Estratto del documento

ITALO SVEVO

VITA:

Italo Svevo, il cui vero nome è Aron Hector Schmitz, nasce a Trieste nel 1861 da padre tedesco

e madre italiana. Trieste, in quel periodo, apparteneva all’Impero asburgico ma aveva una

cultura italiana: proprio questa situazione di confine crea in Svevo un senso di disagio e di

doppia identità, che lo porterà a scegliere lo pseudonimo “Italo Svevo”.

Da giovane viene mandato in Baviera insieme ai fratelli per studiare il tedesco, una lingua

fondamentale per il lavoro commerciale che il padre aveva in mente per lui. Tornato a Trieste,

frequenta l’Istituto Tecnico e si diploma, continuando nel frattempo a leggere molti autori

italiani e tedeschi.

Nel 1880, a causa di difficoltà economiche familiari, è costretto a interrompere gli studi e inizia

a lavorare come impiegato presso la banca , nella sede di Trieste, lavoro che svolgerà per

diciotto anni. Nonostante l’attività bancaria, non abbandona la passione per la letteratura:

scrive articoli, novelle e pubblica i suoi primi romanzi. Una vita e Senilità, però, non hanno

successo e vengono quasi ignorati dalla critica.

Nel 1892 muore il padre e Svevo conosce Livia Veneziani, che sposerà nel 1896. Dopo il

matrimonio entra nell’azienda del suocero, diventandone direttore. Questo nuovo lavoro lo

porta a viaggiare spesso all’estero e ad allontanarsi temporaneamente dalla scrittura.

Un momento molto importante della sua vita è l’incontro con James Joyce, tra il 1905 e il 1907,

quando lo scrittore irlandese vive a Trieste. Tra i due nasce un’amicizia profonda: Joyce

incoraggia Svevo e gli dà fiducia come scrittore, oltre ad aiutarlo a imparare l’inglese.

Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1923 Svevo pubblica La coscienza di Zeno, il suo

capolavoro. Questa volta il romanzo viene finalmente apprezzato e recensito positivamente,

anche da Eugenio Montale, che contribuisce a farlo conoscere.

Italo Svevo muore nel 1928 a Motta di Livenza, in seguito alle conseguenze di un incidente

automobilistico. È sepolto a Trieste, nella tomba della famiglia Veneziani.

i romanzi:

1. Una vita

Nel romanzo Una vita (1892) Italo Svevo presenta il personaggio di Alfonso Nitti, un tipico inetto, cioè

una persona incapace di affrontare concretamente la vita. Proveniente dalla provincia, Alfonso si

trasferisce in città e trova lavoro come impiegato di banca, ma vive questa condizione con

profonda frustrazione. Per sfuggire alla mediocrità della vita piccolo-borghese, tenta di conquistare

Annetta Maller, figlia del suo datore di lavoro, sperando in un riscatto sociale. Tuttavia, i suoi progetti

falliscono uno dopo l’altro e, consapevole della propria incapacità di vivere, Alfonso decide di

togliersi la vita.

2. Senilità

In Senilità (1898) il tema dell’inetti­tudine viene riproposto e ampliato, diventando il simbolo di

un’intera società in declino. Il protagonista è Emilio Brentani, che vive un’esistenza isolata insieme

alla sorella Amalia. L’equilibrio della loro vita viene sconvolto dall’incontro di Emilio con Angiolina,

donna affascinante di cui si innamora, ignorandone la reputazione. Emilio si allontana così dalla

sorella e dall’amico Stefano Balli, mentre Amalia si innamora segretamente di Stefano. La gelosia di

Emilio porta all’allontanamento dell’amico e alla progressiva solitudine di Amalia, che morirà. Alla

fine, Emilio abbandona Angiolina, confermando ancora una volta la sua incapacità di vivere

relazioni autentiche.

3. La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno (1923) è il capolavoro di Svevo. Il protagonista, Zeno Cosini, è un inetto

moderno, afflitto da una nevrosi che lo spinge a intraprendere una cura psicoanalitica. Attraverso il

racconto della propria vita, Zeno riflette sui suoi rapporti familiari, sentimentali e professionali,

mostrando un continuo disagio esistenziale. Al termine del percorso, Zeno arriva a una conclusione

paradossale: il vero malato non è lui, ma la vita stessa, caratterizzata da contraddizioni e instabilità.

svevo e la psicoanalisi

Nel 1918 Svevo lavora alla traduzione di una sintesi del saggio freudiano L’interpretazione dei sogni.

Anche se lo scrittore ha sempre sostenuto di non essere stato influenzato direttamente da Freud, è

evidente che la psicoanalisi ha avuto un ruolo importante nella sua visione artistica. In particolare,

Svevo sceglie di mettere al centro delle sue opere l’analisi dell’interiorità e dei conflitti psicologici.

I personaggi sveviani sono infatti nevrotici, secondo il significato freudiano del termine: presentano

manie, tic e lapsus che rivelano il loro disagio interiore. Tuttavia Svevo mantiene un atteggiamento

critico verso la psicoanalisi, poiché non crede nella reale efficacia del metodo terapeutico

freudiano, basato sull’analisi dei ricordi e dell’inconscio.

Nella Coscienza di Zeno questo metodo viene utilizzato dal Dottor S., ma l’esperienza dimostra che

la cura non porta a una vera guarigione. Svevo applica quindi il modello freudiano per indagare in

profondità la coscienza dell’uomo moderno, senza però credere che esso possa davvero risolvere il

suo disagio esistenziale.

LUOMO E IL SUO MALESSERE ESISTENZIALE

Secondo Svevo, l’uomo è alienato e malato, caratterizzato da inettitudine e senilità. Pur essendo

consapevole della propria condizione di crisi, cerca costantemente giustificazioni in un mondo

privo di regole, razionalità e certezze, dove gli entusiasmi vitali vengono annullati. La causa di

questa crisi è storica e sociale: l’evoluzione della società e delle leggi di produzione e mercato porta

alla rovina gli individui, distruggendo illusioni e sogni. L’unica possibile salvezza è individuale,

attraverso l’accettazione della propria precarietà e del “male di vivere”.

La focalizzazione interna

Svevo utilizza la focalizzazione interna per far entrare il lettore nella psiche dei personaggi. Nei primi

romanzi, Una vita e Senilità, la narrazione in terza persona permette di combinare il punto di vista

interno con il giudizio esterno del narratore. In La coscienza di Zeno, invece, il protagonista è l’unico

narratore e, essendo nevrotico e “inattendibile”, omette

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Italo Svevo  Pag. 1 Italo Svevo  Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Italo Svevo  Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yasmine.07 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della critica letteraria italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento "S. Anna" di Pisa o del prof Gomes Tommaso.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community