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STEP 2 METODI DI GESTIONE

Target costing

Il Target Costing è un metodo che viene utilizzato per la gestione del costo e ha

come obiettivo quello di definire un prodotto il cui costo (“target price”)

consenta un margine di profitto accettabile, considerando il prezzo di mercato

Kaizen Costing

stimato. Un’altra metodologia per la gestione del costo è il

(miglioramento continuo), il quale viene utilizzato per individuare le possibilità

di miglioramento dei costi nelle fasi di produzione e distribuzione.

L’applicazione di questa metodologia prevede un processo di miglioramento

continuo tramite una serie di interventi marginali che singolarmente hanno un

impatto limitato, ma che nel complesso possono produrre effetti notevoli. Il

miglioramento continuo si può ottenere eliminando i fattori causa di ritardi e

sprechi, l’eliminazione di attività prive di valore aggiunto ecc…

In passato si utilizzava il Cost Plus Pricing invece del Target Costing:

Il metodo Cost Plus Pricing non è applicabile in mercati competitivi, in quanto il

prezzo di vendita diventa una variabile non gestibile perché determinata dal

mercato stesso.

Dunque, dal confronto con il Cost Plus Pricing si è potuto capire come il Target

Costing non sia soltanto una tecnica di calcolo dei costi ma un insieme di

comportamenti volti a ridurre il costo di un prodotto in modo coerente con le

esigenze del mercato. E’, quindi, uno strumento fortemente orientato al

mercato, di cui si vogliono soddisfare le richieste di prezzo, qualità e

funzionalità dei prodotti. E’ un processo di progettazione congiunta (concurrent

design) che si realizza attraverso la costituzione di équipe interfunzionali in cui

lavorano progettisti, ingegneri, responsabili degli acquisti e della produzione,

personale del marketing e delle vendite e, spesso, anche i fornitori. Dall'analisi

di mercato si definisce il Target Price e, quindi, il Target Cost (per prodotti più

complessi il Target Cost deve essere suddiviso per i singoli gruppi funzionali

fino ad arrivare anche ai componenti); bisogna progettare il prodotto

rispettando il target fino ad arrivare ad avere un costo più basso del target. A

questo punto il Target Cost sarà mandato all'ufficio marketing e sarà utilizzato

per definire il prezzo di vendita.

Value analysis

La Value Analysis mira ad un miglioramento continuo del valore di un prodotto

(o di un processo) percepito agli occhi del consumatore. Si parte dal definire

cosa vuole un consumatore e cosa desidera maggiormente. Da qui si vanno a

definire le funzioni che il prodotto deve assolvere e, per ogni funzione, si va a

valutare quale sarà la sua importanza/valore (lato consumatore) e il suo costo

(lato azienda). Per ogni funzione bisogna massimizzare il rapporto tra questi,

ovvero il rapporto importanza/costo; quindi, l’azienda ha il compito di

massimizzare il valore e di minimizzare il costo.

Valore: il rapporto tra una funzione per la soddisfazione del cliente e il costo di

questa funzione

Funzione: l'effetto generato da un prodotto o da uno dei suoi elementi per

soddisfare i bisogni del cliente

Bisogno: qualcosa che è necessario o desiderato dal cliente.

STEP 3 METODI DI DESIGN

Design to cost

Il Design to Cost è un approccio sistematico per controllare i costi di sviluppo

prodotto. In letteratura si possono trovare 2 definizioni simili tra loro ma che

presentano delle differenze:

Design for Cost: è un metodo che viene utilizzato per ridurre il costo del

 ciclo vita del prodotto e in cui il costo di un prodotto non deve

necessariamente raggiungere un target. È un metodo guidato

dall’ingegneria.

Design to Cost: è un processo iterativo di riprogettazione di un progetto

 al fine di raggiungere un certo target/budget. È un metodo guidato dal

management.

Design to Value

Il Design to Value è un metodo che permette alle aziende di concentrare i loro

sforzi di innovazione sulle caratteristiche che i loro clienti sono disposti a

pagare; quindi, ha come obiettivo il miglioramento del prodotto.

LIFE CYCLE COSTING

Entriamo nello specifico del costo. La definizione del costo più generale

possibile è quella di Life Cycle cost.

Life Cycle costs: costo del prodotto nel suo intero ciclo vita. È il costo che va

dalla nascita del prodotto fino alla sua dismissione.

Total costs: costo che va dalla nascita del prodotto fino alla distribuzione del

prodotto verso il consumatore (considera il materiale, i costi di progettazione e

i costi del processo produttivo).

Manufacturing costs: costo che fa riferimento al processo produttivo, ovvero

alla materia prima e alla trasformazione della materia prima.

METODOLOGIA LIFE CYCLE COSTING: è una valutazione del costo di un

bene/servizio, considerando un orizzonte temporale esteso al periodo di

utilizzo, successivo alla produzione, fino la dismissione del bene.

Vita Utile

Per poter definire il Life Cycle cost è necessario definire prima che cos’è la vita

utile (ovvero l’arco temporale dell’analisi). Esistono 3 tipi di vita utile:

Vita fisica: è il periodo al termine del quale il prodotto non è più in grado

 di fornire il servizio richiesto (ai livelli qualitativi previsti). La sua durata è

influenzata dai fenomeni di deterioramento ed usura.

Vita tecnologica: è il periodo al termine del quale è economicamente

 conveniente la sostituzione del prodotto con prodotti nuovi di avanzata

tecnologia anche se il prodotto è ancora in grado, dal punto di vista

tecnico, di Costi azienda Costi consumatore fornire il servizio richiesto. Il

fenomeno è strettamente legato alla durata della vita tecnologica e

all’obsolescenza.

Vita fiscale: : è l’orizzonte temporale stabilito per l’ammortamento del

 bene; ogni macchina ha un costo d’acquisto che, da un punto di vista

fiscale, viene distribuito in diversi anni (o in ore di funzionamento).

È l’azienda o il consumatore che sceglie qual è l'orizzonte temporale più

opportuno per il quale andare a valutare Life Cycle cost.

La vita utile di un asset è influenzata da interventi di manutenzione

straordinaria, l’inutilizzo del bene o un uso differente del bene.

Attualizzazione

Più prodotti possono essere confrontati se analizzati nello stesso orizzonte

temporale; a tal proposito, si parla di attualizzazione. Il Life Cycle cost può

essere fatto “a preventivo” o “a consuntivo”: “a preventivo” vuol dire che in

fase di progettazione voglio capire quali saranno i costi da sostenere nella vita

utile del prodotto; in tal caso, ho l'esigenza di attualizzare i flussi economici che

si generano in momenti temporali futuri dal periodo temporale attuale. “A

consuntivo” significa che ho già il prodotto è che non devo fare previsioni (è

una sorta di contabilizzazione).

Dunque, l’esigenza è quella di confrontare costi e benefici che si verificano in

diversi periodi di tempo. Il metodo con cui viene eseguita l’attualizzazione si

basa sul principio che quando si confrontano due o più opzioni, è necessaria

una base comune per garantire una valutazione equa. In particolare, il

riferimento temporale che viene preso in considerazione è il presente (tutte le

spese future devono essere riportate al loro valore attuale).

Total Cost of Owership

Il Life Cycle cost lo si usa per prodotti di consumo. Il gemello nell'ambito di

processi produttivi è chiamato Total Cost of Ownership. Consente di effettuare

una valutazione preventiva di una scelta di investimento che tenga in

considerazione tutti i costi che verranno sostenuti una volta “entrati in

possesso” del bene o servizio oggetto della decisione.

Il prezzo di acquisto iniziale è di solito solo la 'punta dell'iceberg' in termini di

costi che si dovranno sostenere. Bisogna tenere in considerazione costi diretti e

indiretti (fissi e variabili); a tal proposito, è necessario stimare CAPEX e OPEX.

CAPEX: è la punta dell’iceberg; rappresenta i costi di investimento

 OPEX: costi operativi, ovvero i costi che l’azienda deve affrontare per far

 funzionare il macchinario stesso.

Per ridurre il Life Cycle cost posso avere costi d’investimento bassi, mantenere i

costi operativi bassi ed evitare perdite di energia

TOTAL COST Il Total cost è il costo che va dalla nascita del

prodotto fino alla sua distribuzione verso il consumatore.

Il Total Cost di un prodotto può essere rappresentato come una sorta di cubo e i

costi possono essere raggruppati in tre modi differenti (le tre facce del cubo:

1. Costi suddivisi in base al tipo (materiali, lavorazioni…)

2. Costi suddivisi in base alla tipologia amministrativa (costi diretti o

indiretti)

3. Costi suddivisi in fissi o variabili

Ci sono diversi modi comuni per categorizzare i costi di prodotto come, ad

esempio, non ricorrenti e ricorrenti, fissi e variabili, diretti e indiretti. Vediamoli

a confronto

COSTI FISSI E VARIABILI

I costi fissi sono quelli che rimangono relativamente costanti durante il

 ciclo di vita del prodotto. Sono indipendenti dal volume di produzione o

dall'output e includono elementi come ammortamento, tasse, interessi

sul capitale investito, spese amministrative, ecc.

I costi variabili, viceversa, sono una funzione del livello di produzione o di

 attività. Quando i livelli di produzione aumentano, i costi variabili

aumentano. I costi variabili, che di solito includono manodopera,

materiali, attrezzature, servizi, e i costi operativi, sono molto più rilevanti

per i progettisti durante la stima del costo del prodotto. L'intersezione tra

i costi totali (costi fissi + costi variabili) e i ricavi prende il nome di “punto

di pareggio” (BEP); da quella quantità in avanti l'azienda genererà profitti

COSTI RICORRENTI E NON RICORRENTI

I costi non ricorrenti, che di solito sono chiamati costi di capitale o

 investimenti di capitale, includono strutture ammortizzabili (ad esempio,

attrezzature e strumenti di produzione) e investimenti di capitale non

ammortizzati come terreni

I costi ricorrenti sono una funzione diretta dei costi di produzione o di

 sviluppo del prodotto che si verificano più e più volte.

COSTI DIRETTI E INDIRETTI

I costi diretti sono quelli che possono essere ricondotti a un prodotto

 specifico, come i costi diretti del lavoro e dei materiali

I costi indiretti sono quelli che non possono essere ricondotti a un

 prodotto specifico ma che sono comunque necessari per la produzione.

Alcuni esempi di costi indiretti includono

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bulabula10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ingegnerizzazione di prodotto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Mandolini Marco.
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