METODOLOGIA PER LA SCELTA DEI MATERIALI
La scelta del materiale e del processo non avviene in serie ma in parallelo.
Si parte dai requisiti di progettazione (design requirements) e, tenendo in
considerazione i costi, le performance e altri fattori come l'impatto ambientale,
si scelgono il materiale e il processo. È importante scegliere il materiale
specifico in base al processo produttivo scelto.
La selezione dei materiali è un'attività critica e complessa in quanto devo
considerare nuove tipologie di materiali innovativi, nuovi processi produttivi, le
tecnologiche dei materiali correnti, forte competizione fra i produttori dei
materiali, ecc…
Esistono 2 metodologie per la scelta dei materiali:
1) METODO INTUITIVO
Processi di selezione non sistematici, basati sull’esperienza. Ci sono 4 tipologie
di metodi intuitivi:
First best material: viene scelto il materiale che viene usato più spesso
Same material as for a similar part: si basa sul fatto che un materiale che
lavora been per un’applicazione, si comporterà nello stesso modo per
un’applicazione analoga
Problem solving material selection: se il materiale scelto col metodo
precedente non va bene, scelgo un materiale dello stesso gruppo ma più
performante
Searching material selection: il progettista non conosce un materiale
adatto. Visiona quindi nuovi materiali spendendo diverso tempo per la
ricerca. Tra i vantaggi troviamo che vengono comunque selezionati dei
materiali che già si conoscono. Mentre tra gli svantaggi troviamo il
trascurare materiali sconosciuti che potrebbero essere migliori e i
conseguenti costi
2) METODI SISTEMATICI
I metodi sistematici si usano per minimizzare i costi dell’intero progetto e per
sviluppare una soluzione progettuale ottimale. Il materiale viene scelto durante
la progettazione o ri-progettazione. La scelta del materiale influenza
direttamente la geometria del componente; si deve evitare di
cambiare il materiale quando la geometria è stata definita (aumento dei
costi). Tale scelta viene eseguita dal progettista, anche in collaborazione con
dipartimenti aziendali specifici per i materiali o fornitori esterni.
I metodi sistematici si basano su formulazione delle specifiche trasferimento
delle specifiche in termini di proprietà (meccaniche, chimiche, tecnologiche…)
trovo la tipologia di materiali che soddisfano queste proprietà trovo i
materiali all’interno del gruppo che soddisfano le proprietà seleziono il
materiale migliore.
Il metodo sistematico cerca di superare le criticità del metodo intuitivo; esso è
costituito da 4 step:
1. Trasformazione specifiche in proprietà: la specifica tecnica deve
essere collegata alla proprietà del materiale in modo tale da poter dire:
“se ho una certa massa dovrò trovare un materiale con una certa
densità”. Le linee guida per la trasformazione delle specifiche in proprietà
sono: le specifiche devono essere indipendenti dai materiali che poi
verranno impiegati. La scelta della soluzione deve essere una
conseguenza della specifica e non deve essere influenzata da scelte
precedenti; le specifiche devono essere formulate in termini di proprietà
dei materiali; tutte le specifiche essenziali devono essere considerate; le
specifiche devono essere formulate da un punto di vista quantitativo e
non qualitativo (finché possibile); le specifiche derivanti dal costo devono
essere sempre considerate.
2. Pre-selezione gruppi di materiali: l’obiettivo è quello di selezionare il
gruppo di appartenenza del materiale che verrà usato per realizzare il
componente; questo perché prima di selezionare un materiale specifico
deve essere selezionato il gruppo. Le attività che si possono svolgere in
parallelo con quest’attività sono la selezione del processo produttivo con
cui realizzare il prodotto e l’individuazione della geometria del
componente
3. Selezione materiali all’interno del gruppo: ora bisogna identificare il
materiale specifico all’interno del gruppo, che soddisfi tutte le proprietà
che sono state identificate. Per far questo, le specifiche di prodotto
vengono messe in relazione, attraverso formulazioni matematiche, con le
proprietà che il materiale deve possedere. In particolare, le proprietà del
materiale possono essere relative all’uso (quelle che caratterizzano il
comportamento del materiale quando il componente viene usato. es:
resistenza alla corrosione, all’usura), relative alla produzione (quelle
relative alla lavorabilità del materiale. es: lavorabilità, saldabilità),
relative alla disponibilità (costo, disponibilità nel mercato).
4. Ottimizzazione dei materiali selezionati: al termine della fase
precedente, si possono aver selezionato più di un materiale in grado di
rispettare le proprietà richieste. Questa fase serve per ordinare i materiali
individuati nella pre-selezione e per selezionare il materiale migliore; per
far questo, si deve selezionare una funzione obiettivo che dovrà essere
minimizzata o massimizzata.
METODOLOGIA PER LA SCELTA DEL PROCESSO PRODUTTIVO
Per processo si intende un metodo per formare, unire o finire un materiale. La
scelta dipende da: materiale, dimensione, forma, precisione e quantità da
produrre. Per metodologia per la scelta dei processi, si intende trovare il
miglior processo in grado di soddisfare le specifiche (esempi: materiale a bassa
temperatura di fusione può essere ottenuto per fonderia; forme snelle possono
essere realizzare per laminazione o trafilatura).
Flusso di attività per la scelta del processo:
1. Converto le specifiche tecniche in proprietà del processo
2. Filtro le tecnologie produttive in base a queste proprietà definendo prima
il gruppo e poi il processo specifico
3. Ordino le tecnologie produttive in base ad una funzione obiettivo
(classificazione dei processi)
4. Verifico che la scelta del processo produttivo sia compatibile con le altre
scelte fatte
5. Ricerca delle informazioni di supporto del processo
Screening dei processi
Lo screening dei processi è il cuore di questa metodologia; è la fase relativa
all’identificazione e all’eliminazione dei processi che non permettono di
raggiungere gli obiettivi prefissati. Quest’attività viene eseguita attraverso
l’utilizzo di alcuni strumenti quali matrici e diagrammi di selezione del processo
oppure mediante appositi software.
PROTOTIPAZIONE FISICA E VIRTUALE
Embody significa “dare a qualcosa un'espressione tangibile”. I prototipi e la
prototipazione svolgono un ruolo importante nella progettazione e nello
sviluppo del prodotto in quanto aiutano i progettisti a identificare i problemi e
aiutano la comunicazione tra esperti di diversi reparti funzionali.
Prototipazione fisica
Un prototipo fisico è un modello realizzato con materiali e sostanze reali. I
prototipi possono essere tradizionali (asportazione di materiale); prototipi rapidi
(aggiunta di materiale); prototipi ibridi (sia rimozione che aggiunta di
materiale).
La prototipazione fisica invece è la costruzione e collaudo di un prodotto fisico.
Possono essere classificati per fabbricazione a mano (modo più tradizionale per
creare prototipi); lavorazioni meccaniche; prototipazione assistita da computer.
Prototipazione virtuale
La prototipazione virtuale è un modello geometrico di un manufatto arricchito
con una serie di informazioni sulla sua natura e sul suo comportamento fisico e
meccanico
Un prototipo virtuale, o modello digitale, è una simulazione al computer di un
prodotto fisico che può essere presentato, analizzato e testato. La costruzione
e il collaudo di un prototipo virtuale si chiama prototipazione virtuale.
La prototipazione virtuale è un metodo utilizzato nel processo di sviluppo del
prodotto. Implica l'utilizzo di software CAD (Computer Aided Design) e CAE
(Computer Aided Engineering) per convalidare un progetto prima di impegnarsi
a realizzare un prototipo fisico.
Normalmente dal CAD, che crea il prototipo virtuale si passa al CAE, che
esegue i test sperimentali. Alle volte delle revisioni sono inevitabili e quindi
bisogna tornare dal CAE al CAD; in generale meno revisioni si devono fare
meglio è. La soluzione ottimale sarebbe quella di utilizzare un unico software
che comprenda sia CAD che CAE, in maniera tale da aumentare l'efficienza. Un
esempio di software che integra sia un sistema CAD che un sistema CAE è
Siemens NX
Sebbene il costo del software e dell'hardware associato sia elevato e il tempo di
apprendimento per utilizzarli sia lungo, è ampiamente accettato che la
prototipazione virtuale sia un approccio più economico e veloce per il mercato
rispetto alla prototipazione fisica.
Il prototipo è originato da un sistema CAD. Il sistema CAD non va visto come un
qualcosa che crea un prototipo virtuale indipendentemente da quello che c'è
attorno ma come un qualcosa che mi permette di dare una forma ad un
oggetto, la quale viene arricchita con degli attributi e il risultato di questa
modellazione può essere riutilizzato per simulare il processo produttivo e altri
aspetti.
Sistemi computer aided Design
La progettazione assistita da computer (Computer Aided Design, CAD) consiste
nell'uso di sistemi informatici (o workstation) per aiutare nella creazione,
modifica, analisi o ottimizzazione di un progetto.
un CAD viene utilizzato per generare modelli virtuali geometrici. Il modello
rappresenta una geometria nominale (esatta o approssimata). Il modello
geometrico è rigido in quanto la simulazione della deformazione non è gestita.
La classificazione varia in base al modello (cad 2D o 3D) , alle funzionalità
(schizzo, forma libera…), all’integrabilità…. L’ultima classificazione è in base al
segmento di mercato: prezzo medio, per esigenze di modellazione più comuni
ma non per sviluppare sistemi complessi; prezzo alto, per gestire sistemi e
prodotti complessi che devono essere studiati da più punti di vista.
Sistemi CAD 2D
L’applicazione dei sistemi CAD 2D è la messa in tavola. Lo svantaggio
principale sta nel fatto che non è possibile realizzare simulazioni complesse; in
compenso, però, i vantaggi dei sistemi CAD 2D sono:
Facile gestione delle parti
Velocità nella rappresentazione del progetto
Visualizzazione del disegno migliorata su scale diverse
Sistema CAD 3D
I sistemi CAD 3D sono molto più performanti rispetto ai 2D perché è possibile
fare simulazioni e inoltre perché cono
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Appunti Ingegnerizzazione di prodotto
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Ingegnerizzazione di prodotto
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