TRATTAMENTI TERMICI
I trattamenti termici si basano sull'applicazione della temperatura su un
componente. Sono possibili fattori di deformazione plastica/distorsione.
1. Evitare brusche variazioni di spessore del componente
2. Parti lunghe e sottili (come la biella) dovrebbero essere simmetriche e
arrotondate
3. Come per l'estrusione, le geometrie devono essere quanto più centrate
possibili
4. Per fori (o asole) evitare che ci siano degli spigoli vivi
5. Fori (o asole) non devono essere posizionati troppo vicini al bordo: è
preferibile lasciare almeno una volta e mezzo il diametro del foro.
6. Mozzi: valutare se conviene dividerli in più parti
7. Conviene avere fori passanti piuttosto che fori i ciechi per evitare
problemi di distorsione
DESIGN FOR MANUFACTURING (FUSIONE)
1. Progettare getti grezzi versatili per realizzare più componenti; nel
progettare un componente che deve essere realizzato per fusione,
bisogna fare attenzione a ciò che progettiamo
2. Quando progettiamo il grezzo, dobbiamo considerare che dopo il
processo fusorio questo potrebbe essere lavorato alle macchine utensili
e, quindi, bisogna prevedere delle geometrie addizionali che non
serviranno alla funzionalità ma alla presa del pezzo in macchina.
FUSIONE IN TERRA
È un processo che utilizza la forma transitoria e che è poco preciso a causa dei
problemi legati al ritorno plastico, all’allineamento delle staffe, al fatto che
bisogna prevedere il sovrametallo, ecc… (creo la forma dal modello, distruggo
la forma ed estraggo il grezzo)
1. Quindi, bisogna progettare un modello (che serve per creare la forma in
sabbia) con dimensioni maggiorate a causa del ritiro
2. Come nella forgiatura, bisogna che le parting lines, ovvero le superfici di
separazione, siano piane perché, in tal modo, si ha un ciclo di formatura
più rapido, una precisione più accurata e costi più bassi.
3. Angoli di sformo: nella fusione in terra, servono per distaccare il modello
dalla forma in sabbia. Questa conicità conferita al modello dagli angoli di
sformo è necessaria perché nel momento in cui estraggo il modello si va
a deteriorare la forma. Bisogna avere angoli di sformo maggiori per
modelli in legno e angolo di sformo minori per modelli in acciaio; sono
importanti anche i sottosquadri.
4. Considerare la direzione di solidificazione, cioè considerare il flusso del
materiale dal canale di colata verso l'interno del pezzo al fine di garantire
un corretto riempimento della cavità evitando porosità legate al ritiro.
Evitare di iniettare materiale in una zona sottile in quanto la cavità
potrebbe non riempirsi completamente (perché solidifica
prematuramente) e perchè potrei avere cavità di ritiro.
5. Fare attenzione ai “punti caldi”, ossia quei punti dove lo spessore del
componente è superiore rispetto a quello che c'è nell'intorno; conviene
garantire spessori più omogenei possibili. La zona a spessore maggiore è
l'ultima a solidificarsi; ciò comporta una contrazione del volume (ritiri)
che è causa della porosità
6. Le nervature sono molto utili perché irrigidiscono localmente il pezzo
senza aumentare eccessivamente il peso. Però, bisogna evitare che si
intersechino più nervature perchè, in questo modo, si genera un punto
caldo chiamato “hot spot”. Per evitarli posso usare gli spigoli vivi e
inserire raccordi interni ed esterni
7. Spessori più costanti possibili (meno di 6 mm) perché nei processi fusori
ho variazioni di temperatura significative.
8. Laddove le variazioni di spessore non possono essere evitate (per
esigenze funzionali), evitare brusche variazioni di spessore
9. Gli spessori interni devono essere leggermente più sottili delle dimensioni
degli elementi esterni
10. Fori e cavità: fori con cavità sotto un certo diametro non sono
fattibili e nemmeno convenienti perché implicherebbero o l’uso di
sporgenze troppo sottili (cedevoli, fragili) oppure l’uso di anime molto
sottili, che non riuscirebbero a reggere la pressione idrostatica. Se non
possono essere realizzati tramite processi fusori, i fori si eseguono per
asportazione di truciolo; in tal caso, si può realizzare un “invito alla
foratura” tramite il processo fusorio.
11. Evitare protuberanze perché ho variazioni troppo brusche di
spessore; cercare di avere uno spessore omogeneo
12. Ridurre sottosquadri: i sottosquadri ci possono essere ma in
generale è preferibile modificare la geometria del pezzo per evitare
anime e sottoquadri e avere, quindi, costi più bassi.
13. Sovrametallo: la fonderia in terra è un processo poco preciso.
Bisogna prevedere un sovrametallo per le superfici che devono essere
rilavorate di macchina utensile. Il sovrametallo deve prevedere riduzioni
di dimensioni, deformazioni residue e, magari, aspetti di ossido
superficiale. Una crescita delle dimensioni del pezzo comporta
sovrametalli maggiori proprio per la precisione intrinseca del processo.
FUSIONE IN CONCHIGLIA
È un processo fusorio che utilizza la forma permanente. Gran parte delle linee
guida della fusione in terra valgono anche per la fusione in conchiglia;
cambiano, ovviamente, i valori (spessori minimi, sovrametalli, dimensioni
minime dei fori e delle asole). La fusione in conchiglia, quindi, è una
lavorazione che utilizza una forma permanente realizzata in materiale metallico
e che può utilizzare le anime così come la fusione in terra.
1. Ridurre sottosquadri
2. Angoli di sformo: nella fusione in conchiglia non servono per rimuovere il
modello dalla forma (in terra) ma servono a rimuovere il getto solidificato
dalla forma.
3. Sono necessari i raccordi per evitare spigoli vivi: i raggi di raccordo
devono essere circa 3 volte lo spessore del getto.
4. Spessori minimi non sotto i 3 mm. Pur essendo spessori più bassi rispetto
alla fusione in terra, non possono scendere al di sotto di 3 mm altrimenti
si rischia di avere zone delle cavità non riempite.
5. Il sovrametallo di lavorazione deve essere compreso tra 0,8-2 mm; è
ancor più basso rispetto alla fusione in terra.
PRESSOFUSIONE
Si tratta di un processo in cui una lega leggera viene iniettata in uno stampo in
materiale metallico in pressione. I sottosquadri non vengono realizzati con
anime ma con carrelli, ossia degli elementi mobili che occludono la cavità che
deve essere riempita.
1. Evitare situazioni in cui si hanno nervature importanti a ridosso di
superfici che hanno una finalità estetica; questo perché, durante il
raffreddamento, potrebbe verificarsi una deformazione (ritiro) in
direzione opposta alla nervatura. Per evitare ciò, bisogna o mettere una
gola, o mettere più nervature ma di dimensioni minori o allontanare la
nervatura dalla superficie in vista.
2. Le nervature non devono essere più larghe dello spessore e non devono
essere più alte di 4 volte lo spessore
3. Evitare spigoli vivi per agevolare il riempimento della cavità: più raggi di
raccordo ci sono, più la cavità viene riempita omogeneamente e, inoltre,
evito che durante il raffreddamento si concentrino delle deformazioni che
comporterebbero tensioni residue le quali, a loro volta, genererebbero
delle cricche. Le cricche, sommate alle forze esterne, possono portare
alla frattura del pezzo!
4. I fori passanti devono essere svasati da entrambi i lati (laddove
possibile).
5. Se possibile, realizzare i fori sagomando opportunamente i due gusci
dello stampo piuttosto che con carrelli
6. Evitare che i carrelli vengano utilizzati per sottosquadri che vanno da una
parte all'altra dello stampo
7. Nella pressofusione si possono annegare elementi metallici (inserti) per
facilitare la successiva operazione di assemblaggio
8. I sovrametalli devono essere molto bassi (di circa 0,5 mm); tuttavia,
possono aumentare all'aumentare della dimensione del getto. Si
ottengono, infatti, superfici molto prossime a quelle finali
9. La forma è il negativo del componente da realizzare: la forma, che è
permanente, è realizzata con lavorazioni per asportazione di truciolo;
quando non è possibile, la forma è realizzata con tecniche di
elettroerosione (costi più elevati). È utile realizzare forme concave o
convesse (senza spigoli) in modo tale da lavorarle per fresatura
10. Si possono inserire, così come per iniezione plastica, scritte e loghi
in sporgenza o in rientranza rispetto al pezzo
INIEZIONE PLASTICA
L'iniezione plastica non è un vero e proprio processo fusorio perché non ho una
Lega metallica ma materiale polimerico iniettato nella forma metallica. È una
tecnologia molto potente perché permette di realizzare componenti con una
complessità significativa; tuttavia, gli stampi possono essere molto costosi.
1. Cercare di inglobare in un componente quante più funzionalità possibili e
realizzare quanti più componenti possibili perché, anche se aumentasse il
costo dell'investimento, questo andrebbe a spalmarsi sul numero di
componenti realizzati
2. integrare più componenti tra loro
3. Estrattori: elementi cilindrici (non presenti nella fusione) con una
superficie sagomata che andranno a spingere il componente fuori dalla
cavità (lato matrice) una volta che il punzone si è allontanato alla
matrice. Sono elementi di discontinuità rispetto alla superficie del pezzo:
vanno posizionati nella zona nascosta del pezzo (nel guscio interno)
perché lasciano delle impronte sul pezzo (un minimo segno ci sarà
sempre). Più l'estrattore è ben sagomato e meno si vedrà questa
impronta; è più evidente quando l’estrattore capita su una superficie
freeform (e non piana).
4. Spessore minimo realizzabile: gli spessori sono ancora più bassi di quelli
ottenibili con la pressofusione. Se le dimensioni del componente
aumentano, anche gli spessori minimi aumentano. Bisogna avere
spessori più uniformi possibili; laddove non si può, bisogna cercare di
ottenere variazioni graduali. Dove ci sono nervature, queste non devono
essere troppo alte (spesse) perché possono portare a deformazioni locali.
5. Fronti di saldatura: i fori sono possibili ma comportano la divisione del
flusso (splitting del flusso plastico in più flussi). Se due flussi plastici si
incontrano a temperature diverse (o a temperature basse) i due fronti
non si saldano correttamente: si possono vedere delle linee.
6. La distanza minima tra due fori o tra un foro e la parete laterale deve
essere almeno pari al diametro
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Appunti per l'orale di Ingegnerizzazione di prodotto
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Appunti di Sviluppo e ingegnerizzazione del prodotto
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Appunti ingegnerizzazione di prodotto - Parte 4/9
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Appunti Ingegnerizzazione di prodotto - Parte 9/9