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CHI È LA PERSONA CON DISTURBO MENTALE?

COS'È LA SALUTE MENTALE?

Si tratta di uno stato di salute dinamico in cui vi è una ricerca di un continuo equilibrio della persona con il proprio ambiente) equilibrio di

relazione, del tono dell'umore, affettivo, comportamentale). Consiste in uno stato cognitivo ed emotivo di benessere percepito dalla persona,

che per mezzo di questo cerca di trarre piacere dalla vita. Spinge ad assumere un ruolo sociale e a fare fronte alle necessità quotidiane.

LA SALUTE MENTALE È…

Capacità di:

- Stabilire relazioni con gli altri, soddisfacenti e il più mature possibili

- Partecipare costruttivamente alle modificazioni del proprio contesto sociale

- Sviluppare la propria personalità investendo le pulsioni istintuali in relazioni sociali

- Risolvere i propri conflitti in modo equilibrato

- Adattarsi in modo più o meno elastico alle situazioni esterne e ai conflitti interni, così da rendere sopportabili le inevitabili frustrazioni

della vita, il dolore e la sofferenza che ne conseguono

- Avere una buona immagine di sé ed un narcisismo maturo

- Possedere un discreto livello di fantasia e creatività, come requisito di una avvenuta netta separazione tra mondo esterno (oggettuale) e

mondo interno (rappresentativo)

- Provare emozioni

Disturbo multifattoriale (non vi è un unico fattore che alimenta questo tipo di problematica, non solo su base genetica) dove gli elementi

biologici, psicologici e sociali, giocano un ruolo fondamentale nella genesi, nell'evoluzione (tipo di percorso che prende questa malattia) e nel

trattamento (OMS).

Può essere influenzata da forti stress ed emozioni mai provate prima, a cui non sappiamo come reagire.

PREGIUDIZI

Atteggiamenti sociali o credenze cognitive squalificanti, l'espressione di emozioni negative o la messa in atto di comportamenti ostili o

discriminatori nei confronti dei membri di un gruppo per la loro appartenenza ad esso

- Luoghi comuni

- Stereotipi

- Ignoranza

- Indifferenza

- Ipocrisia

STIGMA

Discredito sociale permanente che affligge l'intera percezione sociale di una persona, spostando l'attenzione dei caratteri positivi, e che

impedisce l'accoglimento della persona in un ordinario rapporto sociale (Goffman, "Stigma. L'identità negata").

È ciò che trasforma la disabilità in handicap, ossia una situazione di oggettivo deficit di funzionamento in una situazione socializzata di

svantaggio (OMS).

IL PROCESSO DI STIGMATIZZAZIONE (logica ferrea e potenza negativa)

1. Riconoscimento o percezione delle differenze (bizzarrie comportamentali, deliri, allucinazione, aggressività, violenza)

2. Associazione tra diversità e stereotipi negativi prevalenti nella società per quella categoria di persone ed etichettamento

3. La persona etichettata viene emarginata e isolata perché diversa e non accettata dalla "massa" o dal proprio gruppo

4. Disabile = barriere architettoniche/Malato mentale = stigma

5. Causa di ostacolo alle cure più appropriate in tutte le fasi della malattia (ritardo nella diagnosi e intervento precoce e difficoltà nel

reinserimento sociale e lavorativo)

6. È una seconda malattia (patologia di base + conseguenze della patologia legate alla società)

FRASI DI PREGIUDIZIO VERSO LA MALATTIA MENTALE

Pericolosità "tutti i matti sono aggressivi e violenti"

Incomprensibilità "è meglio evitarlo, potrebbe avere un raptus"

Imprevedibilità

Organicità "la vera cura è quella delle medicine, le radiografie ed il ricovero; la psicoterapia sono

tutte chiacchiere, non serve ai matti"

Incurabilità "c'è poco da fare, non possono guarire"

"ma perché li lasciano in giro, non sarebbe meglio tenerli dentro"

Disagio o disturbo organico, psicologico e relazionale. Meno visibile, più immateriale,

meno comprensibile e accettabile come malattia.

Difficoltà di approcciare i giovani quando la proposta è esclusivamente basata sull'impiego di farmaci. Farmaco per tutta la vita o farmaco che

di per sé cambia qualcosa. Le persone vedono dietro la Psichiatria un trattamento prettamente farmacologico per trattare problemi di salute

mentale, quando in realtà vengono proposte varie tipologie di trattamento.

Pregiudizi e stigma precludono alle persone la possibilità di potersi curare.

Comportamento maladattivo/non adeguato con 1. Perdita di autonomia nella attività di vita quotidiana (ADL)

un impatto drammatico nella dimensione 2. Perdita di autonomia nella capacità di soddisfare i propri bisogni e di "autocura"

relazionale e sociale della persona che si (il prendersi cura di sé)

manifesta con 3. Perdita dei ruoli familiari, lavorativi e sociali: difficoltà di mantenere un rapporto

con chi sta attorno, il proprio ruolo viene modificato.

4. Comportamento non adeguato alle richieste dell'ambiente circostante (es: della

famiglia): aspettative della società/famiglia

5. Pensieri di morte, deliri, allucinazioni, comportamenti ossessivi, stati di ansia,

agitazione, ecc (sintomi vari): situazioni che il paziente fatica ad accettare

6. Isolamento nel proprio mondo diverso dal mondo delle persone "normali"

(psicosi ma anche nevrosi)

Attuare un progetto suicidario richiede impiego di energia fisica e di organizzazione, per cui è meno rischioso quando si trova in stadi avanzati

della depressione in quando mancano le forze per mettere in atto il suicidio.

È fondamentale parlare con il paziente ed effettuare un'indagine di suicidio tramite un colloquio ad hoc in un ambiente adatto a predisporre la

persona a parlare; devo registrare le sue risposte così da poterne accertare le intenzioni.

Il paziente depresso è egocentrico e narcisista, non si cura dei sentimenti di chi ha attorno; non bisogna fare carico sulla sua famiglia in quanto

non ha doveri verso ciò che avviene all'esterno, così facendo se ne aumenta solo il senso di colpa.

CONDIZIONI PSICHICHE CHE UN INDIVIDUO PUÒ INCONTRARE NEL CORSO DELLA VITA

Condizione di benessere Buon livello di soddisfazione dei bisogni e della qualità di vita

psico-fisico

Condizione di disagio mentale Stato di sofferenza e difficoltà nel lavoro, nelle relazioni, tensione, frustrazione, tristezza senza sintomi

specifici

Condizione di disturbo La sofferenza assume livelli di intensità elevati accompagnati da alterazioni del comportamento e mentali

mentale (la sofferenza si clinicizza con sintomi come il delirio, l'allucinazione, ossessioni

Condizione di disturbo La condizione perdura nel tempo (si cronicizza) per non essere stata curata o curata in modo non adeguato

mentale stabilizzato

CHI È LA PERSONA CON UN DISTURBO MENTALE?

Relazione con il mondo esterno attraverso modelli comportamentali non condivisi e maladattivi.

Distorsione nell'interpretazione degli stimoli provenienti dall'ambiente, che causa un comportamento coerente con tale interpretazione ma

non efficace, non adattivo.

Metafora degli occhiali

occhiali = patologia del paziente; attraverso quelli si filtrano gli stimoli dell'esterno e permettono una reazione condizionata

dall'interpretazione di questo stimolo (reazione condizionata dalla patologia del paziente). Lo spettro della malattia impedisce stimoli adeguati

alla situazione.

Le funzioni psichiche risultano alterate (percezione, pensiero, affettività, comportamento, coscienza).

È importante ciò che interpreta il paziente; rendere più favorevole la sua risposta allo stimolo adeguandolo alla sua interpretazione.

Ideazione accelerata e concentrazione difficile

La maggior parte delle aggressioni nei reparti psichiatrici sono provocate dagli operatori sanitari, che non sono in grado di approcciarsi ai

pazienti con le loro caratteristiche.

PERSONA AFFETTA DA DEPRESSIONE MAGGIORE

- Ideazione rallentata e concentrazione difficile

- Pensieri di morte

- Bassa autostima

- Delirio di rovina, vergogna o di colpa

- Rinuncia alle attività quotidiane

- Percezione di essere inutile, incompetente, indecisione

PERSONA AFFETTA DA SCHIZOFRENIA

- Allucinazioni uditive (voci)

- Emozioni espresse in modo inadeguato

- Inaffettività

- Comportamento bizzarro nell'aspetto fisico e nelle relazioni

- Comportamento sociale e sessuale inadeguato

- Perdita del senso di realtà e del contatto tra cose o persone del proprio ambiente

GESTIONE DEL PAZIENTE AFFETTO DA DEPRESSIONE

La presa in carico da parte dell'équipe continua nonostante la fase di discesa.

L'immagine corporea del paziente non è più quella di prima, lo si accompagna nel percorso.

È facile che il paziente non capisca, va guidato nel percorso.

Il VIRAGGIO deve essere sempre un campanello d'allarme -> non deve essere né troppo lento né troppo veloce (spesso se il cambiamento è

repentino, c'è la volontà da parte del paziente di compiere un gesto come il suicidio perché lo vede come la fine della sofferenza).

TENTATO SUICIDIO: c'è ancora uno spiraglio di speranza (es: assumo farmaci ma chiamo i soccorsi)

MANCATO SUICIDIO: qualcosa va storto rispetto alla progettazione del suicidio (es: mi impicco ma si rompe la corda)

È importante l'assistenza in fase acuta, ma anche nel pre e post. La fase in cui si interviene è nel post per cercare di portare il paziente in una

situazione di comprensione della propria situazione, sia per fargli capire quali sono i rischi a cui potrebbe andare incontro, sia per stabilire un

programma di prevenzione.

- BASSA AUTOSTIMA: "non essere in grado di" (perdita del proprio ruolo, della propria autonomia, abitudini che aveva prima).

Se l'operatore si mette al posto del paziente, sostituendosi ad esso, a volte potrebbe andare ad accentuare la bassa autostima del paziente.

Bisogna calibrare il proprio aiuto per andare incontro al paziente.

(fare notare al paziente che fuori è una "bella giornata" potrebbe essere percepita nel modo opposto rispetto a quello che si spera; potrebbe

sentirsi di umore ancora più grigio)

Potrebbe instaurarsi un senso di rovina, di colpa, vergogna nei confronti di tutte quelle persone che dipendono da lui.

Anche il fatto di confrontarsi con la famiglia, non è scontato, ma bisogna tutelarlo per preservare la sua autostima.

GESTIONE DEL PAZIENTE AFFETTO DA SCHIZOFRENIA

L'operatore deve rivolgersi selezionando le parole da dire, le informazioni da dare, per non fare in modo che il dialogo sia ancora più difficile.

-> il ricovero è considerato un TRAUMA

- Presentarsi (non deve essere invadente, ma neanche troppo distaccato)

- Cercare di capire come il paziente accoglie la mia presentazione

- Chiedere che cosa si aspetta dal ricovero (mi permette di capire se ha la percezione della sua malattia)

FAVORIRE L'ADESIONE ALLA REALTA': obiettivo principale

Può richiedere periodi più o meno lunghi ma devo cercare di farlo confrontare con la realtà senza che si senta provocato (il rischio è che il

paziente sia chiuso dentro al suo mondo).

- Che cosa le ha detto il medico? (metodo per avvicinarsi alla realtà)

Non devo dare informazioni in più; inoltre, se dico cose diverse da quelle che sa, il paziente potrebbe cogliere una mancanza di

"équipe" e di conseguenza sentirsi meno al sicuro in quell'ambiente.

- Devo dare delle regole: tutto quello che non serve non va portato in reparto (può servire per esempio un rasoio per la barba)

- DISTURBO DELLA PERCEZIONE

Devo capire quanto queste voci possono sovrastare la voce dell'operatore, non posso dire che non ci siano ma devo far capire che io non le

sento.

Devo capire cosa dicono queste voci (se sono imperative possono essere pericolose).

Se creano angoscia, devono essere gestite.

L'osservazione del paziente è fondamentale -> se si interrompe mentre parla, se non mi ascolta, se mostra distrazione può essere che abbia un

disturbo (non sempre, infatti, il paziente sarà trasparente nel dirmi che ha delle allucinazioni).

PREVENZIONE PRIMARIA

È la prevenzione dell'incidenza di specifiche malattie e si ottiene eliminando i fattori causali implicati riducendo il rischio di malattia,

innalzando la soglia di resistenza, intervenendo sulle vie di trasmissione del disturbo.

PREVENZIONE SECONDARIA

Si propone di ridurre la prevalenza della morbosità mediante diagnosi precoce ed un trattamento tempestivo dei disturbi psichici.

Diagnosi precoce, cura e terapia farmacologica/psicoterapia.

La prevenzione secondaria della malattia mentale era stata fino agli anni ’70 garantita dalla custodia all’interno degli ospedali psichiatrici.

PREVENZIONE TERZIARIA

Mira a ridurre la disabilità della persona colpita, ossia lavora sul difetto residuo, infermità causati da un disturbo mentale che dopo la fase

acuta diviene ad andamento cronico.

Esempio: nella schizofrenia si lavora sull'incoerenza, sul comportamento grossolanamente disorganizzato, sulla disfunzione cognitiva della

persona colpita.

Come si attua la prevenzione terziaria?

Attraverso la prevenzione delle complicanze del disturbo e un programma attivo di riabilitazione in apposite strutture e servizi.

RIABILITAZIONE

Insieme di modalità che una volta attuate permettono al paziente di:

• Vivere al di fuori dell'ambiente medico

• Raggiungere un rendimento occupazionale e sociale all'interno della collettività

DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE

Strutture dove si accoglie, si cura e si riabilita il disturbo psichico.

CARATTERISTICHE DEL Opera in diverse aree istituzionali, si trova in una zona di confine con i servizi sanitari distrettuali, i servizi sociali,

il tribunale e il carcere.

DIPARTIMENTO Risponde contemporaneamente ai bisogni del paziente e della famiglia.

SALUTE L'attività del DSM ha come obiettivo la presa in carico dei pazienti con gravi disturbi mentali (psicosi, disturbi di

personalità, ecc.) e pazienti con disturbi psichici minori (nevrosi, depressioni, stati d'ansia, ecc.).

MENTALE L'attività del DSM è indirizzata alla Promozione della Salute Mentale in un determinato territorio e agli ambiti

della Prevenzione (quindi non solo cura).

Organizzazione complessa fatta di servizi, professionalità e risorse diverse allo scopo di fornire risposte ai molteplici bisogni delle persone

affette da disagio/disturbo psichico.

Si compone di:

- Servizio psichiatrico di diagnosi e cura e Day Hospital (S.P.D.C. - DH)

- Centro di salute mentale (C.S.M.)

- Comunità terapeutiche residenziali protette (C.T.R.P.)

- Centro diurno di riabilitazione psichiatrica (C.D.)

- Strutture residenziali assistite (S.R.A.)

- Gruppi appartamento (G.AP.)

AREE DI PREVENZIONE

AREA TERRITORIALE AREA DELLE DEGENZE AREA RIABILITATIVA - strutture intermedie

C.S.M.: presa in carico ambulatoriale e S.P.D.C. e D.H.: nelle fasi di acuzia e C.D. e C.T.R.P.: strutture deputate alla

domiciliare della persona assistita. Luogo di subacuzia della patologia (ambito di riabilitazione per la continuità di "cura".

primo contatto per l'utenza (ambito prevenzione secondaria) Comunità alloggio/S.R.A.: strutture

prevenzione primaria) avanzate di riabilitazione (ambito

prevenzione terziaria)

SIGNIFICATO DI CURA E DEL PRENDERSI CURA NEL DISTURBO MENTALE

Prendersi cura dell'utente affetto da disagio/disturbo psichico significa adottare un approccio globale che tenga in considerazione la persona

come unica nella sua specificità e fonte fondamentale ed insostituibile di informazioni.

Non si può che parlare di approccio personalizzato nella costruzione di un progetto di vita per l'utente, che tenga conto di tutti i suoi bisogni.

FINALITA' DEL DSM: promozione salute mentale e prevenzione a più livelli (1°, 2°, 3°)

- Presa in carico della persona

- Continuità terapeutica

- Progetto terapeutico

- Agisce assumendosi una responsabilità globale a livello preventivo, curativo e riabilitativo.

- Équipe multiprofessionale

SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA (S.P.D.C)

È il luogo ospedaliero dove si effettuano i ricoveri volontari e obbligatori. Non può superare i 16 posti letto.

Il rapporto posto letto è in rapporto an n° di abitanti (1/10000 abitanti).

- Si effettuano interventi d'urgenza

- Fornisce un inquadramento diagnostico e si imposta un'adeguata terapia

- Formula un primo progetto di presa in carico che sarà messo in atto/coordinato dal Centro di Salute Mentale (C.S.M.)

CENTRO DI SALUTE MENTALE (C.S.M.)

Sono collocati territorialmente. Si stabiliscono e si mettono in atto i progetti terapeutici riabilitativi individualizzati.

Si offrono risposte ambulatoriali specialistiche.

Si attua un'attività di raccordo con i MMG, di consulenza specialistica ai servizi di confine come alcolismo, dipendenze (doppie diagnosi).

Il C.S.M. rappresenta per le persone con disagio psichico, grave e non, la porta principale d'ingresso del D.S.M. nonché il luogo di

coordinamento del progetto terapeutico riabilitativo personalizzato, che si può svolgere all'interno dei diversi servizi del Dipartimento.

È attivo per interventi ambulatoriali e sul territorio almeno 12 ore al giorno per 6 giorni la settimana.

Vi lavorano medici psichiatri, infermieri, psicologi, assistenti sociali ed educatori.

CENTRO DIURNO PER LA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA

Livello a minore complessità di riabilitazione. Luogo diurno dedicato ai pazienti con disagio psichico serio che necessitano di interventi

riabilitativi di medio e lungo termine.

NO: luogo per passare il tempo e per trovare lavoro

L'accesso non è diretto; è l'équipe che propone al paziente e alla famiglia il percorso che prevede la frequenza al centro.

Il contesto deve essere ricco di stimoli e denso di relazioni umane allo scopo di attivare e salvaguardare quei processi psichici attaccati dalla

psicosi restituendo alla persona che soffre la possib

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher susinella10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica in area salute mentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Liziero Luciano.
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