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Cap 1

La performance nasce e attraversa tutti gli anni 60, come

evoluzione della danza contemporanea e della body art.

Gli spettacoli dei Dadaisti sono uno dei primi esempi che

poi si evolveranno in performance.

Tra il 50 e 60 l’arte inizia a non essere piu solo qualcosa

di visivo, ma spazio-temporale.

Negli anni 70 la performance raggiunge la sua

maturazione.

Hi Red Center fu un gruppo di artisti di Tokyo, nato e

influenzato dal clima post-bellico(un periodo subito dopo

una guerra) giapponese. La loro arte puntava a

sensibilizzare sulla politica e sul ruolo dell’uomo

moderno nella società, intervenendo direttamente e

letteralmente nella scena pubblica. La loro prima

performance fu Mixer Plan, svolta nella galleria Shinjuku

Daiichi. I membri presentarono installazioni ironiche, ma

gestirono tutto con serietà e professionalità, tutto come

critica satirica verso le aste d’arte. Un’altra fu

“Clothespins Assert Churning Action”, in cui l’artista

Nakashi attaccò sulla sua faccia e sui capelli tantissime

pinzette e passeggiando in giro, le mollette erano una

metafora del “limitare” il ritmo frenetico della vita

lavorativa. Quest’opera portò fuori della spazio

espositivo, il concetto di arte. Un’altra performance è

“Dropping event, in cui tre artisti sul tetto di un palazzo,

gettavano vestiti e libri, creando un pattern sul

marciapiede. Akagawa considerava questi oggetti come

dipinti, pieni di materialità. Poi gli oggetti furono raccolti

e messi in una valigia che fu messa in un armadietto e

consegnata a una persona casuale.

Negli stessi anni Yoko Ono (moglie di John Lennon)

realizzò la sua performance più famosa “Cut piece”, in

cui era seduta sul palco con accanto un paio di forbici e

gli spettatori dovevano tagliarli varie parti del suo

vestito, mentre lei rimaneva immobile.

In seguito insieme a John Lennon realizzarono il famoso

“Bed-in” in cui rimasero a letto per due settimane come

protesta per la guerra in Vietnam.

Allan Kaprow fu il creatore del concetto di ‘happening’,

ovvero “assemblage di eventi che si svolgono in più di

una situazione spaziale e temporale e un lavoro artistico

da performer a pubblico”. L’idea dell’assemblaggio

deriva dalla corrente New Dada e ampliata ad una

visione ambientale, nasce negli anni 50 quando l’artista

sente il bisogno di rimuovere la distanza tra fruitore e

autore dell’opera e teorizza l’happening con il saggio

“Something to take place: a happening”. Il primo

happening è “18 Happening in 6 parts”, Karpow spedisce

ad amici e conoscenti un invito in cui gli spiega il suo

ruolo nella performance, in cui ognuno sarà sia

spettatore che protagonista. Karpow definisce

l’happening “spontaneo, che accade giusto per accadere”

come le azioni che “non significano nulla di

formulabile(espresso o spiegato). In “Fluids”

commissionatogli da Pasadena art museum, consisteva

nella costruzione di strut

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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