HANS KELSEN (domanda probabile)
L’opera più conosciuta è un’opera del 1945 che si intitola “teoria generale del diritto e dello
stato”.
Il primo elemento è la differenza tra diritto e natura, come funziona la natura? I fenomeni
naturali funzionano secondo uno schema, se è A allora è B, se io metto una mano dentro una
pentola con l’acqua calda, mi scotto.
Se si verifica A, si verificherà necessariamente e automaticamente anche B, non si può dare A
senza ricevere B.
C’è un nesso tra A e B che conosciamo come “nesso di causalità”, se c’è una causa c’è anche
un effetto.
Ma il diritto funziona così? Se è A allora B, qui non c’è nessuna necessità nel senso
meccanico di prima, c’è una necessità nel senso del dover essere.
Se si verifica A allora dovrà esserci anche B, bisogna fare in modo che a un dato fatto siano
associate delle conseguenze che in questo caso non sono automatiche, ma si danno perché
c’è un dover essere che ce lo impone, Kelsen parla di un “nesso di imputazione”.
Se ci sono determinate premesse, è necessario ci siano determinate conseguenze.
Non c’è nessun dubbio che da un lato ci sia la natura con il suo nesso di causalità e dall’altra
c’è la società con i nessi di imputazione, nel mondo attuale stiamo assistendo ad una
contaminazione tra i due mondi.
Il diritto è una tecnica sociale che si basa su nessi di imputazione, è una tecnica che serve per
produrre determinate conseguenze.
A questo punto si può ragionare sulla natura della norma giuridica, campo che Kelsen chiama
“nomostatica” poi avremmo la necessità di passare a studiare la norma insieme alle altre
norme ed entreremo nella “nomodinamica”.
Noi veniamo da una convinzione netta, quella tipica del positivismo giuridico, la norma è un
imperativo e c’è bisogno che qualcuno comandi a qualcun altro.
Contesta molto ciò, perché la norma non è un comando? Lui è un anti imperativista, rivendica
il fatto che per lui la norma giuridica non sia un imperativo perché secondo lui non comanda
nulla, la norma giuridica non mi dice devi fare A, si limita a dire che se c’è A allora B, afferma
le sanzioni che devono seguire a qualche illecito.
Al verificarsi di certi comportamenti dovranno verificarsi certe conseguenze, la teoria di
Kelsen è una teoria del “giudizio ipotetico”.
Il diritto non è un comando, noi veniamo da una consapevolezza che comprendeva una
norma primaria e una norma secondaria, ma se sto al ragionamento di Kelsen la norma
primaria non esiste più.
La norma secondaria diventa primaria per Kelsen, quella che contiene la sanzione è la vera
norma giuridica, la norma è tale perché mi dice quali sono le conseguenze alle quali vado
incontro se non tengo un determinato comportamento.
Kelsen supera Austin, è la sanzione che costituisce il nucleo della norma giuridica.
A chi si rivolge veramente la norma giuridica? Poiché la norma è la conseguenza che deriva
dall’aver tenuto un certo comportamento, si riferisce a colui che deve applicare la sanzione.
Il destinatario dell’obbligo giuridico è chi ha il potere di farlo, chi deve arrivare e dire che chi ha
violato la norma deve allontanarsi da quel determinato luogo.
I cittadini solo indirettamente sono i destinatari dell'obbligo giuridico, quel dover essere si
rivolge al poliziotto, al funzionario.
La domanda è; quando una norma è valida? Validità=esistenza, sappiamo che la validità in
quanto esistenza della norma è diversa sia dalla giustizia che dall’efficacia.
La validità non solo è distinta dell'efficacia, ma non dipende da questa.
Se una legge naturale non vale in certi contesti, noi mettiamo in discussione la validità di
quella determinata legge naturale, quindi per le norme naturali se una legge naturale non vale
in certi casi vuol dire che in quel contesto…
Le norme giuridiche non funzionano così, la validità non dipende dall'efficacia ma è qualcosa
che appartiene al diritto in quanto il diritto esiste.
Esiste un fenomeno estremo, il contrario della consuetudine, ovvero la desuetudine, un venir
meno alla norma a causa della sua prolungata non attuazione.
Quando è valida una norma? Kelsen da una risposta che ci fa entrare nella nomodinamica, in
quello spazio in cui le norme sono in relazione tra di loro perché io non posso dire che una
norma è valida se non in relazione con altre norme.
la norma non è valida da solo, è valida e fa riferimento ad altre norme.
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Hans Kelsen
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