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L’IMPERO OTTOMANO

La storia dell’impero ottomano è complessa e arriva alla fine della I guerra mondiale nel 1919

con la Conferenza di pace di Parigi, quando l’impero viene smembrato e si dissolve. La parola

ottomano viene dalla Dinastia Ochtman -1300 si tratta di un popolo seminomade dedicato

all’agricoltura e alla pastorizia e stanziato in Bitinia una zona centrale della Turchia che

costituisce un principato; non è lontano da Istanbul: cuore dell’Impero Romano d’Oriente,

conquistato dai bizantini cristiani che ne fanno un centro di irradiazione del loro potere

politico e religioso. I bizantini avevano dominato quella zona di Costantinopoli, dei Balcani,

del mar Mediterraneo e verso il 1300/1400 cominciano a conoscere una crisi profonda

accentuata da una serie di tribù formate da piccoli principati tra cui quelli degli Ochtman che

vogliono allargare il loro spazio geografico, politico nell’attuale Turchia, nel Medio Oriente;

sono tribù di fede musulmana a differenza dei bizantini che sono cristiani, hanno il cuore

dell’Impero a Costantinopoli che è popolata per lo più da greci e hanno contatti con l’occidente.

Questi ottomani rappresentano una dinastia ereditaria e iniziano ad avere una serie di

vittorie militari in tutta la zona dell’Anatolia, fino a giungere nel 1453 a Costantinopoli. I

bizantini in crisi non riescono a sconfiggere gli ottomani con a capo il sultano Mehmet Alì, e

con la presa di Costantinopoli nel 1453 finisce l’Impero Romano d’Oriente e inizia

un’altra storia che durerà 5 secoli: quella dell’impero ottomano. Dopo aver assediato la

capitale e tutta l’Anatolia, gli ottomani si dirigono verso la Grecia che conquisteranno nel

1458; segue un periodo di conquiste militari molto importanti quali la conquista di Rodi,

dell’isola di Cipro e poi la Tunisia, lo Yemen, parte del Nord Africa e dei Balcani (è solo con la

battaglia di Lepanto del 1571 che si pone fine al mito dell’imbattibilità dell’impero ottomano

sconfitto da forze cristiane). L’impero fa entrare in gran parte dell’Europa una nuova

religione: l’Islam, soprattutto in Europa orientale, dopo secoli di cristianità.

Con la Rivoluzione Francese una nuova ideologia influenza l’Europa dell’‘800 ed è il

nazionalismo che fa leva sui sentimenti nazionali di quei popoli da sempre parte di imperi

multinazionali; in particolare sono 3 gli elementi introdotti dai francesi:

L’idea di cittadino. Il riconoscimento delle persone, degli abitanti di quel Paese come

- cittadini con diritti e doveri e non più sudditi dipendenti dal sovrano; tale passaggio

non è immediato in tutta Europa e porta alla formazione di Stati Nazionali fondati

sulla cittadinanza.

L’emanazione di Costituzioni e statuti – il potere del sovrano deve passare da assoluto

- a costituzionale e viene limitato da leggi fondamentali dello Stato. In Sardegna lo

Statuto Albertino del 1848 emanato da Carlo Alberto rimarrà la Costituzione del Regno

d’Italia fino al 1948 quando viene sostituito dopo 100 anni, dalla Costituzione della

Repubblica Italiana.

L’idea di nazione – prima della R.F. esistevano i Regni, gli Imperi e non le nazioni.

-

Il nazionalismo è la causa di un popolo che si unifica a partire dalla sua lingua, dalle sue

origini e tradizioni e in certi casi anche dalla sua religione; non è tanto un’ideologia ma una

visione poetica, filosofica, prima di diventare politica, è la visione di un popolo che si identifica

con la causa nazionale. Il nazionalismo greco si fonda sul mito della Grecia antica, sulla

democrazia, sulla lingua e la religione cristiana-ortodossa, sul fatto che vi è un popolo di

filosofi e artisti. Nel 1820/21 avviene la rivolta contro il sultano per ridare alla Grecia

l’indipendenza e sulla base delle idee della R.F. molti europei combattono con i rivoluzionari

greci costituiti da piccoli gruppi di agricoltori, pastori; i ricchi abitano a Istanbul nel quartiere

denominato Fanar e sono rispettati. Questa rivoluzione viene sostenuta dai romantici europei

e porta all’indipendenza a partire dal 1830 con il Regno di Grecia, si verifica un passaggio

di popolazione perché nel corso dell’’800 e del ‘900 inizia una politica di scambio di popolazione

e molti greci lasciano la Turchia per trasferirsi nella loro patria, così come molti musulmani

turchi lasciano la Grecia per trasferirsi in Anatolia. Tutte queste vicende non sono prive di

sofferenze, scontri e problemi di vario genere

I francesi sono i creatori del nazionalismo, i tratti sono:

uno Stato nazionale sovrano in cui il sovrano non è più il Re ma il cittadino, lo Stato; la

- sovranità è del popolo, sovrano è lo Stato, sovrana è la nazione.

La bandiera della nazione, il tricolore francese

- L’esercito nazionale

- L’omologazione e l’omogeneità linguistica, l’omogeneità della poesia, della letteratura e

- di tutto ciò che è legato alla lingua.

La nazione americana e l’indipendenza della Grecia

Alla fine del ‘700 nasce la nazione americana, precisamente nel 1776, che è diversa

dall’Europa e vuole staccarsi dal vecchio continente. L’America si sente una nazione con il

suo culto della bandiera, dell’inno; c’è una separazione dalla vecchia Europa. La

Costituzione americana inizia con: “Noi il popolo…”

Gli Statuti del 1848 erano stati concessi dai sovrani, in America non è così soprattutto

perché non c’è una storia, e la storia d’America inizia proprio nel 1776 con la Rivoluzione

americana. I primi pionieri – che si rifanno al tema biblico dei pionieri di Mosè – vanno

alla scoperta di questo territorio che non ha frontiere; le frontiere sono i limiti di un

deserto da colonizzare per arrivare dall’East alla West coast. Sebbene discendenti da

europei, non si radicano in nessuna comunità etnica e danno vita a una nuova nazione

fondata sulla democrazia. Lo stato americano crea un’identità nazionale e non viceversa, è

una nazione astorica, per contrapporsi all’Europa, è tutto “new”, il termine è

fondamentale. Le gerarchie sociali, economiche, tutto viene messo in discussione, persino

la continuità culturale. Uno dei punti di debolezza che porta alla decadenza

dell’impero ottomano è il nazionalismo, gli europei vanno a combattere con i greci per

liberarli dal potere dell’aborrita mezzaluna, si dove liberare la Grecia da un potere vecchio

che schiaccia un popolo cristiano che vuole svilupparsi; i turchi sono retrogradi. Dalla

Grecia inizia la disgregazione dell’impero ottomano, e alle questioni politiche legate alla

contrapposizione che c’era in Europa all’impero ottomano, se ne aggiungono di ideologiche:

il turco viene identificato come personaggio negativo, non c’è più solo l’ebreo ma anche il

turco che è lo straniero per eccellenza, anche se è integrato lo è in senso negativo. Si

diffonde il Europa la turco-fobia e il turco viene dipinto come oppressore, barbaro, fanatico,

massacratore di cristiani, come colui che opprime greci, serbi, egiziani.

Nella strage di Missolungi del 1820, i greci sconfiggono i turchi, nell’Epiro, e il sultano

risponde in maniera più strutturata: per vincere contro i greci in Europa chiama l’esercito

egiziano poiché l’Egitto era parte dell’impero ottomano; il sultano egiziano Mehmet Alì

fondatore dell’Egitto moderno, arriva in Egitto come ufficiale turco contro Napoleone e

viene nominato imperatore; l’Egitto è sempre ottomano ma con una forte autonomia e il

sultano manda l’esercito in cambio del riconoscimento di maggiore autonomia. Egiziani e

ottomani però vengono sconfitti dai greci e il sultano ottomano non riconosce maggiore

autonomia all’Egitto; il sultano egiziano chiede allora che il titolo di governatore sia

ereditario, tale titolo prese il nome di Chedivè e si autonomizza completamente, l’impero

ottomano perde la Grecia, l’Egitto diventa autonomo, perde l’Algeria nel 1830 sebbene il

Day di Algeria avesse un legame stretto con gli ottomani; il popolo algerino è piratesco e

assalta sempre navi spagnole, francesi finché il Re di Francia decide di invadere l’Algeria,

di conquistarla e farla diventare territorio metropolitano francese.

Quindi sono 3 gli avvenimenti importanti a partire dal 1830:

Grecia indipendente Egitto autonomo Algeria che diventa francese

-

La crisi entra nei Balcani grazie alle idee della Rivoluzione Francese: serbi, bulgari vogliono

l’autonomia e iniziano nel 1870 una serie di rivolte antiturche a partire dalla Bosnia-

Erzegovina fino alla Bulgaria, le rivolte vengono soppresse e il leader britannico liberale le

chiamo Bulgarian horrors, muoiono 15.000 cristiani. Il paese che difende gli ortodossi è la

Russia zarista che diventa cristiana alla fine del I millennio con il Battesimo dei principi russi

a Kiev: i russi sono i difensori dei cristiani bizantini in Oriente; lo zar dichiara guerra

all’Impero ottomano e l’esercito russo sbaraglia l’esercito ottomano. Ci sono molti morti fra i

turchi ottomani, come finisce la guerra? Nel 1878 lo zar Alessandro II firma la pace di

Santo Stefano con il sultano ottomano che stabilisce la creazione di un ampio stato

bulgaro in una posizione dominante nei Balcani. Questa pace non piace né a Londra né

a Vienna perché la creazione della grande Bulgaria crea nuovi equilibri nell’Europa Orientale

a discapito dell’impero austro-ungarico. Bismarck convoca a Berlino nel 1878 un Convegno

per ristabilire i veri confini nei Balcani ma a discapito dell’Impero Ottomano e anche per i

Russi. La Bulgaria è ridimensionata ma autonoma anche se legata all’Impero ottomano.

L’impero asburgico riceve il mandato per riconquistare la Bosnia-Erzegovina, agli inglesi

viene ceduta Cipro, importante perché sta sul Mediterraneo ma è importante anche per gli

inglesi, viene riconosciuta l’indipendenza del Montenegro e della Romania e l’indipendenza

della Serbia; 1830-1870: sono date molto importanti.

Cosa significano queste perdite per l’impero ottomano? L’impero perde gran parte della

popolazione cristiana che pagava più tasse e si perdono le entrate fiscali, l’impero diventa più

musulmano, è geograficamente spostato verso l’Asia, è un impero meno europeo perché resta

solo la Macedonia, Salonicco e l’Albania. Perde cristiani e con essi la maggior parte delle

entrate fiscali, cresce dal 68% al 73,5% la popolazione musulmana, e si crea uno

sbilanciamento. Prima del 1878 nell’Impero i musulmani erano una maggioranza del 68%, il

32% erano cristiani ed ebrei, era un impero multireligioso; questo 32% come veniva gestito

dall’imperatore? Veniva gestito attraverso un sistema detto del Millet-dhimmi che vuol dire

protetti, i non musulmani sono cittadini di seconda categoria per quanto riguarda il sistema

fiscale e hanno uno Statuto in base al quale son protetti dal sultano. DHIMMI è una

protezione che serve ad evitare che vengano colpiti dalla maggioranza musulmana, sono

sottoposti a questa tassazione sp

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher katelu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Impagliazzo Marco.
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