IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E LA SPESA SANITARIA
Situazione antecedente al Servizio Sanitario Nazionale
La storia della tutela della salute in Italia può essere scomposta in tre momenti. Il primo momento si
estende fino alla fine degli anni Trenta e si caratterizza per l’organizzazione del sistema di tutela della
salute secondo il modello dell’assicurazione volontaria, unica forma di garanzia contro il rischio di
malattia. Successivamente, nel 1943 si introdusse, mediante la Legge n.138, il sistema mutualistico,
basato sull’Istituto dell’assicurazione obbligatoria di malattia, con l’avvento di un sistema di tutela
della salute fondato sull’assistenza pubblica e sulla previdenza sociale. L’assistenza pubblica si
riferiva alla protezione e alla cura dei cosiddetti e mala e sociali. La previdenza sociale riguardava
invece l’assistenza sanitaria dei lavoratori e dei loro familiari attraverso la sottoscrizione di
assicurazioni obbligatorie contro il rischio di malattia. Con il sistema mutualistico, il diritto alla tutela
della salute era dire amente collegato non all’essere cittadino, ma all’essere lavoratore per cui non
sussisteva alcuna per disoccupa e inoccupati.
Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale
Il terzo momento prese avvio nel 1978 con la Legge n. 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale,
SSN, e conosciuta come la prima Riforma Sanitaria. La legge istitutiva del SSN rappresentò il primo
tentativo di dare nuova strutturazione al finanziamento della sanità e segnò l'abbandono di modelli e
sistemi di assistenza per lo più indiretti a vantaggio di un modello di assistenza diretta, fondato su
quel che era l’indifferenza soggettiva che è proprio dei sistemi universalistici e che è rimasto la traccia
pica del nostro sistema di tutela della salute. L'introduzione ha quindi confermato la centralità del
diritto alla salute come diritto che non sorge dall'appartenenza professionale ad una cassa mutua, ma
quale diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione.
Fondamento del Servizio Sanitario Nazionale
L'idea alla base della riforma risiede nella necessità di garantire una copertura sanitaria equa ed
universale a tutta la popolazione. Con l'istituzione del SSN il legislatore ha infatti abbandonato la
disparità di tra amento e la limitatezza degli interventi che contraddistingueva il sistema delle mutue
per istituire un servizio pubblico volto a promuovere, mantenere e recuperare la salute fisica e psichica
di tutta la popolazione. Tra le novità, particolarmente importante è l'idea di prevenzione delle
malattie; questo nuovo approccio rappresenta il cardine di un SSN moderno in grado di preservare il
benessere di tuta la popolazione, indipendentemente dalle singole condizioni individuali o sociali.
Principi su cui si basa il Servizio Sanitario Nazionale
Nello specifico, i principi su cui si basa il SSN sono i seguenti:
1. Universalità;
2. Unicità del soggetto istituzionale che garantisce le prestazioni sanitarie;
3. Uguaglianza dei destinatari delle prestazioni;
4. Globalità delle prestazioni secondo un sistema sinergico di assistenza;
5. Socialità, per cui le prestazioni non sono relative alla sola cura ma anche alla prevenzione e
al controllo;
Inoltre, sussiste il diritto alla libera scelta del medico e della struttura di cura nonché il pluralismo
organizzativo, che deve essere interpretato come partecipazione dei diversi livelli amministravi alla
gestione del servizio.
Suddivisione del Servizio Sanitario Nazionale
Alla sua costituzione, Il SSN operava su tre livelli:
1. A livello centrale, Il Parlamento e Il Governo stabilivano il livello di finanziamento
complessivo del sistema o svolgevano un'attività di supervisione e di controllo;
2. A livello regionale, le Regioni avevano Il compito di tradurre le decisioni nazionali sul
territorio ed erano tenute a programmare e a coordinare le singole strutture di offerta dei
servizi sanitari.
3. A livello locale, vennero definiti dei nuovi enti pubblici, le Unità Sanitarle Locali, USL, il
cui compito era quello di gestire e organizzare i servizi sanitari sul territorio; queste USI,
erano controllate dal Comuni;
Questa suddivisione trovava un suo fondamento nell'art. 117 della Costituzione, che attribuiva potestà
legislativa esclusivamente allo Stato, oltre che alle Regioni a Statuto speciale per le materie indicata
nei rispettivi Statuti. Le singole Regioni non avevano quindi una potestà legislativa autonoma, ma
solo competenze molto specifiche e limitate.
Legge costituzionale n.3 del 2001
Successivamente, con la Legge costituzionale n. 3 del 2001, si tentò di ripartire le competenze
legislative tra Stato, Regioni ed en territoriali minori. In conseguenza di ciò:
1. Allo Stato spetta il compito di definire l'indirizzo e il coordinamento delle Regioni in materia
sanitaria;
2. Alle Regioni spetta emanare a con efficacia legislativa, stabilendo i livelli essenziali regionali
ed esercitando le funzioni sanitarie proprie o a loro delegate avvalendosi delle aziende
sanitarie locali, Asl, e delle aziende ospedaliere; in par colare, le Regioni gestiscono la quota
di Fondo Sanitario Nazionale ad esse assegnata;
3. Ai Comuni sono state riconosciute tu e le funzioni amministra ve in materia di assistenza
sanitaria ed ospedaliera che non erano espressamente riservate allo Stato ed alle Regioni;
Intesa Stato-Regioni
Da questa intesa Stato-Regioni, il SSN mira a rafforzare i suoi obiettivi, che ora consistono:
1. Nel superamento delle disomogeneità del territorio in riferimento alle condizioni
sociosanitarie del paese;
2. Nella sicurezza del lavoro;
3. Nella tutela della maternità e dell'infanzia;
4. Nella promozione della salute in età evolutiva;
5. Nella tutela sanitaria delle attività sportive;
6. Nella salvaguardia della salute degli individui in età avanzata;
7. Nella tutela della salute psichica dell'individuo.
Ministero della Salute
Il principale organo del SSN è il Ministero della Salute, che stabilisce:
1. Gli obiettivi generali da raggiungere per la salute pubblica;
2. L’importo del Fondo Sanitario Nazionale;
3. Il criterio attraverso cui ripartire il Fondo Sanitario Nazionale tra le varie Regioni.
Organizzazione del Ministero della Salute
L'organizzazione del Ministero della Salute è accentrata e gli uffici si suddividono in tre principali
dipartimenti:
1. Sanità pubblica e innovazione: coordina, vigila e interviene dire amente in ambito di tutela
della salute e sicurezza sul lavoro, nonché per la promozione e lo sviluppo della ricerca;
2. Programmazione e ordinamento del SSN: coordina, vigila e interviene dire amente in
materia di sviluppo, monitoraggio e programmazione di sistemi di garanzia della qualità del
SSN, formazione del personale del SSN e assistenza sanitaria all'estero;
3. Sanità pubblica veterinaria, sicurezza alimentare e organi collegiali per la tutela della
salute: compete tutto ciò che riguarda la salute degli animali.
Altri istituti del Ministero della Salute
Al funzionamento del SSN concorrono altri istituti che sono alle dipendenze del Ministero della
Salute:
1. L'Istituto Superiore di Sanità, ISS: è l'organo tecnico-scientifico che si occupa di preparare
i Piani Sanitari Nazionali, di sperimentare nuovi farmaci o metodi di cura e di effettuare
formazione attraverso convegni e dibattiti scientifici a carattere nazionale e internazionale;
2. Il Consiglio Superiore della Sanità: è formato da 50 membri non di diri o e da membri di
diri o indica dal Ministero, tra cui il presidente dell'ISS e il dire ore generale dell'AIFA; il suo
compito è quello di verificare gli interventi nel campo dell'igiene e della salute pubblica,
dando il suo parere agli organi decisionali;
3. L'Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA: ha il compito di dare l'Autorizzazione
all'Immissione in Commercio dei farmaci, AIC, e di registrare in tempi brevi i medicinali
necessari per la cura delle malattie rare e di quelle che non hanno possibilità di cura alterna
ve; è inoltre responsabile del sistema di informazione sui farmaci, del controllo delle officine
di produzione farmaceutiche, del rispetto delle leggi in merito alla distribuzione,importazione
ed esportazione dei farmaci, nonché delle procedure di allerta ed emergenza. È sopra u o
responsabile di negoziare il prezzo dei farmaci con le varie aziende farmaceutiche;
4. L'Istituto per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, ISPESL: si tra ava di un organo
tecnico scientifico per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, in
collaborazione dire a con enti pubblici e privati; quest'organo è stato soppresso dalla Legge
122 del 2010 e oggi le sue funzioni sono svolte dall'INAIL;
5. Gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali: sono mezzi attraverso i quali le Regioni e le
Provincie possono realizzare studi di ricerca sull'igiene e sulla conformità degli allevamenti e
delle produzioni zootecniche e, quindi sulla sanità veterinaria; garantiscono inoltre la
formazione continua ed il costante aggiornamento di veterinari ed altri operatori del se ore
zootecnico.
Livelli Essenziali di Assistenza
All'interno del nostro SSN una funzione fondamentale è assegnata ai Livelli Essenziali di Assistenza,
LEA, ossia l'insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il SSN eroga a tu i cittadini,
gratuitamente o dietro il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di
residenza. Tutte le Regioni devono garantire ai propri assistiti le prestazioni e i servizi inclusi nei
LEA, ma le Regioni che si trovano in condizioni di equilibrio economico finanziario possono decidere
di ampliare l'assistenza garantita ai propri cittadini residenti destinando nuove risorse ai cosiddetti
"livelli ulteriori", che vanno ad aggiungersi ai livelli essenziali.
Raggruppamento dei Livelli Essenziali di Assistenza
I LEA possono essere raggruppa in tre macrosettori:
1. Assistenza sanitaria colle va in ambiente di vita e di lavoro. Comprende l’insieme delle
attività e delle prestazioni svolte per la promozione della salute della popolazione e tra queste
si collocano: la tutela degli effetti dell’inquinamento; la tutela dai rischi infortunistici negli
ambienti di lavoro; la profilassi delle malattie infettive; la sensibilità pubblica veterinari;
2. Assistenza distrettuale. Comprende le attività e i servizi sanitari e sociosanitari diffusi sul
territorio, compresi: la medicina di base; l'assistenza farmaceutica; i servizi domiciliari agli
anziani e ai malati gravi; i servizi consultoriali; le strutture semiresidenziali e residenziali;
3. Assistenza ospedaliera. Comprende: i servizi di pronto soccorso; il ricovero ordinario; il day
hospital; le operazioni chirurgiche che richiedono un solo giorno di ospedalizzazione; la
lungo-degenza; la riabilitazione;
Erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza
L'erogazione dei LEA è garantita attraverso l'intervento di:
1. Soggetti pubblici;
2. Soggetti privati equiparati;
3. Soggetti privati accreditati. Questa erogazione può avvenire attraverso: singole prestazioni,
che ad esempio si distinguono in preventive, diagnostiche, terapeutiche, riabilitative,
assistenziali, educazionali o palliative; episodi di cura, ad esempio ricovero o accesso
domiciliare; percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali, PDTA, con l'iter che può avvenire
all'interno dello stesso ambiente oppure integrando ambienti differenti;
Finanziamento della sanità all'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale
Al momento dell'istituzione del SSN, le risorse per la sanità erano individuate dal Fondo Sanitario
Nazionale, proposto da Governo e approvato dal Parlamento ogni anno con la manovra di Bilancio e
la Legge Finanziaria, in cui confluivano le diverse entrate finalizzate a sostenere la spesa sanitaria.
In tal modo, il finanziamento della sanità si caratterizzava per una forte centralizzazione a livello
statale delle scelte di spesa, al fine di garantire un'uniforme ed effe va tutela del diri o alla salute.
L'applicazione di tale sistema, però, deresponsabilizzò le amministrazioni regionali e locali che se
anche avevano comportamenti poco virtuosi circa le modalità d'impiego delle risorse per la sanità
potevano sempre contare sulla copertura dei deficit sanitari mediante successive manovre finanziarie
a livello nazionale. Per questo motivo si decise di mutare i meccanismi di finanziamento e ricercare
nuove regole di controllo della spesa sanitaria, anche perché i livelli di spesa raggiunti non erano più
sostenibili.
Il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale
Attualmente, le fonti di finanziamento del SSN sono composte da:
1. Entrate proprie delle aziende del SSN: ticket e ricavi derivanti dall'attività intramoenia dei
propri dipendenti; l'importo di queste entrate è stabilito dall'intesa Stato-Regioni;
2. Fiscalità generale delle Regioni: ci riferiamo all'Imposta Regionale sulle attività Produttive,
IRAP, e all'addizionale regionale IRPEF;
3. Compartecipazione delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento
e di Bolzano;
4. Bilancio dello Stato: finanzia il fabbisogno sanitario non coperto dalle altre fonti di
finanziamento;
Fabbisogni standard regionali
L'ammontare della quota del Fondo Sanitario Nazionale da ripartire tra le varie Regioni viene oggi
stabilito sulla base dei LEA ed infatti, annualmente, la legge finanziaria determina il fabbisogno
sanitario nazionale, ossia quelle risorse necessarie per garantire i LEA sull'intero territorio nazionale.
Il riparto del fabbisogno sanitario nazionale è determinando in base alla popolazione residente e alla
distribuzione della stessa popolazione per classi di età e sesso, in relazione alla diversa incidenza sui
consumi sanitari di ciascun assistito. Il Ministero della Salute delinea ogni anno i cos e i fabbisogni
standard regionali e presenta alle Regioni una proposta di riparto suddividendo le risorse in:
1. Fabbisogno indistinto, che deve assicurare l'erogazione dei LEA;
2. Fabbisogno vincolato, generalmente definito per via legislativa. Per poter effettuare il riparto
regionale si considera il fabbisogno sanitario standard delle Regioni benchmark.
LE DETERMINANTI DELLA SPESA SANITARIA
La spesa sanitaria rappresenta il valore dei beni e dei servizi che gli individui consumano per curare
la propria salute. La spesa sanitaria si compone di due macrocategorie: spesa pubblica; spesa
privata. Mentre la spesa sanitaria pubblica è costituita dalla somma delle spese delle
Amministrazioni pubbliche e delle prestazioni acquistate in convenzione dagli operatori di mercato,
la spesa sanitaria privata è costituita:
1. Dagli acquisti diretti delle famiglie sul mercato privato;
2. Dalla spesa sanitaria delle imprese;
3. Dalla spesa sanitaria intermediata da soggetti collettivi non pubblici, come ad esempio le
assicurazioni, le casse aziendali, i fondi sanitari integrativi e le società di mutuo soccorso;
Alcuni dati secondo il rapporto sul Monitoraggio della Spesa Sanitaria, nel 2022 la spesa sanitaria in
Italia è stata di circa 170 miliardi di euro, di cui: 129 miliardi di spesa sanitaria pubblica; 40 miliardi
di spesa sanitaria privata. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,8% del Pil; pertanto, sono 13 i
Paesi europei che in percentuale del Pil investono più dell'Italia; si osserva la tendenza, preoccupante,
ad un progressivo avvicinamento dei livelli di spesa dell'Italia a quelli dei paesi dell'Europa Orientale.
La spesa sanitaria totale, pubblica e privata, italiana è più bassa rispetto alla media Ocse; si ferma
infatti a 3.255 dollari rispetto alla media dei Paesi europei di 4.128 dollari, ponendoci al 16° posto in
classifica. Circa la metà della spesa totale è destinata alle cure in ospedale.
Spesa sanitaria ed età
La spesa sanitaria è ovviamente crescente in funzione dell'età, a differenza di altri pi di consumo che
alla soglia della vecchiaia tendono a stabilizzarsi. Dopo la nascita e il primo anno di vita, la spesa si
mantiene bassa fino a circa 50 anni, iniziando a crescere in maniera esponenziale oltre questa età, per
flettere in corrispondenza degli 80 anni. Gli anziani, che fino a qualche anno fa rappresentavano il
16% degli assistiti delle Asl, sono responsabili del 42% della spesa totale, mentre gli adulti sono il
70% della popolazione e assorbono il 52% del budget. Le donne hanno una spesa superiore a quella
degli uomini, dovuta essenzialmente alle spese in età fertile.
Malattie più costose
I malati cronici, che rappresentano circa il 17% degli assistiti, assorbono il 59% della spesa e somma
ai malati gravi, che sono il 6%, arrivano all'81% del totale. Appare quindi evidente che una piccola
quota di popolazione, circa il 23%, concentra l'80% della spesa totale, mentre gran parte della
popolazione fa un uso limitato di servizi sanitari, addirittura il 20% della popolazione non incide
minimamente. Nell'ordine, le malattie più costose sono: l'insufficienza renale cronica; le malattie
cardiovascolari; i tumori; l'Hiv; le malattie neurologiche; il diabete.
Cause di incremento della spesa sanitaria
Le cause di incremento della spesa sanitaria possono essere di natura reale e monetaria. Sono di natura
reale quando aumenta il numero delle prestazioni assorbite, con un conseguente beneficio per i
pazienti, e di natura monetaria quando salgono i prezzi o i cos delle prestazioni, ad esempio per un
rinnovo contrattuale, in genere vantaggioso solo per chi produce i servizi. Un aumento della spesa in
termini reali si verifica perché:
1. Aumenta la popolazione;
2. Si allunga la vita media e la popolazione invecchia;
3. Aumenta la frequenza media di ricorso alle prestazioni sanitarie da parte delle persone.
Un aumento monetario avviene perché:
1. Il settore sanitario importa inflazione dal resto dell'economia;
2. I prezzi del settore sanitario aumentano più della media;
3. I costi medi di produzione aumentano più della produttività.
I costi medi dei servizi pubblici possono crescere per un aumento degli input degli impiegati o per un
aumento della loro remunerazione, aumenti in ogni caso superiori al tasso di produttività.
Ad esempio, se la remunerazione dei dipendenti ospedalieri aumenta del 10% e la loro produttività
aumenta del 4%, i cos medi per ricovero non potranno che salire di quasi il 6%. n generale, la
responsabilità dell'aumento di spesa è attribuibile per due terzi a cause monetarie e per un terzo a
cause reali. La causa ultima dell'aumento incontrollato della spesa sanitaria sta nella gratuità
delle prestazioni. Laddove il prezzo non esiste, e quindi non può svolgere la sua funzione di
razionamento della domanda, si può verificare un eccesso di domanda. Ad esempio, la domanda di
prestazioni è aumentata vertiginosamente fino a metà degli anni '70 non perché fosse in aumento un
peggioramento delle condizioni di salute, ma perché la gratuità delle prestazioni le rendeva accessibili
a tutti. I tassi di ricovero ospedaliero sono aumenta del 245% tra il 1950 e il 1975, i farmaci consuma
del 460%, le visite specialistiche del 71%. Vi è stata una corsa sfrenata ai consumi, l'emergere di
bisogni fino ad allora rimasti insoddisfatti, ma vi è stato anche molto consumismo indotto dalla classe
medica e dall'industria farmaceutica, anche se i costi per curare una malattia oggi sono assai più
elevati di ieri. Aggiungiamo poi che la spesa sanitaria aumenta anche per le malattie che l'uomo
infligge a sé stesso con il proprio stile di vita disordinato; se non vi fosse il peso di queste malattie
«non necessarie», la spesa sanitaria aumenterebbe molto meno. Da una ricerca condotta mol anni fa,
risultata che, a parità di età e di condizioni di salute, la spesa sanitaria era superiore alla media per i
soggetti con un basso grado di istruzione.
Piani di rientro
In Italia, l'incremento della spesa sanitaria viene imputata soprattutto alle Regioni ad economie più
deboli. Queste Regioni, circa la metà, a causa dell'eccessiva spesa sanitaria che ha causato uno
squilibrio sul totale del finanziamento superiore al 5%. hanno spinto il Governo ad imporre dei
programmi di ristrutturazione volti a realizzare interventi radicali sulla propria organizzazione e sul
proprio sistema di offerta delle prestazioni. Sono i cosiddetti Piani di rientro, che di fa o hanno creato
una spaccatura nel SSN determinando, per le Regioni sottoposte al Piano ed in misura ancora
maggiore per quelle commissariate per la sua attuazione, un vero e proprio modello alternativo di
governance ed un differente sistema di regole nella gestione delle risorse. Con i Piani di rientro si è
registrato un progressivo abbassamento dell'autonomia regionale al continuare delle inadempienze.
Unicità del settore farmaceutico
Ciò che rende peculiare la sanità è che a pagare, al momento dell'uso, non è sempre il diretto
beneficiario, ma molto spesso un terzo soggetto. L'unicità del settore farmaceutico può così essere
sintetizzata:
1. Chi consuma il farmaco, il paziente, non ne decide l'acquisto né lo paga;
2. Chi decide l'acquisto del farmaco, il medico, non lo paga né lo consuma;
3. Chi paga il farmaco, il SSN, non ne decide l'acquisto né lo consuma;
IL MARKETING STRATEGICO DELLA FARMACIA
L’analisi dei bisogni
Nozione di bisogno nella teoria economica: il bisogno può essere definito come una sensazione di
mancanza provata rispetto ad una soddisfazione generale legata alla condizione umana.
Secondo tale definizione, il bisogno generico non Ë creato dalla società o dal marketing. I desideri
sono un mezzo privilegiato per soddisfare un bisogno e si traducono in domanda potenziale di prodotti
specifici se accompagnati da una disponibilità o da una volontà di acquisto. I bisogni fondamentali
dell’individuo possono essere classificati in bisogni:
1. Fisiologici;
2. Di sicurezza;
3. Sociali;
4. Di stima;
5. Di realizzazione.
Valori
I valori rappresentano le idee che ci facciamo su ciò che è desiderabile. I valori possono essere
definiti anche come la convinzione durevole che uno specifico comportamento o stile di vita sia
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