Linguistica generale
Introduzione alla linguistica
Che cos'è la linguistica? La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano e studia la struttura delle lingue. Lo scopo della linguistica è sviluppare una teoria generale sul funzionamento delle lingue. La linguistica è una disciplina descrittiva (non prescrittiva!).
Diversi tipi di grammatiche
Prescrittiva: (regole e forma) i puristi credono che alcune varianti di una lingua siano meglio di altre, che ci siano forme “corrette” che le persone colte dovrebbero usare nello scritto e nel parlato e che il cambiamento linguistico debba essere visto come qualcosa che corrompe la lingua. Lo scopo di una grammatica prescrittiva è di dire alla gente quali regole deve seguire.
Descrittiva: (descrive la lingua) Una grammatica descrittiva è la descrizione della competenza linguistica dei parlanti e di conseguenza una descrizione funzionale della lingua in sé, non dice al parlante come parlare. I linguisti non credono che alcune varianti di una lingua siano meglio di altre, che ci siano forme “scorrette” e che il cambiamento linguistico debba essere visto come qualcosa che corrompe la lingua. Lo scopo del linguista è descrivere le lingue e rendere esplicite le regole della grammatica di una lingua che esistono nella mente di un parlante nativo (competenza linguistica inconscia dei parlanti).
Oggetto di studio della linguistica
La linguistica studia diversi aspetti del linguaggio umano, analizza i fenomeni presenti nel linguaggio umano offrendo una spiegazione scientifica sul suo funzionamento. Non essendo una disciplina prescrittiva, la linguistica non offre giudizi di merito sul modo di parlare di una persona. In altre parole, non si occupa di stabilire quali forme sono «giuste» e quali «sbagliate».
Atteggiamento prescrittivo vs. descrittivo
Il caso dell'accordo tra verbo e soggetto: Le grammatiche prescrittive dell'italiano (e non solo dell'italiano) prevedono l'obbligatorietà dell'accordo tra verbo e soggetto. Dobbiamo quindi pensare che il mancato accordo sia da considerarsi un errore? Diverse varietà regionali di italiano presentano il mancato accordo fra verbo e soggetto. Esempio: "arriva i ragazzi" invece di "arrivano i ragazzi".
Anche se strutture del tipo “c'è i ragazzi” non vengono utilizzate in italiano standard e sono bandite dalle grammatiche, sono strutture possibili in altre varietà (standard e non standard). In francese, ad esempio, troviamo "Il y a les garçons".
Casi come questo confermano come spesso quello che nelle grammatiche tradizionali o prescrittive viene indicato come «sbagliato» non dipende da fattori esterni e casuali ma rappresenta un fenomeno sintattico che riflette una possibilità strutturale implicita nelle diverse lingue naturali. Il fatto che strutture analoghe siano presenti in altre lingue ci suggerisce che si tratti di un fenomeno grammaticale, non di errori dovuti a trascuratezza o imperfetta competenza del parlante.
Grammaticale vs agrammaticale
In linguistica quando diciamo che una frase è grammaticale significa che è conforme alle regole della grammatica mentale di un parlante. Quando invece parliamo di frase agrammaticale, significa che quella frase è mal formata per il parlante nativo.
Grammatica mentale: I linguisti spesso usano il termine grammatica in un modo un po' diverso rispetto agli usi più comuni. La grammatica (mentale) è la competenza linguistica che i parlanti hanno della propria lingua madre, che può essere una varietà standard ma anche una varietà dialettale o regionale. La grammatica mentale è la conoscenza che il parlante ha delle diverse unità e regole che compongono la propria varietà linguistica:
- Regole che combinano i suoni per creare parole (fonologia)
- Regole che sottostanno alla formazione delle parole (morfologia)
- Regole che combinano le parole per creare frasi (sintassi)
- Regole che assegnano il significato alle parole e alle frasi (semantica)
Il linguaggio umano
Il linguaggio umano ha delle caratteristiche particolari che lo distinguono dagli altri sistemi di comunicazione propri degli animali. Il linguaggio umano è discreto. I sistemi di comunicazione animali sono continui.
Discretezza: Il linguaggio umano è discreto perché i suoi elementi si distinguono gli uni dagli altri per l'esistenza di limiti ben specifici. In una lingua come l'italiano i suoni [p] e [b], o [t] e [d] hanno un effetto di contrasto netto, es. palla, balla, tardo e dardo. Nel linguaggio umano parole come palla, balla, tardo e dardo, sono formate da fonemi: /p/, /b/, /a/, /t/, ecc. Questi fonemi non hanno significato presi singolarmente ma se scambiamo un fonema con un altro allora cambia il significato di una parola: palla vs balla.
In ogni lingua i fonemi sono in numero limitato, le parole invece possono arrivare ad essere centinaia di migliaia.
Doppia articolazione
Il linguaggio umano ha un'altra importante caratteristica, può formare un numero altissimo di segni (entità dotate di significante e di significato) mediante un numero molto limitato di elementi (fonemi) che presi di per sé non hanno significato. Questa caratteristica si chiama doppia articolazione.
Ricorsività
Un'altra importante caratteristica è la ricorsività. Permette di costruire frasi sempre nuove inserendo in una frase data, un'altra frase, poi in quest'ultima un'altra ancora e così via. La ricorsività è un fenomeno per cui una regola può applicarsi al suo stesso output, in linea di principio indefinitamente. Esempio: E venne il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Sistemi di comunicazione animale
Le proprietà che abbiamo elencato non sono presenti in altri sistemi di comunicazione come quelli animali. Anche i nostri parenti più stretti come gorilla e scimpanzé non hanno sistemi di comunicazione simili a quello umano. Fin dagli anni '60 del '900, i ricercatori hanno cercato di capire se fosse possibile insegnare ai primati non umani il linguaggio umano. Alcune specie animali sembrano essere capaci di imparare il significato delle parole ad esempio alcuni cani imparano facilmente a rispondere ad una serie di comandi e spesso anche di riconoscere i termini di oggetti di uso comune (es. palla). In particolare gli animali associano un suono, una parola, ad un’azione. Se al cane dici “spongebob” lui collega l’azione di portare il peluche di spongebob. Diversamente i bambini riescono a collegare la parola all’oggetto e riconoscerlo in diverse situazioni.
Sistemi di comunicazione dei primati
Nel loro habitat naturale, i primati non umani comunicano attraverso segnali visivi, olfattivi, tattili, uditivi. Questi segnali sembrano però essere associati all'ambiente o allo stato emozionale presente. I suoni e i gesti prodotti risultano fortemente stereotipati e limitati rispetto al tipo e numero di messaggi che possono generare. I loro segni mancano di discretezza e non hanno modo di esprimere, ad esempio, l'ira o la paura che hanno provato in un tempo diverso da quello presente (es. Ieri).
Acquisizione del linguaggio da parte dei primati
I primati sono in grado di acquisire sistemi linguistici complessi simili al linguaggio umano? Nel XX secolo alcuni ricercatori hanno cercato di insegnare ai primati non umani il linguaggio umano. Nei primi esperimenti, baby scimpanzé venivano cresciuti a casa insieme ai bambini, in modo tale da ricreare un ambiente naturale per l'acquisizione del linguaggio. Questi scimpanzé non erano in grado di produrre la varietà di suoni propri del linguaggio umano, anche se erano in grado di capire un certo numero di parole. La ragione è che il tratto vocale dello scimpanzé non può produrre molti suoni del linguaggio umano. Si è quindi pensato ad un'alternativa, negli studi successivi si è cercato di insegnare ai primati una forma semplificata dell'ASL (American Sign Language). Gli studi più famosi hanno coinvolto scimpanzé e gorilla. I primati non hanno mai rivelato la capacità di produrre frasi complesse, mostravano cioè di non possedere la ricorsività. Non erano in grado di sviluppare il linguaggio spontaneamente a differenza dei bambini. I primati erano in grado di comunicare in maniera efficiente attraverso il sistema di comunicazione che gli era stato insegnato.
Caratteristiche del linguaggio umano
Il linguaggio umano è un sistema di comunicazione altamente specializzato e dotato di proprietà specifiche possedute solo dalla specie umana.
Branche della linguistica pura
- Fonologia: studio dell'organizzazione dei suoni di una lingua.
- Morfologia: studio della struttura delle parole.
- Sintassi: studio della struttura delle frasi.
- Semantica: studio del significato lessicale e/o frasale.
- Pragmatica: si occupa dell'uso del linguaggio nell'interazione comunicativa.
Settori interdisciplinari della linguistica
- Fonetica: fisica, fisiologia.
- Sociolinguistica: sociologia, scienze sociali in generale.
- Linguistica storica: filologia, storia.
- Neurolinguistica: neuroscienze.
- Psicolinguistica: psicologia sperimentale.
- Linguistica computazionale: informatica, ingegneria.
- Glottodidattica: insegnamento delle lingue ed educazione linguistica.
Competenza linguistica
Le lingue naturali sono sistemi articolati su più livelli, i parlanti nativi hanno competenza dei diversi livelli della propria lingua:
- Competenza fonologica
- Competenza morfologica
- Competenza sintattica
- Competenza semantica
Parlato e scritto
Le lingue con cui siamo più familiari sono sia parlate che scritte. La linguistica privilegia il parlato allo scritto. Le ragioni sono molteplici:
- Esistono (anche in Italia) lingue che sono solo parlate. Se guardiamo al mondo intero questa situazione è comune: dall'America, all'Africa, all'Oceania, tantissime lingue (di norma lingue minoritarie) non hanno un sistema di scrittura. L'aspetto orale è primario mentre quello scritto è successivo, derivativo.
- Nell'acquisizione del linguaggio, il bambino impara a parlare in maniera spontanea e solo con un addestramento specifico impara a scrivere.
- Le lingue si evolvono nell'arco dei secoli, ma cambia la lingua parlata. Solo molto più tardi i cambiamenti nella lingua parlata vengono recepiti anche nello scritto.
Astratto vs concreto
Con la linguistica è importante distinguere l'astratto dalla manifestazione concreta. Se ripetiamo la stessa parola (e quindi le stesse sequenze di suoni) 10 volte, ad esempio la sequenza [m-a-n-o], i suoni [m], [a], [n] e [o] non saranno mai identici, cambierà sempre qualcosa (es. altezza, durata). Si avranno ad es. tanti tipi di [a]. Questo non significa che in italiano ci sono 10 diverse [a]. Nelle lingue è importante la «capacità distintiva» dei suoni. Se anche pronunciamo mano 10 volte, chi ci ascolta capisce che ci stiamo riferendo sempre alla mano. Cambia se invece di [mano], diciamo [meno]. In questo caso cambiando 1 suono cambia il significato della parola. La distinzione fra [a] e [e] genera una serie di coppie di parole.
Descrivendo questi fatti possiamo dire che abbiamo un livello astratto e uno concreto:
/a/ --> [a1], [a2], [a3], [an]
/e/ --> [e1], [e2], [e3], [en]
Abbiamo un'unica [a] che però si oppone a [e] generando una serie di coppie di parole con diverso significato.
Langue e parole
La distinzione fra langue e parole risale a Ferdinand de Saussure (Ginevra, 26 novembre 1857 - Vufflens-le-Château, 22 febbraio 1913). Saussure è stato un linguista svizzero, fra i fondatori dello strutturalismo.
La langue è propria di una collettività, è sociale ed astratta.
La parole è l'esecuzione linguistica realizzata da un individuo. Un individuo può realizzare atti di parole ma non può da solo modificare la langue.
A language, une langue, is the virtual system possessed by all those who form part of the same speech community that makes it possible for them to understand and be understood by other members of that community. La parole is the utterances, the texts, that individuals produce and understand making use of the system that is la langue.
Codice e messaggio
La distinzione fra codice e messaggio si deve a Roman Jakobson (Mosca, 10 ottobre 1896 - Boston, 18 luglio 1982), un linguista russo. Jakobson è stato uno dei più importanti linguisti del XX secolo.
Anche la distinzione fra codice e messaggio di Jakobson si basa sulla distinzione fra livello astratto e concreto. Nelle lingue esistono delle unità, es /m, a, n, o/ e queste unità astratte possono combinarsi sulla base di determinate regole e creare dei messaggi ma anche dei non messaggi. Se ci focalizziamo sulle unità /p, n, e, a/ possiamo creare:
- pane, pena
- eanp, eapn
Solo le sequenze in a. sono messaggi. Le altre non rispettano le regole dell'italiano (es. una parola non finisce con due consonanti) e non sono quindi sequenze possibili. Di conseguenza non veicolano alcun messaggio.
Competenza ed esecuzione
Noam Chomsky distingue fra competenza ed esecuzione. Chomsky (Filadelfia, 7 dicembre 1928) è uno dei linguisti più influenti, noto anche come filosofo e attivista politico. È il padre della linguistica generativa.
La competenza è la conoscenza che il parlante nativo ha della sua lingua madre (a tutti i livelli).
L'esecuzione è un atto di realizzazione concreto, è ciò che il parlante «fa» da un punto di vista linguistico.
Competenza linguistica
La competenza linguistica di un parlante è l'insieme delle sue conoscenze linguistiche. Si tratta di un insieme di conoscenze linguistiche inconsce che il parlante nativo possiede. La competenza linguistica comprende vari livelli: livello fonologico, morfologico, sintattico e semantico.
- Livello fonologico: un parlante conosce i suoni che sono presenti nella sua lingua madre e conosce le combinazioni possibili di questi suoni, ad esempio uno spagnolo sa che nella sua lingua non è possibile trovare parole che iniziano per /s/ + consonante mentre i parlanti inglesi e italiani sanno che nella loro lingua è possibile. Un italiano sa che nella sua lingua non esistono parole che finiscono con due consonanti. Sa che la pronuncia della /s/ di spada è diversa da quella di sbaglio. Sa che non si trovano parole che iniziano con /tp/, /kp/, /pk/, ecc.
- Livello morfologico: I parlanti conoscono la struttura interna delle parole della propria lingua madre. Sanno che si possono creare parole nuove e sanno che attraverso suffissi e prefissi è possibile cambiare il significato (o lo status grammaticale) della parola di partenza.
- Livello sintattico: I parlanti sanno quando una frase è agrammaticale e hanno intuizioni di grammaticalità su alcuni aspetti molto specifici, ad es.: a. Vado a prenderlo b. Lo vado a prendere c. Penso di prenderlo d. *Lo penso di prendere. Un parlante quindi sa riconoscere se le strutture frasali che sente sono possibili nella sua lingua madre oppure no.
- Livello semantico: I parlanti sono in grado di riconoscere le relazioni semantiche fra le parole e il significato delle frasi. Sono in grado di disambiguare frasi ambigue ad es. svendita autunnale bambini, ma anche frasi con ambiguità lessicale, ad es. il cane abbaia vs il cane della pistola. Talvolta l'ambiguità può dar luogo a due letture diverse. La ragione è dovuta a differenti strutture sintattiche: a. [uomini] e [donne in gamba] b. [uomini e donne] in gamba. Un parlante è in grado di riconoscere le relazioni di significato fra le parole e i diversi tipi di ambiguità.
Queste conoscenze fanno parte del patrimonio linguistico che un parlante nativo possiede in maniera inconscia e lo porta ad applicare una serie di regole senza che nessuno gliele abbia insegnate. Queste conoscenze fanno parte della grammatica interna del parlante. Questa grammatica è il frutto di fattori biologici esclusivi della specie umana e di esposizione precoce alla lingua. Il bambino durante le fasi dell'acquisizione della propria lingua madre viene esposto a dati linguistici di diverso tipo, è da questi dati chiamati dati linguistici primari che il bambino elabora una grammatica, ne intuisce il funzionamento e ne ricava le regole (fonologiche, morfologiche, sintattiche) che applicherà quando inizierà a parlare. Una lingua è formata da unità base e da regole che combinano unità più piccole in unità più grandi. Una determinata lingua non sfrutterà mai tutte le possibilità che esistono, userà solo alcuni suoni ed esprimerà attraverso i morfemi solo alcune forme grammaticali, a livello sintattico saranno presenti solo alcune strutture, utilizzerà solo alcune regole.
Nozioni utili
Vengono detti rapporti sintagmatici quei rapporti fra elementi co-presenti. I rapporti paradigmatici invece sono rapporti fra elementi in absentia.
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