IPERLIPIDEMIA di TIPO I
IPERCHILOMICRONEMIA FAMILIARE
- Deficit metabolico: insufficiente capacitá di smaltire Chilomicroni
- Deficit enzimatico: diminuzione o assenza di Lipasi Lipoproteica
- Deficit di APOPROTEINA C II
- Diagnosi: alterazione gene lipasi proteica
- Valori plasmatici: forte accumulo di CHILOMICRONI; forte aumento TRIGLICERIDI
- Segni e sintomi:
- epatosplenomegalia
- crisi dolorose addominali
- xantomi cutanei eruttivi
- retinopatia
- Terapia: assunzione lipidica giornaliera inferiore ai 20 gr
La malattia allo stato omozigote non si associa ad aterosclerosi precoce
IPERLIPIDEMIE di TIPO II a
Il fenotipo II a può essere dovuto a tre diverse malattie metaboliche:
- IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE MONOGENICA (5%)
- IPERLIPIDEMIA FAMILIARE A FENOTIPI MULTIPLI (15%)
- IPERCOLESTEROLEMIA POLIGENICA (80%)
IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE
(fenotipo II a)
- Trasmissione: Autosomica Dominante
- Difetto molecolare: Assenza, diminuzione o difetto dei recettori ad alta affinità per le LDL
- Gene: cromosoma 19
- Valori plasmatici: elevati livelli di LDL e di COLESTEROLO
- Segni e sintomi: deposizione colesterolo nella CORNEA e xantomi
- Diagnosi:
- ipercolesterolemia stabile dall'infanzia
- valutazione laboratorio numero recettori per LDL
- Terapia: inibitori della HMG-CoA reduttas; resine
Patologia strettamente associata ad aterosclerosi precoce
TERAPIA: STATINE ANCHE
IPERLIPIDEMIA di TIPO I
IPERCHILOMICRONEMIA FAMILIARE
- Deficit metabolico: insufficiente capacitá di smaltire chilomicroni
- Deficit enzimatico: diminuzione o assenza di Lipasi Lipoproteica
- Deficit di APOPROTEINA C II
Diagnosi: alterazione gene lipasi proteica (cromosoma 8p22)
Valori plasmatici: forte accumulo di CHILOMICRONI (anche a digiuno), forte aumento TRIGLICERIDI
- Segni e sintomi: epatosplenomegalia, crisi dolorose addominali, xantomi cutanei eruttivi, retinopatia
Terapia: assunzione lipidica giornaliera inferiore ai 20 gr
IPERLIPIDEMIE di TIPO II a
Il fenotipo II a può essere dovuto a tre diverse malattie metaboliche:
- IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE MONOGENICA (5%)
- IPERLIPIDEMIA FAMILIARE A FENOTIPI MULTIPLI (15%)
- IPERCOLESTEROLEMIA POLIGENICA (80%)
IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE
(fenotipo II a)
Trasmissione: Autosomica Dominante
Difetto molecolare: Assenza, diminuzione o difetto dei recettori LDL
Gene: cromosoma 19 (gene recettore LDL)
Valori plasmatici: elevati livelli di LDL e di COLESTEROLO
- Segni e sintomi: depositano colesterolo nella CORNEA, arco e xantomi
Diagnosi: ipercolesterolemia stabile dall'infanzia
Terapia: inibitori della HMG-CoA reduttasi, resine
Patologia strettamente associata ad aterosclerosi precoce
TERAPIA: STATINE ANCHE
Gene codificante per il recettore delle LD
Sono state individuate più di 620 mutazioni a carico di questo gene, che possono essere suddivise in 5 gruppi:
MutazioniAlterazioni recettorialiDifettoClasse IMancata sintesi del recettoreSINTESIClasse IIAccumulazione dei recettori nel RETRASPORTOClasse IIIImpossibilità di legare il ligandoLEGANDOClasse IVIncapacità di interagire coi recettoriCLUSTERINGClasse VImpossibilità alla dissociazione dei recettoriRICICLINOIPERLIPIDEMIE di TIPO II b
IPERLIPIDEMIA combinata familiare
- Trasmissione: autosomia dominante ad alta penetranza
- Difetto: elevata sintesi di APOB-100
- Valori plasmatici: elevati i livelli di LDL e VLDL
- Diagnosi: iper lipidemie nei consanguinei
- Associata a: OBESITA', ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito, ipertensione arteriosa e iperuricemia.
IPERLIPIDEMIE di TIPO III
DISBETALIPOPROTEINEMIA familiare
- Trasmissione: sia recessiva che dominante
- Difetto molecolare: forma mutata di APO-E (apoE2)
- Valori plasmatici: elevati livelli di COLESTEROLO e TRIGLICERIDI
- Segni e sintomi: xantomatosi palmare xantomi tubero-eruttivi al gomito
- Marker diagnostico: presenza di β-VLDL e comparsa nel tracciato elettroforetico di una grossa banda migrate nella zona della lipoproteina β.
- Terapia: Acido nicotinico e fibrati inibitori dell'HMG-CoA regime dietetico ipolipidico
IPERLIPIDEMIE di TIPO IV IPERTRIGLICERIDEMIA familiare
- Valori plasmatici: aumentati livelli di pre-ß lipoproteine (VLDL) e dei trigliceridi endogeni
Puo essere conseguenza di IPERTRIGLICERIDEMIA FAMILIARE e FENOTIPI MULTIPLI o di IPERTRIGLICERIDEMIA familiare
Tale patologia è strettamente associata alla malattia renale cronica, a causa della presenza della ipoproteina a.
- Valori superiori a 25-30 mg/dl rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo per l'aterosclerosi.
IPERLIPIDEMIE di TIPO IV IPERLIPIDEMIA MISTA
- Trasmissione: autosomica dominante
- Valori plasmatici: elevati livelli di chilomicroni e VLDL
Segni e sintomi: epatosplenomegalia, dolori addominali, xanomi cutanei. Siero: strato cremoso di trigliceridi.
Associata a: Obesità, ridotta tolleranza a glucosio, iperuricemia.
TERAPIE PER SIDLIPIDEMIE:
MODIFICA STILE DI VITA
- Terapia nutrizionale
- Riduzione del peso corporeo
- Attività fisica
- Astensione dal fumo
Migliora il profilo lipidico
Come deve essere la dieta?
- Dieta varia e con tutti i componenti nutrizionali
- Mantenere un peso ideale
Soggetti obesi (diabetici e non): Dieta ipocalorica
Soggetti normopeso (diabetici e non): Dieta isocalorica
Provvedimenti terapeutici: DIETA
- Controllo del sovrappeso.
- Aumento grassi mono (ac. oleico in olio d'oliva) e polinsaturi (Ω3 es. pesce e Ω6 es. vegetali/olio di semi).
- Riduzione grassi saturi (<7%: aumentano molto C LDL: es. burro, maionese, cioccolata, merendine, formaggi, insaccati, carne rossa).
- Riduzione colesterolo (<200 mg/die).
- Aumento fibre (da 10-25 g/die; frutta, verdura, legumi).
- Aumento del pesce (azzurro).
- Riduzione alcolici (trigliceridi).
- Riduzione grassi semplici (trigliceridi).
- Aumento di steroli vegetali (circa 2 g/die: pane, cereali, verdure, frutta, noci). Dal 2004 UE ha autorizzato produzione di yogurt con steroli vegetali con riduzione di circa 10% LDL.
Esercizio Fisico
- Ha effetti benefici su aterosclerosi poiché comporta un aumento della fibrinolisi, miglioramento della funzione endoteliale, riduzione del tono simpatico.
- Determina una riduzione di circa il 6% del colesterolo totale, del 10% di C-LDL ed un aumento di circa 5% di HDL.
- I migliori risultati si ottengono praticando almeno 30 minuti al giorno di esercizio fisico aerobico moderato.
Dislipidemie
- calo dei trigliceridi e delle principali lipoproteine che li veicolano (VLDL);
- nessuna modificazione dei livelli riducendo della colesterolemia totale;
- aumento delle HDL;
- lieva riduzione delle LDL (più marcata quando all'esercizio si associa un calo ponderale),
- modificazione delle particelle della loro composizione;
- riduzione delle particelle di piccole e dense;
- riduzione o nessuna modificazione di apo B;
effetto prevalentemente di assetto endocrino-metabolico determinato dall'esercizio fisico aerobico:
- riduzione dell'insulinemia, aumento del GH, cortisolo e catecolamine
- aumento dell' attività della lipoproteinasi, con aumento della lipolisi
- aumento dell' attività dell'enzima lecitina-colesterolo-acetiltransferasi (LCAT) e ridotta attività della trigliceridiasi epatica (HTGL)
Tutti questi effetti sull' aspetto lipidico si possono ottenere con l'esecuzione del lavoro aerobico ad moderata intensità per 3 volte alla settimana; un aumento di intensità e/o frequenza non comporta ulteriori miglioramenti sull'aspetto lipidico.
Obesità e Sindrome Metabolica
L' esercizio fisico di endurance agisce favorevolmente su tutte le alterazioni metaboliche di insulino-resistenza:
- aumenta la capacità del deposito glicogeno nei muscoli,
- riduce la sintesi delle proteine VLDL,
- aumento del HDL, riduzione delle LDL,
- riduce la FC e PA,
- evita il recupero ponderale nel trattamento dell' obesità,
- induce una preferenziale mobilizzazione dei lipidi dajri depositi viscerali.
- aumentata capillarizzazione muscolare,
- migliora la funzione endoteliale (inducendo lo shear stress).
Raccomandazioni:
- intensità moderata (50-70% del VO2 pico),
- durata superiore ai 30' per almeno 150’ la settimana,
- spesa calorica > 300 kcal: modificazioni dell’ assetto lipidico.
Funzione Endoteliale
- shear stress: forza esercitata dallo scorrimento del sangue parallelamente all' asse longitudinale del vaso. Questa forza è particolarmente elevata ed efficace quando il flusso è di tipo laminare, molto meno quando il flusso è turbolento.
Effetti dell'esercizio:
- raddoppio della velocità e della pulsatilità del flusso secondario ad aumento gittata cardiaca e quindi raddoppio del flusso laminare e dunque dello shear stress,
- miglioramento ed ottimizzazione della funzione endoteliale,
- la quantità di ossido nitro aumenta di oltre 13 volte dopo circa 4 minuti di esercizio dello shear stress, secondario all’attività fisica,
- aumento del numero di cellule progenitrici endoteliali, essenziali nell' attività di riparazione.
Tipo di attività fisica: walking
- camminare con ritmo di 5 km/ora consente di raggiungere un livello di intensità di attività moderato
- economico, può essere fatto in compagnia, rispetta l’ambiente, può essere facilmente inserito nella quotidianità
Physical activity through transport as part of daily activities WHO, 2002
FARMACI PER LE DISLIPIDEMIE:
- Statine
- Sequestranti di acidi biliari (es. colestiramina)
- Fibrati (aumentano attività di LPL con idrolisi trigliceridi)
- AC. Nicotinico
- Ezetimibe (inibisce selettivamente l’assorbimento intestinale del colesterolo sia alimentare, sia presente in acidi biliari)
- AC. Grassi Omega-3 (riducendo trigliceridi; riducono aritmie ventricolari, effetti antirombocitici, migliorano la funzione endoteliale, effetto antinfiammatorio)
- LDL-aferesi (in ipercolesterolemia familiare grave)
- Il colesterolo dopo viene trasformato in acidi biliari
- AC. Nicotinico presente nel NAD.
STATINE
- Più efficaci per ridurre i livelli plasmatici di C LDL.
- Agiscono in misura minore sulla riduzione dei trigliceridi e sull’incremento delle HDL.
- L’entità di riduzione è dosaggio-dipendente (può superare il 50%).
- Inibiscono l’enzima regolatore della sintesi epatica del colesterolo (HMGCoA-reduttasi).
- Riduzione della concentrazione intracellulare di colesterolo.
- Aumento, sulla superficie cellulare dell’epatocita, del numero dei recettori per le LDL con maggiore captazione di LDL plasmatiche. Questo provoca ulteriore riduzione della colesterolemia.
- Cosiddetto “effetto pleiotropico”, legato alla inibizione della sintesi degli isoprenoidi, anch’essi derivati dall’HMGCoA. Gli isoprenoidi sono utilizzati per la prenilazione di diverse proteine, coinvolte in complesse attività della parete vascolare.
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Endocrinologia - le iperlipidemie secondarie
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Endocrinologia - la terapia delle iperlipidemie
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Iperlipidemie
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Diabete di tipo 2, terapia farmacologica - Test