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vengono aggiunte tanto è vero che dopo il 1000 saranno aggiunte alle raccolte degli editti

longobardi in una raccolta che assume due denominazioni: il liber papientis che contiene in senso

temporale prima gli editti e poi i capitolari franchi, una redazione cronologica, contiene però

anche una redazione sistematica, cioè per argomento, che prende il nome di lonbarda. Nel

complesso l’ordinamento carolingio è molto complesso ed è rappresentativo del caos degli

ordinamenti medievali infatti la pluralità delle norme risponde ad ordinamenti diversi che sono in

rapporto tra loro e non ad un unico ordinamento. Ogni regno che è presente all’interno

dell’impero ha le proprie leggi e collegate tra i vari regni attraverso dei collegamenti emanati

dall’imperatore. Più avanti gli ordinamenti si ampliano, nel basso medioevo, e sovraordinato a

questi ordinamenti ci sarà quello dell’impero che sarà costituito dal diritto romano perché da

Carlo Magno in poi la ricostituzione dell’impero viene assimilata alla ripresa del diritto romano

perché questo è concettualmente, per la sua universalità, ad un diritto che deve essere universale

per un impero che deve essere universale. Per questo motivo in epoca carolingia fanno la loro

apparizione le norme del diritto romano corrette però attraverso il diritto canonico. La riforma

carolingia è una riforma della chiesa fatta da un imperatore, perché la chiesa franca si trovava in

una situazione di particolare degrado, i franchi si convertirono al cristianesimo con una

conversione di stato, nel senso che il re e i maggiorenti si sono convertiti mentre la maggior parte

della popolazione è rimasta pagana. La conversione franca da pagani a cristiani non era

particolarmente sentita infatti il clero franco era molto corrotto nel senso che era quasi pagano e

non cristiano, e c’era molta difficoltà di reclutare materiale umano perché c’era molta ignoranza

sulle materie che dovevano conoscere, che quando si parlò di apostolato missionario al di là del

Reno, cioè di convertire le popolazioni germaniche al cristianesimo, i franchi erano talmente

sguarniti per fare questo apostolato che dovettero chiamare dei sacerdoti ortodossi e sono

particolarmente famosi i monaci irlandesi. Uno di questi venuto da fuori prese il nome di Bonifacio

che con l’appoggio dei carolingi sostenne la conversione delle popolazioni germaniche e fece una

riforma interna della chiesa franca che venne appoggiata dai sovrani. La riforma della chiesa alla

fine si confonde con la riforma scolastica dell’insegnamento, in primo luogo perché c’era il

problema di migliorare la cultura dei clerici e in secondo luogo perché erano i chierici che

detenevano la cultura nelle scuole che erano o dentro i monasteri o scuole vescovili nell’alto

medioevo. C’è un famoso capitolare di Rosario dell’825 che riguarda la suddivisione degli studenti

all’interno delle scuole italiche ed è un capitolare ecclesiastico perché il settore scolastico era

riservato alla chiesa. I preti avevano un livello culturale talmente basso che l’unica cosa che

potevano fare era applicare il tariffario dei libri penitenziari, raccolte di penitenze, il tariffario

però aveva strani rapporti rispetto alla proporzionalità delle penitenze che era molto arbitraria,

quindi c’erano degli sbalzi totali da un posto ad un altro. Le penitenze erano delle pene, la

differenza concettuale tra pene e penitenze nel diritto canonico non esisteva, quindi era una forma

di amministrazione della giustizia per quei fatti che invece di costituire un reato costituiscono un

peccato, anche perché nel medioevo la res publica coincideva con la res cristiana. La prima

preoccupazione di Carlo Magno era di rendere migliore il sistema scolastico, gli effetti si vedono

specialmente nella cultura monarchica, perché i monasteri, oltre a essere la sede delle scuole

erano anche la sede della perpetuazione del sapere, perché nei monasteri venivano copiati i testi

dagli amanuensi che avevano la missione di perpetuare il sapere. L’effetto immediato è che tutt’ora

si hanno dei codici scritti in quel periodo e la cosa è servita a salvare la cultura classica da quello

che è successo dopo e nel contesto viene anche elaborata un carattere, un modo di scrivere molto

elegante, simile al modo in cui vengono stampati oggi i nostri libri, scrittura che viene chiamata

carolina in onore di Carlo Magno e che sarà poi la scrittura umanistica. Questa riforma culturale

viene aiutata dal fatto che Carlo Magno si circonda da una cerchia di intellettuali molto fiorente,

da degli incarichi di natura strettamente religiosa a questi, fatto sta che in torno al circolo si crea

una schiera fiorente di letterati che portano a una rinascita culturale di quest’epoca. Nell’ambito

di questa rinascita, che è strettamente legata alla riforma della chiesa, ci sono raccolte di testi

canonici che contengono in buona parte norme di diritto romano. La compilazione giustinianea era

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Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof De Giudici Giuseppina.

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