Istituti nonprofit
Istituti pubblici
Imprese
Istituti nonprofit -> esempio un’associazione sportiva, pensiamo quelli che operano nella
cooperazione internazionale, sono istituiti privati, nascono su iniziativa di persone, non sono una
emanazione dello stato. Fanno una attività di rilevanza pubblica, aiutano emigranti, offrono case
famiglie per le persone in difficoltà. Sono istituti privati, è un’attività di rilevanza pubblica,
nasce su iniziativa di privati. Non sono imprese.
Nonprofit -> non vuol dire che gli viene vietato conseguire degli utili ma è vietata la distribuzione
di utili, non si possono distribuire a nessuno devono rimanere negli istituiti cosa che nelle imprese
l’utile viene distribuito.
Sono privati e non sono imprese perché l’utile non può essere distribuito. Il nonprofit è un settore
enorme.
Nascono perché ad un certo punto un gruppo di privati ritiene che sia giusto impegnarsi in un altro
campo perché ritengono che gli altri istituti non facciano abbastanza in quel campo.
Perché nasce?
Il ragionamento è per esempio le famiglie non riescono a fare abbastanza così come lo stato, se lo
stato facesse benissimo il suo lavoro non nascerebbe l’istituto nonprofit che nascono perché
gruppi di privati pensano che non si faccia abbastanza in un determinato campo.
Questi istituti godono di agevolazioni fiscali, non pagano le stesse tasse delle imprese e lo
stato lo permette perché gli riconosce il valore della loro attività, è come se lo stato dicesse
se volessi gestire di più la salvaguardia dell’ambiente mi costerebbe di più quindi apprezzo che lo
facciano degli istituti privati.
Diverse aree di gestione. Che cosa c’è di specifico nella gestione caratteristica, finanziaria,
patrimoniale di questi istituti?
La gestione caratteristica è molto diversa ma c’è un elemento comune in questi istituti: il
fatto che una parte importante delle entrate di questi istituti è rappresentata da contribuiti e
donazioni, le donazioni sono uno degli elementi cardine che alimenta l’attività di questi istituti, tra i
contribuiti di cui godono questi istituti ricordiamo il lavoro volontario, molti volontari lavorano in
maniera non retribuita. Questi istituti non si reggono solo con il lavoro volontario, ma anche su
quello non volontario, se pensiamo agli istituti più complessi che sono delle organizzazioni
complesse che necessitano di figure professionali che sono retribuiti per il loro lavoro quindi non si
ha solo il lavoro volontario. Se osserviamo l’attività di questi istituti vediamo che ci sono quelli che
osservati dall’esterno sono assimilabili alle imprese -> pensiamo ad un’associazione sportiva in cui
osserviamo che si pagano degli abbonamenti e quindi possono apparire come delle imprese: c’è
un servizio a fronte del quale avviene il pagamento di un corrispettivo come avviene nelle imprese
ma con la differenza che il risultato finale non si può distribuire. Altri istituti per l’attività che
svolgono assomigliano a degli istituti pubblici, per esempio, i medici senza frontiera, centri di
accoglienza, sono attività gestite dal pubblico e da istituti nonprofit; quindi, si vede che ci sono
delle attività che assomigliano a quelle svolte dagli istituti pubblici.
Poi ci sono degli istituti di pura beneficienza, non hanno un’attività di produzione o erogazione di
un bene, per esempio Teletom che è una campagna mediatica in cui si raccolgano fondi che poi
sono destinati a finanziaria la ricerca scientifica medica in diversi ambiti, associazione che non
vende servizi ma raccoglie fondi sono istituti che dal punto di vista della gestione caratteristica
molto differenti, la loro attività spazia in campi differenti.
Gestione tributaria quindi che cosa caratterizza la gestione tributaria di questi istituti?
La gestione tributaria è l’insieme delle operazioni attraverso le quali un istituto calcola, definisce,
paga le imposte sui redditi, in questo caso gli istituti nonprofit godono di agevolazioni fiscali, i loro
carichi fiscali sono meno pesanti o nulli a seconda dei casi perché ci sono degli istituti che se
guardiamo le entrate che hanno fatte pari a 100, troviamo gli istituti nei quali 30 di questo 100
deriva dalla vendita di servizi un po' come fanno le imprese: un’attività market, un’altra attività non
market le donazioni, un’altra attività delle entrate magari sono contributi statali quindi può
accadere che a seconda dei casi gli istituti devono pagare delle imposte solo per l’attività market
quindi per la vendita di prodotti e servizi, in altri casi controllerà gli istituti che non pagano tasse.
=> Questi istituti hanno un carico fiscale nullo o inferiore a quello delle imprese perché lo stato
riconosce l’importanza che questi istituti svolgono in quanto svolgono una funzione sostitutiva dello
stato Se lo stato erogasse in maniera soddisfacente i servizi per esempio aiutasse le persone
con disabilità non ci sarebbe l’esigenza degli istituti nonprofit -> i quali compensano l’intervento
dello stato laddove ritenuto insufficiente o non adeguato, come se si sostituissero allo stato e
quest’ultimo ne riconosce l’importanza della loro attività, come se dicesse se volessimo erogare
questi servizi costerebbero molto di più e quindi la presenza di questi volontari riduce i costi per lo
stato il quale può fare di meno per l’ambiente, per la povertà perché ci sono degli istituti che
operano in questo campo quindi la presenza di questi istituti riduce o compensa l’intervento diretto
dello stato che ne riconosce l’importuna delle loro attività.
Qual è il rischio derivante dal fatto che questi istituti godono di agevolazioni fiscali rispetto alle
imprese?
Pensiamo al privato che istituisce un istituto nonprofit c’è il rischio che possano nascondere attività
imprenditoriali -> qualcuno abusi di questo istituto giuridico, magari andiamo in palestra e poi
questa palestra non è una società che offre servizi di mercati, diciamo che è un istituto nonprofit
che promuove lo sport. Il rischio è che si potrebbe utilizzato questo istituto, un’attività la si può
vestire come istituto nonprofit per pagare meno tasse.
Allora un soggetto con un intento fraudolento creare un istituto nonprofit e l’attività anziché
configurarla come una impresa la si configura come un istituto nonprofit -> importante
monitorare l’attività di questi istituti.
L’istituto non profit è vietata la distribuzione degli utili quindi se si è creato questo istituto per
nascondere un’attività a tutti gli effetti gli utili non si possono distribuire quindi come fare? Possono
dire io lavoro nell’istituto e possono far uscire i soldi dall’istituto aumentando il costo del personale
per far uscire i soldi quindi aumento gli stipendi. Ricavi, entrate 100 altri costi 50, costo del lavoro
50, l’utile si è azzero quindi i soldi anziché uscire come utile escono prima come costi. Gonfiare
dei costi o creare costi fittizi per servizi che non ci sono oppure i beni aziendali, intestare all’istituto
beni che poi sono indirizzati alle persone, compro una villa che poi usano. Gli accertamenti che
fanno le agenzie delle entrate riguardano anche questo.
quando osserviamo il bilancio in generale pensiamo che l’utile è distribuito come il compenso
del capitale proprio ma prima dell’utile ci sono dei costi che se aumentano l’utile diminuisce, se
abbiamo una impresa famigliare e potremmo anziché distribuire l’utile, magari i famigliari lavorano
hanno tutti uno stipendio alto per cui chi analizza i bilanci deve guardare la adeguatezza dei
compensi -> quando si analizzano i bilanci si guarda la congruenza. Il fatto che sia vietata la
distribuzione degli utili non impedisce che gli utili anche sottoforma di costi vengano distribuiti.
Gestione patrimoniale degli istituti non profit = insieme delle operazioni con le quali un istituto,
un’azienda investe in mezzi monetari che ha in eccesso rispetto a quanto richiesto dalla gestione
caratteristica per avere dei redditi aggiuntivi. Questi istituti hanno una gestione patrimoniale
non molto rilevante ma spesso questi istituti beneficiano molto di lasciti testamentari o
donazioni, quindi, hanno patrimoni importanti da gestione.
Gestione finanziaria è l’insieme delle operazioni attraverso le quali un istituto copre il proprio
fabbisogno finanziario -> una parte importante della copertura del fabbisogno finanziario
deriva dal capitale in prestito, deve andare in banca
Un’impresa chiede alla banca un finanziamento e la banca deve valutare il merito creditizio cioè
se è il caso di fare un prestito o meno, deve valutare la capacità dell’azienda di restituire il
finanziamento e per dimostrare ciò l’azienda mostra i propri bilanci per cui dimostrano di poter
rimborsare il finanziamento -> banca fa una analisi di bilancio.
Nelle imprese: i ricavi derivano dalla vendita di beni, servizi.
Ricavi – costi = reddito
Quindi l’impresa mostra alla banca il suo reddito. I ricavi di un’impresa sono dati, un’impresa che
vende mobili ha 1 milione di ricavi e quindi ricavi = prezzo per quantità, quanti abbonamenti
vendo e quanto costa un abbonamento. Il bilancio riguarda il passato, un’impresa mostra i dati
storici nel 2022 mostra il bilancio del 2021. Alla banca interessa ciò che otterremo in futuro e quindi
l’impresa deve fare delle previsioni sugli utili che avrà. Una neoimpresa non ha una storia, chiedo
alla banca di finanziarmi, la banca chiede quanto utile conseguirò anche per avere altri soci per
decidere se entrare in società guardo se avrò ricavi e i costi.
Quindi bisogna fare una previsione dei ricavi e dei costi.
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