Controllo integrato
1. Evoluzione delle tecniche di difesa
2. Definizione di lotta integrata
3. Metodi di campionamento delle popolazioni
4. Mezzi di controllo
N.B. Attenzione ai termini strategie e mezzi! Esempio: la lotta biologica è una strategia che usa diversi mezzi. Agricoltura biologica e mezzi biologici sono termini diversi!
I mezzi biologici: uso di organismi viventi, insetti entomofagi: si nutrono di insetti, usati per il controllo di insetti dannosi. I mezzi biologici possono essere usati anche nel controllo integrato, non solo in agricoltura biologica.
Evoluzione delle tecniche di difesa
1. Siamo partiti con la lotta chimica cieca
2. Poi attraverso la lotta guidata
3. Siamo arrivati alla lotta integrata
Lotta chimica cieca
Cieca perché gli agricoltori distribuivano prodotti fitosanitari fungicidi e insetticidi senza sapere se c’era l’insetto in campo, presenza non accertata dal fitofago, bassissimo grado di istruzione dei rappresentanti dell’agrofarma che non avevano competenze. Visione semplicistica dell’agroecosistema.
Lotta a calendario: date trattamenti fisse, stabiliti in base ai giorni di carenza e ripetute dopo la scadenza del giorno di carenza.
All'inizio le persone in azienda venivano selezionate non per le loro capacità ma per la bella presenza. I prodotti venivano comunque venduti perché la filosofia che stava alla base di ciò era la lotta chimica cieca. Il prodotto veniva venduto con zero competenze e, nonostante ciò, al cliente veniva fornito anche un corso.
Trattamento a calendario: il prodotto veniva associato a tutte le fasi fenologiche grazie ad un disegno presente nella confezione. Questo era un metodo semplice e intuitivo.
Immagine presente nella confezione del prodotto che riportava le fasi fenologiche della coltura. Confezioni riportavano pochissime informazioni. Riportavano la dose, gli insetti e le colture su cui si poteva distribuire quel prodotto.
Le informazioni che contenevano queste scatole però erano pochissime, c'erano anche poche informazioni sulle dosi e inoltre i prodotti venivano utilizzati per più colture senza una distinzione precisa.
Gli agricoltori inoltre non seguivano le dosi, usavano più prodotto con la speranza di avere risultati migliori e in minor tempo. L'utilizzo maggiore di questi prodotti era giustificato dal fatto che il loro costo era molto ridotto.
I costi di questi prodotti erano molto ridotti perché a differenza di oggi non era necessario fare sperimentazioni per poter mettere in commercio un prodotto. Il prodotto veniva ideato e subito messo in commercio. Anche i sistemi di sicurezza erano pari a zero.
Aspetti negativi della lotta chimica cieca
Primo problema, sinistra: al fitofago il prodotto che diamo non fa più effetto. Dopo il primo trattamento sembra che gli insetti dannosi siano stati tutti eliminati. Questo però implicava l'azzeramento dell'impollinazione perché i prodotti avevano eliminato anche gli insetti utili.
Secondo problema, destra: dando dei principi attivi molto forti a calendario, gli insetti secondari che all'inizio erano rari ora iniziano ad aumentare. All'inizio erano rari perché venivano contenuti dagli insetti utili. Ora, con i trattamenti forti, gli insetti utili sono stati eliminati e quelli secondari prendono il sopravvento non avendo più predatori. Con la linea rossa viene indicato il fitofago da combattere mentre con la linea gialla quello secondario.
Dando dei principi attivi molto forti col calendario, sono emersi degli insetti ad esempio dei fillominatori, ricamatori, acari, che ora vengono usati come bioindicatori. Con tutti questi trattamenti questi insetti diventano sempre più numerosi. Quindi insorgenza di fitofagi secondari.
Prima erano pochi perché c’erano insetti utili che li contenevano. Dopo con inizio dei trattamenti questi insetticidi uccidevano anche quelli utili e quindi non li contenevano più. Quindi sono diventati numerosi questi fitofagi secondari, a causa dei trattamenti.
Grafico a sinistra: le frecce indicano trattamenti a calendario. Sono sempre più vicini perché a mano a mano che si faceva il trattamento gli insetti ricomparivano progressivamente. Dopo il primo trattamento la curva va a picco, l'effetto era massimo. Già dai successivi però il trattamento non funzionava più. Soluzione: veniva cambiato trattamento.
Grafico a destra ovvero il grafico della resistenza: variabilità genetica per far fronte ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente circostante. Tutti gli insetti che sono sopravvissuti al trattamento si riproducono tra di loro e nella generazione successiva ci saranno molti più insetti resistenti rispetto alla prima generazione o generazioni passate. Quanto più agiamo tanto più emerge questo fenomeno e ci saranno maggiori individui resistenti. Oggi agiamo non contro un solo fattore ma in più fattori, tutto questo non va a creare una risposta di resistenza. Su questo agisce il controllo integrato ovvero sull'utilizzo di più mezzi che portano al risultato senza però avere risvolti negativi.
Dopo il primo trattamento si eliminano quasi tutti i fitofagi, ma dopo i trattamenti successivi l’effetto dell’insetticida svaniva sempre di più, ovvero controllava sempre meno insetti. Questo a causa del problema della resistenza. L’insetticida non aveva più effetto, perché i fitofagi hanno assunto resistenza nei confronti dell’insetticida, resistenza via via sempre maggiore andando avanti con i trattamenti.
Dal momento che c’è questa variabilità è importante non usare solo un unico mezzo di lotta, ma fare una integrazione dei mezzi di lotta, controllo integrato: disponibilità di più mezzi in grado di controllare il fitofago, per far fronte a questa variabilità.
Lotta guidata
L’industria è stata costretta per 2 eventi: 1° evento sicurezza per consumatore e per l’operatore; 2° evento richiesta del Ministero alle industrie di fare accertamenti su problemi che potevano provocare insetticidi, → aumento costi di produzione.
Principi lotta guidata:
- Soglia di tolleranza: il trattamento si fa quando l’insetto supera una determinata soglia. Inizia il riconoscimento degli insetti. E decisi trattamenti quando questi insetti superano una determinata soglia.
- Lotta chimica ma un’ottica più mirata: riconoscimento insetti più individuazione soglia più uso del principio attivo in maniera oculata rispettando le dosi consigliate.
- Pesticidi mirati: a debole ripercussione ecologica.
- Lotta guidata dai tecnici che davano gli input per questo tipo di lotta.
- Inizio salvaguardia insetti impollinatori.
Subentra ora un cambio di filosofia e si passa alla lotta guidata. Un motivo è stato la sicurezza per il consumatore e per l'agricoltore. Non si usano più i trattamenti a calendario e per far durare il prodotto si incomincia a introdurre il concetto di soglia. Si fa il trattamento quando l'insetto ha superato una determinata soglia. Per far capire questi concetti agli agricoltori, gli insetti venivano mostrati e descritti agli agricoltori. Si parla sempre di lotta chimica ma questa volta il punto iniziale è il riconoscimento dell'insetto e porre attenzione alle dosi. Questa lotta guidata veniva gestita non più dagli agricoltori.
Soglia
Obiettivo della lotta guidata: individuazione di una soglia.
Livello epidemico: sopra la soglia.
Il livello dell’insetto deve andare sotto la soglia: livello endemico.
Con una certa presenza di insetto, definito dalla soglia di tolleranza, non ho danni. La densità di popolazione del fitofago sopportata dalla pianta senza una significativa diminuzione del raccolto rappresenta la soglia di tolleranza. Dopo, continuando l'attacco e aumentando la carica del fitofago presente sull'ospite la produzione inizia a diminuire, fino ad un livello critico dopo il quale la perdita di prodotto causata dal fitofago comincia a superare il costo del trattamento più efficace per controllarlo. Questo livello è detto soglia di danno. Tra la soglia di tolleranza e quella di danno si colloca la soglia di intervento.
N.B. Differenze:
- Soglia di tolleranza: livello di presenza di insetto al quale non si ha danni o comunque danni che non comportano problemi. È accettabile. Soglia di tolleranza quando ancora non si hanno danni.
- Soglia di intervento: si basa su soglia di tolleranza e soglia di danno. Soglia di tolleranza – soglia di danno, di interesse dell’agricoltore. Quando si interviene, quando si fa trattamento. Con trappole metto in relazione n° catture in trappola con n° di popolazione in campo.
- Soglia di danno: danno già c’è in campo. Soglia di danno quando si hanno danni.
Il trattamento deve essere collocato tra la soglia di tolleranza e la soglia di danno: permette di fare TRT mirati al momento giusto e con la max efficacia!
Lotta integrata
Utilizzo più razionale del mezzo chimico. Ma non solo...
Controllo integrato: l’integrazione prevede l’utilizzo di più mezzi che vengono visti in funzione organica.
Salto di qualità dalla lotta guidata al controllo integrato: per la prima volta si ammette la presenza dell’insetto fitofago in campo.
Ci si accerta del n° di insetti fitofagi in campo.
Lotta integrata:
- Limitazione massima degli input chimici.
- Mezzi di controllo biologici, biotecnici, agronomici.
- Non si parla più di eradicazione del fitofago, ma il fitofago deve stare a un livello endemico ovvero al di sotto della soglia.
Per non andare sopra la soglia: si usano dei mezzi che vengono usati prima di usare il mezzo chimico, in modo da avere la popolazione del fitofago al di sotto della soglia: per questo non esiste un unico mezzo, ma la lotta integrata prevede l’integrazione di più mezzi che mantengono il livello del fitofago al di sotto della soglia.
Se con questi mezzi si riesce a mantenere il livello del fitofago al di sotto della soglia, si può evitare il trattamento chimico.
Il trattamento chimico diventa l’ultima arma.
Obiettivo del controllo integrato: ripristino dell’equilibrio che mantiene il livello di popolazione del fitofago a un livello endemico ovvero sotto la soglia di tolleranza, utilizzando più mezzi e utilizzando il mezzo chimico solo se necessario e solo alla fine.
Definizione di lotta integrata: è una strategia con la quale si mantengono le popolazioni di fitofagi al di sotto della soglia di tolleranza, ovvero non si fa più eradicazione del fitofago, ma ci si accerta della presenza, sfruttando meccanismi naturali di regolazione, tra cui antagonisti, caratteristiche delle piante, mezzi meccanici, mezzi agronomici, e utilizzando mezzi di lotta accettabili dal punto di vista ecologico, economico e tossicologico.
Dal controllo integrato si passa alla produzione agricola integrata: entrano altri fattori determinanti: il mercato, l’industria, il consumatore.
Utilizzando mezzi accettabili dal punto di vista tossicologico, ecologico ed economico.
Lotta integrata:
- Prevenzione: mettere la coltura in condizione tale che non si sviluppi un livello epidemico del fitofago, mediante azioni preventive ovvero: antagonisti, resistenza piante, pratiche agronomiche.
- Integrazione di mezzi: biologici, biotecnici, agronomici, fisici, chimici.
- Il mezzo chimico è l’ultimo!
- Come si applica bene il controllo integrato: conoscere tutti i mezzi!
Mezzi di lotta
1. Mezzi agronomici: sono le pratiche fatte abitualmente.
1A mezzi che si fanno sulla singola pianta: ad esempio la scelta varietale, in base a: resistenza a un patogeno/insetto, oppure 1B mezzi che si fanno sulla coltura.
I mezzi agronomici sono le pratiche agricole che già normalmente si fanno ma che se fatti in un determinato modo e tempistiche possono abbassare il livello di popolazione dei patogeni.
- Sulla coltura, scelta della specie.
- Sulla pianta, es. scelta della varietà.
La varietà la scelgono in base a:
- Richiesta del mercato → criteri economici.
- Vocazionalità ambientale.
- → Presenza di patogeni presenza di varietà tolleranti o resistenti.
Mezzi agronomici relativi alla pianta
Meccanismi di resistenza:
- Colore esempio ci sono cavoli, verze con foglie di colore rosso: il colore rosso attira molto meno gli afidi.
- Inappetibilità.
- Tomentosità nella pagina inferiore della foglia di pomodoro c’è tomento, il quale è un mezzo di difesa naturale della pianta per difendersi dagli attacchi dei fitofagi.
- Durezza dei tessuti insetti scelgono i tessuti più teneri sia insetti con apparato boccale masticatore sia quelli con a.b. pungente succhiante. Scelgono i tessuti più teneri perché contengono più azoto rispetto alle foglie vecchie perché azoto serve per la costruzione delle proteine, le quali servono nelle foglie più giovani, tenere. I tessuti più teneri sono più ricchi di sostanze azotate e quindi i fitofagi scelgono i tessuti teneri.
- Presenza di cere la foglia di cavolo è completamente rivestita di cera, la quale allontana i fitofagi. Ma la cavolaia mangia le foglie di cavolo anche se rivestite di cera, ha scelto la strada più difficile per essere più competitiva con gli altri insetti, meccanismo coevolutivo.
- Gommosi nelle drupacee quando un insetto tende ad entrare dentro i rami, la pianta risponde cercando di impedire la penetrazione del fitofago producendo delle gomme. Però presupposto la pianta deve essere in una condizione ottimale così la pianta risponde velocemente. Le gommosi sono efficaci solo se prodotte subito dalla pianta, prima che entra il fitofago.
- Necrosi: è una morte programmata delle cellule. Quando un insetto punge, le cellule intorno necrotizzano. Si hanno necrosi intorno al punto di ingresso della larva.
- Metaboliti tossici che prima erano chiamati metaboliti secondari.
Esempio: Glinboa: un glucoside prodotto dalle piante di mais fino allo stadio di settima foglia. Alcune varietà lo producono anche dopo la settima foglia. Questo glucoside impedisce ai fitofagi, piralide del mais, di andare a mangiarsi la foglia e di scavare le gallerie all’interno del culmo.
- Compensazione: la pianta è in grado di compensare. La compensazione è utile perché: permette di evitare il mezzo chimico perché alza la soglia. La compensazione è regolata da meccanismi genetici. Sulla compensazione ci sta lavorando il mg.
➢ Risposta della pianta alla perdita di alcune sue parti. Produzione di frutti può essere compensata. Alcuni alberi da frutto producono frutta, alcune cv possono allegare moltissimi frutti e risponde poi con la cascola. I frutticoltori rispondono con diradamento per aumentare la pezzatura e la qualità, grado zuccherino.
Es. Foglie a rosetta della barbabietola da zucchero importanti per riempimento zuccherino del fittone. Se dalla rosetta si tolgono 50% delle foglie, contenuto zuccherino non cambia nel fittone: compensazione.
→ Importante conoscere compensazione a livello delle soglie: se so che pianta continua produzione fino a 50% foglie posso alzare le soglie, se perdo 30% foglie posso ancora non trattare, anche se c’è attacco.
Barbabietola da foglia richiede soglia differente: prodotto commercializzato non è fittone, ma foglia, se perdo foglie perdo prodotto. Per una stessa pianta cambia il livello di soglia, non sono prestabilite, dipende da: prodotto finale, livello di compensazione.
Sorgo: prodotto venduto è la granella, il panicolo. Se insetti mangiano la granella possibile considerare una certa compensazione, minori semi ma di peso maggiore: possibile per sorgo 10% di perdita. Compensazione regolata da meccanismi genetici. Occorre conoscere i limiti di risposta della pianta. Compensazione elimina 10% di intervento con mezzo chimico, innalza la soglia.
Meccanismi di resistenza sulla coltura
Mezzi agronomici da mettere in atto sulla coltura.
➔ 3 possibili strategie che si declinano in più mezzi:
- Rendere la coltura o l’habitat inaccettabile al fitofago.
- Rendere la coltura non disponibile nello spazio e nel tempo al fitofago.
- Ridurre la sopravvivenza del fitofago nella coltura.
Mezzi:
- ➢ → Scelta del luogo scelgo il luogo in base alla scarsa presenza o assenza di patogeni; oggi a disposizione ci sono dati storici sulle colture. Non si inserisce coltura dove ho dati storici di pesanti attacchi.
- ➢ Isolamento della coltura.
- ➢ → Tempo di semina e raccolta fondamentale. Legato al fatto che il fitofago, occorre conoscenza specifica della biologia del fitofago per applicazione di tecniche quali questa. Anticipo o posticipo in determinato luogo della data di semina si rende indisponibile lo stadio fenologico sensibile della pianta all’insetto, dipende dal tipo di insetto e dall’attacco che esegue.
Es. Raccolta anticipata delle olive. Mosca ha optimum di volo a 25°C, se t sotto i 20°C vola poco, non si accoppia. Se invece ho trappole con catture o campionamenti, se supero soglia o tratto o raccolgo. 2 grandi scogli: concetto conoscitivo, quando olive 50% invaiate, contenuto in olio è uguale che in olive 100% nere; inoltre oliva molto più ricca di polifenoli, antiossidanti: raccolta anticipata non toglie nulla, unico aspetto è l’asprezza nel primo mese. Olive non conservate, frantoi di più piccole dimensioni e di più: se raccolgo olive con uova o larve di prima età larve proseguono con la crescita e t di riscaldo aumenta velocità del ciclo.
- ➢ → Densità di semina mais attaccato dalla piralide nel culmo, se c’è vento o barra raccoglitrice → causa allettamento. Possibile alzare la soglia rendendo fusto più forte riduco densità di semina: se si aumenta spazio a disposizione per singola pianta si ha meno competizione tra piante, più possibilità di fotosintesi, minore competizione per luce e inoltre insolazione diretta.
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