4-CINEMATICA DEL CORPO RIGIDO
La cinema ca del corpo rigido si occupa di descrivere l'evoluzione della posizione di un corpo
rigido nel tempo. Considerando un corpo rigido che si muove nel piano, quindi con
movimen bidimensionali, è necessario individuare quante coordinate servono per
descrivere completamente il suo movimento. Abbiamo già visto nel Capitolo 2 che sono
necessarie tre coordinate.
A questo punto dello studio della cinema ca del corpo rigido si possono seguire due
approcci diversi e complementari. Il primo approccio è quello che viene chiamato moto in
grande, mentre il secondo è denominato a o di moto.
Il moto in grande consiste nel definire completamente come evolve la posizione del corpo
rigido nel tempo a raverso l'intero intervallo temporale di interesse. Per realizzare questa
descrizione completa, nel caso delle coordinate precedentemente definite, è necessario
specificare tre leggi orarie. La prima legge oraria descrive l'evoluzione della coordinata nel
tempo la seconda descrive l'evoluzione della coordinata nel tempo e la terza
(), (),
descrive l'evoluzione della rotazione nel tempo Queste tre funzioni del tempo
().
perme ono di definire il moto in grande perché, una volta note queste tre funzioni con il
parametro tempo, è possibile determinare la posizione del corpo rigido in qualsiasi istante
temporale. Si può posizionare il punto P1 a raverso le sue coordinate e successivamente,
dalla rotazione, posizionare il punto P2 o qualsiasi altro punto del corpo, realizzando
essenzialmente una fotografia della configurazione del corpo in ogni istante desiderato.
Il secondo approccio, chiamato a o di moto, ha un obie vo diverso. Anziché descrivere
l'intera evoluzione temporale, l'a o di moto si concentra su un istante par colare. Per tu
i pun del corpo, o più realis camente per alcuni pun di par colare interesse, si vanno a
definire le grandezze cinema che che cara erizzano il movimento in quello specifico
istante, ovvero la velocità e l'accelerazione. Queste grandezze sono fondamentali per lo
studio successivo della dinamica del sistema. L'a o di moto può essere definito più
rigorosamente come l'insieme delle velocità e delle accelerazioni di tu i pun del corpo
in un istante par colare del tempo. Si effe ua quindi una fotografia istantanea e si
determinano i valori delle velocità e delle accelerazioni, per esempio di P1, P2 o di altri
pun che rivestono interesse specifico.
Nella dinamica, che verrà studiata successivamente, i pun di interesse sono picamente i
pun di applicazione delle forze esterne, il baricentro del corpo dove si manifestano le forze
di inerzia, e i pun dove sono presen vincoli o collegamen con altri corpi. La dis nzione
tra moto in grande e a o di moto è quindi fondamentale nell'approccio allo studio del
movimento dei corpi rigidi.
4.1-MOTO IN GRANDE
IL MOTO TRASLATORIO
Partendo dall'analisi del moto in grande, si possono iden ficare diverse possibilità di
movimento per un corpo rigido. Per comodità rappresenta va, si considera il corpo rigido
schema zzato come un re angolo, anche se la forma potrebbe essere qualsiasi. Su questo
re angolo si individuano due pun cara eris ci P1 e P2:
La prima possibilità di movimento è quella in cui il re angolo, e quindi il corpo rigido,
rimane sempre orientato nello stesso modo durante tu o il movimento. Per comprendere
meglio questo conce o, si definisce l'angolo formato tra il segmento che congiunge P1 e
P2 e l'asse orizzontale di riferimento.
Dopo un certo intervallo di tempo, il corpo si sarà spostato e i pun si troveranno in nuove
posizioni che possono essere indicate come P1' e P2'. In questa nuova configurazione si può
definire un nuovo angolo θ', che rappresenta ancora l'angolo formato dal segmento che
congiunge i due pun con l'asse orizzontale ma nella configurazione aggiornata.
Analogamente, dopo un ulteriore intervallo di tempo, si avranno le posizioni P1'' e P2'' con il
corrispondente angolo θ''.
Quello che cara erizza questo par colare po di movimento è che, qualsiasi sia l'istante di
tempo in cui si osserva il corpo, L'angolo formato tra il segmento dei due pun del corpo e il
riferimento assoluto non varia mai nel tempo:
= = =
Questa condizione implica conseguenze importan sulle traie orie dei pun . Se si
considerano le traie orie percorse da P1, P2 (o comunque di un generico punto
appartenente al corpo), il fa o che l'angolo θ non vari mai significa che queste traie orie
sono sovrapponibili a raverso una traslazione rigida. Le traie orie non sono
necessariamente re linee, ma sicuramente esiste una traslazione rigida che perme e di
sovrapporre tu e le traie orie dei diversi pun del corpo. Il corpo rigido in questo caso sta
traslando, e questo po di movimento viene definito moto traslatorio.
In termini delle grandezze cinema che definite precedentemente, se l'angolo θ non varia
significa che la funzione θ(t) è uguale a una costante per tu o il movimento. Questa
condizione ha una conseguenza immediata e fondamentale: se si calcola la derivata
temporale di θ(t), ovvero la velocità angolare del corpo rigido, questa risulta essere zero. Il
ve ore velocità angolare ω del corpo rigido è quindi nullo durante tu o il moto
traslatorio.
Dire che un corpo rigido trasla significa affermare che la sua velocità angolare è nulla.
Tu avia, e questo è fondamentale, questa condizione non implica affa o che le traie orie
dei singoli pun del corpo debbano essere re linee, ma potrebbero essere anche
traie orie circolari. I pun del foglio seguirebbero traie orie circolari di raggio uguale ma
con centri diversi, e queste traie orie sarebbero comunque sovrapponibili a raverso una
traslazione rigida.
Questo esempio so olinea una dis nzione conce uale cruciale che deve essere ben chiara:
il moto del singolo punto che appar ene al corpo rigido è un conce o completamente
diverso dal moto del corpo rigido nel suo insieme. Il punto appar ene certamente al corpo
e ne segue i movimen , ma le due descrizioni hanno natura diversa. Il corpo rigido può
traslare, nel senso che ha velocità angolare nulla, mentre contemporaneamente i suoi
pun potrebbero non avere un moto re lineo. Questo non significa che l'accelerazione
normale dei pun del corpo sia nulla, perché le traie orie dei pun non sono
necessariamente re linee e possono presentare curvatura. I pun avranno delle
accelerazioni normali non nulle se le loro traie orie sono curve, anche se il corpo nel suo
insieme sta traslando.
Nel caso del moto traslatorio, dove la velocità angolare del corpo è nulla, tu e le traie orie
dei pun sono sovrapponibili a raverso una traslazione rigida. Questo implica che le
velocità di tu i pun del corpo sono iden che tra loro. La velocità di P1 è uguale alla
velocità di P2, che è uguale alla velocità di un generico punto P appartenente al corpo. Lo
stesso principio vale per le accelerazioni: l'accelerazione di P1 è uguale all'accelerazione di
P2, che è uguale all'accelerazione di un generico punto P. Questo risultato deriva dal fa o
che le traie orie sono sovrapponibili e possono quindi essere percorse tu e con la stessa
legge oraria. I ve ori velocità e accelerazione risultano quindi gli stessi per tu i pun . Le
tangen alle traie orie nei vari pun sono sempre orientate allo stesso modo, i versori
normali sono paralleli tra loro, e le leggi orarie che descrivono la posizione lungo la
traie oria sono iden che. Di conseguenza, anche le componen normali delle accelerazioni,
che dipendono dal quadrato della velocità diviso il raggio di curvatura, risultano uguali per
tu i pun .
Nel moto traslatorio è quindi sufficiente conoscere la velocità e l'accelerazione di un
singolo punto, per esempio P1, determinando le sue coordinate e e le rela ve
derivate temporali, per avere automa camente definite le velocità e le accelerazioni di
tu gli altri pun del corpo rigido. ⃗= ⃗= ⃗
⃗= ⃗= ⃗
MOTO TRASLATORIO (RIASSUNTO CONCETTI FONDAMENTALI)-MOTO IN GRANDE
è costante e quindi la velocità angolare è nulla
Esiste una traslazione rigida che perme e di sovrapporre le traie orie di ciascun punto
del corpo (che possono essere anche traie orie curvulinee, il moto del singolo punto è un
conce o diverso dal moto del corpo in sé e infa i pun del corpo potrebbero avere delle
velocità angolari)
Velocità e accelerazioni sono uguali per tu i pun del corpo rigido e quindi è sufficiente
conoscere le due coordinate e di un punto (e calcolare le sue derivate) per avere i
ve ori velocità e accelerazione di ciascun punto del corpo rigido)
IL MOTO ROTATORIO
Il secondo caso importante di movimento del corpo rigido è quello che viene chiamato
moto rotatorio. Rappresentando nuovamente il corpo rigido schema camente, il moto
rotatorio è cara erizzato dall'esistenza di un punto par colare, che viene indicato con C e
chiamato centro di rotazione, che ha la proprietà di rimanere fisso durante tu o il
movimento. Il punto C non è necessariamente un punto che da un punto di vista geometrico
appar ene materialmente al corpo. Per esempio, si può rappresentare graficamente il
centro di rotazione anche all'esterno del perimetro fisico del corpo. Tu avia, è
fondamentale che C sia solidale al corpo rigido, nel senso che deve muoversi come se
fosse parte integrante del corpo rigido stesso, rispe ando tu i vincoli di rigidità con gli
altri pun .
La cara eris ca dis n va del moto rotatorio è che questo punto C deve mantenere costante
la sua posizione nel tempo. Il ve ore posizione di C non deve variare durante tu o il
movimento. Questa condizione implica conseguenze molto specifiche sul po di movimento
che il corpo può compiere.
Poiché la distanza tra C e qualsiasi punto del corpo, per esempio P1 o P2, deve rimanere
costante in virtù del vincolo di rigidità, e contemporaneamente C è fisso, ne consegue che
ogni punto del corpo deve necessariamente muoversi su una traie oria circolare centrata
in C. La distanza deve essere costante. Quindi il corpo sta sostanzialmente ruotando
a orno al punto fisso C. Le traie orie di P1 e P2, e di qualsiasi altro punto del corpo, sono
quindi circonferenze. Quello che cambia per i diversi pun è il raggio di queste
circonferenze: il raggio della traie oria di ciascun punto corrisponde alla distanza tra quel
punto e il centro di rotazione C. ()
Per quanto riguarda la velocità di un generico punto , è possibile derivare la sua
espressione considerando che il ve ore posizione di rispe o a un'origine O fissa può
essere scomposto come somma del ve ore posizione tra C e O, più il ve ore posizione tra
e C. Derivando rispe o al tempo per o enere la velocità, il primo termine è nullo perché
C è fisso, mentre rimane da considerare la derivata del ve ore posizione tra e C.
Il ve ore posizione e C è un ve ore che definisce la posizione rela va di due pun che
appartengono entrambi al corpo rigido (rela vamente a C si intende appartenenza solidale).
Di conseguenza, la distanza tra ques due pun non può variare per il vincolo di rigidità.
L'unica grandezza che può variare è l'angolo f
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