercato del lavoro)
- Inattivi: persone che non lavorano (non lo cercano)
P = FL + I
Forza lavoro (FL)
- Occupati: chi svolge attività operativa (L)
- Disoccupati: chi non lavora ma desidererebbe farlo ai salari correnti (D)
FL = L + D
Il salario influenza la disoccupazione, perché se fossero più alti le persone accetterebbero i lavori.
Tasso di disoccupazione
U = D/FL * 100: percentuale di forza lavoro che è disoccupata
Inoccupati
QUINDI L + D + I la popolazione attiva* = occupati + disoccupati + inattivi (P = persone effettivamente partecipano al mercato del lavoro)
Tasso di partecipazione
FL/P: quante delle in età lavorativa partecipano al mercato del lavoro (poi magari non lavorano, ma partecipano al mercato del lavoro perché lo stanno cercando)
Tasso di inattività
1 - (FL/P): percentuale di persone che non partecipano e non cercano lavoro
Tasso di occupazione
L/P: percentuale di persone che effettivamente lavorano sulla popolazione attiva, "grado di utilizzazione del lavoro"
Cosa determina la disoccupazione?
Lo si capisce attraverso il modello base del mercato di lavoro (domanda e offerta).
Domanda di lavoro
È generata dalle imprese che hanno bisogno del lavoro (fattore produttivo). Ipotizziamo che ci sia concorrenza perfetta e l'unico fattore che determina la funzione di produzione è il lavoro.
Y = f(K-, N) in cui K è fisso.
Le imprese vogliono massimizzare il loro profitto, quindi scelgono quanto lavoro assumere in base al profitto da realizzare
Massimizzazione profitto = pY - wN
- p = produzione
- Y = prezzi = ricavi
- w = salario
- N = quantità lavoro = costi
Se sostituiamo la funzione di produzione nella massimizzazione profitto troviamo:
Per risolvere faremo la derivata rispetto alla variabile che vogliamo massimizzare: questa condizione ci dice che l'impresa assume lavoratori finché prodotto marginale = costo marginale.
La trasformiamo in: Che ci dice che la produttività marginale del lavoro è uguale al salario reale: è opportuno assumere lavoratori fino a quando la loro produttività è maggiore o uguale al salario reale.
Grafico domanda di lavoro: la produttività marginale del lavoro è decrescente (anche se positiva). Mette in relazione il salario reale (w/p) e la quantità di domanda di lavoro (N). Quindi bisogna trovare la quantità di lavoro che massimizza il profitto (per ogni ammontare di salario avremo un diverso ammontare di lavoro) -> per salari più bassi l'impresa avrà più lavoratori e viceversa. Dato livello w1/p dei salari reali l'ammontare di lavoro richiesto sarà N1 nel punto A. -> all'aumentare dei salari, la domanda di lavoratori diminuisce <-
Offerta di lavoro
Dipende dai lavoratori, e dal loro comportamento ottimizzante. I lavoratori vogliono massimizzare la funzione di utilità U (F,C) (tempo libero e consumo)
Tempo totale: T = N + F (lavoro + tempo libero)
1 ora di lavoro è retribuita w (salario di mercato) QUINDI 1 ora di tempo libero "costa" w (w è il costo opportunità del tempo libero).
Quindi il lavoratore deciderà quanto lavorare e quanto tempo libero avere in base al salario.
Da un punto di vista aggregato (macroeconomico): un aumento del salario => aumenta il lavoro offerto w↑ N↑ F↓
QUINDI c'è una relazione positiva tra salario e lavoro.
Grafico offerta lavoro: per salario reale più elevato avremo maggiore offerta di lavoro. Offerta di lavoro è positiva quindi la retta sarà positiva: la relazione ci dice: per ogni livello di salario reale qual è l'ammontare di lavoro offerta (N è l'ammontare di lavoratori).
Inclinazione della curva: quanto è sensibile l'offerta di lavoro alle variazioni del salario - elasticità -> è influenzata dall'ambiente economico e istituzionale del mercato del lavoro.
Curva rigida: più inclinata -> al variare del salario l'offerta di lavoro varia poco - lo potrebbe essere quando nella maggior parte delle famiglie solo il padre lavora.
Curva molto elastica: piccole variazioni del salario seguono grandi variazioni dell'offerta del lavoro (quando ci sono sussidi di disoccupazione - le persone sono disposte a fornire lavoro solo ad un salario che superi il sussidio)
Equilibrio sul mercato di lavoro
Salario reale (w/p) e N (numero lavoratori), mettiamo a confronto con salari flessibili.
Nel grafico avremo domanda e offerta di lavoro --> punto di equilibrio domanda = offerta di lavoro (E)
Equilibrio definisce l'ammontare di lavoratori che lavorano in equilibrio.
Se => troviamo due punti A e B caratterizzati da un eccesso di offerta salari reali > salari di equilibrio QUINDI c'è disoccupazione (persone vogliono lavorare ma non possono).