Letteratura francese
06/12/17
Prima lezione
Contesto – età napoleonica fondamentale per capire tutto il romanzo dell’800 e soprattutto Il rosso
e il nero di Stendhal, il grande romanzo napoleonico. Stendhal ha assistito alla rivoluzione, il padre
da lui odiatissimo era un reazionario, pare che Stendhal abbia festeggiato la decapitazione del re
come una sorta di eliminazione per transfert dell’odiato padre.
Se il romanzo dell’800 è un romanzo “epico”, una sorta di epopea borghese e non aristocratica,
questo lo si deve all’eredità della Rivoluzione che è stata un’epopea (canto nazionale di un
popolo).
Nell’Iliade, e nell’Odissea e nell’Eneide è molto importante il singolo individuo, al contrario, ad
esempio, di Valmy si passa all’importanza del popolo come borghese e non aristocratico. C’è
il gesto simbolico di Kellermann, ma la vittoria è data dal popolo. L’epopea ora, con l’ingresso delle
masse, racconta l’azione delle masse popolari. Ciò può avvenire perché la rivoluzione per prima
ha fatto entrare il popolo a pieno diritto nella storia.
I personaggi di Notre-Dame de Paris sono dei fantocci, il vero protagonista è il popolo, è la
trasposizione dell’assalto alla Bastiglia.
Permanenza della Rivoluzione francese che diventa un tema letterario, il popolo che si sostituisce
all’individuo come personaggio in azione.
Dopo la sconfitta della rivoluzione, il cui teatro è la ghigliottina, la rivoluzione ha avuto anche i suoi
vetrsi, ad esempio quelli di Robespierre e in particolare Saint-Just → metafore come “bronzer la
révolution” e “la révolution est glacée”. L’essenza della poesia è la metafora, che è al centro
dell’oratoria rivoluzionaria.
Accanto a questa inedita insorgenza del personaggio collettivo, vi è anche la presenza di un eroe
individuale di straordinaria grandezza, che è il nuovo Cesare, si tratta di Napoleone che, con tutte
le riserve del caso, lancia la Rivoluzione alla conquista del mondo. Il personaggio di
Napoleone, che diventa generale a 30 anni e sbaraglia le truppe asburgiche con pochi soldati male
armati, l’esercito degli straccioni, sarà il riferimento costante per tutti gli Jeunes Hommes del
romanzo dell’800, almeno per la prima metà. Nel Rosso e il nero, purtroppo per Sorel, il contesto
non è più quello dinamico della rivoluzione e dell’impero ma quello asfittico della Restaurazione e
egli si costituisce come un nuovo Napoleone. Legge il memoriale di Sant’Elena, ad esempio, i
bollettini delle guerre napoleoniche e nasconde, sotto il suo materasso a casa Rênal, un’effigie di
Napoleone tanto che Mme de Rênal si ingelosisce credendo sia quella di una donna. C’è un
trasferimento del sentimento amoroso per Napoleone.
Il Mal du siècle, cioè la sofferenza del Jeune Homme nel contesto della Restaurazione e poi
nella monarchia borghese di Luigi Filippo è sostanzialmente una nostalgia per quel tempo che
non c’è più, nel quale i Jeunes hommes possono diventare qualcuno. Questa vicenda vitale di
Napoleone illumina tutto il secolo.
C’è un altro fattore importante per capire la letteratura francese della prima metà dell’800 La
Francia è stata una nazione importante alla ribalta della storia ma mai tanto quanto durante la
rivoluzione e nel periodo napoleonico, in cui è il faro che illumina tutta l’Europa. L’Europa comincia
a parlare francese. Lo sforzo di “francesizzare i francesi” riesce talmente bene che tutta l’Europa è
francesizzata fino alle lande estreme dell’impero russo, tutti prendono come esempio la
letteratura francese e la cultura francese. La Francia e l’Inghilterra costituiscono una letteratura
nazionale in funzione antifrancese. Il romanticismo senza la Rivoluzione francese non si spiega.
Walter Scott quando racconta l’epopea della fusione tra Normanni francesi e Anglosassoni lo fa
per restituire all’Inghilterra una storia all’altezza di quella francese. Tolstoj scrive Guerra e pace per
dimostrare che lo spirito russo è altrettanto degno di quello francese.
Dal punto di vista letterario, la Rivoluzione francese, per quel fenomeno di scollamento tra la storia
materiale e la produzione intellettuale, è un periodo abbastanza modesto. Non ci sono grandi
scrittori francesi attivi durante la rivoluzione perché lo scrittore ha bisogno di chiudersi in una
stanza e scrivere, la rivoluzione invece è una partecipazione collettiva e fa sì che non ci sia tempo
o luogo per gli scrittori per poter produrre opere letterarie. In più molti intellettuali finiscono sulla 1
ghigliottina, inoltre in periodo napoleonico la censura è molto intensa perché Napoleone tiene al
culto della personalità ecc. La censura non produce degli scrittori ma dei “lodatori”.
Un solo grande poeta si ricorda, cioè André Chénier che non a caso nel ‘94 finisce sulla ghigliottina
come antirivoluzionario, è l’autore di “Elegie”, tipico genere poetico della classicità. Le elegie sono
dedicate alla rappresentazione della campagna, della pace agreste, ecc. la letteratura è ai margini
e contro la storia ufficiale, si sottrae alla storia. La formula che descrive André è “su dei pensieri
nuovi, facciamo versi antichi”. Ciò vuol dire che fino alla rivoluzione e anche dopo, la letteratura
francese fino alla battaglia romantica che vedrà gli innovatori ben presto vincitori e l’arte antica
soccombere, la letteratura francese è ancora illuminata dall’eredità classica. È ancora la letteratura
che ha imparato da Malherbe a scrivere versi semplici e razionali. Questo canone di razionalità, di
pensieri chiari e ragionevoli, è quello che ereditano gli scrittori di inizio dell‘800. Ai margini di
questa letteratura dominante che ripropone le vecchie forme coniate nel ‘600, comincia a
diffondersi un genere popolare importante perché la rivoluzione ha alfabetizzato il popolo e la
letteratura comincia ad avere un suo mercato anche verso le masse popolari. Il genere
paraletterario che si diffonde è a teatro il melodramma lacrimoso e sentimentale e nella prosa il
romanzo nero tradotto dall’inglese. È importante sottolineare che il romanzo è nero: parla di
violenze, morti e distruzioni. Ciò parla chiaramente a una generazione che ha visto guerre, ad
esempio la campagna di Russia, verso chi ha visto la morte come spettacolo quotidiano (ad
esempio la ghigliottina e le tricoteuses, mamme e nonne di quelli che formano il pubblico del
romanzo nero). Inoltre, è inglese, non è un fenomeno autoctono, viene in contrapposizione alla
luce abbagliante del classicismo francese che viene da fuori e contro (Phèdre di Racine si svolge
tutta sotto il sole, il sole è l’autocritica delle proprie azioni), attira per la sua stranezza e originalità.
Va sottolineato il termine romanzo. La Francia ha già avuto un suo romanzo nazionale che nasce
come genere nel ‘600, i romanzi delle precieuses e La princesse de Clèves di Mme Lafayette, nel
‘700 c’è il romanzo epistolare; ma il romanzo è sempre un genere minore, non è comunque
annoverato nei generi del classicismo. D’altro canto, il modello di tutti, cioè la poetica di Aristotele,
del romanzo non fa parola. Per effetto della democratizzazione della cultura che realizza la
Rivoluzione francese, il romanzo che è un genere semplice che la prosa rende trasparente, nel
quale il messaggio è comprensibile, destinato a raccontare storie e leggere storie raccontate è la
compensazione di una vita insoddisfacente, per questo è soprattutto destinato alle classi popolari,
che conducono una vita umile diventata impoetica dopo la rivoluzione. Mme Bovary eroina
romanzesca, crede che ciò che ha letto nei romanzi sull’amore sia la realtà → insoddisfazione.
Questo testimonia il fatto che il romanzo ha un ruolo compensativo, serve a riempire di storie le
vite senza più storie.
La stampa si è democratizzata, la tecnologia, che è stata accelerata dalle necessità stesse della
rivoluzione (es. pamphlet rivoluzionari) ha fatto sì che si possa stampare a minor prezzo e ciò sarà
utile per la diffusione del romanzo.
Victor Hugo → ceci tuera cela, cioè la stampa ucciderà le storie raccontate nella cattedrale di
Parigi, ovvero il fatto che la Chiesa sia il maggior mezzo di diffusione di idee. La pagina di carta
ucciderà l’edificio di pietra.
Generi e autori di romanzi durante il periodo napoleonico
Réné di Chateaubriand, un tema importante è l’avvisaglia del Mal du Siècle, cominciano ad
apparire i giovani che soffrono di non poter fare ciò che vogliono fare, nel caso di Réné ciò avviene
perché appartiene all’aristocrazia che è realmente la vera vittima della rivoluzione. Lo stesso
Chateaubriand nei suoi Mémoires d’outre-tombe, racconta del dialogo intercorso con Luigi XVIII in
cui dice che la monarchia è finita. Il romanzo è apparentemente ambientato prima della rivoluzione
ma tutto è innervato dalla rivoluzione. Réné torna nel castello dell’infanzia ed è abbandonato.
Immaginiamo cosa si ritrovano davanti agli occhi gli emigrati che rientrano dopo la rivoluzione,
rovine. La rivoluzione ha distrutto i castelli (Grande Peur), dimore nelle quali si è cresciuti. Trovare
il castello distrutto significa che il proprio tempo ha cessato per sempre di battere.
Va segnalata la diffusione di un romanzo di donne, per donne, su donne. Sono dei romanzi
leggeri, anticipano un po’ il genere rosa che sarà molto diffuso in una letteratura al femminile, ma
sono portatori di un elemento nuovo e cioè di una identità rivendicativa femminile, tranne qualche
sporadica eccezione, le donne si erano sempre concepite in un ruolo prefissato dalla società
maschilista. Le donne, che hanno sentito nella loro infanzia parlare di libertà per i maschi,
cominciano a parlare di libertà per le donne. comincia a diffondersi l’idea del diritto della donna di 2
liberarsi dalle catene del contratto matrimoniale e della famiglia. La donna è portatrice di novità
perché rappresenta il sentimento amoroso, l’amore che sconvolge o quantomeno turba le
logiche funzionali della società che vede nel matrimonio la consacrazione delle ricchezze, la donna
è vista come elemento che esercita seduzione amorosa o che rivendica il diritto a scegliere il
proprio amante, è un elemento di innovazione. Baudelaire criticherà le donne in quanto legate ai
cicli naturali e alla spontaneità delle condotte. La donna introduce nel romanzo la sfera emotiva
che era stata duramente repressa durante il periodo del classicismo. Fedra, che ama Hyppolite,
impersona la donna guidata dalla natura nelle sue scelte ma, perché scritta da un uomo in una
cultura dominata dai maschi, condanna questo suo sentimento. Si autodistrugge come donna
desiderante. Le donne scrittrici dell’800 paleseranno invece contributi esattamente antitetici.
Importanza della libera espressione dell’amore, molti romanzi si concludono con la castellana che
sposa il suo contadino. Tra queste scrittrici si colloca Madame de Staël, figlia di Necker, anche
personaggio politico. La sua “sregolatezza sentimentale” è sotto gli occhi di tutti, diversa da quella
maschile e più complicata e meno accettabile dal corpo sociale. È talmente odiosa che Napoleone
le interdice l’ingresso a Parigi è soprattutto rilevante come divulgatrice culturale. È la prima che nel
suo trattato Della letteratura nei suoi rapporti con le istituzioni, mette in un piano due cose
che fino ad allora sembravano distanti: la letteratura e le istituzioni. Di questo si ricorderanno i
grandi scrittori realisti che faranno uscire il romanzo dalle stanze chiuse della narrazione
psicologica per portarlo nelle piazze e sui luoghi di lavoro (pensiamo a Balzac prima e Zola poi che
scrive Germinal, ambientato nelle miniere). Scrive De l’Allemagne, parlare di Germania e
considerarla come “faro” per la Francia è un azzardo, significa essersi posizionata nel campo del
nemico (ad esempio il manifesto di Brunswick). Perché la Germania? Perché, in reazione a quelle
conquiste napoleoniche, ha quella politica di liberazione, che già coi brissottini si trasforma in
guerra di conquista, è uno dei nuclei fondatori della sensibilità romantica. In Francia come altrove il
Romanticismo si costituisce tutto in chiave antirazionale. La legittimità delle passioni contro il
dominio della ragione, con tutte le conseguenze. Il Romanticismo ha come suo primo scopo contro
l’universalismo razionale della Rivoluzione francese (di portare la felicità al mondo), la
proposizione di un’idea diversa che è propria di felicità che costituisce l’identità stessa dei popoli,
ovvero ritrovare nella terra e nei morti le radici della propria specificità culturale da contrapporre a
quella francese. Trattato di Mme de Staël sulla necessità di tradurre le opere che vengono
dall’estero, è l’inizio della battaglia del romanticismo in Italia; i classicisti italiani si chiedono
perché dovrebbero tradurre altri quando hanno Tasso, Metastasio, ecc. È l’inizio della costituzione
un canone letterario europeo che le traduzioni riescono a diffondere.
Il periodo napoleonico, con tutte le sue contraddizioni, si conclude nel marzo 1815 con la sconfitta
a Waterloo, battaglia raccontata da tanti scrittori francesi in maniera epica da Hugo nei Misérables,
in maniera soggettiva - derisoria da Stendhal all’inizio della Chartreuse de Parme. Questa sconfitta
di Napoleone, preceduta da 15 anni di diversa intensità, perché abbiamo il periodo migliore che è
quello del consolato, quando Napoleone, mettendo ai margini della repubblica degli uomini corrotti
del direttorio e del termidoro sembra ritornare allo spirito originario della rivoluzione; il periodo
fastoso dell’impero quando è preso dalle sue manie di grandezza e si fa incoronare imperatore; vi
sono una serie di contraddizioni che gli saranno condannate. Il volo dell’aquila di campanile in
campanile (Napoleone che rientra) che richiama la popolazione francese alle sue conquiste.
dall’esilio a Sant’Elena, scriverà il suo memoriale, letto da tutti i giovani romantici.
Quando finisce l’epopea napoleonica, e ben presto morirà lo stesso Napoleone, la poesia come
azione ritmata esce dalla storia di Francia. I 15 anni della Restaurazione, al contrario della
rivoluzione, sono un periodo di tremenda piattezza della politica. In questo periodo succede che
la politica francese prende in giro se stessa, cioè simula il ripristino di quello che non potrà più
esserci dopo la notte del 4 agosto e dopo il terrore, cioè l’aristocrazia. Di fatto è finita, è stata
espulsa dal circuito vivente della storia e sotto la prima accumulazione della ricchezza. Durante la
Restaurazione e sotto la finzione del feudalesimo ripristinato, in Francia i ricchi diventano sempre
più ricchi e persino gli aristocratici si riconvertono al culto della ricchezza, il dio denaro che
ha gettato giù tutte le altre divinità. Il clero è nuovamente dappertutto ma la religione da nessuna
parte. Nel Rosso e il nero emergerà che il potere clericale domina le leve di comando ma la
religione è finita. Nessuno crede più a nulla se non al denaro; Julien Sorel, ateo, vuole diventare
prete o possibilmente vescovo per ascendere socialmente.
Come nasce il Romanticismo in Francia 3
Attorno a Lamartine, Stendhal, i fratelli Hugo e tutta la gioventù romantica. Ha un percorso molto
strano (vi è l’influenza inglese e tedesca, esaltazione dell’irrazionalità contro la razionalità
illuminista e prima ancora classicista) nasce come fenomeno reazionario. Sono i conservatori
in politica che sono innovatori in letteratura. I fratelli Hugo fonderanno il primo giornale politico
“Il conservatore letterario”, questo sentimento è talmente diffuso che quel patriottismo francese
formatosi a Valmy è tale per cui quando le compagnie inglesi rappresentano Shakespeare in
Francia, vengono presi a sassate dalla popolazione e considerati degli agenti dello straniero
perché dall’Inghilterra e dalla Germania provenivano i nemici della rivoluzione. Questa
contraddizione di esser conservatori in politica e rivoluzionari in letteratura, ha vita breve.
Ripristinato il governo della Restaurazione, si fanno essi stessi difensori di Luigi XVIII e poi Carlo
X, attaccano incessantemente questi giovani romantici accusandoli di portare la rivoluzione
(cambiamento) non potendo farlo in politica, in letteratura. Attorno al 1824-1826, si crea
naturalmente una transizione: i giovani romantici diventano liberali, fondano il Globe, prima rivista
che unisce i liberali con il Romanticismo, cambiare tutto: la letteratura e la società, società della
Restaurazione. Hugo passa dal culto della madre, appunto legittimista, aristocratico, ecc. a quello
del padre, ufficiale napoleonico. Stendhal, di formazione illuminista, che ha partecipato alle
battaglie dell’Impero, è stato a Milano e ha frequentato i giovani romantici tutti antiaustriaci, ha
assorbito la passione liberatrice del Romanticismo, scrive il suo trattato “Racine et Shakespeare”,
contrapponendo la libertà del teatro shakespeariano alla rigidezza del teatro francese.
Vi è la famosa rima del Cromwell di Hugo fondamentale per le vicende romantiche, si vede un
fazzoletto in scena, i vecchi barboni della conservazione letteraria cominciano a rumoreggiare, c&rsquo
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.