VALUTAZIONE DELLO STATO NUTRIZIONALE NEL BAMBINO OBESO
PEDIATRA DI LIBERA SCELTA (PLS) E BAMBINO CON ECCESSO DI PESO
- Le problematiche del sovrappeso e dell’obesità hanno una frequenza abbastanza elevata, dato che
all’incirca 1 bambino su 3, in Italia, è sovrappeso o obeso.
- Normalmente queste problematiche giungono all’attenzione ospedaliera in uno stadio piuttosto avanzato
(obesità e obesità severa). Il sovrappeso viene infatti gestito solitamente a livello territoriale (PLS =
Pediatra di Libera Scelta).
- Data la diffusione dell’obesità in Italia, il PLS, in occasione dei bilanci di salute, dovrebbe inserire una
valutazione dell’eccesso di peso di tutti i pazienti che afferiscono al suo ambulatorio, così da formulare
diagnosi di sovrappeso o obesità, definire un percorso preventivo-terapeutico e seguirne l’evoluzione nel
tempo.
- In ogni caso, stanno aumentando gli accessi in ospedale correlati a tali problematiche in quanto si sta
sviluppando una maggiore sensibilità verso questi aspetti.
VALUTAZIONE DI PRIMO LIVELLO DELL’ECCESSO DI PESO 2 2
- Misurare peso e altezza, calcolare l’indice di massa corporea (BMI): peso (kg)/altezza (m ).
- Il BMI è però un parametro “surrogato” in quanto non tiene in considerazione importanti aspetti quali la
quantità di massa muscolare.
› Così, un soggetto con una consistente massa muscolare, può risultare sovrappeso dal calcolo dell’Indice
di Massa Corporea anche se risulta evidente all’osservazione visiva che non lo sia.
› In questi casi andrebbero dunque eseguiti ulteriori esami per indagare la composizione corporea (es.
Bioimpedenzometria).
- Il BMI, nonostante i suoi limiti, rimane comunque un utile strumento di screening.
- È auspicabile che, quando il bambino sovrappeso o obeso arriva in ospedale, vengano eseguite la
misurazione di altri parametri quali:
• plica tricipitale, per una conferma diagnostica;
• circonferenza della vita e pressione arteriosa, per una valutazione del rischio cardiovascolare.
- Mentre nell’adulto un BMI di 25 è associato al sovrappeso ed un BMI di 30 all’obesità, nel bambino non
esiste un preciso valore di cut-off.
› I valori di cut-off dovrebbero infatti tener conto dell’età del bambino e variare in base a quest’ultima.
- Dunque, per i bambini obesi e sovrappesi, si fa riferimento a delle particolari curve di crescita.
› Le curve di riferimento sono quelle dell’OMS e tengono conto di diverse etnie.
- Le curve di crescita sono strutturate in modo che ci restituiscano i percentili o le deviazioni standard:
• il 5° percentile corrisponde a 0DS
• l’85° percentile corrisponde circa a 1DS
• il 97° percentile corrisponde circa a 2DS
BAMBINO FINO A 24 MESI
Per i bambini di età inferiore ai 24 mesi di età la diagnosi di eccesso di peso si basa sul rapporto
peso/lunghezza utilizzando le curve dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (WHO Multicentre
Growth Reference Study Group, 2006) con i seguenti valori di cut-off:
Rischio sovrappeso > 85° percentile >1 DS
Sovrappeso > 97° percentile >2 DS
Obesità > 99° percentile >3 DS
BAMBINO DA 2 A 5 ANNI
La diagnosi di eccesso di peso si basa sull’uso dell’Indice di massa corporea (BMI): peso (kg)/ altezza (m²)
utilizzando le curve di riferimento OMS (WHO Multicentre Growth Reference Study Group, 2006) con i
seguenti valori di cut-off:
Rischio sovrappeso > 85° percentile >1 DS
Sovrappeso > 97° percentile >2 DS
Obesità > 99° percentile >3 DS
BAMBINO/ADOLESCENTE 5-18 ANNI (Sapere indicazioni OSM)
La diagnosi di eccesso di peso si basa sull’uso dell’Indice di massa corporea (BMI): peso (kg)/ altezza
(m²), utilizzando le curve di riferimento di Cacciari (Cacciari E et al 2006) oppure dell’OMS (de Onis M, et
al. 2007), con i seguenti valori di cut-off:
Cacciari, 2006 OMS 2007
Sovrappeso >75° percentile >85° percentile (85°<x<95°) >1 DS (tra 1 e 2 DS)
Obesità >95° percentile >97° percentile >2 DS
Dato che le curve dell’OMS prevedono anche il 99° percentile (3DS) è possibile anche distinguere tra
bambino obeso e bambino severamente obeso:
OMS 2007
Obesità severa >99° percentile >3DS
- È possibile osservare come vi sia una discrepanza tra le indicazioni dell’OSM nei confronti dei bambini di
età compresa tra i 2 e i 5 anni (obesità se più di 3DS) e quelle nei confronti dei bambini di età superiore ai 5
anni (obesità se più di 2 DS).
› Ciò deriva dal fatto che, fisiologicamente, nei bambini la composizione corporea ha una quota di grasso
maggiore rispetto a quella presente negli adolescenti o negli adulti. L’alimentazione lattea comporta
infatti un’importante quota di grassi.
Esempio
› Bambino o ragazzo di
5-18 anni
› Curve di riferimento
WHO 2007 per BMI
› Se il bambino cade
nell’area sottesa tra le
curve del 97° percentile
e dell’85° percentile si
troverà in una
situazione di
sovrappeso.
ALTRI INDICI DI GRASSO CORPOREO
- Quando si presenta nel setting ospedaliero un bambino obeso è importante eseguire delle ulteriori
valutazioni per confermare la condizione del soggetto e valutare gli approcci terapeutici.
- Addirittura, il 50% dei bambini in condizioni di obesità ha complicanze quali dislipidemia, diabete, alterata
glicemia a digiuno, …
1. Le pliche cutanee
- Lo spessore delle pliche cutanee è espressione del grasso sottocutaneo e della sua
distribuzione ed ha una correlazione diretta molto elevata con il contenuto di
grasso corporeo totale.
- Le pliche cutanee si valutano con il plicometro di Holtein.
- Solitamente si effettuano tre misurazioni per poi calcolare la media tra esse.
Plica tricipitale
- La plica tricipitale è misurata sulla
superficie posteriore del braccio (gomito
flesso a 90°), sopra il muscolo tricipite,
in corrispondenza del punto medio di una
linea tracciata tra il processo acromiale
della scapola ed il margine inferiore del
processo olecranico dell’ulna.
- La valutazione della plica tricipitale mi
restituirà un valore che dovrà poi essere
confrontato con particolari tabelle che
tengono conto dell’età e delle
caratteristiche del soggetto.
à Cut-off: 95° percentile per l’obesità
2. Circonferenza minima della vita (CV)
- Le circonferenze sono un indice di crescita, dello stato nutrizionale e della
distribuzione della massa grassa
- La circonferenza minima della vita può essere valutata con diverse misurazioni
e diverse scale. La più utilizzata è quella dell’OMS.
› L’operatore, che si trova di fronte al soggetto, sistema un metro anelastico a
livello della vita, la parte più stretta dell’addome.
› Il metro dovrebbe passare a livello del margine inferiore costale.
› La misura dovrebbe essere effettuata alla fine di una espirazione normale, senza
che il metro comprima la cute. Essa viene approssimata al più vicino 0,1 cm.
- La circonferenza della vita è strettamente correlata con la quantità di grasso
viscerale del soggetto.
› Di conseguenza, la circonferenza della vita è l’indice antropometrico più
correlato al rischio di complicanze metaboliche e cardiovascolari.
- Anche per la circonferenza minima della vita esistono delle tabelle che tengono conto dell’età e delle
caratteristiche del soggetto.
à Cut-off: 90° percentile per l’obesità.
Valori di cut-off della circonferenza della vita negli adulti
• > 88 cm nelle femmine
• > 102 cm nei maschi
Janssen I et al. Am J Clin Nutr. 2004; 79:379-84.
3. Altri indici…
- Ovviamente oltre a quelli visti in precedenza esistono altri indici, soprattutto per il rischio cardiovascolare,
come il rapporto vita/altezza.
› L’indice vita/altezza viene valutato mettendo a confronto la circonferenza della vita rispetto all’altezza.
- I bambini sovrappeso con una circonferenza vita >90th percentile o con un rapporto vita/altezza >0.5 hanno
rischio più elevato di sviluppare malattie cardiovascolari.
VALUTAZIONE DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE
- Il rischio cardiovascolare quantifica le probabilità di subire una malattia a carico del cuore o dei vasi
sanguigni in base alla presenza o meno di determinati fattori predisponenti.
- La pressione sanguigna è uno dei più importanti dati che possiamo facilmente ottenere durante la visita
del soggetto obeso e che ci fornisce preziose informazioni per quanto concerne il rischio cardiovascolare.
- La pressione non ha un valore minimo ed un valore massimo di normalità.
› Esistono dei percentili di valori pressori che, per quanto riguarda la pressione arteriosa, si basano
sull’altezza.
› Per esempio, un bambino di 8 anni ed altezza corrispondente al 25° percentile ha dei valori pressori
massimi tollerabili di 110 / 72 (corrispondenti al 90° percentile).
Ipertensione
- Si definisce:
1) “pressione normale” se i valori pressori sono inferiori al 90° percentile;
2) “stato di preipertensione” se i valori pressori sono compresi tra il 90° e il 95° percentile;
3) “ipertensione arteriosa (cronica)” se i valori pressori superano il 95° percentile.
- Nei soggetti con eccesso di peso, che sono più a rischio di sviluppare ipertensione, è opportuno misurare
sempre la pressione arteriosa utilizzando appositi bracciali indossabili. Nei pazienti in sovrappeso, nei quali
si evidenzi ipertensione, va inoltre eseguito un approfondimento diagnostico.
- L’Accademia Americana di Pediatria ha fissato i valori di riferimento per l’ipertensione secondo sesso, età
ed altezza.
EDUCAZIONE NUTRIZIONALE
- Un bambino in condizioni di obesità si trova di fronte essenzialmente a due rischi:
• essere un adolescente e un adulto obeso;
• avere complicanze metaboliche.
- Devo pertanto cercare il prima possibile di effettuare un trattamento terapeutico.
› Nel trattamento devo considerare le cause a monte di tale obesità.
› Tralasciando le varie cause genetiche e sindromiche lo stadio di sovrappeso e obesità normalmente è
dovuto a una scorretta alimentazione (sia in termini qualitativi sia in termini quantitativi) rispetto alla
spesa energetica e alle esigenze dell’organismo.
- Nel mio trattamento dovrò tener conto di:
• Errori di quantità
› Assicurare una corretta crescita, evitando:
§ à
dieta insufficiente malnutrizione
§ à
dieta con eccessi obesità, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, malattie cardiovascolari
• Problemi di qualità
› Corretto rapporto con il cibo per evitare:
§ disturbi del comportamento alimentare (DA)
- La gestione delle condizioni di sovrappeso e obesità è un’attività multidisciplinare.
- Gli interventi terapeutici di educazione nutrizionale sono basati su due fasi.
I FASE
› Anamnesi nutrizionale
› Rilevazioni delle abitudini di vita (attività fisica e sedentarietà)
II FASE
› Fornire basi teoriche nutrizionali su corretta ripartizione dei nutrienti e fonti nutrizionali
› Individuare con i genitori e il paziente i comportamenti nutrizionalmente corretti e gli eventuali errori
› Individuare con il paziente ed i genitori e le strategie per correggerli
› Fornire esempi di corretta alimentazione qualitativi e quantitativi adeguati alle necessità
- Nel trattare un bambino sovrappeso o obeso è opportuno considerare anche gli aspetti emotivi.
› Sussiste infatti un circolo vizioso per cui un bambino obeso tende ad evitare le attività sportive per timore
del giudizio degli altri bambini, aggravando così la sua condizione.
› In questi casi è importante stimolare il movimento attuando una promozione dell’attività fisica anche
dentro le mura domestiche.
RILEVAZIONE DELLE ABITUDINI NUTRIZIONALI
- La rilevazione annuale delle abitudini nutrizionali è uno strumento educativo, è l’occasione per il bambino
ed i genitori di riflettere e prendere coscienza della loro alimentazione e consente di mirare l’educazione.
Metodi di rilevazione
- I principali metodi di rilevazione che il dietista ha per indagare le abitudini alimentari del pz sono:
• Diario alimentare di tre giorni (quantitativo e qualitativo)
› Si chiede al genitore di riportare tutto ciò che il bambino mangia normalmente in una giornata tipo
(compresi i liquidi) per tre giorni di seguito.
• à
FFQ Questionario Frequenza Alimentare (qualitativo)
› Ricostruisce l’alimentazione a lungo termine (mesi o anni) di una popolazione sulla base della
frequenza di consumo di una lista di alimenti di interesse. La modalità preferita è l’autocompilazione.
Non sono utilizzati a livello individuale o per fini quantitativi.
Esempio di diario alimentare
Esempio questionario frequenza alimentare
VALUTAZIONE STILI DI VITA
- È fondamentale indagare anche lo stile di vita del bambino e per cui:
• Attività fisica attuale e passata, strutturata e spontanea
• Fattori di sedentarietà:
§ Numero ore al giorno: TV, computer, video games
§ Numero ore al giorno di studio post-scolastico
§ Attività fisica spontanea, non programmata (passeggiate, gioco all’aria aperta, bicicletta, calcio,
corsa, ballo in casa) e attività fisica programmata.
§ Frequenza settimanale sport (attività fisica programmata)
- L’attività fisica spontanea è costituita da tutte quelle attività che il soggetto compie autonomamente
mentre l’attività sportiva programmata si identifica per lo più con l’attività svolta nelle varie
associazioni sportive.
› È importante che entrambe le tipologie di attività fisica siano effettuate dal soggetto.
PREVENZIONE DI OBESITÀ E DIABETE: RUOLO DELL’ATTIVITÀ FISICA
- L’adozione di uno stile di vita più attivo (meno 10 ore alla settimana di TV e più di 30 minuti al giorno di
camminata veloce) potrebbe ridurre l’incidenza di obesità del 30% e l’incidenza di diabete del 43%.
- È fondamentale considerare i benefici che l’esercizio fisico è in grado di offrire.
ü Aumento della massa magra
ü Aumento dell’insulino-sensibilità
ü Aumento del dispendio energetico
ü Riduzione del rischio cardiovascolare
ü Miglioramento del tono dell’umore
METODI DI RILEVAZIONE DELL’ATTIVITA’ FISICA
- Per rendermi conto di quale sia il livello di attività fisica svolta
dal paziente predisporrò una serie di questionari, analoghi a
quelli visti per l’alimentazione.
- Se desidero ottenere delle informazioni più dettagliate molto utile
è la registrazione del numero di passi giornalieri, che può essere
effettata attraverso il telefono cellulare o un apposito podometro.
- Il numero di passi giornaliero è un dato molto semplice da
ricavare ma può fornici informazioni fondamentali sul grado di
attività del soggetto.
› Uno stile di vita abbastanza attivo si colloca in un numero di
passi di circa 10.000 al giorno.
- Esistono anche strumentazioni più approfondite del contapassi.
› Le armband sono bracciali indossabili che devono essere tenuti per almeno 7
giorni.
- L’armband registra:
• spesa energetica totale (calorie bruciate in kcal)
• durata dell’attività fisica
• livelli dell’attività fisica
• METS - equivalente metabolico (kcal/kg/ora)
• spesa energetica in attività (kcal)
• numero dei passi (steps)
• periodi annotati
• periodi in posizione sdraiata
• efficienza e durata del sonno
QUAL’È LA SPESA ENERGETICA DEGLI ADOLESCENTI NORMOPESO E OBESI?
- Dalle immagini riportate emerge subito come, in base al BMI, sussista una riduzione importante
dell’attività fisica.
• Dispendio energetico totale: esprime il dispendio energetico complessivo che il pz ha in una giornata.
• Spesa energetica attiva (METS): valuta i momenti della giornata in cui il soggetto spende energia in
maniera attiva.
Concetti fondamentali
- Il bambino obeso in termini di composizione
corporea ha una massa grassa aumentata
rispetto a quella di un bambino normopeso.
- È importante però comprendere che nel
soggetto obeso solitamente si ha anche una
quantità di massa magra superiore a quella
del soggetto normopeso.
- Il metabolismo basale dipende in maniera
preponderante dalla quantità di massa magra
e quindi di tessuto muscolare.
› Così ne risulta che un soggetto obeso ha
generalmente un metabolismo basale più
alto di quello di quello di un soggetto
normopeso.
PIRAMIDE ATTIVITÀ FISICA
- Nel prescrivere attività fisica per un soggetto obeso è
importante tenere conto anche della tipologia di questa.
- Infatti, in base al tipo di attività fisica svolta, si farà
affidamento su un tipo di nutrienti o su un altro.
- In generale, si può dire che nel lavoro aerobico a bassa
intensità si ossidano i grassi mentre nel lavoro anaerobico ad
alta intensità si fa affidamento al metabolismo dei glucidi
che vengono trasformati in acido lattico.
- A volte non è necessario fare grandi attività sportive per
dimagrire.
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