Organizzazione Strutturale della Parete dell’A GI
La parete dell’ A GI è formata da quattro tonache (eccetto cavità orale e nell’esofago
manca lo strato della sierosa):
1. Mucosa: costituita da
- Epitelio (a seconda delle zone in cui si trova cambia funzionalità)
- Lamina propria
- Muscolaris mucosae
2. Sottomucosa: presenta il plesso sottomucoso di Meissner
3. Muscolatura esterna: costituita da
- Strato circolare interno di muscolatura liscia (la cui contrazione
comporta restringimento del lume)
- Strato longitudinale esterno di muscolatura liscia (la cui contrazione
comporta accorciamento del tratto interessato)
Tra i due strati muscolari è presente il plesso mioenterico di Auerbach
che ha il compito di controllare la contrattilità della muscolatura esterna
4. Sierosa
Attività Elettrica Intrinseca della Muscolatura Liscia
L’A GI è composto da muscolatura liscia, eccetto:
- Cavità orale
- Primo tratto esofageo
- Sfintere anale esterno
Le fibre muscolari lisce sono connesse tra loro attraverso gap junctions. Ogni strato
muscolare funziona come un sincizio, cioè quando si origina un potenziale di azione
in un punto si trasmette in tutte le direzioni. La muscolatura liscia presenta delle
onde lente che sono fluttuazioni del potenziale di membrana a riposo. Queste onde
sono dovute allo stretto contatto tramite gap junctions tra le cellule muscolari lisce e
le cellule di Cajal presenti nel plesso di Auerbach. Le cellule di Cajal fungono da
pacemaker per le cellule muscolari lisce in quanto danno origine al ritmo elettrico di
base attraverso le onde lente. La frequenza delle onde lente non è costante in tutto
l’A GI e varia a seconda delle zone. La contrazione della muscolatura liscia si
verifica quando un’onda lenta supera la prima soglia per la contrazione e si ha una
forza contrattile debole. Questa forza contrattile diventa maggiore quando si supera
la seconda soglia elettrica e sul plateau dell’onda compaiono i potenziali d’azione. I
potenziali di azione si manifestano solo in coincidenza delle onde lente per cui il
ritmo elettrico di base determina il momento in cui può iniziare una contrazione. Le
onde lente si propagano in direzione cranio-caudale, di conseguenza la contrazione
muscolare si propagherà nella stessa direzione al fine di muovere il contenuto
alimentare in direzione caudale.
Controllo Nervoso dell’A GI
L’A GI possiede un suo sistema nervoso intrinseco detto sistema nervoso enterico
costituito dal plesso mioenterico di Auerbach e dal plesso sottomucoso di Meissner.
Questi plessi sono reti di neuroni che comprendono neuroni diversi dal punto di vista
funzionale:
- Neuroni sensoriali (rispondono a stimoli chimici o meccanici)
- Interneuroni (ricevono le info locali tramite i neuroni sensoriali e le
trasmettono alle cellule effettrici che controllano la muscolatura o le
ghiandole)
- Neuroni motori muscolari e secretori
Plesso Mioenterico di Auerbach Plesso Sottomucoso di Meissner
Controlla l’attività motoria dell’ A GI Controlla l’attività secretoria e la motilità
della muscolaris mucosae
Il sistema nervoso enterico è capace di generare in via autonoma uno stimolo locale
definito riflesso intrinseco a stimoli connessi alla presenza di cibo a livello dell’A
GI. Il principale riflesso intrinseco per l’attività propulsiva è l’onda peristaltica.
Come si genera l’onda peristaltica? Si distinguono due eventi motori:
● A monte si ha la contrazione della muscolatura circolare interna che causa
un restringimento del lume, mentre la muscolatura longitudinale esterna è
rilasciata.
● A valle del bolo accade il contrario, la muscolatura longitudinale esterna si
contrae e causa l'accorciamento del tratto specifico, mentre la circolare
verrà rilasciata.
Questi movimenti servono a far progredire il contenuto in direzione aborale
Sistema Nervoso Parasimpatico Sistema Nervoso Simpatico
Ha effetto eccitatorio sulla motilità e Ha effetto inibitorio sulla motilità e sulle
sulle secrezioni ghiandolari secrezioni ghiandolari
Midollo Allungato Midollo Spinale
(nucleo motore dorsale del vago) ↓
↓ Fibre Pregangliari
Fibre Pregangliari (nervo vago) ↓
↓ Gangli Simpatici
Neuroni Postgangliari ↓
(Plesso Mioenterico e Sottomucoso) Fibre Postgangliari
↓
Plesso Mioenterico e Sottomucoso
Riflesso intrinseco locale: lo stimolo parte e viene controllato localmente dal
sistema nervoso enterico
Riflesso estrinseco breve: lo stimola farà sinapsi con i gangli prevertebrali
Riflesso estrinseco lungo: lo stimolo farà sinapsi con il nucleo motore dorsale del
vago nel bulbo CAVITÀ ORALE
Masticazione
I principali organi che attuano la masticazione sono i denti ancorati mediante le radici
all’osso mascellare e a quello mandibolare. I denti anteriori cioè gli incisivi servono
per attuare un’azione di taglio, mentre quelli posteriori cioè i molari servono per la
triturazione. I muscoli responsabili della masticazione sono il digastrico, che
consente l’abbassamento della mandibola, e i muscoli masseteri e pterigoidei che
consentono l’innalzamento della mandibola permettendo ai denti di esercitare una
pressione sul cibo. L’inizio della masticazione è un processo volontario ma una volta
avviato è un atto riflesso.
Funzioni della masticazione:
1. Frammenta il contenuto alimentare per essere deglutito
2. Frammenta il contenuto alimentare per favorire i processi di digestione
3. Rende il contenuto alimentare di dimensioni tali da non produrre escoriazioni
alla mucosa del canale alimentare
4. Liberazione degli aromi contenuti negli alimenti, quindi attivazione delle
modalità gustative ed olfattive
5. Liberazione dei nutrienti dalla parte fibrosa e cellulosa contenuta nella frutta e
verdura
Secrezione Salivare
La produzione di saliva avviene per il 95% grazie alle ghiandole parotide,
sottolinguale e sottomandibolare, mentre le ghiandole accessorie producono il
restante 5%.
Funzioni della saliva:
- Lubrifica il cibo facilitando la deglutizione
- Facilita l’articolazione verbale
- Diluisce e tampona le sostanze nocive
- Neutralizza gli acidi
- Azione antibatterica
- Inizia la digestione
- Protegge l’organismo dai microrganismi introdotti col cibo
Composizione della Saliva
Acqua e Ioni 99%, Na+, Cl-, HCO3-, K+
ptialina = α-amilasi idrolizza i legami α-1,4
salivare glicosidici di amido e
(azione a Ph neutro) glicogeno
lipasi linguale idrolizza i trigliceridi
costituita da acidi grassi a
Enzimi catena corta/media
lisozima idrolizza i legami β-1,4 dei
peptidoglicani della parete
batterica
Proteina R protegge la vitamina B12 dall’acidità gastrica
Controllo Nervoso della Secrezione Salivare
E’ unicamente sotto controllo nervoso. Si produce al giorno 1 litro di saliva grazie ai:
Riflessi innati Riflessi condizionati
I recettori sensoriali della cavità orale riflessi acquisiti nel tempo grazie
una volta attivati, con le loro afferenze all’esperienza che stimola la secrezione
vanno a fare sinapsi con i nuclei tramite vista, olfatto, pensiero
salivatori superiore ed inferiore i quali
controllano la salivazione e mandano
uno stimolo efferente ai vari gangli che
controllano l’attività delle ghiandole
salivari
Stimolazione del parasimpatico: aumento della secrezione, maggiore
➔ volume perchè verrà stimolata più la componente acquosa rispetto a quella
mucosa
Stimolazione del simpatico: aumento della secrezione, minore volume
➔ perchè verrà stimolata più la componente mucosa rispetto a quella acquosa
Deglutizione
Permette la propulsione del cibo dalla cavità orale allo stomaco attraverso faringe ed
esofago. Necessita della coordinazione della muscolatura orofaringea, laringea ed
esofagea per evitare il passaggio del cibo nella trachea, al fine di non
compromettere l’attività respiratoria. L’inizio della deglutizione è un processo
volontario, ma una volta avviato è un atto riflesso innescato da meccanocettori che
inviano le informazioni al centro della deglutizione situato nel bulbo. Dal bulbo
tramite le vie efferenti si innervano dei muscoli effettori che devono contrarsi e
rilassarsi con una sequenza definita. Nel processo della deglutizione si distinguono 3
fasi:
1. Fase orale: l’innalzamento e la retroazione della lingua contro il palato duro
permette lo spostamento del bolo alimentare nella faringe dove verranno
stimolati i meccanocettori che danno inizio al riflesso della deglutizione
2. Fase faringea: l’innalzamento della laringe e l’abbassamento dell’epiglottide,
evitano l’ingresso del bolo in trachea. L’avanzamento del bolo nella faringe
verso l’esofago avviene grazie a due meccanismi:
- Propulsione linguale
- Contrazione dei muscoli faringei che genera un’onda peristaltica
In queste fasi il centro della deglutizione inibisce quello della respirazione
3. Fase esofagea: a riposo lo sfintere esofageo superiore è contratto ed evita il
reflusso del contenuto alimentare. Durante la deglutizione la muscolatura di
questo sfintere si rilascia per permettere il passaggio del bolo nell’esofago.
Nel frattempo l’epiglottide si innalza e la laringe si abbassa per ristabilire la
comunicazione con le cavità nasali. L’avanzamento del bolo lungo l’esofago è
dovuto alle:
- Onde peristaltiche primarie: regolate dal centro della deglutizione
- Onde peristaltiche secondarie: generate quando rimangono dei
frammenti di bolo presenti nell’esofageo. Queste onde si generano a
livello locale, partendo dal sistema nervoso enterico
Quando il bolo si avvicina allo sfintere esofageo inferiore l’onda di contrazione
esofagea permette l’apertura di questo sfintere che quindi si rilascia
consentendo il passaggio del bolo nello stomaco. E’ importante che lo sfintere
esofageo inferiore mantenga la sua attività di chiusura a riposo perché evita il
passaggio del reflusso alimentare dallo stomaco all’esofago. Il succo gastrico
è acido e la mucosa dell’esofago non sarebbe in grado di resistere a lungo a
questa azione digestiva. Se lo sfintere perde tonicità ed efficacia la mucosa
esofagea esposta può predisporre all’insorgenza del tumore esofageo
STOMACO
Lo stomaco è suddiviso in quattro zone:
1. Cardias: la parte più prossimale, in contatto con lo sfintere esofageo inferiore
2. Fondo: una zona a forma di cupola
3. Corpo: la porzione centrale dello stomaco
4. Antro: la parte distale, collegata al canale pilorico
Lo sfintere pilorico è un anello di muscolatura liscia che regola il passaggio del
contenuto dallo stomaco al duodeno, impedendo il reflusso a livello dello stomaco
Regioni Funzionali dello Stomaco
1. Zona prossimale: funzione di serbatoio, include il fondo e il terzo prossimale
del corpo, queste due porzioni a riposo, quindi in assenza di contenuto
alimentare, hanno la muscolatura contratta. La mucosa presenta dei
ripiegamenti chiamate pliche, i quali fanno sì che quando arriva il bolo si
abbia un aumento della superficie e il rilassamento della muscolatura liscia
del fondo e del corpo. Questo rilassamento è di natura riflessa e può essere
di 3 tipi:
● Riflesso recettivo: si genera dalla stimolazione dei meccanocettori,
dettato dalla presenza di contenuto alimentare, che si trova durante
l’atto deglutitorio
● Riflesso adattivo: si genera dalla stimolazione dei meccanocettori,
dettato dalla presenza di contenuto alimentare, che si trovano
nell’esofago e nello stomaco
● Riflesso a feedback: si genera dalla stimolazione dei meccanocettori,
dettato dalla presenza di contenuto alimentare, che si trova
nell’intestino tenue
Il risultato di questi 3 riflessi è sempre distensione e rilassamento della muscolatura
ma cambia lo stimolo dell’origine.
2. Zona antrale: occupa la parte restante del corpo dello stomaco ed è la zona
pacemaker dove avvengono le contrazioni ritmiche della muscolatura
gastrica, con frequenza di 3 onde/min grazie alle quali hanno origine le onde
peristaltiche che si propagano verso il piloro. Questo ritmo è determinato dal
ritmo elettrico di base causato dalle cellule di Cajal del pacemaker gastrico
3. Zona pilorica: regola il passaggio del chimo dallo stomaco all’intestino tenue
grazie allo sfintere pilorico e limita il reflusso duodeno-gastrico
Periodo Interdigestivo (periodo che intercorre tra un pasto e l’altro)
La motilità dello stomaco è regolata dal complesso mioelettrico migrante,
un’attività ciclica con fasi di assenza e presenza di contrazioni. La sua funzione
principale è espellere dallo stomaco i residui non digeriti di diametro superiore a 5
mm, che non possono attraversare il piloro. Il CMM è presente sia nello stomaco
che nell’intestino tenue, origina dal pacemaker gastrico e si propaga fino alla
valvola ileo-ciecale in circa 60-80 minuti, dopo di che ne viene generato un altro.
In condizioni di digiuno prolungato, il CMM si manifesta con contrazioni più
intense, percepite come “crampi della fame”. La sua regolazione avviene tramite il
sistema nervoso parasimpatico e l’ormone motilina, prodotto dalle cellule M
dell’intestino tenue in risposta all’alcalinizzazione del duodeno e del digiuno, che
avviene nella fase interdigestiva per l’assenza di contenuto acido dello stomaco
Periodo Digestivo
Quando si assume cibo, il complesso mioelettrico migrante (CMM) si interrompe
e inizia un’attività elettrica continua, che varia a seconda della regione dello
stomaco:
● Fondo e corpo prossimale: non presentano onde lente, poiché non
risentono dell’attività del pacemaker gastrico
● Antro: a livello del plateau delle onde lente, compaiono i potenziali
d’azione, generando contrazioni peristaltiche che spingono il contenuto
verso la parte distale dello stomaco
L’ampiezza delle onde varia in base alla zona, mentre la frequenza rimane
costante a 3 onde al minuto, determinata dal ritmo elettrico di base
Processo di Triturazione per Effetto delle Onde Peristaltiche
La triturazione del cibo nello stomaco avviene grazie a due meccanismi:
1. Peristalsi: contrazioni della muscolatura gastrica
2. Retropulsione: il contenuto alimentare viene respinto contro il piloro chiuso,
favorendo il rimescolamento e la riduzione delle particelle
L’onda peristaltica viaggia verso l’antro, dove avviene il coordinamento
antro-pilorico-duodenale: L’antro si contrae, il piloro è aperto, il duodeno è
rilassato, permettendo il passaggio solo della componente liquida e delle particelle ≤
5 mm. Dopo il passaggio del contenuto, la contrazione va nel piloro che si chiude e
la retropulsione frammenta ulteriormente il cibo, mescolandolo con le secrezioni
gastriche per formare il chimo
Svuotamento gastrico
Lo svuotamento è regolato da segnali provenienti da stomaco e duodeno, con il
duodeno che esercita un controllo più forte, assicurando che il chimo entri ad una
velocità adeguata per una corretta digestione e assorbimento nell’intestino tenue.
Il processo è modulato da controlli nervosi e ormonali
Controllo Nervoso della Motilità Gastrica nel Periodo Digestivo
Ci sono due riflessi:
● Riflesso esofago-gastrico: stimolato dalla distensione dell’esofago ha come
effetto l’aumento della capacità di immagazzinamento dello stomaco
● Riflesso intestino-gastrico: stimolato dalla distensione del duodeno, ileo o
colon ha come effetto la riduzione dello svuotamento gastrico
Controllo Ormonale della Motilità Gastrica nel Periodo Digestivo
- Gastrina: rilasciata in presenza di peptidi e amminoacidi nel contenuto
alimentare, stimola la peristalsi nella zona distale dello stomaco favorendo la
retropulsione e riducendo lo svuotamento gastrico. Inoltre stimola le
funzioni di immagazzinamento
- Secretina: rilasciata in presenza di acidità a livello duodenale, riduce lo
svuotamento gastrico, favorendo i meccanismi di neutralizzazione
dell’acidità. Inoltre stimola le funzioni di immagazzinamento
- CCK (Colecistochinina): rilasciata in presenza di lipidi e aminoacidi nel
contenuto alimentare, stimola la peristalsi nella zona distale dello stomaco
favorendo la retropulsione e riducendo lo svuotamento gastrico. Inoltre
stimola le funzioni di immagazzinamento
Secrezione Gastrica
Lo stomaco secerne il succo gastrico (2-3 L al giorno). La secrezione gastrica ha il
compito di proseguire la digestione che era iniziata nella cavità orale tramite la
saliva. Ci sono diversi tipi di ghiandole nella mucosa gastrica che producono diversi
tipi di componenti: Ghiandole della Mucosa Gastrica
Cellule Principali Pepsinogeno
Cellule Parietali HCl e Fattore Intrinseco
Cellule G Gastrina
Ghiandole Ossintiche
(Fondo e Corpo) Cellule del Colletto Muco e HCO3-
Cellule D Somatostatina
Cellule ECS Istamina e Serotonina
Ghiandole Cardiali Muco
(Cardias)
Ghiandole Piloriche Muco, Cellule G e Cellule D
(Antro)
Funzioni del Muco (costituito da mucine e HCO3-)
● Azione lubrificante: permette un facile scorrimento del contenuto alimentare
● Protezione della mucosa gastrica: nei confronti dell’HCl. Il pH delle cellule
epiteliali gastriche è 7 e questo permette di non danneggiarle. Se ci
spostiamo al di fuori di questo strato di muco protettivo il pH è 2. Oltre al
muco, ci sono delle giunzioni serrate tra le cellule epiteliali gastriche che
vanno ad impedire che gli ioni H+ passino dal lume all’interstizio
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