Capitolo 3
Joan Jones, crea performance, video, istallazioni, in cui fa uso anche del
disegno, il suono e il teatro, la danza e la letteratura. Nella sua prima fase, le
sue opere si concentrano sull’unione tra performance e video, per via
dell’esigenza di trasferire in video lo spostamento del corpo femminile nello
spazio.
The junper tree, fu il primo passo per la sua ricerca sul trasferire il testo
letterario in movimento.
Wind, in inverno sulla spiaggia innevata di Long island, riprende delle persone
che cercano di resistere alla forza del vento, senza suono. I performer
seguono una coreografia simmetrica e schematica, vengono ripresi con campi
lunghi, per mettere in relazione la figura umana con l’ambiente circostante.
Mirror Pieces, i partecipante mostrano dei grandi specchi, che interrompono la
visione dello spazio esterno, ma che allo stesso tempo lo rifraggono, lo
specchio diventa protagonista e non semplice oggetto.
Anche Dan Graham in Performer/Audience/Mirror, utilizza lo specchio e i suoi
utilizzi concettuali.
Graham usa il video per documentare una ricerca sulla percezione e il
feedback informativo in tempo reale. Gli spettatori percepiscono doppiamente
la performance, per via dello specchio, come se fosse un monitor.
Gino De Dominics, esplora il poter rendere visibile l’invisible.
Come in Tentativo di volo, in cui cerca di volare, da più posti, vestito di nero.
Dalla documentazione video, lo spettatore vede solo sforzo e il suo sicuro
fallimento.
In Quattro cerchi, conferma l’impossibilità di tradurre il concetto di prassi(il
modo più comune e tipico di fare le cose), l’artista è filmato mentre di spalle
getta sassi in un fiume, il no-sense spinge lo spettatore di comprendere
l’impossibile.
Seconda soluzione di immortalità (l’universo è immobile), esposto a Venezia,
composta da tre opere esposte precendentemente: il Cubo invisibile, un
quadrato disegnato per terra; la Palla di gomma, caduta da due metri, nel
momento poco prima del rimbalzo (non so cosa significhi, c’è scritto
letteralmente solo questo) e una pietra Attesa di una casuale, una pietra che
gira. Nel mentre un ragazzo diversamente abile li osserva (p.s. ho capito, in
pratica la palla e la pietra sono delle foto)
Le performance più poetiche sono però quelle di Jannis Kounellis,
“costruttore di immagini" come si definiva, le sue opere trasmettono poesia
civile, priva di compromessi economici, politici e sentimentali. Necessitava
uscire dal quadro, perché in questo modo si può ritrovare connessione con lo
spazio. Univa il quadro con elementi naturali, come terra, cactus, lana,
carbone, cotone, fuoco. Opere come Cactus (1967) dei campi di cactus dentro
a delle lamiere di ferro.
Come gesto ribelle contro il governo espone l’opera Senza titolo (12 cavalli),
in cui espone 12 cavalli vivi come 12 opere d’arte, risolvendo il conflitto tra
natura e cultura.
Con la performance Da inventare sul posto, unisce musica, pittura e danza,
una ballerina improvvisa danza sulla canzone Pulcinella, suonate dal vivo da
una violinista, appeso alle loro spalle è appeso un dipinto astratto, sul quale è
riportato parte delle note della canzone.
Il duo inglese Gilbert e George, puntano al far sì che l’arte non parli solo
dell’artista, ma anche e soprattutto della vita degli spettatori.
Creano una serie di esecuzioni chiamate Living sculptures, esecuzioni in cui il
gesto fisico si fonde con contenuti sociali, attraverso la parodia e l’humor,
distaccandosi dallo spazio esecutivo classico.
Underneath the Arches, i due artisti indossano quella che sarebbe diventata la
loro uniforme per il resto della loro carriera: camicia, cravatta e completo di
flanella. Su un tavolo si muovo e cantano, il viso e le mani sono dipinte di
vernice metallica per simulare le sculture in bronzo.
Leigh Bowery, unisce musica, arte, e danza. Organizza delle serate definite
taboo, al Maximus di Leicester Square, che diventa in breve tempo
l’appuntamento londinese cult. Qui realizza le sue performance dissacranti,
gioca col concetto di gender, i fetish, il kitch e il sadomaso.
La performance Birth, si ispira ai riti d’iniziazione delle tribù primitive, che
usano la violenza come elemento necessario per il cambiamento, riprende
anche l’estetica pop di Arancia meccanica.
Dressed for Excess, si travestì da donna con gli ambiti e prop più eccentrici,
parrucche eccessive, grandi seni finti, tanto trucco, per poi spogliarsi e
mostrare il suo corpo nudo.
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Luigi Ontani, unisce il corpo al testo. Giochi di parole, doppi sensi (che usa
anche nei nomi delle performance), performatività semplice ma non banale.
Saccombrello, l’artista salta all’interno di un sacco tenendo in mano un
ombrello che apre e chiude.
Il tetto, mette delle tegole sul proprio corpo come per mimetizzarsi tra gli
oggetti e rendersi un oggetto.
MontOvolo, gioco con delle uova e il suo corpo nudo, per poi farle cadere per
terra.
Spirito di patata, essendo che dai tuberi si estrae alcol, si stende sotto un
tavolo su cui sono poste delle patate, e si muove come nel sonno come per
effetto delle patate.
Negli anni 70 inizia la produzione di tableaux-vivants, varie performance più
statiche: posa e viene ritratto da una foto, si traveste e esplora le identità
multiple.
In L’homme en travesti, sfonda le barriere del genere e del tempo.
Il San Sebastiano nel bosco di Calvenzano d'après Guido Reni, è uno dei
primi lavori che presenta una serie di personaggi della storia, del mito e della
cultura pop. Nascono ritratti come Teofania, Bacchino, Dante, Pinocchio.
Urs Luthi, all'inizio della sua carriera esplora gli autoritratti , per esplorare il
concetto d’identità. Fa uso di travestimenti, affrontando i temi della n
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Lezione 2 Storia dell'arte contemporanea
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Storia dell'arte moderna e contemporanea - Lezione 1°
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