CAPITOLO 1
la prima globalizzazione
il miglioramento delle condizioni climatiche rese possibile la navigazione dell’Atlantico
settentrionale e iniziò a formarsi un sistema mercantile che connetteva tutte le regioni del
mondo conosciuto. In questo quadro l’Europa occidentale aveva una collocazione
marginale in quanto arretrata per tecnologia, ma riesce nel corso del 1500 a crescere no
a dominare integralmente il mondo con la scoperta dell’America e la circumnavigazione
dell’Africa. Durante la prima metà del II millennio ebbe luogo la prima globalizzazione,
ovvero la costruzione di un mercato geogra co che lega in un sistema diretto le principali
aree del mondo e nel quale alcune imprese riescono ad operare simultaneamente in
queste. Inizialmente la ricchezza derivava dalla terra ma con lo sviluppo dei mercati iniziò
a dipendere dal commercio infatti i re europei dipendevano dai prestiti dei mercanti
banchieri che erano più ricchi di loro ed andranno a sostituire i possessori di terra.
Nonostante ciò, il miglioramento della vita è stato lento a causa della trappola Maltusiana
e l’aumento demogra co portarono all’utilizzo del capitale naturale, sempre meno
sostenibile.
industria come nuova strategia
la rivoluzione industriale fu una discontinuità si passò da una produzione alimentare a una
produzione industriale che divenne l’attività in grado di generare la massima
ricchezza.questo accade grazie allo sviluppo tecnologico in grado di moltiplicare l’energia
disponibile e la produttività di lavoro e capitale. Si divide in sei aspetti: aumento
demogra co, divergenza fra le condizioni dei paesi del mondo, seconda globalizzazione,
nascita del mercato interno, inversione del rapporto rurale e urbano, urbanizzazione.
basi era industriale
L’economia capitalistica europea prevede il ruolo attivo da parte dello Stato che ha il
potere di creare le condizioni per godere di rendimenti crescenti. Per contrastare
l’egemonia britannica, l’America adottò politiche protezionistiche di Hamilton: creare un
mercato nazionale con eliminazione dazi interni, erigere una barriera doganale,
promuovere il ruolo delle banche per stabilizzare la moneta e nanziamenti, istruire il
sistema di istruzione per incrementare qualità del lavoro. Queste politiche saranno portate
anche in Europa ma con minor bene cio rispetto all’USA. Con l’invenzione del telegrafo
elettrico e la ferrovia si formò un mercato interno dove le imprese non essendoci
concorrenza diventeranno sempre più grandi e potranno investire sempre di più sulla
produzione di massa e le economie di scala.
golden age
tra il 1950 e il 1973 abbiamo la golden age che vede la maggiore espansione del prodotto
mondiale: l’economia globale supera di due volte e mezzo quella della crescita
demogra ca e questo testimonia l’e cienza della nuova strategia di sfruttamento delle
risorse, ma dà luogo anche a inquinamento sovra ollamento e esaurimento delle risorse.
La golden age termina per mano dell’OPEC, un’organizzazione che raggruppò i paesi
produttori di petrolio che quadruplicarono il prezzo del greggio, dando luogo a uno shock
petrolifero che porterò a una crisi stag ativa e una stagnazione economica.
terza globalizzazione
A partire dagli ultimi decenni degli anni 90 abbiamo la terza globalizzazione che ha una
genesi triplice: economica, politica e sociale. La globalizzazione permise di liberare la
produzione dei mercati interni trasferendoli su mercati globali in cui i costi erano minori e
in cui era possibile portare i pro tti a un livello tale da remunerare gli investimenti. Questo
fu possibile grazie all’innovazione tecnologica che abbatte i costi di trasporto e creò
e cienti reti di trasporto. con questa l’economia è stata riorganizzata in modo integrale
perché la specializzazione industriale iniziò ad appartenere ai mercati asiatici mentre le
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attività commerciali e di servizio appartenevano alle regioni occidentali e i mercati interni
iniziarono a occupare sempre meno spazio. Ci sono due conseguenze: la prima è che in
passato cresceva la middle class mentre ora abbiamo pochi ricchi e molti poveri a causa
della diminuzione delle politiche di redistribuzione. Infatti, la seconda causa è la crisi dello
Stato nazionale dove lo Stato non poteva tassare le imprese in quanto operanti fuori dalla
sua giurisdizione e quindi iniziò ad innalzare il prelievo scale sui cittadini e ridurre i servizi
essenziali. Essa portò anche l’emergere della questione ambientale.
CAPITOLO 2
radici geogra a
la geogra a è una scienza che ha radici nell’antica Grecia, ma l’avvio dell’elaborazione dei
metodi iniziò dal 1700 con le grandi esplorazioni. Possiamo distinguere geogra a che
fornisce teorie e metodi per analizzare il territorio e la cartogra a che fornisce le regole e
gli strumenti per rappresentare il mondo attraverso le carte geogra che. Le relazioni tra le
società umane e l’ambiente naturale erano al centro di ogni analisi e da qui nacquero due
interpretazioni: il determinismo geogra co che ha come punto di riferimento alla scuola
tedesca, secondo cui la morfologia dell’ambiente in uisce sui caratteri della popolazione,
e il possibilismo geogra co che ha come riferimento alla scuola francese e a erma che
l’ambiente naturale non condiziona le azioni umane poiché le società umane attraverso la
tecnologia riescono a gestire la natura senza subirla.
approccio sistematico geoeconomico
negli anni 60 nacque la teoria generale dei sistemi: l’idea era quella di una visione con
causalità circolare che tenesse in considerazione l’interazione tra le parti. Un sistema è un
complesso di elementi in interazione e relazioni che si sviluppano nel tempo e il
cambiamento di uno di questi in uenza la globalità del sistema. Sono di tre tipi: isolati,
chiusi, aperti.lo scambio di energia è detto entropia ed è la base del principio della
termodinamica secondo cui tanta energia si trasforma tanta più sarà sottratta alle
generazioni future. La TGS permette di studiare i cambiamenti e di compiere un’analisi
dinamica dei sistemi economici che continuamente si adattano e trasformano le
ecosistema.l’analisi sistematica si compone di tre livelli: individua elementi caratterizzanti
di ogni sistema, individua le relazioni, individua i ussi verso l’esterno. i caratteri
fondamentali sono capacità di elaborare le informazioni, capacità di adattamento al
cambiamento, capacità di auto, organizzazione e di auto mantenimento.
geogra a economica
nel novecento nasce la geogra a economica che studia la dimensione spaziale dei
fenomeni economici, la loro evoluzione nel tempo e le relazioni con l’ambiente. Ci sono
due metodi di studi: quello induttivo da scala locale a globale ideogra co, e quello
deduttivo da scala globale al locale nomotetico. inoltre, il geografo deve scegliere la scala
geo economica: loc, reg, naz, globale.
strumenti analisi geoeconomica
-spazio e luogo: lo spazio geogra co è l’insieme delle relazioni che legano tra loro soggetti
localizzati sulla super cie terrestre ed è collegato all’agire umano infatti si trasforma
contemporaneamente alla società. Può essere assoluto, relativo, percepito. Un luogo è
l’ambiente che ci circonda, composto da una dimensione morfologica e da una umana.
-distanza e accessibilità: la distanza è un fattore che regola la distribuzione della
popolazione e delle attività umane nello spazio e può essere assoluta, relativa, percepita.
Nelle scelte localizzative la distanza entra in giochi in vari aspetti della nostra vita e
seguono il criterio di minimizzare gli e etti della distanza per ridurre i costi. L’accessibilità
invece misura la minore o la maggiore facilità ad accedere a un luogo e tende ad essere
massima al centro e diminuisce all’aumentare della distanza dal centro.
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-Agglomerazione e densità: le attività umane tendono a concentrarsi in un territorio per
usufruire delle economie di agglomerazione, ovvero quelle esterne all’impresa e porta
vantaggi in risparmi per la popolazione per le imprese. L’eccessiva agglomerazione può
creare esternalità negative che possono generare minori risparmi o costi più elevati:
all’aumentare del numero di abitanti aumentano anche i vantaggi dell’agglomerazione, ma
quando si supera una certa soglia, i vantaggi diminuiscono no a diventare esternalità
negative. Si divide in economie di localizzazione e di urbanizzazione. una misura di questa
è la densità, ovvero la qualità relativa di persone e imprese presente in un luogo. Dim aum
centro.
-di usione di interazione: i processi di di usione spaziali sono importanti se posti in
relazione alla dimensione territoriale e al tempo di di usione. Può avvenire per espansione
o rilocalizzazione e la prima richiede il contatto tra persone tramite la comunicazione divisa
in contagio diretto e via gerarchica. Secondo il modello di Hager Strand, la di usione delle
innovazioni è divisa in: introduzione delle innovazioni e inizio processo di usione, fase di
espansione e consolidamento, fase di saturazione e completamento adozione delle
innovazioni.
processi territorializzazione
il territorio corrisponde a una super cie di suolo con una propria organizzazione sociale ed
economica e deriva dalla storia e dalle relazioni con l’ambiente naturale. La terra diventa
territorio quando viene trasformata in risorsa e lavoro produzione e scambio e accoglie
strutture.il territorio possiede quattro dimensioni: geo sica, economica, sociale e culturale
e a due tipi di capitale, quello naturale e quello antropico che danno vita al capitale
territoriale. Nel processo di evoluzione si distinguono cinque fasi: appropriazione da parte
dei gruppi di una porzione di suolo, delimitazione dei con ni territoriali, denominazione del
territorio, costruzione delle strutture e infrastrutture, individuazione di simboli che
connotano il territorio e i suoi abitanti. Ogni territorio è in continua evoluzione infatti
Ra estin formulò tre fasi: territorializzazione, deterritorializzazione, riterritorializzazione. La
regione è una porzione di territorio che si di erenzia da quello circostante per caratteri
sici e naturali oppure per produzione e i criteri per riconoscere le regioni o quello sico
morfologico o il genere di vita dominante.
reti di trasporto
I territori sono attraversati da reti che possono essere stradali, ferroviarie o aeree e le
principali funzioni sono la comunicazione lo scambio e la distribuzione. inoltre le reti
possono essere tecnologiche cioè siche e materiali oppure relazionali, cioè sociali e
immateriali. I fattori che in uiscono nella localizzazione delle reti riguardano la morfologia
del territorio, le economicità e la domanda potenziale. Le reti creano un divario tra il centro
e la periferia. I trasporti rappresentano un vantaggio competitivo per il mercato per la
riduzione dei costi e dei tempi di percorrenza e accessibilità. ogni trasporto viene valutato
in base a alcune variabili come i costi di trasporto la velocità e l’inquinamento. La
rivoluzione dei trasporti arreso possibile il decentramento produttivo e la globalizzazione,
ma ciò è avvenuto solo in alcune parti del mondo.
reti di comunicazione
nel XXI secolo si di usero le reti telematiche ICT che hanno comportato una rivoluzione
economica. L’informazione si caratterizza per immaterialità velocità riproducibilità e basso
costo ed è de nita come una risorsa, un bene immateriale, una ricchezza e
un’infrastruttura. le reti telematiche hanno favorito il decentramento produttivo in tutti i
paesi sia per i bassi costi che per la essibilità. Il digital divide è de nito come il gap tra
individui famiglie e imprese che risiedono in aree geogra che caratterizzati da di erenti
livelli sociali.
cartogra a
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la cartogra a è stato uno dei più antichi strumenti di comunicazione infatti le carte sono
strumenti per comunicare e trasmettere e di ondere le informazioni nello spazio e nel
tempo.nasce nel IV secolo a.C. nell’antica Grecia ma solo all’inizio del 400 grazie a
Tolomeo la produzione cartogra ca aumentò notevolmente, ma il vero momento di svolta
è avvenuto con il lancio dei satelliti. possiamo de nire la carta geogra ca come una
rappresentazione ridotta, simbolica, selettiva e approssimata della super cie terrestre ed
ha tre principali proprietà: la scelta della proiezione cartogra ca, della scala adeguata per
rappresentare la realtà terrestre e il linguaggio cartogra co codi cato.
gis sistemi di informazione geogra ca
sono considerati un passaggio tecnologico decisivo nella gestione delle informazioni geo
di erenziate dall’invenzione della cartogra a. Sono strumenti informatici costruiti per
immagazzinare, monitorare, elaborare, gestire i dati associati a una precisa posizione sulla
terra. sono in grado di trattare una molteplicità di informazioni geogra che rendendo più
accurata l’analisi spaziale e possono modi carla senza perdere le informazioni spaziali. Le
fasi per la realizzazione di un gis sono: immissione dei dati, archiviazione dei dati, analisi
spaziale dei dati, rappresentazione dei dati, controllo di qualità del lavoro e interpretazione
dei risultati. Utilizzano due modelli digitali per rappresentare i dati: vettoriale per
rappresentare i fenomeni discreti e Raster che si basa su una griglia formata da cellule
uniformi per rappresentare fenomeni continui come l’altitudine e la temperatura. I principali
punti di forza sono la capacità di integrare tecnologie e competenze diverse, interazione
con le nuove tecnologie e conoscenze multidisciplinare.
CAPITOLO 3
teorie classiche organizzazione spaziale
alcuni economisti tedeschi formularono delle teorie relative alla modalità di distribuzione
spaziale