LEZIONE 3 (01/10/25)
5) LA DIMENSIONE IMMATERIALE DEL CONTROLLO
Attiene agli aspetti culturali organizzativi, non son tangibili, ma hanno un ruolo
fondamentale nell’influenzare il sistema di controllo, sia in termini positivi
(rendendo l’applicazione degli strumenti più agevole e snella), sia negativi
(ostacolando la corretta applicazione degli strumenti di controllo).
Ruolo assegnato al controllo: è l’importanza attribuita al sistema di
controllo all’interno dell’azienda, quindi quanto il sistema di controllo viene
rilevato importante ai fini di supporto ai processi decisionali. I primi a dover
realmente credere e trasmetterne l’importanza del sistema di controllo sono i
vertici aziendali (CEO; amm delegato) per poi traferirla ai manager. Quindi
creare commitment.
Modalità di gestione del sistema di controllo: prima parlavamo di
percezioni, qui guardiamo i fatti quindi come il sistema di controllo è
concretamente gestito/impiegato da parte dei manager e chi li gestisce.
-Uso diagnostico è il caso in cui le info prodotte dal sistema di controllo sono
impiegate principalmente per controllare e non sono oggetto di condivisione tra
i manager, restano circoscritte al manager che le riceve.
-Uso interattivo: le info prodotte dal sistema di controllo diventano oggetto di
discussioni formali e informali per discutere i dati/risultati. (non dico solo dovevi
produrre 1000 invece hai prodotto 800, ma ci si mette a tavolino con gli altri
manager e si discute del perché, del come fare).
I COSTI STANDARD
AGENDA
1) DEFINIZIONE: facciamo riferimento ad un costo di prodotto, quanto costa
realizzare un prodotto. prima di fare ciò stabiliamo a monte quali sono i livelli di
efficienza produttiva (standard) che la nostra azienda dovrà raggiungere.
Efficienza: minimizzare i costi di produzione.
prima di tutto fissiamo l’efficienza produttiva su cui ci vogliamo tarare,
dopodiché andiamo a calcolare il costo di prodotto detto parametrico perché è
calcolato sulla base di predeterminati parametri produttivi fisici e tecnici, quindi
parametri fissati prima di calcolare il costo.
(es. quantità di materia prima/manodopera è un parametro di efficienza, ma
anche il costo unitario della materia prima/manodopera).
i costi standard rappresentano dei costi obiettivo per i dipendenti (dicono quali
sono i livelli di efficienza attesi dall’organizzazione es. voglio che impieghi 2kg
di materie prime invece di 3kg)
Costi standard previsti (o normali): costi che stimiamo ipotizzando livelli di
efficienza normali, quindi normali condizioni operative. Quanto costerebbe
realizzare il prodotto se mantenessimo gli attuali livelli di efficienza produttiva.
Il livello di efficienza è medio non si richiede uno sforzo all’azienda, tiene conto
dell’inefficienze che si possono presentare.
Costi standard convenienti: ipotizzano un maggior livello di efficienza
produttiva, quindi è il costo di prodotto che noi sosteniamo ipotizzando che
l’azienda sia più efficiente rispetto al solito. (questo costo in
condizioni normali, questo invece se l’azienda è un po' più efficiente).
Costi standard ideali: costo di prodotto che avremmo se l’azienda operasse
in condizioni di perfetta efficienza. (nessuno spreco, manodopera ininterrotta)
si basa su condizioni operative impossibili da riscontrare nella real
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