Genere e tecnica – A.a. 2024/2025 Prof.sse: MAZALI Tatiana, COLOMBELLI Alessandra
Politecnico di Torino, a.a. 2024/2025
GENERE E TECNICA (Grandi sfide – Tecnologie e umanità)
Lez. 1 - 11/03/2025 (Tatiana Mazali)
FONDAMENTI – cap.1TM
GENERE
Genere richiama una sfera di distacco, empatia, diritti. Non è una parola che sta nella
conoscenza e nell’approccio delle nostre vite, ma si colloca con connotati emozionali e
sentimentali, non solo legati a un dibattito che è diventato più esposto negli ultimi anni.
Caratterizzata da una sfera emotiva, che complica l’affronto del discorso della disuguaglianza
di genere.
Simone de Beauvoir nel libro ‘Il secondo sesso’, Francia 1949, caposaldo degli studi di
genere e femministi, dice sostanzialmente che: 1) donne si diventa e 2) esse devono avere gli
stessi diritti e doveri degli uomini. Rompe il paradigma nel dibattito di diritti e doveri tra donne
e uomini, fino ad allora non esisteva tale dibattito. Finisce la 2^ guerra mondiale e tra le
acquisizioni, il diritto di voto femminile.
La 1^ lezione che ci lascia: ‘donne si diventa!’. Con questa espressione intende dire che la
donna non è per natura qualcosa, io posso costruire il mio essere donna, devo rompere
schemi e identità naturale in cui sono nata. Cerca di slegare il concetto di donna/uomo da
qualcosa di naturale. La differenza: ‘io posso diventare donna’, ho uno spazio di azione e
costruzione (posso agire), rispetto al ‘io sono donna’ (concetto autosufficiente). Es.
Suffragette, coloro che hanno rivoluzionato il mondo.
5 settembre 1971 scrive la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, testo
giuridico francese della scrittrice Olympe de Gouges, 1° documento a invocare l’uguaglianza
giuridica e legale delle donne in rapporto agli uomini.
19-20 luglio 1848 viene scritta la cosiddetta Dichiarazione dei sentimenti a Seneca Falls da
4 donne, diritto al voto, allo studio e al divorzio.
7 giugno 1866 John Stuart Mill presenta la 1^ petizione per il diritto di voto alle donne.
1^ ondata di femminismo: diritto al voto, 1700, Inghilterra: Suffragette, vogliono seguire la
legge solo quando lo Stato riconoscerà loro come cittadine per votare. Scioperi, manifesti,
rifiuto al censimento, seguono arresti. Movimento collettivo basato sull’idea dell’uguaglianza
sociale.
Mud murch 1^ marcia femminista, 3000 persone, la leader Millicent Fawcett.
Diritto allo studio. Dottoressa Curie, si pensava ai tempi che le donne fossero meno dotate,
ma l’istruzione è uno strumento di emancipazione.
2^ ondata del femminismo: il personale è politico, anni 70, inizia in casa la protesta, dove
praticano l’autocoscienza, non vogliono essere oppresse dal patriarcato come mamme e
nonne. 1
Genere e tecnica – A.a. 2024/2025
In Italia, 1970 legge sul divorzio, la legge 194 che stabilisce che l’aborto non è un reato.
Trentino uno dei nuovi centri femministi. (N.B. le cose accadono perché c’è un contesto in cui
possono accadere, 1700 rivoluzione francese, seconda metà del 900, movimento del 1968 si
cambia paradigma, operai, studenti, donne).
La lotta parte dal privato, la trasformazione inizia da una consapevolezza individuale e in
piccoli gruppi. Gli stereotipi nascono in privato, le violenze e gli omicidi nascono in ambito
privato. Il privato è importante!
A Trento il 15 febbraio 1975, in piazza Cesare Battisti, tema legalizzazione dell’aborto, scuote
l’opinione pubblica (3 mln di aborti clandestini nel periodo, es. processo Zorzi no soluzione,
scenario politico cambia).
1976, si crea la 1^ casa delle Donne con centro anti-violenze, 1979 va in onda un processo di
stupro, un’avvocata difende una 18enne dai 4 stupratori e dai suoi legali.
15 febbraio 1976 lo stupro viene punito con la legge. Si considera lo stupro come reato verso
la persona e non contro la morale.
3^ ondata femminista: si lega alla battaglia di classe. Femminismo senza frontiere, con
Angela Davis. Porta in piazza consapevolezze contemporanee che non si possono più negare.
Si innestano altre ineguaglianze che contribuiscono al mondo non equo in cui viviamo.
Alyssa Milano, #metoo, per aiutare le donne a denunciare le violenze.
Marielle Franco, stravotata, consigliera comunale di Rio de Janeiro, uccisa per motivi ignoti.
4^ ondata di femminismo: cyberfemminismo, periodo in cui stiamo vivendo, nonché tutti i
femminicidi giornalieri a cui siamo vicini.
‘I diritti non sono una coperta corta, estendendola ci aiutiamo tutte!’.
Acquisire i diritti richiede lavoro, sconfitte, sforzo, nel corso della storia delle cose sono già
state acquisite (diritto al voto, 1948), ma ad es. dalle stesse condizioni, il 90% delle donne
viene pagata meno di un uomo a pari capacità: gender pay gap. Altre questioni sono fenomeni
strutturali incomprensibili e divisibili, es. la possibilità del controllo delle nascite (con diverse
legislazioni in diversi Paesi).
Genere si sviluppa negli anni ’60 nell’ambito delle scienze sociali.
Gender system: insieme di processi, comportamenti e rapporti con cui ogni società
trasforma la sessualità biologica in un insieme di norme (relazioni) implicite ed esplicite che
regolano i rapporti fra gli uomini e le donne e secondo le quali si attribuiscono agli uni e alle
altre diversi compiti.
SESSO vs GENERE
Il concetto di GENERE (che deriva da GENDER) prende le distanze dalla semplice
differenziazione biologica donne e uomini, stabilendo che la differenza sessuale (maschi e
femmine) è in parte una costruzione sociale che stabilisce ruoli e relazioni fra uomini e donne,
storicamente determinati dal contesto sociale, culturale, politico, economico.
Il termine sesso indica il fenomeno biologico della differenza tra uomini e donne.
o Il termine genere indica la costruzione culturale che definisce l'uomo e la donna.
o 2
Genere e tecnica – A.a. 2024/2025
IDENTITA’ DI GENERE
Sentirsi femmina o maschio, donna o uomo parte da una base organica ma si completa con
elementi culturali.
Judith Butler, una delle massime esponenti del pensiero femminista internazionale, mette
in discussione l’approccio dicotomico (binario) all’identità di genere, mettendo l’attenzione
sul fatto che il corpo sessuato non è puramente un dato biologico, ma è sempre il risultato di
una costruzione culturale. Il genere è culturalmente determinato (non è naturale).
‘Noi siamo ciò che sembriamo’: performed, avere un ruolo, (performare, idea dell'immagine
statica), performative, accenta sul processo del diventare, idea della trasformazione.
Sissy boys vs tom boys, ci sono cose che hanno la funzione di farci stare al nostro posto,
formali e informali: istituzioni di normalizzazione formali/informali, cioè forme di genere.
Agency: (le affordance, condizioni di utilizzo dello strumento), capacità degli individui di agire
stando a determinate condizioni, ho spazio di azione con però delle condizioni sotto cui
stare, non significa poter fare ciò che si vuole, ma possedere uno spazio di azione con
determinate caratteristiche, posso leggerlo come spazio di espressione e di libertà.
Il genere è una costruzione sociale, varia nel tempo e nello spazio, quindi posso anche
trasformarlo. Il significato sociale e le condizioni in cui si sperimenta l’essere uomo e l’essere
donna, il maschile e il femminile, sono storicamente e socialmente situate. Percui sono
variabili, mutano nel tempo, cambiano in base alla cultura di riferimento. Il genere non è un
concetto assoluto!
Genere + potere, legati da un evidente relazione. In tutte le società la definizione di ciò che è
maschile e di ciò che è femminile è un principio base dell'organizzazione sociale e della
distribuzione di ruoli, compiti e risorse.
Margaret Mead, 1930. Sex and Temperament, antropologa. Sostiene in sintesi: Il genere è
una delle dimensioni in cui si esprimono le relazioni di potere. Le relazioni di genere sono
asimmetriche: asimmetria di potere e dominio di un soggetto (gli uomini) su un altro (le
donne). Genere = costruzione sociale + relazioni di potere asimmetriche.
Noi persone nel mondo abbiamo un genere, che non è solo l’origine biologica sessuale. Ma
è una costruzione sociale, che dipende da noi, ma anche da noi in un contesto storico, sociale
e economico.
Il genere è anche un concetto fortemente relazionale. Che nella storia si è trasformato in un
territorio di disuguaglianza, perché ci sono relazioni di potere asimmetriche: gli uomini
hanno storicamente avuto più potere delle donne.
Genere: è un concetto relazionale tra uomo e donna, NON è sinonimo di ‘donna’, ma
all’interazione tra uomo e donna.
Lez. 2 – 14/03/2025 (Tatiana Mazali)
Pierre Bordieau, il dominio maschile (1999). Le regole sociali sono il risultato di un modello
culturale «androcentrico» (centrato sull’uomo-maschio). Questo modello dà forma ai ruoli e
alle condizioni delle relazioni tra donne e uomini. È necessario indagare le costanti nascoste
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Genere e tecnica – A.a. 2024/2025
nel nostro inconscio, che hanno condotto ad una visione di stampo prettamente maschile
del mondo e dei rapporti.
Ci sono 3 dimensioni da indagare: il dominio sul corpo; la divisione del lavoro sessuale; la
divisione tra pubblico e privato.
Scienziato sociale fondamentale del ‘900. In questo libro prova a entrare nelle logiche delle
relazioni asimmetriche e cerca di capire perché il modello culturale androcentrico prevalga,
cioè ponendo al centro delle politiche, della cultura, l’uomo.
Modello culturale: dà il senso del ‘casino’ in cui siamo, quando il modello è solidificato a
livello culturale, significa che sta nelle persone e nelle collettività, esso è invasivo e
avvolgente ed è difficile scardinarlo, perché attiene agli ideali che le persone hanno solidificato
nella società di appartenenza. La cultura così basata è quindi difficile da trasformare.
Es. metafora delle quote rosa, per provare a insinuare le donne nelle posizioni alte
gerarchiche, quando è stato proposto ha scatenato dibattiti accesi, perché toccava il modello
culturale. È questo modello che da forma a ruoli esistenti, è quel modello che ci fa sentire a
posto in quel ruolo, ma cambiarlo è difficile.
Punto di partenza delle sue tesi: «il fatto che l’ordine stabilito, con i suoi rapporti di dominio, i suoi
diritti e i suoi abusi, i suoi privilegi e le sue ingiustizie, si perpetui in fondo abbastanza facilmente […] e che le
.
condizioni d’esistenza più intollerabili possano tanto spesso apparire accettabili e persino naturali”
Ci lascia un’altra lezione: nella selezione di ruoli, purtroppo per questo meccanismo di
accettazione sociale, questa asimmetria è il risultato di una corresponsabilità da entrambe
le parti, bisogna agire su entrambi. Proprio perché modificare il modello è difficile, bisogna
lavorare sul cambiare il modello culturale e bisogna tenere insieme le parti, che è diverso da
dire ‘è anche colpa delle donne!’, ma si deve tenere conto di questa relazionalità. Non è
nell’opposizione uomo-donna che la disuguaglianza si risolve, ma bisogna rendersi
consapevoli.
E, continua: “ho sempre visto nel dominio maschile, nel modo in cui viene imposto e subìto, l’esempio
per eccellenza di questa sottomissione paradossale, effetto di quella che chiamo la violenza simbolica […]
invisibile per le stesse vittime, che si esercita essenzialmente attraverso le vie puramente simboliche della
comunicazione e della conoscenza o, più precisamente, della mis-conoscenza, del riconoscimento e della
.
riconoscenza o, al limite, del sentimento”
La disuguaglianza è supportata da un tipo di violenza simbolica: che è invisibile per le stesse
vittime, che si esercita attraverso vie simboliche della comunicazione e della mis-
conoscenza del riconoscimento e della riconoscenza del sentimento. Es. lo stupro come
reato alla persona nel 1976 o gli stessi femminicidi con la violenza domestica che si attua in
contesti famigliari (che si attua in forme meno esplicite, e mantiene allacciata la figura di
vittime e carnefici molto solidamente).
Il modello androcentrico forma il patriarcato e ne è conseguenza.
Il patriarcato è un dominio esercitato in nome di un principio simbolico conosciuto e
riconosciuto dal dominante come dal dominato. La solidificazione di questo modello
culturale ha creato un senso di appartenenza tra i ruoli difficile da sciogliere. È il processo
responsabile della trasformazione della storia in natura, dell’arbitrio culturale in qualcosa di
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Genere e tecnica – A.a. 2024/2025
naturale. I ruoli che assegnano cosa non si può fare e fare sono dettati da natura e non da un
arbitrio culturale.
Arbitrio culturale: è il risultato di cosa pensano o non pensano le persone, è la nostra scelta
come società.
Si è trasformato qualcosa creato dalla nostra stessa società in qualcosa di naturale,
giustificandolo come intoccabile in quanto naturale.
Il modello culturale va guardato in alcune dinamiche: ha definito un dominio sui corpi (forza
maschile e debolezza femminile), la divisione del lavoro sessuale (rif. alla riproduzione,
donna partoriente e uomo generatore), divisione tra lavoro pubblico e privato (il pubblico è
dominio maschile, il privato è territorio femminile, es. la casa). Queste cose hanno identificato
un modello in cui viviamo e ci riconosciamo purtroppo.
AGENTI
Agenti (dimensioni che costruiscono un dominio, un contesto, che danno forma) di
socializzazione e non solo di questa costruzione sociale: alla base dell’affermazione del
dominio maschile: famiglia, chiesa, scuola e stato.
Secondo Bourdieu la famiglia è il luogo principale dove si riproduce il dominio della visione
maschile, nella sfera privata emotiva e sentimentale sono 1° luogo dove questo modello
prende forma.
Es. Sarebbe bene aumentare la rappresentanza femminile nelle discipline STEM, perché se
nelle condizioni di partenza ho delle sotto-rappresentazioni in principio, di conseguenza le
avrò anche trasportate nel risultato finale, ma soprattutto perché