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IL MIO SPAZIO NEL MONDO

1. BAMBINI/BAMBINE E LO SPAZIO GEOGRAFICO

Spazio geografico: campo di studio recente nello sviluppo sociale e culturale dei bambini, che prevede

geografie diverse da quelle degli altri gruppi sociali, studio del rapporto dei bambini con ambiente, luoghi e

punti di vista degli adulti sull’utilizzo degli spazi

Organizzazione socio-spaziale: trascura il modo con cui i bambini considerano il mondo, eppure è

attraverso i luoghi che si confrontano con valori, strutturazione e organizzazione degli spazi, limiti e confini

che gli adulti costruiscono nella loro organizzazione territoriale

- dimensione spaziale: i bambini vivono, giocano e imparano attraverso essa

- organizzazione spaziale: è mediatore tra società, cultura e nuove generazioni, che attraverso l’esperienza

dello spazio vissuto sviluppano le competenze sociali; offre opportunità ma è anche espressione di come il

mondo degli adulti considera il mondo dell’infanzia e cerca di condizionarlo, educarlo secondo i propri

principi trasmettendo regole e sistemi di valore

Diversità e disuguaglianze: l’indagine geografica si concentra sui luoghi/destini dei bambini pieni di

diversità, intesa come valore positivo che caratterizza lo spazio geografico e lo distingue in ambienti

territori luoghi e culture, e di disuguaglianza, intesa come connotato negativo perché segno della disparità

di condizioni e risorse delle diverse società

Posizione dei bambini nei processi migratori: coloro che emigrano devono confrontarsi con luoghi diversi e

culture spesso difficili da conciliare, e coloro che vengono lasciati nel luogo di origine e affidati a un solo

genitore o amici e parenti

Differenze di genere: lo spazio riguarda anche l’identità sessuale e il bisogno di definire il proprio spazio

attraverso la creazione di luoghi di incontro

- studi sulle problematiche di bambini con disabilità: mettono al centro le limitazioni spaziali e necessità di

organizzare il territorio affinché sia più accessibile per capire come rendere gli spazi più inclusivi, come sia

possibile fare esperienza della dimensione geografica in mancanza di supporti percettivi (vista e udito), e

come mediare le competenze spaziali per bambini BES

- diritti dei bambini: la connessione con l’organizzazione degli spazi pone la necessità di considerare quanto

è importante considerare le condizioni e i bisogni dell’infanzia

GEOGRAFIA È DESTINO

Destino geografico: insieme di condizioni che in positivo possono costruire origini, direzioni, opportunità e

risorse per lo sviluppo del proprio progetto di vita, e in negativo rappresentare condizionamenti, pregiudizi

e ostacoli che limitano la libertà individuale e sociale; è una condizione con cui l’uomo si trova a convivere,

ma può essere cambiata in base alle sue scelte e azioni

- tempo: seconda dimensione della geografia →

“Geography in Human Destiny” (1940) di Roderick Peattie presenta la geografia come indagine sul

rapporto tra ambiente fisico e vita umana, e sostiene che l’approccio alla vita delle diverse popolazioni può

essere in contrasto con le condizioni ambientali

- destino: legato ai luoghi, viene sempre più collegato alle differenze di condizioni economiche, politiche,

sociali e culturali

- tecnologia e globalizzazione: aumentano la connessione tra luoghi e persone, il mondo può apparire

omogeneo, ma la maggiore interdipendenza sta nel creare nuove diversità e differenze locali

Jared Diamond dimostra come la diversità culturale affonda le sue radici nelle diversità geografiche,

ecologiche e territoriali, e afferma che i destini dei popoli sono stati diversi a causa delle differenze

ambientali

LEGAME CON I LUOGHI DELLA PROPRIA VITA

Esperienze personali e luoghi familiari: il destino geografico spinge ad interrogarsi sul ruolo che hanno essi

sugli studenti, influenzando l’ambiente culturale in ambito scolastico ed extra, e spinge a considerare la

conoscenza del proprio spazio vita, dei luoghi più lontani e del pianeta, come strumento per le scelte

individuali e sociali in grado di determinare la vita delle persone e delle comunità

Consapevolezza del ruolo dei luoghi nella propria vita: è importante nell’ambito delle migrazioni e

relazioni interculturali; i migranti sono portatori di relazioni sociali, economiche e culturali tra luoghi di

appartenenza e di arrivo che interagiscono coinvolgendo anche le persone che non hanno compiuto una

tale esperienza diretta

- esperienza migratoria: contaminazione culturale di conoscenza e trasformazione reciproca delle persone

e dei loro spazi di vita

- autobiografia delle relazioni con i luoghi: punto di partenza per sperimentare in che modo la

consapevolezza del ruolo dei luoghi nella propria vita renda possibile lo sviluppo di una maggiore empatia

verso le esperienze migranti; ciò ha portato il riconoscimento del valore delle culture diverse e una

differente considerazione della propria cultura

- insegnante: è essenziale il percorso di riconoscimento del ruolo formativo e dell’importanza dei luoghi

nella vita delle persone per valorizzare le diversità dei soggetti, delle loro famiglia e culture diverse.

È indispensabile partire dal proprio spazio di vita per includerlo nel processo educativo come aspetto del

proprio progetto di vita al fine di collocare la propria esistenza in un tessuto sociale e spaziale più ampio;

così il soggetto si scopre parte di connessioni collettive che legano persone e luoghi dalla scala più piccola

(familiare e locale) a quella globale (specie umana)

DIMENSIONE SPAZIALE NELL’INFANZIA

Relazione con la dimensione spaziale: inizia nel ventre materno in cui il feto esegue movimenti in uno

spazio ed entra in relazione con i primi elementi dello spazio esterno grazie al contatto sonoro

- geografie personali: si sviluppano prima dell’accesso alla scuola (3mesi: cogliere le forme; 4-5mesi: intuire

le grandezze; 6mesi: intuire la profondità; 3anni: possiede un proprio senso degli spazi personali e sociali,

prende consapevolezza degli spazi, esprime giudizi di valore sui luoghi e si relaziona con essi attraverso

categorie percettivo-emozionali

Jean Piaget sostiene che l’ingresso del bambino nel mondo da inizio al processo di separazione dalla

madre e allo sviluppo dell’identità, e che imparare ad osservare significa riconoscere una distanza tra sé e

ciò che si osserva, e percepire che questa genera relazioni e punti di vista

- studio delle tre montagne: 6anni proprio punto di vista, 7anni intuisce che non combacia con il proprio,

8anni individua il corretto punto di vista opposto; ciò mostra che l’esperienza spaziale è fondamentale nello

sviluppo della capacità di osservare da diversi punti di vista, uno degli obiettivi dell’educazione geografica

Lev Vygotskij sostiene che l’apprendimento avviene attraverso l’interazione sociale con gli adulti e gli

strumenti della cultura in cui è immerso, e il linguaggio è il mezzo di comunicazione e lo strumento per

riflettere sulla realtà e organizzarla

- lessico spaziale: importante per la costruzione dell’idea di realtà nell’infanzia; l’egocentrismo è una

componente anche dell’adulto, impegnato a conquistare e difendere il proprio spazio nel mondo

Jerome Bruner sostiene che i processi mentali hanno un fondamento sociale e si sviluppano in relazione

alla cultura umana, di conseguenza si ha la relazione tra azione immagini e sistemi simbolici nella

costruzione della conoscenza; l’apprendimento avviene attraverso i luoghi fin dalla nascita, immersi in un

tessuto di interazioni culturali

- scuola dell’infanzia: quegli anni sono importanti nella definizione degli spazi personali e sociali, necessari

allo sviluppo della consapevolezza sociale che permette ai bambini di mettersi in gioco al di fuori del nucleo

familiare, di aumentare il senso di sicurezza tramite nuove esperienze e relazioni

- 8-9anni: completano lo schema corporeo e si avviano al pensiero astratto che svilupperà il ragionamento

ipotetico-deduttivo

John Dewey completa l’idea secondo cui i rapporti tra esseri umani e ambiente sono filtrati dalla cultura,

e afferma l’importanza della geografia che dovrebbe portare gradualmente gli alunni a contatto con la

realtà attuale, definendo e rinforzando i concetti fondamentali e tentando di decostruirli e interpretarli

criticamente

CORPO E CULTURA: SVILUPPO DELL’ORIENTAMENTO

Orientamento: spesso è limitato al significato cartografico, alla capacità di utilizzare la carta in base alla

conoscenza dei punti cardinali e delle coordinate per spostarsi sulla superficie terrestre; l’etimologia fa

riferimento ai significati di nascere e sorgere, e di mettersi in movimento e procedere verso una meta

- sapersi orientare: situarsi e sapersi muovere consapevolmente nell’organizzazione antropica del

territorio, considerando lo spazio geografico come prodotto culturale della specie umana; in geografia si

deve considerare l’orientamento per il suo aspetto culturale, il suo valore di competenza riguardante la

comprensione dei valori della dimensione spaziale

- carta geografica: visualizzazione che consente di pensarci nello spazio, immaginare un itinerario e

percepire l’intero spazio geografico come un estensione del nostro corpo e possibilità di vita

- spazializzazione: capacità cognitiva di organizzare spazialmente luoghi concetti eventi e tempo, forma di

rappresentazione della realtà, l’orientamento va inteso come capacità di controllare la propria posizione

nel mondo, che va oltre la carta e permette di situare e descrivere non solo le posizioni ma anche vissuti,

emozioni e pluralità di condizioni che i luoghi presentano

ORIENTAMENTO E INTELLIGENZA SPAZIALE

Howard Gardner egli individua una serie di modalità diversificate per conoscere il mondo, non una

capacità unica

- intelligenza spaziale: una tra 7 è questa, che riguarda l’orientamento, e ne identifica 3 funzioni:

percezione precisa del mondo visivo (osservazione diretta), capacità di ricreare aspetti dell’esperienza

visiva, capacità di manipolare forme (progettazione, trasformazione, strutturazione materiale del territorio)

- esempi di applicazione: ripercorrere una strada già nota, percorrere una strada sconosciuta prevedendo

in cosa si va incontro, orientarsi con l’aiuto di punti di riferimento nel paesaggio, utilizzare una carta,

disegnare noi stessi sulla carta, ritrovare l’auto in un parcheggio

- insegnante: è importante valorizzare l’intelligenza spaziale in ogni campo dell’apprendimento perché il

pensiero spaziale può essere importante come organizzatore e ordinatore dell’esperienza e conoscenza in

ogni disciplina; nell’insegnamento della geografia l’intelligenza spaziale è alla base delle competenze

geografiche

DALLO SPAZIO VISSUTO AL TERRITORIO

Geografia: poco considerata nella scuola dell’infanzia

Moles e Rohmer parlano di appropriazione dello spazio da parte dell’uomo, ed hanno schematizzato ciò

in 8 passaggi in successione (es. dal vicino al lontano)

- territorializzazione: processo mediante cui le società umane prendono possesso materiale e culturale

dello spazio fisico; è un fatto culturale che varia da società a società e da luogo a luogo

Turco riassume il processo di appropriazione in 3 tappe: materialità, organizzazione e simbolo

racchiudono tutto ciò che l’uomo fa

1. Reificazione: controllo materiale e trasformazione dell’ambiente in opere (abitazioni), azione

trasformatrice dell’uomo dell’ambiente naturale per soddisfare i propri bisogni; l’acquisizione di tale

concetto può partire dall’esplorazione della propria aula per far comprendere che ogni elemento di un

luogo è un atto sociale, forma di controllo di uno spazio

2. Strutturazione: controllo organizzativo attraverso la gerarchizzazione del territorio (confini e sistemi, che

controllano le relazioni tra organizzazione umana e sistema ambientale

3. Denominazione: controllo simbolico attraverso l’assegnazione dei nomi che conferiscono senso agli

oggetti dello spazio geografico, importante per orientamento e controllo risorse

Sono necessari linguaggio concetti e simboli per avere controllo sulla trasformazione materiale e

strutturazione.

GEOGRAFIE DEI BAMBINI E BAMBINE

Geografie di genere: si distinguono nel modo di percepire, organizzare e usare gli spazi, cioè

comportamenti spaziali che possono essere parte delle strategie di adattamento ai diversi contesti sociali

da parte dei gruppi che esprimono nello spazio una propria identità

- spazio pubblico: contesto aperto in cui i bambini negoziano le proprie identità sociali al di là dei ruoli

imposti dalla famiglia, sviluppano e mettono in atto competenze, e acquisiscono la consapevolezza del

proprio spazio nel mondo; è importante per definire accettabilità sociale e amicizie

- mobilità: quella delle bambine è meno ampia, collettiva e orientata verso gli spazi chiusi, quella dei

bambini è più ampia, individuale e orientata verso gli spazi aperti; le ragazze definiscono spazi di ritrovo

ricercando un luogo dove poter stare da sole

- studio sui bambini di Bratislava: ruolo della strada, i bambini trascorrono più tempo in questo contesto,

considerato un ambiente informale di apprendimento in cui imparano a conoscersi e relazionarsi

SPAZIO DELL’INFANZIA NEL MONDO

Città: spazio antropizzato, cui le geografie dei bambini/bambine sono sempre più legati al loro sviluppo e

trasformazione

- emarginazione e miseria: porta a violenza, sfruttamento, disparità nelle condizioni di vita

- libertà di movimento: le città sono ambienti rischiosi, non sicuri

- spazi urbani riservati agli adulti: i bambini considerati un disturbo che necessita di controllo, per cui viene

loro negata l’esplorazione libera nello spazio

- limitazioni: hanno ridotto le occasioni in cui possono fare movimento all’aria aperta e avere esperienze

libere tra pari, cioè occasioni per acquisire autonomia

- insidie e fonti di paura: episodi di violenza o abuso di stupefacenti, sono esperienze in grado di

condizionare negativamente lo sviluppo psichico, rendimento scolastico e fiducia nella società

- lavoro minorile: molti bambini lavorano per strada, ciò li espone a violenze e atti di criminalità

- traffico di minori: a fine sessuali

- migrazione: può generare opportunità o ulteriore emarginazione, obbligando i bambini migranti a

confrontarsi con altri bambini di ambienti culturali diversi e non sempre capaci di accoglienza

- caduta nella povertà: possibile caso di difficoltà psicologica dei bambini, che l’insegnante si trova ad

affrontare

- conclusioni: necessità di maggiore e diversa istruzione

- aree rurali: maggiori spazi, migliore qualità dell’ambiente e buon grado di inclusione sociale

- insegnante: deve prestare attenzione a tale complessità spaziale, studiarla e interrogarsi imparando ad

ascoltare il punto di vista dei bambini e ad essere più consapevoli del ruolo dei luoghi e vissuti spaziali

nell’infanzia 2. EDUCAZIONE GEOGRAFICA

Dimensione spaziale: mette in relazione lo sviluppo del proprio progetto di vita con i rapporti tra comunità

umane, sistemi di interazione tra specie umana e risorse dell’ambiente

- sapere della geografia: mai neutro come neanche strumenti, metodi e rappresentazioni

Educazione geografica: campo disciplinare importante che riguarda la conoscenza critica dei rapporti nella

specie umana e tra questa e sistemi ambientali, e non si limita ad aspetti teorici o normativi; prepara ad

affrontare sfide di valore generale che possono toccare problemi estesi dalla scala locale a planetaria;

contribuisce a far comprendere come i legami individuali sviluppati con dati luoghi siano a loro volta

intrecciati a relazioni, legami e interdipendenze sviluppati da altre persone con altri luoghi; insegna a

pensare la propria vita come parte di questo sistema-mondo complesso ponendo il soggetto non come

osservatore esterno ma come attore attivo

- conoscenza geografica: utilizzata per trovare soluzioni ai problemi dell’umanità

NASCITA E SVILUPPO DELLE IDEE SULL’EDUCAZIONE GEOGRAFICA

Educazione geografica: lungo percorso fatto di idee, vicende, esempi e punti di riferimento; alle sue origini

si incontrano mito e conoscenza, luoghi e comprensione del mondo (espressioni pratiche e simboliche che

legano l’umanità alla terra)

- idea del viaggio: passa dall’Odissea come percorso di formazione, esperienza di luoghi e persone diversi,

momento di apprendimento e acquisizione della consapevolezza di una nuova comprensione della realtà

- 2 scopi educativi del sapere geografico: grafico, geografia come conoscenza indispensabile alle

esplorazioni, utile oggi a uomini d’affari e turisti (idea di orientamento come fatto geometrico, capacità di

spostarsi nello spazio fisico usando strumenti e codici, es. carta geografica); teorico, geografia come sapere

indispensabile per chi governa il mondo, per cittadini colti e coloro che coltivano una mentalità aperta e

cosmopolita (idea di orientamento come fatto culturale, capacità di interpretare segni e simboli che le

culture hanno impresso nel paesaggio, organizzazione territoriale, credenze e consuetudini)

Immanuel Kant idea della geografia come conoscenza che forma le persone a essere cittadini del

mondo; critica per la limitata conoscenza del pianeta

- dibattito scientifico: influenza l’introduzione della geografia nella scuola e il riconoscimento del suo valore

educativo →

John Dewey afferma l’importanza della geografia, e sostiene che il cuore dell’insegnamento consiste

nell’indagare la connessione tra fatti naturali e avvenimenti sociali, e le sue conseguenz

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia.Catapano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Puttilli Matteo.
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